lunedì 15 novembre 2010

Tentar a volte .....nuoce !

Trip , Fabio , Carlo , Ame
Eh sì mio caro Ame non ti sei rassegnato ai segnali negativi che il tuo corpo insistentemente ti ha inviato per tutta la settimana e malgrado avessi riposato era utopistico pensare di ritrovare la brillantezza necessaria per correre decentemente una maratona......
Risultato? nella seconda parte di gara, caratterizzata da un profilo altimetrico decisamente impegnativo per la presenza di alcuni tratti in salita, i vasti mediali soffrivano ad ogni spinta dei piedi e correvo praticamente seduto :-O
Questo indolenzimento mi ha precluso la possibilità di sfruttare la fase finale di gara in leggera discesa ma la legge dello sport è uguale per tutti, in particolar modo quella della maratona, quindi se si osa oltre misura poi si pagano con gli interessi gli errori commessi.
Ma partiamo, narrando questa nuova avventura sportiva, dal ritrovo di prima mattina con la "Catu family" avvenuto ad Agrate in una tipica domenica autunnale umida e caratterizzata da una debole pioggerellina. Trovo il capo famiglia Fabio, al ritorno nella regina delle gare di corsa dopo quattro anni d'assenza, bello carico con un obiettivo cronometrico ben preciso in testa e deciso a raggiungerlo. Alla simpatica consorte Eliana ,venuta al seguito per immortalare il maritino, va tutta la mia ammirazione per aver sopportato condizioni atmosferiche dove l'elevata umidità dell'aria penetrava nelle ossa. Infatti prima di tornar a casa lei stessa ha sottolineato di come abbia dovuto sopportare il disagio d'aver perennemente i piedi ghiacciati  :-(
Dopo un'iniziale incidente di percorso, relativo al senso di marcia, il Catu sfreccia a velocità supersoniche sulla Milano-Torino e già alle 8 siamo nel capoluogo piemontese alla ricerca di un parcheggio che troviamo non molto lontano dalla centralissima Piazza Castello da dove avverrà la partenza della Turin Marathon.
2500 più o meno i partenti ed è piacevole rivedere Alberto Quarello detto il Trip accompagnato da un altro amico comune ossia Carlo Chierotti. Eliana immortala il nostro incontro, con un simpatico scatto fotografico, vestiti di tutto punto prima della nostra fatica. Una concentrazione di facce da pirla così non si era mai vista ed entrerà di diritto nel libro dei record della maratona :-D
Qualche minuto di corsetta per cercare di riscaldarmi , poi eccomi in griglia di partenza vicino al Catu dove faccio la gradita conoscenza di Luisa, la quale dice d'esser sprovvista di un'adeguata preparazione per ben figurare ma verrà smentita dal cronometro ottenendo il suo primato personale di poco inferiore alle 3h'05. Complimenti !!!
La partenza non presenta grosse difficoltà di traffico, sento le gambe reattive e contrariamente a quanto pensavo non avverto fatica, ma in prossimità della mezza improvvisamente ritrovo la pesantezza nei quadricipiti avvertita la scorsa domenica a Carpenedolo. Considerando l'approssimarsi del tratto più duro della gara prevedo una sofferenza infinita sino alla conclusione della stessa....
Perchè mi avete abbondonato? il mio disperato lamento interiore è indirizzato ai vasti mediali che in salita verso Rivoli entrano in sciopero e non cooperano nel farmi procedere ad andatura decorosa. Giunto in prossimità del 28°km quando la strada comincia a ridiscendere verso Torino ho dolori alle gambe e quando vedo un concorrente fermarsi e camminare la tentazione sarebbe quella d'imitarlo. Cerco di sconfiggere questi pensieri negativi ma sto penando, pur mantenendo un'andatura lenta, ed i km li percepisco infiniti.
Non vedo l'ora d'imboccare il vialone d'arrivo ed il sogno s'avvera quando, mentre percorro l'ultimo km, svolto a sinistra ed odo lo speaker incitare gli atleti  prossimi a tagliare il traguardo.
Finalmente, stravolto dalla fatica, transito sotto lo striscione d'arrivo ma non riesco a gioire come di solito se non dopo aver abbracciato l'amico Claudio col quale scatto una foto ricordo con tanto di medaglia al collo. Entrambi ci dirigiamo velocemente a far la doccia e colgo anche l'occasione subito dopo per sfruttare il servizio massaggi. Ricevo una telefonata del Catu rimasto nei pressi della zona d'arrivo con Giuseppe Ricci ed una volta raggiunto lo vedo soddisfatto della sua prova e mi complimento con lui. Scorgo in lontananza il Trip in compagnia dell'amica Sandra, la quale mi racconta d'essersi posizionata all'altezza del 32°km con la figlia Alessia per sostenere un amico poi "saltato" e d'aver seguito il Trip.
E' giunta l'ora di lasciare la reale e sfarzosa cornice di Piazza Castello e rientrare nel grigiore brianzolo dove una lieve pioggerellina m'accoglierà a metà pomeriggio. Ringrazio la Catu family per l'usuale simpatia e gentilezza , nonchè gli amici incontrati per il calore col quale m'accolgono in codeste occasioni.
Vi lascio con una frase udita sul finire della gara tipica della mancanza di cultura sportiva dell'italico popolo : "ma si può bloccare una città per una corsa di merda? ".
Risposta dell'Ame il giorno dopo in quanto al momento impossibilitato a rispondere : " ma si può abitare in un paese con gente così di merda? " ;-)

God bless you !!!

3 commenti:

KayakRunner ha detto...

Non vale nemmeno la pena di rispondere a certa gente!
Probabilmente il dolore è dovuto ai tanti km che le tue gambe devono sopportare...

Comunque ho visto la classifica e hai fatto un tempone: non sei mai contento? :-)

alina ha detto...

ahahah è successo anche a noi alla forlì ravenna....
qualcuno ha anche risposto a dovere...
Cmq ame poche storie e fortuna che le gambe ti facevano male

AME ha detto...

Mio caro talentuoso Sig.Valsecchi :-) non ho fatto un tempone e chi mi conosce bene sa quanto poco m'interessa il crono finale però soffrire così tanto e non arrivare come piace a me col sorriso sulle labbra non mi ha reso felice...

Alina : lo sai che voglia di fermarmi e dargl una pedata nelle palle ? :-D