lunedì 27 dicembre 2010

Teena Marie - If I Were A Bell (live)

In ricordo di Teena Marie, scomparsa ieri all'età di 54 anni, una delle poche vocalist bianche dalla voce molto "black" . Fu molto importante per la sua carriera l'incontro con Rick James produttore del suo album d'esordio "Wild and Peaceful ".

God bless you Lady T !!!

lunedì 13 dicembre 2010

Inaspettata emozione....

foto Fabio Rossi
al 40° km leggermente.....sulle gambe ;-)

E non un'emozione da poco, come recitava una canzone nostrana, ma bensì un ritorno all'antico....
Correre una maratona a ritmo pressochè costante ed a buon livello senza alcun tipo specifico di preparazione era "di routine" sino a qualche anno fa poi gli anni passano, la voglia di soffrire cala ma rimane intatta la passione ed il desiderio di vivere un giorno di festa con i numerosi ed appassionati maratoneti.
Dopo le due ultime partecipazioni, a Torino prima ed a Firenze poi,entrambe da dimenticare perchè negativamente condizionate da un clima umido e piovoso mi son ripresentato ieri in quel di Reggio per il tradizionale appuntamento di metà dicembre.
Le previsioni meteo erano unanime nell'indicare per la giornata di domenica la presenza di sole accompagnata da temperature inizialmente rigide ma poi in costante aumento. "Toh che bello almeno non si corre sotto l'acqua anche stavolta !" ma venerdì mattina ,a rovinare la festa, ci ha pensato l'annoso problema agli ischiocrurali della coscia sinistra. Telefonata disperata per cercare di ricorrere alle cure dell'amico fisio Cris, ma l'agenda piena d'appuntamenti di quest'ultimo ha vanificato il tutto.
Mi sono affidato a Santa Arnica sperando in un miracolo dell'ultima ora ed ho cercato di rilassare la muscolatura con due brevi nuotate, conscio che durante la gara il ritiro, oppure un calo repentino di ritmo, potevan esser dietro l'angolo.
Sveglia domenicale quando ancora il gallo era nel mondo dei sogni in fase rem e dopo un'ultima spalmatina d'arnica , carico la borsa in macchina e mi dirigo alla periferia di Bergamo dove è fissato l'incontro con un folto gruppo d'amici podisti.
Arriviamo a Reggio Emilia poco dopo le 8 ed il palazzetto dello sport è in pieno fermento, animato dalla massa d'atleti col loro frenetico andirivieni. Lo speaker s'affanna a ripetere l'invito agli atleti di portarsi all'esterno della struttura dopo aver espletato tutte le formalità pre gara, ovverosia il cambio  d'abiti ed aver lasciato sulle tribune la propria borsa. Prima d'uscir dal palazzetto scatto una foto ricordo con Claudio Caforio  e corricchio con l'amico Ciro raggiungendo la zona di partenza assaporando l'aria frizzante e la temperatura  sottozero....
Entro in griglia e mi ritrovo al fianco di Claudio e non vediamo l'ora di cominciare la nostra ennesima avventura sportiva lunga 42 km perchè la muscolatura ormai si è infreddolita e richiede movimento per essere riscaldata . Colpo di pistola,  finalmente si parte ! e dopo un breve giro cittadino si ripassa sotto lo striscione " partenza-arrivo" per poi inoltrarsi in aperta campagna incontrando ogni tanto qualche centro abitato. Procedo piuttosto rilassato e da buon conoscitore del percorso evito di affaticarmi oltre il lecito nel tratto di strada che conduce a Montecavolo,  disseminato da vere e proprie trappole dannose per i quadricipiti ;-)
Considerando che in quel punto ci si trova a circa 5 km dalla mezza, osare troppo nella prima parte significa pregiudicare la seconda dove non vi è solo discesa ma altri tratti "indigesti", dove il dispendio a livello muscolare è elevato. Arrivo al rilevamento cronometrico di metà gara e rimango stupefatto sia del tempo impiegato che della mia buona condizione fisica.
Ma la prova del nove è il superamento del tratto tra il 24° ed il 27° km difficoltoso soprattutto a livello psicologico perchè dopo un'iniziale tratto in salita la strada asfaltata si snoda tra i campi con un lungo e fastidiosissimo falsopiano che mi costringe a calare il ritmo per la presenza di vento gelido contrario.
E' già da un po' di km che avverto l'indesiderato fastidio muscolare che attraversa l'intera coscia sinistra e mi sforzo di non pensare al peggio, ma dopo quei tre km dispendiosi il timore è quello d'aver finito la benzina.
La strada spiana e scende leggermente ma prima del 29° km, come da copione, affronto l'ultima ascesa spaccagambe seguita da una discesa che doveva esser liberatoria ma si rivela ostile perchè sento "tirare" il bicipite femorale e non riesco a trovare quella scioltezza muscolare e rilassatezza mentale delle quali necessitavo.
Avverto in modo significativo questo up & down  però m'impongo di non demordere e combattere il desiderio di calare il ritmo voluto dalla mente. Riesco a tener fede alla promessa con me stesso anche se in qualche tratto rallento per manifesta inferiorità muscolare e per qualche fitta proveniente sempre dalla sofferente coscia sinistra. Il vento freddo subìto a tratti e la stanchezza fisica accumulata stanno avendo la meglio sulla volontà di tener duro sino alla fine e percepisco l'assenza di reattività da parte degli arti inferiori intirizziti così come lo sono i muscoli facciali.
Al 41° km rientro in città e realizzo che ormai la sofferenza sta per finire e si trasformerà dopo il traguardo in gioia immensa per una prestazione insperata .
Eccolo lo striscione d'arrivo e prima di varcarlo stringo il pugno, non ne ho più, l'energie che avevo dentro le ho lasciate per strada metro dopo metro e mi piego sulle ginocchia prima di ricevere la tradizionale medaglia al collo.
Raggiungo velocemente gli spogliatoi e solo al termine di una salutare doccia calda  riacquisto la capacità d'intendere e do volere poi sfrutto il servizio massaggi mentre aspetto gli altri amici.
Un pasto completo al self service, convenzionato con l'impeccabile organizzazione reggiana,e poi il rientro a casa al termine di un'altra lunga e faticosa giornata di sport , densa d'emozioni e di sorprese.
Un saluto ed un forte abbraccio come sempre ai numerosi amici incontrati e un doveroso attestato di merito agli organizzatori della Maratona di Reggio. Non riuscirei, nemmeno sotto tortura ,a trovare una pecca organizzativa......:-)
Domani una simil tortura la dovrò subire dal fisio Cris e già sin d'ora mi porto avanti gridando "aiaaaaaa" :-D

God bless you !!!

martedì 30 novembre 2010

Are you strong enough ?


Palazzo Vecchio
in versione condom per ripararmi dalla pioggia :-)
foto Atletica Week
stanco sul finire della gara ....

Me lo domandavo la scorsa domenica mattina mentre scherzavo coi vari amici in griglia prima della partenza della Firenze Marathon sotto una fitta pioggia ghiacciata ...
Sbattevo i denti cercando vanamente di riscaldarmi saltellando sul posto e col senno di poi, considerato il clima proibitivo ospite indesiderato per tutta la gara , posso ritenermi soddisfatto d'averla conclusa.
Tendenzialmente sono un amante delle maratone a misura d'uomo dove è possibile vivere l'evento con maggiore tranquillità presentandosi senza largo anticipo al via, ma non avevo mai corso in una città d'arte quindi Firenze capitava ad hoc.
Iscrizione ottenuta tramite l'intercessione dell'amico Cesare e molto gradito è stato l'invito dell'amica Lucy, offertasi per ospitarmi durante il w.e. e mia personale guida turistica. L'unica incognita durante la prova fiorentina sarà il responso delle mie gambe seriamente provate dopo la lunga sequela di competizioni e come sempre farò affidamento al mio istinto adeguandomi cammin facendo alle sensazioni di stanchezza provenienti dagli arti inferiori ;-)
Alleata nel mio trasferimento dalla Milano da bere alla città gigliata sarà donna Alfia, reduce dalla ultramaratona di 46 km in quel di Salsomaggiore, e sin dalla partenza il sabato mattina si discute sulle pessime condizioni atmosferiche previste per il giorno seguente. A memoria non ricordo una serie di gare caratterizzate dalla presenza costante di maltempo come quest'anno però i siti meteo parlano di pioggerellina e quindi non mi sto a preoccupare più di tanto.
Il viaggio scorre piacevolmente e nel primissimo pomeriggio raggiungiamo l'abitazione di Lucy poi Alfia ci lascia per incontrare i compagni di squadra nell' hotel dove alloggerà, situato nel centro storico della città. Il sottoscritto invece dà inizio al carboload della vigilia con un bel piatto di pasta al pomodoro cucinato dalla padrona di casa seguito da qualche fetta di bresaola. Dovendo sbrigare le formalità del ritiro pettorale e pacco gara all'expo della maratona ritengo salutare fare una passeggiatina invece d'utilizzare i mezzi pubblici .Il clima è piacevole,splende il sole e parlando con altri podisti vorremmo ritrovarlo il giorno dopo, un sogno ahimè che rimarrà tale :-(
Stanco di girovagare in lungo ed in largo tra gli stand con le gambe che desiderano riposare, faccio ritorno a casa per rifinire il carico di glicogeno con un megapiatto di fusilli al tonno. Sono sazio a tal punto da decidere sia indispensabile un giro a piedi  per facilitare la digestione e la cosa mi stuzzica assai in quanto contento di poter rivedere monumenti che sono talmente perfetti da risultare quasi irreali e lasciarti senza fiato....
Piazza del Duomo è qualcosa di grandioso ed al contempo affascinante con la maestosa Cupola del Brunelleschi, il Campanile di Giotto, il Battistero ma non di meno è Piazza della Signoria col celebre Palazzo Vecchio.
La golosità s'imprigiona di me, quindi un bel gelato è d'obbligo anche se la temperatura comincia ad abbassarsi bruscamente consigliandomi il ritorno al calduccio.....
Notte tranquilla ed al risveglio aprendo la finestra ecco l'odiata pioggerellina, l'aria carica d'umidità e dopo una frugale colazione m'incammino in direzione Lungarno dove ad attendere la folta folla di podisti ci sono i bus navetta pronti a depositarci sul luogo di partenza ovverosia Piazzale Michelangelo. Vedo i camion destinati al deposito borse disposti vicino alle navette, mi cambio sotto una pensilina indossando l'abbigliamento da gara ed anche lo pseudo impermeabile di plastica verde. La pioggia aumenta d'intensità e raggiunta la partenza non accenna a diminuire anzi, per rovinarci per bene la festa, chiede rinforzi ad un fastidiosissimo vento. Incontro la simpatica amica Erika e mentre sono al riparo dalla pioggia sotto una tettoia vengo "amabilmente" preso in giro da lei ma non ho argomenti per replicare se non imprecare per il maltempo :-)
Lo speaker annuncia che entro le 8.50 tutti gli atleti dovranno posizionarsi all'interno delle griglie a loro assegnate e mi vien male al solo pensiero di dover rimanere sotto la pioggia per quasi mezz'ora prima dello start !!!!
Si cerca con gli altri concorrenti di stemperare la tensione con qualche battuta, ma tutti sono visibilmente infreddoliti , scoraggiati dal clima ostile e desiderosi di partire.
Finalmente il colpo di pistola liberatorio e nel primo tratto in discesa corro col solo intento di riscaldarmi e scaricare tutta la tensione accumulata durante la logorante attesa. Raggiunto il piano viaggio ad un ritmo costante e sino all'uscita dal Parco delle Cascine avverto buone sensazioni ma subito dopo la mezza, oltre alla naturale stanchezza fisica, la presenza a tratti di un vento gelido e contrario mi dà il colpo di grazia. Le cosce diventano marmoree e solo l'incoraggiamento del pubblico in alcuni tratti caloroso riesce a strapparmi un sorriso. Un breve cavalcavia ed  il fondo sconnesso del centro storico contribuiscono ad appesantire ancor di più la mia falcata ma ormai la testa è da un bel po' che ha deciso di calare visibilmente il ritmo.Praticamente corro seduto sino al traguardo e raggiungerlo è una vera e propria liberazione , la fine di una dura lotta contro le avversità climatiche. Bello rivedere subito dopo il traguardo Enzo, conosciuto il giorno prima all'expo , ma rimango negativamente sorpreso dall'assenza di un vero e proprio ristoro a fine gara. Bevo un paio di bicchieri di tè tiepido poi ci viene consegnato un misero sacchetto di plastica contenente un'arancia praticamente surgelata, una pseudo brioche, una bottiglietta d'acqua e un succo di frutta. A mio modesto parere era lecito aspettarsi un maggior sforzo organizzativo e dedicare maggior cura agli atleti considerando l'impegno fisico profuso e l'elevato costo d'iscrizione per chi lo ha fatto all'ultimo momento ed ha sborsato 60 euro. E non scordiamoci il lungo ed obbligato tragitto per riprendere le borse....
Se nella malcapitata ipotesi un'atleta giunto/a non fosse nelle condizioni fisiche per riprendersi la borsa a più di mezzo km dal traguardo perchè esausta e quindi svuotata d'energie a chi si doveva rivolgere?
Agli organizzatori l'ardua risposta.....
Ritirata la borsa m'infilo sotto minuscole tende dove, nella bolgia, indosso maglione e giaccone e di seguito, dopo una lunga passeggiata sotto la pioggia, riesco finalmente ad usufruire di una doccia calda :-O Maremma maiala direbbero nel capoluogo toscano !!!!! e poi un bel ripristino dell'energie disperse con un pranzo a base di pasta al ragù, una bella bistecca ed un piatto di cime di rapa. Attendo l'arrivo di Alfia, infreddolita e bagnata, e poco prima delle 18 ha inizio il viaggio di ritorno piuttosto tribolato causa la presenza di neve nel tratto appenninico.
Giunti a Milano un veloce saluto ad Alfia e poi.... alleluia rieccomi "à la maison" dopo un turbinio d'emozioni e stati d'animo da otto volante.
Ringrazio Lucy  per l'ospitalità e mi complimento con tutti i finisher che han saputo combattere le avversità climatiche con una forza d'animo interiore degna di nota, ma al contempo rivolgo un significativo abbraccio agli sfortunati atleti non giunti al traguardo per svariati motivi.

God bless you !!!

martedì 23 novembre 2010

Piove, ma senti come piove.....

......senti come viene giù!
Probabilmente il Cherubini ,alias Jovanotti mentre scriveva questo suo brano si trovava al calduccio e non come noi poveri podisti innervositi da quest'autunno piovoso, in particolar modo durante i fine settimana, quando siam impegnati a gareggiare subendo docce d'acqua piovana alquanto indesiderate :-(
Ame ma che fai, gareggi tutte le domeniche ? solita domanda di chi mi trova dappertutto e magari non sa che questa è la  mia tradizionale "training session" per evitare la monotonia del correre in solitaria. Ritengo fondamentale l'essere realisti e non fare voli pindarici creandosi inutili aspettative perchè solo chi si prepara con metodo potrà ottenere risultati di un certo rilievo cronometrico.
Ho sposato questa filosofia piuttosto naif ma nel mio dna sportivo non esiste la competitività e nemmeno il crearsi obiettivi se non quello d'assecondare la forma del momento e possibilmente arrivare col sorriso sulle labbra ;-)
Per la partecipazione alla Maratonina Città di Crema la comitiva era la stessa della domenica precedente a Torino ovverosia la Catu Family e l'amico comune Giuseppe Ricci con la sostanziale differenza che in quest'occasione donna Eliana indosserà il pettorale nella Marian Ten gara di contorno più breve.
Ritrovo a Lodi alle 8 e la speranza di tutti noi è che la pioggia diminuisca d'intensità ma sino al nostro arrivo nel centro di Crema ci sarà fedele compagna così come per tutto il nervosissimo percorso della competizione. Curve e controcurve secche ci han costretto a rallentare e riprendere l'andatura desiderata svariate volte, e se nel menu c'aggiungiamo anche la presenza di due cavalcavia è lapalissiano dedurre che il tracciato risultava poco scorrevole.....
Simpatico il casuale ritrovo e successivo abbraccio con l'amica Dina Braguti, "cremasca doc" pochi minuti prima dello start.
Prova regolare la mia ,conclusa decorosamente nonostante fossi timoroso di pagare la fatica della domenica precedente, conscio dell'attuale mancanza di brillantezza atletica. Prima di correre sotto la doccia classica tappa al ristoro, dove noto delle crostatine con un cuore disegnato al loro interno ne mangio alcuni pezzetti con un bicchiere di tè caldo. Spiacevole ed inaspettata sorpresa è stata quella di doversi lavare sotto l'acqua fredda e sinceramente non era quello che desideravo ! :-(
Rivedo negli spogliatoi il Catu, gasatissimo per la sua prova ed altrettando sorridente è Eliana infreddolita e giustamente ansiosa di tornar a casa per prepararci il pranzo. Ci  fermiamo al ristoro per assaggiare ancora un crostatina ed una mela e, considerato il clima umido, anche un paio di bicchieri di tè piacevolmente caldo.
Il solito squisito pranzo confezionato dalle sapienti mani della regina di casa seguito da una bella cioccolata con panna in un bar in compagnia dell' inasauribile Andrea figlio minore della coppia lodigiana. Il ritorno a casa ovviamente è stato fatto sotto una fitta pioggia.
Non smetterò mai di sottolineare l'atmosfera familiare ed il perfetto feeling instauratosi con la Catu family così come la semplicità e l'affabilità di Giuseppe non più rivisto al termine della gara.
Ora, anche se non previsto, m'aspetta un piacevole ma sofferto, sportivamente parlando, fine settimana in quel di Firenze dove sperimenterò il nuovo tracciato della rinomata Firenze Marathon.
Sono consapevole del mio stato di forma precario, se si tratta di dover correre a determinati ritmi i canonici 42.195 metri , quindi in alto i cuori e .....

God bless you !!!

martedì 16 novembre 2010

Tatiana


3h 03 '03" sembrerebbe un  tempo studiato a tavolino per stupire, ma per chi come il sottoscritto ne apprezza la semplicità con la quale si pone, il suo sorriso e conosce le qualità atletiche non si è affatto stupito nell'averla vista protagonista alla recente New York City Marathon.
Prima donna italiana giunta al traguardo precedendo di qualche minuto il simpatico marito Fausto :-)
Grande Tatiana sono onorato d'esser tuo amico e coetaneo nonchè averti potuto riabbracciare e complimentarmi con te sabato scorso.
Manterrò la promessa ed esaudirò il tuo volere di farti da pace per il tuo personale in maratona ;-)

Glod bless you !!!

lunedì 15 novembre 2010

Tentar a volte .....nuoce !

Trip , Fabio , Carlo , Ame
Eh sì mio caro Ame non ti sei rassegnato ai segnali negativi che il tuo corpo insistentemente ti ha inviato per tutta la settimana e malgrado avessi riposato era utopistico pensare di ritrovare la brillantezza necessaria per correre decentemente una maratona......
Risultato? nella seconda parte di gara, caratterizzata da un profilo altimetrico decisamente impegnativo per la presenza di alcuni tratti in salita, i vasti mediali soffrivano ad ogni spinta dei piedi e correvo praticamente seduto :-O
Questo indolenzimento mi ha precluso la possibilità di sfruttare la fase finale di gara in leggera discesa ma la legge dello sport è uguale per tutti, in particolar modo quella della maratona, quindi se si osa oltre misura poi si pagano con gli interessi gli errori commessi.
Ma partiamo, narrando questa nuova avventura sportiva, dal ritrovo di prima mattina con la "Catu family" avvenuto ad Agrate in una tipica domenica autunnale umida e caratterizzata da una debole pioggerellina. Trovo il capo famiglia Fabio, al ritorno nella regina delle gare di corsa dopo quattro anni d'assenza, bello carico con un obiettivo cronometrico ben preciso in testa e deciso a raggiungerlo. Alla simpatica consorte Eliana ,venuta al seguito per immortalare il maritino, va tutta la mia ammirazione per aver sopportato condizioni atmosferiche dove l'elevata umidità dell'aria penetrava nelle ossa. Infatti prima di tornar a casa lei stessa ha sottolineato di come abbia dovuto sopportare il disagio d'aver perennemente i piedi ghiacciati  :-(
Dopo un'iniziale incidente di percorso, relativo al senso di marcia, il Catu sfreccia a velocità supersoniche sulla Milano-Torino e già alle 8 siamo nel capoluogo piemontese alla ricerca di un parcheggio che troviamo non molto lontano dalla centralissima Piazza Castello da dove avverrà la partenza della Turin Marathon.
2500 più o meno i partenti ed è piacevole rivedere Alberto Quarello detto il Trip accompagnato da un altro amico comune ossia Carlo Chierotti. Eliana immortala il nostro incontro, con un simpatico scatto fotografico, vestiti di tutto punto prima della nostra fatica. Una concentrazione di facce da pirla così non si era mai vista ed entrerà di diritto nel libro dei record della maratona :-D
Qualche minuto di corsetta per cercare di riscaldarmi , poi eccomi in griglia di partenza vicino al Catu dove faccio la gradita conoscenza di Luisa, la quale dice d'esser sprovvista di un'adeguata preparazione per ben figurare ma verrà smentita dal cronometro ottenendo il suo primato personale di poco inferiore alle 3h'05. Complimenti !!!
La partenza non presenta grosse difficoltà di traffico, sento le gambe reattive e contrariamente a quanto pensavo non avverto fatica, ma in prossimità della mezza improvvisamente ritrovo la pesantezza nei quadricipiti avvertita la scorsa domenica a Carpenedolo. Considerando l'approssimarsi del tratto più duro della gara prevedo una sofferenza infinita sino alla conclusione della stessa....
Perchè mi avete abbondonato? il mio disperato lamento interiore è indirizzato ai vasti mediali che in salita verso Rivoli entrano in sciopero e non cooperano nel farmi procedere ad andatura decorosa. Giunto in prossimità del 28°km quando la strada comincia a ridiscendere verso Torino ho dolori alle gambe e quando vedo un concorrente fermarsi e camminare la tentazione sarebbe quella d'imitarlo. Cerco di sconfiggere questi pensieri negativi ma sto penando, pur mantenendo un'andatura lenta, ed i km li percepisco infiniti.
Non vedo l'ora d'imboccare il vialone d'arrivo ed il sogno s'avvera quando, mentre percorro l'ultimo km, svolto a sinistra ed odo lo speaker incitare gli atleti  prossimi a tagliare il traguardo.
Finalmente, stravolto dalla fatica, transito sotto lo striscione d'arrivo ma non riesco a gioire come di solito se non dopo aver abbracciato l'amico Claudio col quale scatto una foto ricordo con tanto di medaglia al collo. Entrambi ci dirigiamo velocemente a far la doccia e colgo anche l'occasione subito dopo per sfruttare il servizio massaggi. Ricevo una telefonata del Catu rimasto nei pressi della zona d'arrivo con Giuseppe Ricci ed una volta raggiunto lo vedo soddisfatto della sua prova e mi complimento con lui. Scorgo in lontananza il Trip in compagnia dell'amica Sandra, la quale mi racconta d'essersi posizionata all'altezza del 32°km con la figlia Alessia per sostenere un amico poi "saltato" e d'aver seguito il Trip.
E' giunta l'ora di lasciare la reale e sfarzosa cornice di Piazza Castello e rientrare nel grigiore brianzolo dove una lieve pioggerellina m'accoglierà a metà pomeriggio. Ringrazio la Catu family per l'usuale simpatia e gentilezza , nonchè gli amici incontrati per il calore col quale m'accolgono in codeste occasioni.
Vi lascio con una frase udita sul finire della gara tipica della mancanza di cultura sportiva dell'italico popolo : "ma si può bloccare una città per una corsa di merda? ".
Risposta dell'Ame il giorno dopo in quanto al momento impossibilitato a rispondere : " ma si può abitare in un paese con gente così di merda? " ;-)

God bless you !!!

lunedì 8 novembre 2010

Mezza soddisfazione.......

Dopo la domenica sabbatica sotto il profilo agonistico,ospite in quel di Lodi della Catu family, ho ripreso ieri a Carpenedolo (BS)  il contatto col mondo podistico partecipando alla "Maratonina Basso Garda" valida come Campionato regionale di mezza maratona. Questa notizia l'ho appresa solo dallo speaker mentre assistevo alle premiazioni... :-)
Tanto per non smentire il trend meteorologico dei recenti fine settimana, era prevista la fastidiosa presenza di deboli precipitazioni durante lo svolgimento della prova quindi l'umore, alla partenza da casa, non era dei migliori.
Cammin facendo però notavo come procedendo verso est il cielo era sì grigio e tipicamente autunnale ma senza pioggia quindi, almeno per quanto concerne il viaggio, Giove pluvio non si è fatto vivo se non per i primi 30 km. Giunto a destinazione solito iter pre gara col ritiro del pettorale, l'incontro con qualche amico ed il cambio d'abiti avvenuto all'interno di un piccolo tendone. Rimango sorpreso quando scopro l'assenza di un deposito borse e devo adeguarmi a questa pecca organizzativa lasciando incostudita la borsa sotto un porticato situato nei pressi dell'arrivo. Questa l'unica nota dolente di una manifestazione che mi ha positivamente impressionato e da tener in considerazione per un'eventuale ritorno l'anno prossimo.
La comparsa in settimana di una leggerissima contrattura al polpaccio destro nonchè la partecipazione alla maratona di Torino della domenica successiva hanno condizionato il mio approccio a codesta mezza e l'imperativo era quello di tenere un'andatura che definirei "mediamente brillante". Difatti dopo il primo km ,al solito speso a zigzagare alla ricerca di un pertugio dove correre a proprio agio, mi stabilizzo ad un ritmo che dapprima reggo senza alcun problema senonché inspiegabilmente avverto pesantezza di gambe ed il morale ne risente parecchio.
Mi dò un ultimatum e se nel giro di un paio di km le sensazioni non miglioreranno mi metterò il cuore in pace correndo sottoritmo, perchè è da stolti interstardirsi a reggere una velocità non consona alla negativa condizione fisica di giornata. Fortunatamente riesco a tener botta e quando alcuni atleti, sul finale di gara, accennano ad allungare son tentato di seguirli ma subito mi freno perchè così facendo il livello di sofferenza, già di per sè non preventivato, andrebbe oltre il ragionevole......
Rimango stupefatto nel percorrere il lungo rettifilo che conduce al traguardo perchè nei pressi dello stesso un concorrente visibilmente in difficoltà barcolla e cade poco prima dello striscione d'arrivo. Viene prontamente soccorso e discutendo con altri podisti tutti eravamo concordi nel sottolineare l'inutilità, a livello amatoriale,
di spingere l'organismo oltre certi limiti  per salvaguardare la nostra salute....
Appena terminata la prova mi fermo al ristoro e faccio un'assaggino di torta sbrisolona seguita da un caldo bicchiere di tè. Terminata la doccia "muy caliente" inizia il mio personale ripristino del glicogeno muscolare dapprima con un'ottima pasta al pomodoro,seguita da morbide tortine ricoperte di cioccolato al latte e conclusa con una serie infinita di pezzi di crostata alla frutta :-D
Come sosteneva giustamente l'amico elbano Gianluca " Prima o poi te li faranno pagare i ristori...."  ma è risaputo che la mia golosità in fatto di dolci non ha confini ,oserei dire, grande quanto una galassia ;-)
Sinceramente pensavo d'esser più tonico, ma dopo la cinquina di gare il motore comincia a perdere colpi e quindi prevedo una prova sottotono a Torino, ma poco importa perchè potrò contare sulla spassosa compagnia dei numerosi amici che incontrerò. Quali ? settimana prossima lo saprete ......

God bless you !!!

lunedì 25 ottobre 2010

La solita domenica di corsa........

dai Ame che ormai l'è finida ;-)

.....e ieri lo è stata in tutti i sensi perchè partita subito in salita per una serie di peripezie autostradali che mi han fatto guidare col cuore in gola arrivando a Castellazzo Bormida (AL) , dove avevo in programma la partecipazione ad una mezza maratona, piuttosto trafelato e con parecchie energie nervose disperse :-( Ah quante volte mi sono maledetto per la mia sbadataggine !
Ritrovo il sorriso rivedendo una persona a me cara, poi sotto un cielo grigio mi cambio d'abiti e mentre tolgo i calzoni avverto la tipica umidità autunnale pervadere il mio corpo. Vorrei tanto poter usufruire del tepore dei raggi solari ,ma posso ritenermi fortunato in quanto le previsioni meteo della vigilia dichiaravano la possibilità di piogge deboli che fortunatamente non si sono fatte vive :-)
Noto con piacere la massiccia presenza di podisti per questa manifestazione che raggruppa in sè due competizioni , la Stracastellazzo 12 km e la classica maratonina ed abbraccio calorosamente l'amico Bruno. Il clima è di quelli a me cari , molto familiare con tutti i servizi a portata di mano senza correre il rischio di perdere inutile tempo ed una volta indossata la tenuta da gara consegno immediatamente la borsa all'apposito deposito. Corricchio un paio di minuti per vincere il freddo umido e sinceramente, oltre ad aver verificato la legnosità dei quadricipiti nella solita breve uscita di corsa a metà settimana, m'accorgo d'aver la mente scarica dopo una quaterna di gare consecutive.
"Ame è meglio che ti metti nel gruppo bisonti pronti a partire, ti scalderai cammin facendo"... ed a quanto pare, dando un'occhiata alle indicazoni relative al percorso fornite dall'organizzazione, i primi 12 km saranno in leggera salita mentre gli ultimi 9 a scendere verso il traguardo. Lo speaker comunica ai partecipanti che, impossibilitato a dare il canonico colpo di pistola, utlizzerà un fischietto per dare il via alla gara :-)
Si parteeee e tanto per cambiare devo slalomeggiare, come lo Stenmark dei tempi migliori, per districarmi, trovare il mio spazio e possibilmente un gruppetto col quale condividere la gara. Poco dopo il secondo km. si materializza davanti a noi un lungo e fastidiosissimo cavalcavia, un vero e proprio deterrente per il morale del sottoscritto,tanto che mi verrebbe quasi voglia di calare drasticamente il ritmo e fare una prova all'insegna del risparmio.
Siamo solo all'inizio ma faccio fatica a reggere l'andatura di chi mi fa compagnia per cui alzo il piede dall'accelleratore e vado come mio solito a sensazione. Purtroppo le sensazioni son pessime e ci mancava pure in concomitanza dell' 8° km un tratto in pietrischetto in mezzo ad una strada di campagna ,dove è difficoltoso spingere con l'avampiede e si sprofonda, per aumentare il mio disagio.
Inutile lamentarsi si va avanti sino al 12° poi si vedrà se le pendenze stradali diventeranno alleate ed amiche. Intanto a metà gara non sono più solo ma facente parte di un terzetto che poi diventerà una coppia, dove il mio socio è ammirevole perchè sento dal suo respiro affannoso la difficoltà a seguirmi, ma costui non demorde e cerca di rimaner attaccato al mio treno. In effetti ,come da copione, dal 13° km in poi son i tratti leggermente in discesa quelli più presenti e le mie gambe, pur soffrendo, riacquistano vigore. Mi ritrovo psicologicamente a disagio negli ultimi 5-6 km ma ciò nonostante cerco di tener un buon ritmo sino al traguardo e rimango solo perchè il mio compagno prima di uno strappetto cede e non riesce più a recuperare i metri persi.
L'ultimo km è infinito, sembra lungo un miglio,  noto in lontananza il campanile della chiesa e quando sullo sfondo intravvedo l'arrivo son soddisfatto della mia prova perchè nella prima parte son stato sul punto di mollare e di rassegnarmi a procedere ad andatura ridotta. Appena tagliato il traguardo e ritirato il pacco gara mi fiondo negli spogliatoi del campo sportivo per farmi una doccia calda e recuperare dallo sforzo appena concluso. Ottima la pasta offerta nel dopo gara ed anche le crostate mentre infelice è stato l'acquisto delle caldarroste, una vera e propria delusione....
Primo atto di codesta domenica, dagli ingredienti puramente sportivi, portato a compimento ed una volta salito in auto eccomi pronto a far rotta verso l' Autodromo di Monza per assistere alla seconda gara di giornata del Campionato Italiano Gran Turismo GT Cup dove si stava per laureare Campione Italiano il giovane amico Marco Mapelli . Arrivato quasi a destinazione telefono al padre di quest'ultimo per sapere se vi fosse all'ingresso il mio accredito ed il relativo pass d'entrata ma purtroppo era già stato ritirato in mattinata quindi mi consiglia di comunicare all'ingresso di far parte del gruppo Beretta. Dopo pochi minuti mi telefona anche Marco raggiante perchè sicuro d'aver in già in tasca il titolo dopo la prima prova e mi complimento con lui. Giunto in autodromo entro tranquillamente, parcheggio l'auto e vengo stoppato dagli addetti alla sicurezza che mi chiedono di mostrare loro il pass mentre m'accingo ad entrare nella zona che porta alla pista e relative tribune. Devo ritelefonare al padre di Marco che gentilmente mi fa venir a prendere da un addetto col pass e finalmente posso infilarmi nei box per un saluto dell'ultimo minuto a Marco già seduto all'interno della sua Ferrari F430. Emozionante sentire il rombo del motore appena acceso, pronto a scaricare i suoi 400 e più cavalli sulla famosa pista brianzola e godermi dal muretto a bordo pista lo spettacolo offerto dalle auto sfreccianti a più di 270 km orari :-O.
Al termine della gara durata 50 minuti ho assistito ad una lunga serie di premiazioni piuttosto deludenti per la rapidità d'esecuzione e nello specifico non hanno riservato il meritato tributo a Marco ed all'altro pilota col quale ha condiviso il titolo di Campione Italiano ossia Fabio Mancini. Riesco a salutare Marco ed i suoi genitori e li ringrazio di cuore per avermi concesso l'opportunità d'assistere a questo spettacolo motoristico da una prospettiva privilegiata. Onore e gloria al fresco Campione Italiano !
Eccoci quindi arrivati alla fine di una giornata a dir poco frenetica ,ricca d'emozioni dove non è stato possibile, nemmeno volendolo, annoiarsi se non per quanto riguarda il rientro a casa da Monza causa traffico domenicale...... 

God bless you !!!

mercoledì 20 ottobre 2010

Maratonina Città di Cremona


due personaggi poco seri all' Agriturismo i Pini :-D
In compagnia di Luca durante la nostra sofferenza sportiva.....
Catu in versione astronauta :-)
un sistema molto artigianale per ripararsi dalla pioggia prima della partenza un bel sacco della spazzatura ;-)

Doveva esser la scusa per passare, in compagnia dell'amico Fabio Catufi detto Catu e di altri suoi amici podisti, una domenica col seguente menu sportivo-gastronomico : mezza tranquilla a Cremona per mantenere la condizione ma senza stressarsi oltre misura ed a seguire pranzo in un agriturismo del cremonese.
Ritrovo a Lodi a casa del Catu alle 7.30, arrivo sotto una pioggia moderata nella città delle tre T (Turun, turass, tetass) alle 8.20, ritiro del pettorale e poi l'annoso girovagare alla ricerca del deposito borse.
Ore 9,15 e senza nemmeno aver fatto il classico riscaldamento di 5 minuti pre gara mi fiondo in griglia di partenza non molto distante dagli atleti cosiddetti veloci, salutando alcuni amici tra i quali Luca Pardini col quale ho condiviso un'iron-esperienza in quel di Lanzarote due anni fa.
Alle 9.30 il colpo di pistola sancisce l'inizio della competizione e la prima azione da compiere è districarsi tra il serpentone umano e trovare una via d'uscita dal caos iniziale.
Al termine del primo km, affrontato piuttosto allegramente, il sopraccitato Luca se ne esce con questa battuta : "Ame,se tieni questo ritmo e riesco a seguirti faccio il personale e poi ti pago il gelato".  Non l'avesse mai detto,perchè mi son sentito responsabilizzato ed ho dovuto resettare la mente impostata per condurre una prova senza troppa fatica ed avvisarla del cambio di programma.
E' risultato muscolarmente gravoso, nella seconda parte del percorso, superare qualche ostacolo altimetrico e lottare coi secondi del cronometro cosa che detesto fare ma, nonostante un leggero cedimento nel tratto finale, il buon Luca  ha coronato il suo sogno di migliorare anche se di pochi secondi il personale sulla distanza. Bravo Luca !
Con le mani ghiacciate mi fermo al ristoro finale per bere un paio di bicchieri di tè caldo ed in barba alla stanchezza fisica non perdo l'occasione per gustarmi due belle fette di torta e soddisfare la mia innata voglia di dolce :-)
Decisamente provato ed infreddolito ,dopo una lunga passeggiata  riesco a scovare la palestra adibita a spogliatioio e godere della cosa che personalmente reputo la più rigenerante al termine di una competizione sportiva, una bella doccia calda !!!
Attendo l'arrivo di Fabio poi provo a telefonargli e ad inviargli un sms ma non si fa vivo poi all'improvviso suona il cellulare ed è lui che sorridente mi viene incontro all'interno della palestra :-)
Col gruppo della Sangiulianese, del quale fa parte il Catu quando compete nella multidisciplina, raggiungiamo il parcheggio dove avevamo lasciato in mattinata le nostre auto visibilmente affamati e desiderosi di metter qualcosa sotto i denti. Un quarto d'ora di viaggio ed ecco raggiunta la nostra agoniata meta ovverosia l' Agriturismo i Pini di Pessina Cremonese dove possiamo godere di un ambiente tipicamente rurale seduti all'interno della sala pranzo riscaldata da un bel camino. Classico menù con salumi ,risotto con porcini, tortelli, arrosto, verdure varie , polenta galleggiante nel condimento e per questo motivo non molto apprezzata dai commensali poi torte varie e caffè. Qualcuno non ha resistito alla tentazione dell'ammazza caffè  perchè ho notato "viaggiare" sulla lunga tavolata  una piccola damigiana di grappa :-O
Faticoso, così come lo è stato correre in mattinata, alzarsi dalla sedia dopo il pasto frugale :-D
Un sentito ringraziamento al Catu ed a tutti i commensali per la simpatia e l'aver potuto trascorrere una domenica all'insegna dello sport e della buona tavola ;-)

God bless you !!!

lunedì 18 ottobre 2010

Ricordando l'Elbaman appena trascorso....

L'unica nota stonata del quintetto ,senza ombra di dubbio, sono io, però è un grande onore essere immortalato insieme a simili atleti :-) Da sinistra verso destra Massimo "Massi" Strada , la Betta Stampi, vabbè Ame, Mamma Silvia Serafini ed un'altro meraviglioso atleta qual è Paolo Sorichetti col quale ho condiviso anche  un paio di Powerman Zofingen.

God bless you !!!

sabato 16 ottobre 2010

Gli "Street".......

Silvia e Massi a Nizza in occasione dell' IM France

Quale sarà il motivo del loro indiscutibile valore atletico? L'aria della Riviera romagnola o delle pendici nell'entroterra dove affinano la preparazione sulle due ruote, oppure qualche ingrediente segreto presente nella famosa piadina?
Di chi sto parlando ? Di una coppia che, il simpatico Abatantuono definiribbe gridando a squarciagola "eccezzzzziunale veramente" , la quale oltre a mettersi in evidenza per i risultati ottenuti nella multidisciplina dimostra semplicità e simpatia ogni qualvolta ho avuto il piacere d'incontrarli.
Va bene, va bene non state più nella pelle quindi vi svelo l'identità dei due amici :-)
Ladies & Gentlemen ecco a voi il duo universalmente conosciuto come... "Gli Street" ovverosia Massimo Strada e la sua dolce metà Silvia Serafini.
Di lui mi ha colpito la sua calma serafica al di fuori delle competizioni, sempre gentile e disponibile al dialogo con tutti mentre la sua consorte Silvia è donna solare che sprizza vivacità da tutti i pori. Non fatevi ingannare dal suo sorriso a 32 denti quando è in gara lotta col coltello tra i denti , è molto competitiva e vi morderà i polpacci pur di sopravanzarvi :-)
Mamma Silvia, come sono solito chiamarla io , è riuscita quest'anno ad ottenere la sua prima vittoria nello Sprint del Titano a San Marino gara valevole per il rank italiano dove ha potuto far valere le sue doti di scalatrice in bicicletta. Per Massimo ottimo terzo posto, lo scorso fine settembre, agli assoluti dell' Elbaman prova valevole per il campionato italiano sulla distanza IM e Cupido ha voluto che la stessa posizione fosse raggiunta anche dalla sua adorata Silvia .
Tutti e due sul terzo gradino del podio in un contesto simile credo sia una bella soddisfazione sia per loro che per il Triathlon Duathlon Rimini celebre società d'appartenenza degli Street.
Onore e gloria agli Street e già bolle in pentola la possibilità di condividere una gara insieme, ma ora è presto per svelare i programmi dell'anno prossimo ;-)

God bless the Street !!!

mercoledì 13 ottobre 2010

Carpi....diem and clap your hands !!!

Il trio delle meraviglie Alina , Angelo , Ame :-)
Kurt Carr con alle spalle i suoi Singers

Una domenica bestiale ,cantava qualche annetto fa Concato, e ieri ne sono stato la testimonianza vivente anche se a dir il vero vittima della macchina organizzativa della Maratona d'Italia....
Ma partiamo dalla sveglia mattutina alle 4,45 dopo una nottata passata a soffiarsi il naso, irritato più che mai, dal cloro presente in piscina nonostante una sguazzata di soli 30 minuti il sabato mattina. Quando il cellulare, tramite suoneria della sveglia , ha decretato l'inizio della giornata mi son sentito catapultato dal mondo dei sogni a quello reale in malomodo. Tempo di cambiarmi e mi ritrovo in auto a litigare col navigatore satellitare ricevuto, come regalo di compleanno, da mio fratello confortato dal traffico pressochè assente che mi permette di raggiungere comodamente Maranello poco dopo le 7,30. Ritirato il pettorale e considerata la temperatura sotto i dieci gradi mi reco negli spogliatoi dove faccio conoscenza dell'ultratriatleta Angelo Sorrentino profeta in patria in quanto abitante a Carpi , luogo d'arrivo della Maratona d'Italia. Giunge negli spogliatoi la romana Grazia amica di Angelo partecipante alla combinata che prevede la disputa il giorno prima della Granfondo di Carpi.
Perchè il mio desiderio di correre questa maratona? Per una sorta di ritorno al passato esattamente 14 anni dopo il mio battesimo ufficiale con la regina delle corse avvenuto proprio in codesta gara..
Vengo a sapere che la partenza della gara avverrà alle 9.20 e non alle 9 come previsto e la cosa, scusate il termine,  "me le fa girare non poco" però l'irritazione passa in secondo piano perchè riesco ad incontrare e finalmente conoscere personalmente pochi minuti prima dello start Alina.
Anche lei come Grazia ha preso parte alla combinata vincendo la propria categoria e le prometto d'aspettarla al traguardo per festeggiare il suo arrivo.
Purtroppo il numero di pettorale alto non mi permette di partire a ridosso dei primi così al via perdo un sacco di tempo per slalomeggiare e cercare di districarmi tra coloro che si trovano davanti e vanno molto a rilento....
Il primo km è un'imprecazione unica, poi raggiungo un gruppetto al cui interno riconosco un amico lecchese, il quale dice sta correndo la 30 km utilizzandola come allenamento e suddividendola in tre parti aumentando ogni 10 km la velocità. Riesco a star con loro sino al 9° km ad un'andatura un po' troppo baldanzosa per i miei gusti e sino alla mezza riesco a correre in compagnia, poi le gambe han cominciato a dar segnali di stanchezza ed inevitabile è stato l'alzare il piede dall'accelleratore. Sino a Soliera, al passaggio del 30° km,  son riuscito a non cedere alla tentazione proveniente dalla mente di calare vistosamente il ritmo ,cosa che è avvenuta negli ultimi km perchè la sofferenza muscolare aveva raggiunto livelli elevati. Non fa parte del mio modo d'intendere lo sport amatoriale l'arrivare con la bava alla bocca per guadagnare 30 secondi sul crono finale in quanto il mio intento è quello di gustarmi la cornice di pubblico e la magnifica Piazza Martiri di Carpi al mio arrivo. La maratona ti chiede tanto in termini di dispendio fisico e mentale ma nell'istante in cui la finisci ti ripaga dello sforzo compiuto. Raggiungo gli spogliatoi piuttosto provato ma basta una doccia per ritrovare smalto ed appetito saziato al pasta party con un buon piatto di pasta. Ritrovo Angelo attendiamo l'arrivo di Alina, la quale giunge osannata dallo speaker per essere riuscita a vincere la combinata. Grande Alina!
Ci complimentiamo con lei ,poi saluto Grazia e ringrazio Angelo per avermi fatto compagnia e mi reco alla partenza dei bus che ci riporterà a Maranello e qui casca l'asino perchè erroneamente io ed un altro saliamo su un mezzo la cui destinazione è un hotel fuori Carpi cosicchè dobbiamo farci riportare alla base ed aspettare quello giusto..... :-(
Purtroppo la lunga attesa innervosirà i numerosi atleti e solo dopo un'ora apparirà miracolosamente l' l'agoniato torpedone, il quale alle 16.20 farà scalo a Maranello costringendomi ad un tour de force inaspettato.Facendo i dovuti calcoli avrò il tempo d'arrivare a casa cambiarmi, mangiare frettolosamente un panino e risalire in macchina per raggiungere il Teatro Coccia a Novara ed assistere al concerto gospel della stella americana Kurt Carr. Mi spaventano le code a tratti dopo la barreria di Cinisello ed il nervosismo sale perchè ho paura d'arrivare in ritardo al ritiro del biglietto ma dalla mia ho il posto prenotato ed il navigatore che indica come orario d'arrivo alle 20.20 quindi anche impiegandoci qualcosina in più non avrò problemi a seguire l'evento musicale. Poco prima delle 20.30, dopo un girovagare nei pressi del teatro, trovo parcheggio nei pressi dello stesso e mi dirigo dritto filato alla biglietteria. La coda è breve, ritiro il biglietto esco, mi mangio un gelato poi rientro ed appena aprono al pubblico vengo gentilmente accompagnato in platea da una ragazza, la quale m'indica il posto da dove mi gusterò lo spettacolo canoro.
Ore 21.20 annunciano l'entrata in scena di Kurt Carr e dei suoi Singers cosa che scatena il pubblico in piedi a battere le mani ed a saltellare a ritmo di gospel. Mi risulta difficile riuscire a trasmettere a parole il clima e l'emozioni provate perchè spesso rimanevo a bocca aperta nell'udire performance vocali quasi irreali tanto erano portentose e cariche di passione. Ogni corista si è esibito individualmente deliziando il pubblico seduto rigorosamente in silenzio ma spesso l'interpretazione ricca di pathos era interrotta dall'applauso che sgorgava spontaneo per la bravura ed i virtuosismi dei cantanti. Come di consuetudine il finale è stato da pelle d'oca con l'uscita e la ricomparsa in scena del gruppo statunitense sulle note di uno dei brani più famosi intitolato "In the Sanctuary"  il preferito del sottoscritto, il quale dimenticando lo sforzo mattuttino saltellava battendo le mani sino a non sentirle più! :-D
Ma il clou della serata è risultato l'irrinunciabile invito, di salire sul palco, rivolto da Kurt al pubblico  un'esperienza elettrizzante che ricorderò per sempre. A completare la scena canora anche Myron Butler & Levi ,giovani stelle del panorama Gospel americano esibitisi la sera precedente coi quali è stato singolare cantare brani come "We are the world" e "That's what friends are for".
Durante un monologo Kurt Carr ha pronunciato una frase che condivido appieno : "Music is an universal language" e come si può non essere d'accordo dopo cotanto spettacolo ?
All'una di notte son riuscito a guadagnare il meritato riposo al termine di una giornata all'insegna della fatica, frenetica , ripagata da tante emozioni da rivivere per sentirsi vivo....

God bless you !!!

lunedì 4 ottobre 2010

Maratonina d'Autunno


Nonostante tanti anni di sport a livello agonistico rimango ancora basito dall'imprevedibilità del mio fisico e ieri ne ho avuto la riprova.
Lo scorso anno ero rimasto positivamente impressionato dall'organizzazione della Maratonina d'Autunno e ieri vi ho fatto ritorno complice la possibilità di salutare gli amici Roberto e Riccardo.
Clima grigio, direi consono alla stagione in corso e partenza da casa poco dopo le 6.30 ed arrivo a Novi Ligure  alle 8.10 in largo anticipo sulla tabella di marcia considerando che l'inizio gara era fissato alle 9.30.
Non so come ingannare l'attesa ,dopo lo sbrigativo ritiro del pettorale, perchè incontro solo un'atleta cuneese e non vedendo all'orizzonte i due amici alessandrini di cui sopra, mi dirigo verso gli spogliatoi e mi cambio.
Contrariamente a quanto pensassi la temperatura è gradevole e inizio a corricchiare sulla pista d'atletica dello stadio da dove avrà inizio ed arriverà la gara. Lo speaker invita gli atleti a posizionarsi per lo start e prima del via riesco ad abbracciare Roberto e Riccardo ma un secondo dopo lo sparo mi ricorda che c'è da una mezza da correre....
Cerco di districarmi per non rimanere intruppato, poi una volta compiuto il mezzo giro di pista ed uscito dallo stadio mi trovo in compagnia di un piccolo gruppetto che ben presto diventerà una coppia col sottoscritto ed un altro podista alessandrino. Viaggiamo di pari passo e m'accorgo già dalle prime battute di non aver le gambe legnose ed imballate com'era logico prevedere considerando che la domenica precedente eran state pesantemente sollecitare all'Elba. Decido come sempre d'assecondarle e sino al 16° km ,pur dovendo stringere i denti , mi sforzo di mantenere questo ritmo ma poi in concomitanza del 17° km un breve strappetto mi dà il colpo di grazia,rimango solo, e la mente si rifiuta di prolungare oltremodo la sofferenza.
Non è stato facile percorrere gli ultimi km perchè le riserve d'energia erano al lumicino e giungere sulla pista d'atletica ,per completare gli ultimi 300 metri ,è risultato un atto liberatorio di tutta la fatica fisica ma soprattutto mentale accumulata. Sono ampiamente soddisfatto della prova ed incredulo di come sia stato in grado di tenere codeste andature quando invece avevo ipotizzato alla vigilia una prova a velocità da bradipo :-)
Vi lascio immaginare, dopo una rigenerante doccia , il classico appetito del sottoscritto felice d'osservare un dolce di pasta morbida ripieno di crema al cioccolato e pasticcera offerto nel ristoro post gara. Non chiedetemi quante fette ne ho mangiate perchè sinceramente non sarei in grado di ricordarmelo :-D
Un saluto agli amici alessandrini Rob & Ric i quali non contenti ,al termime della prova, son saliti in sella e si son "sciroppati" un'altra ora sui pedali in preparazione del duathlon lungo che li vedrà protagonisti a fine mese. Questi si che son dei veri Powerman :-)

God bless you !!!

mercoledì 29 settembre 2010

La sesta ma non di certo una .....siesta !

Ecco la foto portafortuna con Matteo

foto De Giorgi
veleggiando in maratona :-)

L'antipasto ed il caffè anzi "l'ammazza caffè" del mio consueto menu sportivo multidisciplinare sono purtroppo i più severi sotto l'aspetto fisico in quanto, oltre ad essere particolarmente impegnativi già di per sè, arrivo all'appuntamento prefissato o troppo poco preparato o scarico e usurato.
A inizio stagione l' IM Lanzarote, dove la frettolosa preparazione sui pedali  e quindi la mancanza di km. accumulati rendono la seconda frazione una guerra psicologica nei confronti dell'immancabile crisi .
Alla fine l' Elbaman col suo snervante percorso ciclistico che ti cucina per bene al terzo passaggio e quando raggiungi l'agoniata quota dei 375 mt di Marciana t'appare la Madonna come in una visione celestiale....
Dopo il Powerman e l'incidente di percorso nel trail del Mottarone, dove ahimè causa lo sfregamento di un calzino m'ero prodotto una fastidiosa piaga al mignolo del piede sinistro, avevo staccato la spina ed ero particolarmente demotivato.
Due i principali motivi : l'aver nuotato dopo Klagenfurt per non più di 2 km consecutivamente ossia la metà della frazione natatoria prevista in un IM e l'altimetria dei 180 km sulle due ruote conscio che nella terza tornata avrei pagato pegno per l'inevitabile stanchezza e la scarsa dimestichezza nei confronti della salita.
A mio favore giusto annoverare l'esperienza e conoscenza della prova, fattori rilevanti se si è consapevoli di non essere attori protagonisti ma semplici comparse con l'intento di concludere una gara da rispettare a prescindere.
Osare troppo e con le pile scariche sarebbe un comportamento alla Tafazzi con la risultante di trovarsi a soffrire molto prima del dovuto.
Chi è il mio fido alleato in questo breve e succulento fine settimana? Il  tenebroso e posato Luca al suo vero esordio sulla distanza ma ottimamente preparato e galvanizzato dal poter pedalare all'interno di un tracciato a lui molto congeniale considerando il suo dichiarato amore per la strada quando sale.... Sua fida alleata la nuova bicicletta, un pezzo d'alta gamma che, ne sono certo, gli darà tante soddisfazioni in futuro.
Partenza il sabato mattina ed ovviamente mi è spiaciuto non essere presente al tradizionale pasta party svoltosi il venerdì sera,durante il quale posso incontrare amici che ritrovo solo in questa occasione perchè di norma gareggio oltre confine. Come può testimoniare il buon Luca la giornata di sabato è stata un continuo fermarsi ad abbracciare e salutare persone conosciute e mi son scusato con lui per il disturbo e la pazienza avuta nei miei riguardi :-)
La pioggia battente della partenza si è trasformata cammin facendo in un sole splendido associato ad una temperatura mite ed al nostro arrivo a Piombino incontriamo diversi partecipanti alla gara pronti a salpare per Portoferraio. Particolarmente sofferto, per quanto mi riguarda, il viaggio in traghetto e ringrazio sentitamente il mare tutt'altro che calmo :-(
Finalmente nel primo pomeriggio arriviamo a destinazione e considerando il poco tempo a nostra disposizione ci preoccupiamo innanzittutto di ritirare il pacco gara, fare un piccolo spuntino ed un giro in spiaggia dove rivedo ed abbraccio Mauro e la sua adorata Orny, la Monica che m'informa dell'arrivo del Mazzo. Come faccio a resistere alla tentazione di un bel cono alla "Zero Gradi" ?
E mentre c'incamminiamo in direzione gelateria ecco spuntare quel patacca del Mazzo che decide di sbaffarsi un gelatino pure lui mentre inutili sono risultati i tentativi di convincere il "talebano" Luca che cadrà in tentazione sul finire della cena dopo il mio picconamento psicologico ;-)
Ritornati in camera urge un breve pisolino ristoratore, il quale ha su di me un effetto devastante perchè appena mi alzo dal letto sono intontito e mi sveglio solo al bike check-in allorchè, come nella passata edizione, scatto una foto scaramantica con l'amico Matteo Annovazzi molto determinato a rimanere sul trono di Campione Italiano conquistato l'anno scorso.
E' tempo di far ritorno in camera per dare un'occhiata alle sacche da posizionare nelle transizioni e verificare ci sia tutto il necessario al loro intorno poi mi sdraio nuovamente sul letto e la stanchezza mi fa ripiombare in trance. Scendiamo per cena e come prediligo la sera della vigilia di un IM desidererei cenare presto ma il servizio è lento e le porzioni dei primi piatti ridotte,nonostante Luca abbia sottolineato abbondanti al cameriere :-(
Dopo un risotto ai profumi di mare direi appena appena decente ed una spigola decorosa ecco che l'occhio casca sul buffet dove in bella mostra appare in tutta la sua bellezza una crostata ripiena di frutta e crema. Qui scatta l'attacco psicologico a Luca , il quale dopo pasta al pomodoro e spigola cede alla tentazione e mi segue nel bis di torta. Dice d'esser pieno,quindi accetta di buon grado una passeggiata per un caffè in centro paese e mentre percorriamo la via principale di Marina di Campo vediamo sullo sfondo l'arco d'arrivo, e la mente corre al giorno seguente, al coronamento del sogno d'ognuno di noi partecipanti, ossia quello di transitarlo possibilmente senza aver sofferto oltre il dovuto ;-)
Facciamo rientro in hotel e in un batter d'occhio la stanchezza prende il sopravvento spedendomi tra le braccia di Morfeo, ma la sveglia è inflessibile ed alle 4,05 ci rammenta che i sogni devono lasciar spazio alla dura realtà e si cerca di non meditare troppo su cosa c'attende fra poche ore.
Tre barrette veicolate nello stomaco con l'ausilio di un'acqua naturale d'annata e la colazione come direbbero gli elbani "lè bell'è fatta" :-)
Mi distendo sul letto, noto Luca particolarmente agitato che cerca di stemperare la tensione leggendo un libro e facendo stretching e vorrei tanto riaddormentarmi e risvegliarmi il giorno dopo....Caro Ame devi levare le chiappe dal materasso perchè è giunta l'ora di recarsi in zona cambio! Solito tran tran pre gara coi saluti ,i rituali in bocca al lupo, i volti degli atleti tesi, la vestizione con la tanto adorata muta che oltre a riscaldarci dall'umidità dell'aria mi permetterà di galleggiare più marcatamente durante la mia lunga agonia natatoria....
Tempo scaduto ore 7 si parte, camminiamo sino a quando l'acqua lo permette ,quindi ci s'immerge nello splendido mare elbano e sin dalle prime battute un'onda trasversale mi reca un'enorme fastidio nel primo segmento mentre nel secondo lato è a nostro favore. Il primo giro come da programma non mi crea grossi grattacapi poi l'assenza d'allenamento sulla distanza mi costringe a rallentare e l'uscita dall'acqua è come sempre traumatica in quanto barcollante e spossato. La seconda portata del menu è la più pesante da digerire ma "consumata" all'interno di uno scenario naturalistico da far invidia a qualunque altra competizione sportiva. Qui comanda madre natura, l'orografia di quest'isola è studiata per far ammattire le fibre muscolari delle gambe di noi poveri avventurieri della triplice disciplina :-)
Il cambio della mia bicicletta non ne vuol sapere di far giudizio e quando raggiungo gli amici è divertente fare qualche risata sintanto che le forze me lo permettono perchè giunto al terzo ed ultimo giro i quadricipiti entrano in sciopero e chiedono una diminuzione della fatica. Li accontento e per tenermeli buoni durante la maratona finale inserisco il 25 in salita e nei tratti in falsopiano, pochi per la verità , pedalo in agilità.
Alleluia ,l'ultimo ostacolo rappresentato dallo strappetto appena usciti dall'abitato di Procchio è stato domato affiancato dalla simpatica Silvia ed ora non mi rimane che mettermi tranquillo e scendere in direzione Marina di Campo dove ad attendermi vi sarà una deliziosa maratona per concludere degnamente un'estenuante ma al tempo stesso gratificante giornata sportiva. Parto coi soliti dubbi ,concernenti lo stato di salute e la tenuta delle gambe devastate dopo una frazione in bici molto dispendiosa a livello muscolare, quindi prudenzialmente non commetto l'errore d'assecondare le gambe le quali vorrebbero spingere di più portandomi alla perdizione fisica. Sono impaurito ed aspetto il calo fisico della seconda parte di gara ma il morale è alto in virtù del caloroso sostegno da parte degli amici presenti nel doppio passaggio sul lungomare.M'infastidisce il vento contrario nel lungo rettifilo prima del 5°km ma è comunque piacevole incrociare il duo composto da Fabio e Roberto i quali mi prendono amichevolmente per i fondelli :-)
Ma quanto son lunghi questi cinque giri sembrano non finire mai ! ma soprattutto a darmi noia è una fastidiosa vescica formatasi sotto la pianta del piede e non vorrei essere costretto a rallentare o addirittura camminare per quest'ultima, considerando il discreto ritmo che riesco a tenere.
La meta è dietro l'angolo desidero godermi l'ultimo km , che si sviluppa parallelamente alla spiaggia, vedo e sento gli amici congratularsi con me, e come accade in codesti frangenti ti sembra tutto surreale tanto è appagante la sensazione provata. Eccoci arrivati alla doppia svolta a destra che mi conduce sul tappeto azzurro fedele compagno sino all'arrivo dove posso scaricare tutta la mia gioia. La graziosa Deborah mi mette la medaglia al collo ed insieme all'altra amica Lorenza, finisher nel 70.3, mi fanno una gran festa cosa alquanto gradita. Grazie di cuore per il sincero affetto dimostrato nei miei confronti mia care donzelle :-) Luca, arrivato poco più di dieci minuti prima del sottoscritto, mi racconta d'esser stato vittima d'una puntura da parte di un calabrone durante la frazione ciclistica e dovrà recarsi dai medici per le cure del caso. Dopo cena ritorniamo nei pressi del traguardo dove assisto all'arrivo dell'amico Cabbi poi Luca lancia l'idea di un megagelato con panna montata sopra e lo divoro in men che non si dica :-D
Come in tutte le favole dopo il lieto fine si volta pagina e si ritorna coi piedi per terra pronti a ripiombare nella quotidianità. Grazie a Luca per aver condiviso con me quest'ennesima iron-esperienza  ed un caloroso abbraccio a tutti coloro i quali mi han dimostrato sincera amicizia.
Complimenti vivissimi a Matteo Annovazzi ed a Maria Alfonsa Sella riconfermatisi Campioni italiani sulla distanza Ironman, titolo che non verrà più assegnato in futuro per scelte federali.

God bless you !!!

martedì 7 settembre 2010

La nona è stata una sinfonia, la dedica assai speciale....

 
  
Antonio, Andrea , Ame , Michele
Ame assonnato col vispo Andrea :-) 
è fatta !!!

... e non me ne voglia il celebre Beethoven ma tutto è filato per il verso giusto..
L'approccio col classico appuntamento d'inizio settembre in quel di Zofingen per il rinomato Powerman non è stato dei migliori in quanto dopo l'IM Austria non avevo disputato altre gare e privilegiando l'allenamento in gara ero molto timoroso riguardo la mia tenuta in una competizione così impegnativa.
Fedele alla mia filosofia d'accettare il verdetto del campo mi son armato di tanto coraggio e dell'esperienza maturata nelle precedenti partecipazioni a questo duathlon, per qualcuno demodè ma che riveste per il sottoscritto un fascino inalterato.
Il Powerman Zofingen incarna la massima espressione della duplice disciplina e ne rimane la più prestigiosa kermesse esistente sul pianeta. Purtroppo la mancanza di un elevato budget a disposizione degli organizzatori svizzeri comporta l'impossibilità d'assistere alle elettrizzanti sfide del passato tra duatleti e triatleti di grido ma per noi age group rimane un mito.
Il programma del sottoscritto prevede, così come per gli anni passati,la partenza il sabato mattina ed il ritorno "at home" subito dopo la gara. Il meteo, nemico giurato del Powerman per diverse edizioni, quest'anno sarà dalla nostra parte ed infatti l'abbigliamento da indossare durante la prova non prevederà k-way di nessun tipo :-)
Il viaggio d'andata mi riserva una doppia coda prima dell'ingresso nel noioso tunnel del San Gottardo e tanta pazienza per rispettare i limiti di velocità presenti sull'autostrade svizzere.Non sono il tipo che corre in auto ma in certi casi si cade nel ridicolo :-O
Poco dopo le 12.30 eccomi suonare alla porta del Gasthof  Linde a Muhletal frazione di Zofingen situata in posizione più elevata rispetto al centro cittadino. Mi ritrovo nella solita camera che utilizzerò esclusivamente per dormire poi il resto della giornata la trascorrerò ritirando il pacco gara e cercando di trovare qualche volto amico per vincere la noia della vigilia.
Per fortuna terminato il briefing in inglese esco dalla sala ed incrocio l'amico Andrea Puerini con la moglie Claudia una coppia simpaticissima con la quale è un piacere scherzare e passeggiare per il nucleo storico di Zofingen dominato dalla piazza dove è possibile ammirare la celebre fontana e l'antico municipio. Classica sosta in un panificio-pasticceria dove non posso esimermi dal soddisfare la mia voglia di dolci e consumare due deliziose paste ;-)
Purtroppo Andrea e consorte non saranno presenti al pasta party della sera quindi ci salutiamo dandoci appuntamento per il giorno dopo. Nella piccola salita che conduce dalla Staadtsal , l'edificio dove hanno luogo le principali attività inerenti la competizione, alla zona cambio faccio amicizia con due atleti livornesi Michele ed Antonio accompagnati dalle relative mogli.
Mi chiedono se ho già partecipato alla gara e poi giustamente vengo subissato di domande riguardanti le difficoltà delle singole frazioni.
Spiego loro i punti situati all'interno del circuito ciclistico ove è necesario prestare particolare attenzione per la presenza di curve a 90° posizionate al termine delle due discese più lunghe.
Particolarmente spassosa l'involontaria "gag" originatasi allorché Michele mi confida d'aver trovato in internet un resoconto ben scritto riguardante il Powerman Zofingen, sale sul camper prende i fogli stampati me li porge e m'accorgo che l'autore sono io :-D
Son quasi le 18 e sebbene stia ancora digerendo il pranzo e la merenda mi dirigo alla volta del pasta party durante il quale stringo amicizia col quartetto dell' Atletica Lambro capitanato dall'esperto Vittorio,Michele , Fabio col quale ho già condiviso gare podistiche e Gerardo. Sono tutti accompagnati dalle loro consorti desiderose di sostenerli a gran voce nei momenti in cui potranno osservarli da vicino :-)
Il carbo load pre gara è un rito irrinunciabile quindi, anche se la pasta non è proprio al dente, si cerca di stipare una buona dose di glicogeno nei nostri muscoli per prevenire cali ipoglicemi il giorno seguente :-)
Dopo un balletto ed una dimostrazione di bravura di due bikers la truppa lombarda alza i glutei dalle cadreghe (sedie in idioma lombardo..), lascia la sala e si dirige nella Old Zofingen per favorire la digestione dell'abbondante cena con una piacevole passeggiata.
Foto di gruppo alla fontana di cui sopra e poi tutti a nanna perchè la giornata è stata movimentata e la  stanchezza affiora.
Notte tranquilla e quando alle 6.15 la sveglia suona, il desiderio di non ascoltarla vorrebbe aver la meglio sull'impegno sportivo da onorare ma anche stavolta ci si fa forza e si parte verso l'Arena di Zofingen.
Qui c'aspetta, come sono solito definirla, un'altra lunga e faticosa giornata di sport accompagnato da tanti amici accumunati dalla stessa passione. In compagnia d'Andrea,dei 4 moschettieri milanesi ed i due livornesi ci rifugiamo negli spogliatoi adiacenti alla zona cambio perchè l'aria è particolarmente umida, ma ci conforta la comparsa del gradito sole grazie al quale potremo usufruire di una  temperatura ideale per gareggiare.
Si cerca d'allentare la tensione pre gara con ironiche battute, ma in tutti noi c'è il desiderio di poter transitare sotto lo striscione d'arrivo che ammiriamo al di là della vetrata mentre osserviamo le donne impegnate nella prima frazione podistica.
"Ragazzi è giunta l'ora di fare una corsetta di riscaldamento" dico agli amici e tutto il gruppo sgranchisce le gambe prima di recarsi nei pressi della partenza ed aspettare il colpo di pistola. Un minuto prima dello sparo un amichevole abbraccio con l'amico catalano David poi... "booooom" ed i baldi duatleti affrontano la prima erta di giornata consapevoli che questo è solo l'antipasto del ricco e succulento menu che li attende.
Cerco come sempre di non forzare il ritmo ma la strada sale vertiginosamente sin dal primo km. e mi risulta impossibile non faticare !!
Conosco bene il percorso quindi al solo pensiero che devo rifare codesta salita mi vien la nausea ed infatti al secondo passaggio la maledico.
Sfrutto la seconda parte del circuito per recuperare e presentarmi al primo cambio con le gambe non troppo imballate.
Ora viene il bello ed il mio intento è quello di passare indenne il secondo dei tre giri per non arrancare sulle salite dell'ultimo cosa che avverrà puntualmente causa assenza d'allenamento sulle due ruote.
Sapevo di non poter sfruttare il 25 presente sul mio pacco pignoni e confidavo bastasse il 23 ma col senno di poi rimpiango la sua assenza :-(
Raggiungere per la terza volta il Bodenberg si è rivelato difficoltoso ma ero psicologicamente preparato ed il mio unico pensiero a questo punto è stato quello di non dilaniare i quadricipiti oltre misura.
"Su Ame è l'ultimo giro fai girare le gambe non stancarti perchè altrimenti dovrai camminare più del previsto nell'ultima frazione !"
Finalmente raggiungo il vialetto che mi condurrà all'ingresso della zona cambio per la seconda transizione ed il morale sale, nonostante sia a conoscenza della durezza dei 30 km di corsa che m'attendono. Così come nelle precedenti apparizioni ripartire di corsa e non aver il tempo di sciogliere le gambe, costretto ad affrontare subito tratti in salita, mi ha procurato parecchio disagio. Mi sembrava d'essere un podista impacciato che mette le scarpe ai piedi ed affronta la sua prima uscita di corsa :-O
Vorrei poter correre seppur a ritmi da bradipo la prima ascesa nel bosco ma poco dopo metà della stessa decido sia più utile camminare, perchè la velocità di percorrenza non varia di molto ed i quadricipiti urgono un po' di relax....
Correre nell'altipiano sopra Zofingen mi ha sempre trasmesso una sensazione positiva per il contesto naturale lontano dalle classiche e noiose frazioni corse sull'asfalto. Il primo giro scorre abbastanza rapidamente, incrocio gli amici, scambiamo rapide battute ma son contento di vederli tutti in ottimo stato. Emozionante passare all'interno dell'Arena accolti dal sostegno e dal tifo del pubblico ma ahimè siamo solo a metà e mentre rivedo la salita nel bosco metto il cuore in pace e la cammino quasi totalmente. Le passeggiate sui malefici strappetti disseminati qua e là diventano sempre più frequenti ma eran già incluse nel menu quindi poco male, in alto i cuori Ame la fine è dietro l'angolo ;-)
Lunga camminata a poco meno di 5 km dal Paradiso ed una breve ai meno 3 dove vengo raggiunto da un amico spagnolo, forte podista,il quale m'incita a seguirlo cosa improbabile considerando l'andatura a cui viaggia di gran lunga superiore alla mia. Sorrido dandogli una pacca sulla spalla e proseguo col mio ritmo leggermente aumentato perchè ormai la strada scende e da qui sino al traguardo godo come non mai perchè assaporo d'avercela fatta. Termina la discesa che mi proietta fuori dal bosco da dove inizia il tratto asfaltato e già da questo istante inizio a sorridere ma la gioia raggiunge il top mentre percorro il perimetro dell'Arena applaudito dagli astanti. Alzo le braccia al cielo perchè come cita lo slogan del Powerman Zofingen.....sono sopravvissuto.
Desidero mandare un caloroso abbraccio e complimentarmi con tutti gli amici coi quali ho condiviso questo breve fine settimana.
Come qualche anno or sono in occasione della prematura scomparsa dell'amico Celestino Beretta, al quale dedicai l'IM corso al Bodensee, non potendo partecipare all'happening a lui dedicato nel mio piccolo desidero dedicargli questa mia prova.

God bless you Cele !!!

lunedì 26 luglio 2010

Extreme....mamente dura !

 foto Denise Quintieri
Applicando la famosa legge del contrappasso e fedele al mio motto "le salite si fanno in gara perchè se le faccio anche in allenamento mi tocca farle due volte" mi sono autopunito iscrivendomi la scorsa settimana, tramite l'incaricato dei Runners Bergamo, all'impegnativa 100 km Rimini Extreme :-)
Entrando nel sito del Golden Club Rimini, società organizzatrice dell'evento, sono rimasto particolarmente impressionato nell'osservare l'altimetria del percorso simile ad un elettrocardiogramma sotto sforzo, ma ormai l'iscrizione era fatta quindi forza e coraggio mio caro Ame......
La cosa che mi ha incuriosito e spinto a provare questa nuova esperienza sportiva è l'orario di partenza della suddetta prova, ossia le 22. Mai prima d'ora avevo corso in notturna e mi stuzzicava assai l'idea di conoscere le reazioni del corpo sollecitato ad orari a lui poco congeniali per correre.
Considerato il periodo estivo e la migrazione degli amanti della tintarella verso le località adriatiche, me la son presa comoda sabato mattina ed alle 11.30 son partito alla volta di Rimini ad andatura tranquilla pianificando un paio di soste utili a rendere meno stancante il viaggio. Il clima non era afoso come nei giorni precedenti ed infatti raggiunto il borgo di San Giuliano Mare e poi la relativa nuova darsena, ritrovo della gara , avvertivo il caldo estivo ma mitigato da una leggera brezza.
In ogni caso considerato lo sforzo da compiere poche ore dopo, mi son concesso solo una visita al borgo antico dove si possono ammirare abitazioni impreziosite da murales ed il Ponte di Tiberio datato primo secolo dopo Cristo. Da dimenticare la sosta in un bar per bere un disgustoso caffè solo assaggiato e poi lasciato nella tazzina per evitare il più che probabile lamento dello stomaco :-)
Per ammirare il mare e le spiaggie suddivise nei famosi bagni prendo l'auto e mi reco nella vicina Viserbella dove ceno con un bel cassone ripieno di pollo e verdure, poi mi sdraio su una panchina all'ombra coccolato da una leggera brezza.
Se non ci fosse stata la sgambatina prevista penso mi sarei addormentato, però il dovere chiama per cui alzo le chiappe e faccio ritorno alla darsena dove provvedo a cambiarmi d'abito. La partenza avverrà alle 22 dall'Arco d'Augusto ma alle 21.15 ,sia i partecipanti della 100km che quelli della maratona riuniti in un lungo corteo con tanto di fiaccole , dovranno passeggiare circa tre km per raggiungerlo.
Al via la temperatura sembrerebbe ideale poi una volta usciti dalla città avverto una fastidiosa umidità, sudo parecchio ma la cosa non mi preoccupa più di tanto in quanto la strada comincerà ben presto a salire per raggiungere le colline romagnole ed il clima si rinfrescherà.
A soffrire a quel punto saranno solo i quadricipiti i quali, notando la difficoltà d'avanzamento, percepiranno le pendenze per arrivare a Montescudo o al Monte Cerignone. Riesco a trovare un gruppo d'atleti composto per la maggior parte da partecipanti alla maratona , contraddistinti dal numero di pettorale color rosso a differenza del mio color nero, e m'aggrego. Tra questi anche un paio di "centisti " ed uno di loro, Andrea ,s'avvicina e scambiamo due chiacchiere accordandoci per filare di pari passo. Causa impellenti ed improrogabili necessità fisiologiche del mio compare perdiamo contatto col resto della comitiva e d'ora in avanti solo la luna piena c'accompagnerà.
A mio modesto parere ritengo salutare per la mente non poter vedere la durezza delle salite d'affrontare, perchè corro senza troppo arrovellarmi il cervello, concentrandomi sul mio passo e cercando di non andare troppo in affanno perchè conscio che il cammino sarà lungo e faticoso. In salita detto il passo mentre in discesa Andrea, più alto e pesante del sottoscritto mi stacca con facilità ed accompagnamo nelle fasi finali l'amica Lorena Di Vito vincitrice a mani basse della maratona femminile.
Qui prosegue la salita e sino al punto più alto della corsa,l'ipotetico gran premio della montagna, posso ancora usufruire della compagnia d'Andrea il quale, com'era logico prevedere, m'abbandona appena iniziamo la lunga ed a tratti ripida discesa verso San Leo.
La desuetudine nell'affrontare discese mi crea dolori alle rotule in particolar modo quella sinistra e non posso godermi come si deve lo splendido scenario offerto dalla Rocca di San Leo illuminata cosi come la Repubblica di San Marino .
Pittoresco ma al contempo disarmante osservare l'inadeguatezza e la disorganizzazione della maggior parte dei ristori dove trovo l'inutile mortadella e bicchieri vuoti che mi riempio velocemente con le bevande :-O
Meglio stendere un velo pietoso riguardo l'approssimazione nell'indicare il percorso da seguire e non di rado ho corso il rischio di sbagliar strada cosa successa a qualche sfortunato atleta :-(
Sembrerà paradossale ma il continuo scendere mi fa preferire, in questa fase della gara, qualche piccola ascesa perchè non avverto il dolore alla rotula sinistra sempre presente e fastidioso.
Ultima faticosa erta per risalire a Ponte Verucchio ma è la successiva discesa ad infastidirmi notevolmente poi, dopo un breve tratto in pianura, s'abbandona l'asfalto e si percorre quasi sino al traguardo un lungo sentiero sterrato dove rischio di perdermi vedendo all'ultimo momento una freccia che m'indicava di svoltare a sinistra.
Non oso immaginare la rabbia se avessi imboccato l'errata via !!!!
L'energie mentali al pari della forza per combattere il desiderio di camminare sono al lumicino, mi pongo l'obiettivo di raggiungere il ristoro e camminare per dar sollievo alle mie ginocchia. Ogni metro percorso mi sembra lungo il doppio, ma finalmente da una strada secondaria raggiungo la via principale dove un motociclista dell'organizzazione m'indica la retta via da seguire per raggiungere il traguardo.
Ultima rotonda e poi il lungo vialone che conduce alla nuova darsena, stringo i pugni dalla contentezza, una liberazione ma al tempo stesso una gioia infinita ,la certezza d'avercela fatta anche stavolta. Il solito sorriso poco prima di tagliare il traguardo non può mancare sul mio viso :-)
Faccio fatica a camminare, le mie rotule vorrebbero lapidarmi ed una volta ritirata la borsa in auto mi godo una doccia ristoratrice che ha l'effetto di risvegliarmi e di ridarmi un po' di vivacità.
Bravo Ame l'hai sognato durante la tua fatica ora goditi un bel bombolone alla crema accompagnato da un cappuccino sempre a Viserbella beach ;-)
Segue riposino in spiaggia con annessa scottatura ed un salto alla darsena per le premiazioni, ma giunto sul posto m'accorgo che hanno già premiato gli uomini e stanno immortalando con foto ricordo le prime dieci donne. Lo speaker chiede alle donzelle se posso inserirmi anch'io nella foto in quanto assente alla premiazione degli ometti e loro acconsentono facendomi sentire beato tra le donne :-)
A parte l'organizzazione deficitaria, della prova mi rimarrà per sempre un indelebile ricordo soprattutto il correre per lunghi tratti solo con me stesso ed i miei pensieri , accompagnato dalla luna piena, dal rumore dei miei passi ed ahimè dal dolore fisico.
Ma si sa tutto quanto fa parte del gioco.....

God bless you !!!