martedì 16 dicembre 2014

Sosta forzata

Dopo la sequela di gare da ottobre a metà novembre, di cui le ultime affrontate con un leggero dolore al basso ventre che col trascorrere dei km diveniva solo un leggero fastidio, ho voluto indagare sul perchè e la risposta dell'amico Dott. Daniele è stata una badilata psicologica sulla testa.
"Ame per me è pubalgia...".
Trascorso un mese dove mi sono sottoposto a visita da osteopata, tecar, esercizi ed un'onda d'urto,sono ancora al punto di partenza, impossibilitato a correre nonostante il forzato riposo. E senza sapere quanto durerà. Il problema più grosso, nonchè traumatico sotto tutti i punti di vista, sarà riprendere a correre,considerato che solitamente gareggiavo per allenarmi. Ovviamente tutto il programma gare invernale e primaverile è andato a farsi benedire.
Non mi resta che esclamare l'imprecazione pronunciata dallo sfortunato soggetto in foto:
MERDA !!!!!

God bless you Ame..........


mercoledì 19 novembre 2014

Una domenica spassosa....

con Aurella e Andrea in palestra prima del via
il Brunone Marini e la figlia Ilenia
 
Torta di Aurella per festeggiare le mie 100 maratone
col discepolo Paolo Scotti :)
                                 con Luca Zava compagno di tante gare
 
Finalmente sono riuscito a sapere il motivo dell'irritante dolore al basso ventre, indesiderato compagno per oltre un mese mie uscite podistiche. Erroneamente l'imputavo a problemi di stomaco invece, al termine di un consulto con l'amico Dott. Daniele, la diagnosi è presto fatta. Trattasi di pubalgia ed avendola sperimentata durante la carriera calcistica pensavo si manifestasse solamente vicino agli addutori. Nonostante abbia ricevuto la pessima notizia che uno sportivo eviterebbe di sentirsi dire e l'inevitabile stop dalla corsa, potrò correre la Maratonina di Crema l'indomani.
Il motivo della trasferta cremasca era, come spesso capita, un combinato "corsa-pranzo",nel caso specifico organizzato con gli amici triatleti lodigiani Aurella e Andrea. Oltre a noi tre , impegnati nella disputa della mezza, s'aggregheranno a far lavorare la mandibola con le gambe sotto al tavolo, alcuni compagni di squadra (DDS) della coppia.
Ritrovo del terzetto alla periferia di Crema alle 8, parcheggio l'auto e salgo a bordo di quella d'Andrea, il quale ci porta nelle vicinanze del ritrovo gara. Fortunatamente sono già provvisto di pettorale e pacco gara, quindi evito l'annosa coda e con calma effettuo il cambio d'abiti nella palestra messa a disposizione dagli organizzatori. Si discute sul repentino cambio di clima, disastroso in tutti i sensi il giorno precedente, mentre in cielo splende un inaspettato sole associato ad una temperatura gradevole.
Ci scaldiamo correndo blandamente e se accenno ad aumentare il ritmo, ecco il dolore in zona pubica, pertando evito inutili accelerazioni.
Io ed Andrea troviamo posto in griglia immediatamente dietro agli atleti dotati di un paio di marce in più rispetto a noi ed allo scoccare delle 9,15 viene dato il via. Nessun intoppo tranne la presenza di uno spartitraffico risultato indigesto ad un concorrente intento a visionare il suo gps.
Andrea ha assistito alla scena comica e per lo sventurato podista nessuna complicazione fisica, solo un pò di spavento.
Al dolore non si fa l'abitudine, però l'esperienza accumulata nelle precedenti competizioni viene confermata anche in questa e difatti giunti al 6° km. rimane solo un fastidio a farmi compagnia sino al termine della fatica. Sono psicologicamente condizionato e, ciò nonostante, cerco d'esprimere la quasi totalità delle mie attuali possibilità atletiche tenendo conto il tour de force sportivo dell'ultimo periodo. Nella seconda parte di gara la mente sarebbe  propensa a calare vistosamente l'andatura ma ritengo opportuno scacciare ogni tentazione, facendo leva sul fatto che potrebbe essere l'ultima gara dell'anno. Col senno di poi la scelta si è rivelata corretta poichè la prova può essere catalogata sotto la voce "dignitosa" senza risentimenti dolorosi al termine della stessa.
Ritrovo il Pandinese Paolo Scotti e gigioneggio con lui, calandomi spiritosamente nella veste di suo guru, con tanto di foto ricordo dove la pirlaggine emerge perentoriamente :)
Altro incontro degno di nota è quello con Luca Zava, cremonese col quale ebbi modo di condividere in allegria svariate corse podistiche.
Ottima prova anche da parte del duo lodigiano Aurella -Andrea e dopo la doccia di rito partiamo in direzione Basiasco per raggiungere la loro graziosa dimora. Solita fragorosa e pittoresca accoglienza delle due cagne di casa, riservata a tutti i vari ospiti arrivati alla spicciolata.
Menu ricco mi ci ficco e si parte con torte salate, lasagne , polpettone, zucchine, mandarini, frutta secca e torte dolci di varia natura, tutte squisite ed apprezzate dal palato dei commensali. Ringrazio pubblicamente Aurella, la quale ne ha appositamente sfornata una al cioccolato per festeggiare il mio traguardo delle 100 maratone. Grazie infinite ! :)
E' bello poter godere dello splendido feeling instauratosi con persone conosciute da poco e vorrei rimanere sino al giorno seguente. Pur abitando ad una certa distanza sono l'ultimo, assieme a Fabio, ad abbandonare l'abitazione di Aurella ed Andrea che abbraccio calorosamente per l'indimenticabile giornata trascorsa con loro sin dal primo mattino.
Per evitare di scordare qualcuno , rivolgo un caloroso ringraziamento a tutti gli amici nuovi e vecchi presenti per l'ironia dimostrata ed il divertente pomeriggio trascorso in allegria.
Speriamo di tornare a correre il prima possibile per potere vivere giornate come questa......

God bless you !!!

venerdì 14 novembre 2014

Cent....ellinando

                                Incontro all'expo con Giovanna
                        con l'omonimo Amedeo Sargolini e Lì Farro
                               I tre moschettieri prima del via
 L'abbraccio con l'allievo dopo il traguardo
                              Saluto nel post gara con Gabriele :)
Conchiglia ripiena di gelato con panna montata.Meritatissima ! :D


Come si suol dire "tutto è bene quel che finisce bene" , ma invece di una commedia Shakespeariana ci si è messo Alfred Hitchcock a condire il tutto con una "suspense" finale degna del maestro del brivido.
Il fine settimana appena trascorso, doveva essere,ed è stato ricco di pathos e alquanto significativo sotto diversi aspetti. Correre una maratona dopo 18 anni dalla mia prima, tornare a Ravenna dove quattro anni or sono ebbi l'ultimo incontro col compianto Simone Grassi, festeggiare contemporaneamente la mia 100esima e lo sbriciolamento del muro delle 3 ore da parte dell'allievo Roberto. Quindi tanta carne al fuoco.
Ovviamente come spesso accade quando si tiene particolarmente ad un evento sportivo, arriva l'inghippo fisico a rompere le uova nel paniere ed a farti perdere quella sicurezza necessaria in una prova ostica qual è la Regina delle gare podistiche. Ed ecco affiorare un male tendineo nella settimana che conduce alla gara.
M'assumo gran parte della colpa, derivata serie infinita di competizioni, viste come momento allenante ed aggregante o forse anche al cambio di scarpe. Fatto sta che per correre ai ripari utilizzo, oltre al riposo dalla corsa, tutti quegli stratagemmi necessari per cercare di disinfiammare il tendine del soleo del polpaccio destro. Ghiaccio, argilla, arnica, tecar terapia e che Dio me la mandi buona !
Viaggio della vigilia piuttosto articolato con una prima sosta a Gongorzola per aggregarmi all'amico triatleta Stefano e con lui ripartire alla volta di Piacenza dove incontreremo Roberto. Lasciamo l'auto nella zona industriale ed in un paio d'ore siamo nella città d'arte romagnola. Dal sole padano si passa ad un clima caldo-umido ed un cielo uggioso però fortunatamente senza pioggia.
Per essere un tre stelle, l'hotel c'assegna una stanza nel sottotetto ben al di sotto delle aspettative con un clima tropicale, motivo per cui apriamo completamente la finestra sperando di rinfrescare l'ambiente.
Segue giro nell'expo della maratona per ritirare pettorale e pacco gara ma soprattutto per conoscere personalmente la "Si ster" salernitana Giovanna che amorevolmente prendo in giro sulla bacheca del gruppo musicale facebookiano da me creato. Come promesso scattiamo una foto ricordo col classico gesto dell'ombrello rivolto alle altre Sisters. Doveva esserci anche Gabriele ,l'altro maschietto del gruppo , ma giungerà in ritardo, quindi l'incontro con lui è rimandato al giorno seguente. Sosta, assaggio di torta e foto di rito con l'instancabile ed onnipresente coppia formata da Amedeo Sargolini e Lì Farro.
Abbiamo una pizzeria di fianco all'hotel, le diamo fiducia evitando di gironzolare per la città e l'unico a consumare una cena da vero atleta è Roberto col classico binomio pasta in bianco + bresaola, mentre io e Stefano optiamo per una pizza. Felice si è rivelata la scelta di prendere posto ad inizio serata poichè alle 19.30 i posti a sedere sono esauriti e l'attesa andava per le lunghe....
Vorremmo soddisfare il palato con un gelato senza andare in centro, però c'accorgiamo che la zona è tristemente insignificante così l'unica soluzione è tornare in hotel abbandonando ogni speranza.
Dormire a novembre con la maglietta a maniche corte, avvertendo caldo, è una situazione assai anomala ed al nostro risveglio il grigiore è rimasto tale. La colazione si rivelerà degna di nota con un'ottima crostata alla marmellata d'albicocche, un plum cake al cioccolato ed una simil torta Paradiso. Quattro fette, accompagnate da una tazza di tè, saranno il carburante necessario per iniziare la giornata e concludere il carico di glicogeno :)
C'incamminiamo verso la zona nevralgica della kermesse ravennate, il cui calendario presenta distanze dalla 10 km alla Maratona passando per Mezza e 30 km. Ce n'è per tutti i gusti, con l'accortezza di prendere posto in prima fila perchè l'assenza di griglie potrebbe causare "pruriginosi" contatti coi soliti genialoidi,smaniosi di pubblicità ma dal passo assai lento...
L'umidità si taglia a fette, penetra nelle ossa, perciò è opportuno rimanere coperti almeno sino a mezz'ora dal via. Rivedo Giovanna col marito , numerosi amici come Gessica, forte triatleta romagnola, il gruppo del Triathlon Pavese, Roberto Aniello e la consorte Gloria. Foto e risate stemperano la tensione che inizia a farsi viva. Consegna borse con coda in un angusta palestra e successiva corsetta sino al gonfiabile sotto al quale è posizionato il tappeto del chip per il rilevamento cronometrico.
Scavalchiamo le transenne e siamo nelle prime file mentre lo speaker presenta ed intervista Gianni Morandi iscritto come a Cremona alla Mezza.
Pronti, partenza via e subito in fondo al viale troviamo la prima delle innemerevoli curve , protagoniste assolute dei due giri all'interno della città. Sapevo della poca scorrevolezza del tracciato, del fondo sconnesso in alcuni segmenti a causa del ciottolato e temevo per il tendine di cui sopra, comunque ben protetto dalla buona ammortizzazione delle scarpe.
Conscio della mancanza di fondo adotto una tattica di gara assai spericolata , sperimentata negli ultini anni cercando di mettere il cosiddetto "fieno in cascina" nella prima mezza e poi stringere i denti calando l'andatura il meno possibile. L'obiettivo finale, sino a quando il fisico me lo concederà, sarà quello di rimanere sotto le 3h. Senza riferimenti cronometrici parto coi pacer delle 2h50 e rimango con loro nei primi chilometri poi rallento ed all'altezza del 10° km chiedo al ragazzo che corre al mio fianco il passaggio cronometrico. Sbalordito ed intimorito ripeto a me stesso "Ame rallenta altrimenti non arrivi alla mezza !"
Saggiamente ascolto la vocina interna, rimanendo praticamente da solo allorchè abbondonato la città veniamo catapultati in un "drittone" a salire sino al 31° km. Infinitamente devastante a livello mentale, inizio a percepire le pile scariche ed a nulla serve l'autoincoraggiamento. Ripercorrendolo in senso inverso, dobbiamo combattere col vento contrario ed è quest'ultimo ad infliggermi il colpo di grazia. Rientrato in città rimangono da correre "ancora" 6 km e per stemperare le crisi mentali cammino in alcuni tratti ed in prossimità dei due ristori finali.
Salvo clamorose deflagrazioni fisiche dovrei riuscire a raggiungere lo scopo prefissato e questa quasi certezza, associata alla generale stanchezza, generano un rilassamento e relativo calo della velocità. Ultimo km ed intravedere là in fondo lo striscione d'arrivo è notoriamente un'iniezione adrenalinica così come l'incitamento degli spettatori posti ai lati della lunga Via di Roma.
Sono al settimo cielo quando scorgo il cartello indicante il 42° km e percorro gli ultimi 195 metri spingendo sul tappetto azzurro, posto a coprire il manto stradale, quasi fossi al primo chilometro.
Ce l'ho fatta !!!!!! Missione compiuta caro Simone ! :)
E Roberto? Attendo il suo arrivo e l'accenno alla "suspense"d'inizio post, era relativa all'attesa di vedere transitare sotto il traguardo l'allievo prima dello scoccare delle 3 ore.
Il display segna le 2h59 ed all'orizzonte non lo vedo, inizio a preoccuparmi ma dopo una ventina di secondi lo scorgo impegnato nello sprint finale, grazie al quale riuscirà nel suo intento , degna conclusione di un cammino iniziato un paio di mesi fa in collaborazione col coach Maurizio.
"Il lavoro paga!" come ebbe a dire il suddetto coach dopo la mezza di Castellazzo e sarebbe stata una grossa ingiustizia sportiva se il sogno fosse svanito per pochi secondi...
Ed ora prevedo un ulteriore abbassamento del crono già a Reggio Emilia dove, al traguardo, dovrà essere lui ad aspettare me :)))
Un bravo anche a Stefano per la sua prova a Giovanna e Gabriele che finalmente conosco personalmente ed a tutti i finishers, perchè la Maratona ti spreme a livello fisico ma al contempo sa regalarti enormi soddisfazioni. Compreso il mal di gambe dei giorni successivi ed anche da lassù Simone, da buon maratoneta, sa cosa intendo dire ... :D
Prima di riprendere la via maestra una sosta per il meritato gelato per concludere in dolcezza una giornata indimenticabile.

God bless you !!!

mercoledì 29 ottobre 2014

Una mezza tira l'altra....

Scherzo dell'amico Alessandro portato a spasso per 21 km :-D
                        Una delle due torte degustate a Novi ;-)
 Arrivo a Cremona (foto R. Mandelli)
Gelato a Lodi col Brunone e Fabio
Arrivo sofferto a Bronzolo :)
        Selfie di gruppo con Ale al mio fianco, il Capelli ed il Prof dietro

....ed è d'aiuto all'anziano e svogliato podista, poco propenso ad allenarsi ma felice (prima e dopo mai durante) di poter attaccare il pettorale, all'affannosa ricerca di uno stato di forma atletica quasi dignitoso.
La suddetta riflessione è riferita al sottoscritto e vorrei sentitamente ringraziare l'inventore della mezza maratona, in quanto sarebbe assai improbabile poter tenere determinati ritmi, correndo in solitaria nel solito anello sopra casa.
Col passare degli anni è divenuto  particolarmente traumatico il passaggio dalla stagione multidisciplinare a quella podistica, poichè necessito di togliere la ruggine accumulata nella disputa di competizioni di lunga durata affrontate a "ritmi bradipi"
Volendo mantendere il trend sub 3h in maratona, pur senza immolarsi fisicamente a correre lunghi in allenamento  , l'unica alternativa è quella di "tuffarsi" nelle distanze più brevi con lo scopo di veloccizzarsi. Non sono veloce e mai lo sarò, in quanto la velocità va allenata con lavori specifici e nel mio caso ,correndo solo una volta a metà settimana 8/10 km., l'alternativa efficace per raggirare l'ostacolo è quella di "tirarsi" il collo domenicalmente.
Sino a qualche anno fa potevo permettermi di seguire questo trend senza pagare dazio, recuperando rapidamente la velocità perduta mentre ora il processo è assai difficoltoso.
Dopo l'Elbaman, per iniziare il tour de force, il programma sportivo contemplava il festeggiamento del compleanno in quel di Pavia e l'obiettivo principe quello d'aggrapparsi ai palloncini con la scritta 1h25'sino a quando le gambe ed il fiato l'avessero permesso. Ipotizzare l'intera mezza corsa a 4 min/km la domenica dopo un IM, nelle precarie condizioni atletiche in cui mi trovavo sarebbe stato sinceramente un pochino oltre l'immaginabile.
L'intenzione era di tener botta il più a lungo possibile, tenendo conto del tracciato sinuoso e per nulla scorrevole della Corri Pavia. Alla fine della fiera, seppur sfinito, sono riuscito sorprendentemente a giungere leggermente prima del gruppo di cui sopra. Gioia immensa !
La domenica successiva il ritorno a Novi Ligure in una prova che ho sempre apprezzato per organizzazione e percorso, accompagnato dall'allievo Roberto Cornaglia lanciato nella sua meticolosa e gravosa preparazione per abbattere il muro delle 3h a Ravenna il prossimo 9 novembre.. Considerando la mole di lavoro effettuata ed il brillante livello atletico raggiunto, non avrà alcun problema a centrare il suo obiettivo cronometrico. Sarò al suo fianco e spero d'essere testimone oculare e di poter celebrare questo suo importante traguardo. Sarà comunque grande festa anche per me ed avrò modo di parlarne, con dovizia di particolari, a tempo debito.
Bello poter rivedere Francesca , finisher all'Elbaman, presente col marito e l'instancabile figlio e ritrovarsi al termine della gara per festeggiare il suo compleanno in una pasticceria della città. Da favola le due meravigliose torte consumate per lo speciale avvenimento.
Per quanto concerne la mezza debbo ritenermi soddisfatto perchè, stringendo i denti sino alla fine, l'ho corsa più velocemente rispetto la domenica precedente. Il tracciato, piuttosto scorrevole per i primi tre quarti, presentava un breve strappo in prossimità del 17° km rivelatosi fatale per i miei arti inferiori. In questa fase di preparazione effettuata gareggiando, tutto è da considerarsi positivo ed allenante soprattutto la gestione dei momenti di difficoltà, inevitabili nei chilometri finali.
Archiviata la doppietta Pavia-Novi il menu podistico prevedeva una sosta per ricaricare le pile sennonchè l'amica Alessia, iscritta alla caotica Maratonina di Cremona , dice di voler abdicare e mi propone gentilmente il cambio di nominativo evitando in tal modo di farle perdere i soldi della quota d'iscrizione. Piacere accordato e sarà un buon motivo per poter far visita, sulla via del ritorno, alla famiglia Catufi sostando a Lodi per un pranzo.
Comun denominatore fra Novi e Cremona la percentuale d'umidità presente nell'aria, con l'apice raggiunto nella città delle 3 T, dove l'estremità del Torrazzo si mostrava agli occhi dei presenti  avvolto dalla nebbia. Prima dello start ,grondante di sudore, noto l'impressionante calca nei pressi delle transenne posizionate a circa 300 metri dall'arco gonfiabile. A pochi minuti dal colpo di pistola veniamo pilotati verso quest'ultimo e fortunatamente trovo una posizione favorevole, scongiurando pericolosi scontri durante le convulse fasi iniziali. Difficile, se non arduo, poter gestire 3000 atleti nel cuore di una città così come la logistica riguardante deposito borse , partenza, e docce al termine della fatica.
Sarà la leggerezza delle nuove scarpe, il poter correre sempre in compagnia, fatto sta che l'andatura tenuta sin dall'inizio sembrerebbe proibitiva ma sempre ragionando in ottica allenamento cerco di gestirla nel miglior modo possibile. Sarà una lotta per controbattere la battaglia innescata , come spesso accade sul finire della prova, con mente e gambe desiderose di un attimo di respiro.
Rimango positivamente sorpreso del risultato ottenuto e necessito di liquidi dopo aver sudato in abbondanza. Recuperata la borsa al deposito inizio un'interminabile camminata per raggiungere la palazzina e godere di una doccia calda, salutare come sempre. Ennesimo spostamento a piedi e ,giunto al parcheggio auto, parto alla volta di Lodi dove troverò la tavola imbandita da donna Eliana , pronto a degustare una delle sue ottime pizze. Seguirà a metà pomeriggio il classico gelato da Umberto con la piacevole presenza anche del Brunone Marini. Giornata splendida sotto ogni punto di vista :)
A completare il poker di mezze , raccogliendo il gentile invito di Alessandro, è stata quella appena corsa a Laives ,graziosa cittadina in provincia di Bolzano. La sveglia piuttosto mattutina non si è avvertita in virtù del passaggio dall'ora legale a quella solare. Raggiungo l'abitazione di Alessandro e successivamente passiamo a Ponte San Pietro a raccattare gli altri due soci : il "Capelli" ed il prof. Spagnuolo.
Giunti al centro sportivo possiamo godere di un cielo terso ed un sole abbagliante,del quale apprezziamo il calore, utile a riscaldarci dalle temperature decisamente autunnali. Eravamo abituati sin troppo bene ma occorre tener presente della stagione un cui siamo. Con stupore rivedo ancora Francesca venuta il giorno prima in gita con l'intera famiglia.
Alessandro, dopo un periodo di carico, è fermamente deciso a dare il tutto per tutto col desiderio di tornare a siglare tempi degni del suo livello podistico. La mezza è una distanza a lui congeniale e difatti sarà protagonista di una prova eccellente vincendo la sua categoria d'età.
Personalmente posso annoverare la gara fra quelle ben riuscite, perchè è maledettamente pesante correre per la quasi totalità dei 21 km in solitaria, senza l'appoggio psicologico di nessun gruppo. Nemmeno l'amenità dei passaggi vicino ai meleti, tipici della zona, riusciranno a lenire il disagio mentale venutosi a creare. Lo sport insegna a cercare dentro se stessi le motivazioni e la forza per superare questi ostacoli e, seppur sull'orlo di una crisi, tengo botta sino all'ultimo breve strappo che conduce al traguardo ubicato a Bronzolo. Subito dopo l'arrivo sono piegato in due ....
Peccato per i problemi intestinali che hanno costretto al ritiro il Capelli, mentre gara regolare per il Prof. Christian. Segue doccia e pasta party a pagamento, causa problemi di raccolta sponsors, così recita lo speaker scusandosi con gli atleti costretti a sborsare 5 euro per un piatto di penne.
Ciliegina sulla torta un bis di gelato ad Egna, a cui segue un caffè all'interno di una tipica caffetteria-pasticceria del posto.
Prossima tappa d'avvicinamento alla Maratona di Ravenna sarà la mezza a Castellazzo Bormida solitamente ben organizzata. Sarà un'altra occasione per correre in gruppo ed incontrare altri amici podisti.

God bless you !!!

lunedì 6 ottobre 2014

Da un estremo all'altro

                                            Zero Gradi : un gelato da sogno...
Il "classico saluto" in compagnia del livornese Fabio e di Gianluca
Pronta per la lunga pedalata
una bella foto scattata dall'amica Simona

con gli amici del Castiglione Triathlon Team
                                            e per finire il saluto col Brunone

La scorsa edizione fu flagellata da mare mosso e diluvio universale durante la frazione ciclistica, mentre fortunatamente quest'ultima è stata all'insegna del bel tempo con mare calmo, cielo terso e temperature quasi agostane.
Tutto ciò nel paradiso naturalistico dell'Isola d'Elba, dove da 10 anni consecutivi si disputa l'Elbaman , unico ed ineguagliabile Ironman presente nel calendario tricolore.
Fiore all'occhiello della kermesse la precisa organizzazione, orchestrata dall'amico Marco Scotti con la collaborazione dell'intera famiglia e degli imprescindibili volontari.
Giove Pluvio protagonista indesiderato nelle ultime due edizioni ha consentito , in virtù della sua totale assenza, la degna celebrazione dell'importante anniversario, regalandoci un clima estivo assaporato in pesante ritardo rispetto ai canoni tradizionali.
Viaggio condiviso con l'amico Roberto alla sua prima esperienza sul suolo elbano, preoccupato dalla durezza della gara ma determinato a vendere cara la pelle. Per la sua flemma direi che il nick name più consono a lui sia Lord Robert :D
Partenza ,come da tradizione, il venerdì mattina ed arrivo al porto di Piombino vivacizzato dalla folta schiera di triatleti, pronti ad imbarcarsi per raggiungere una delle tante meraviglie della natura presenti sul suolo nostrano. L'ora abbondante, necessaria per attraccare a Portoferraio, scorre velocemente chiacchierando con i numerosi amici presenti a bordo e sin dallo sbarco percepisco la calura dei raggi solari. Primi indizi concernenti il tardivo risveglio dell'estate...
Stessa isola, stesso Agriturismo, l'Orione gestito e curato con passione dall'amico di lunga data Gianluca col quale ho instaurato un rapporto all'insegna del reciproco sfottò. Avrò a disposizione un'intera camera riempita ovunque con bagagli , bicicletta e tutto l'occorrente per la sfacchinata domenicale. Prima di raggiungere la dimora elbana, sosta al ritiro pettorali.
Niente pasta party del venerdì sera e ne sono dispiaciuto, in quanto era un appuntamento fisso, ritrovo della famiglia triatletica legata a doppio filo con l'Elbaman e di conseguenza motivo per riabbracciare quelli che amo definire "compagni d'avventura" iscritti alle due competizioni in programma. Quest'anno è stata tolta la possibilità di gareggiare a staffetta per liberare più posti nella media distanza, il cosiddetto 73.
Cena, tramite voucher fornito dell'organizzazione, presso la pizzeria "Il Vesuvio" e se posso attribuire la sufficienza piena al piatto di spaghetti alle cozze, quando scorgo il misero contenuto del piatto contenente le verdure grigliate vorrei alzarmi ed uscire dal locale. La pochezza visiva avrebbe meritato uno scatto, ma la camera dello smartphone si sarebbe "impressionata" e schifata di fronte a tanto squallore culinario. Un locale dove ho messo la croce sopra. Scandaloso.
L'unica nota positiva a tavola è l'allegra compagnia del Brunone Marini, il Colosso di San Colombano, venuto solo e quindi ottima spalla per divertirsi. Faccio la conoscenza anche di Francesca, conosciuta vitualmente sui social come Fran Ci e desiderosa di rivincite dopo la sfortunata parentesi dello scorso anno. Come supporter avrà il marito ultramaratoneta ed il figlio inarrestabile.  Sicuramente avrà preso da lei, un peperino vivace :)
Da qualche anno l'immancabile "reunion" post cena degli aficionados è presso lo Zero Gradi e, com'era logico prevedere, conoscendo l'innata golosità del sottoscritto per i gelati, tendevano magnanimanente ad offrirmi una cialda piuttosto sostanziosa, sollecitati dal buon Cristian Fiorito. Alla quarta, di comune accordo con lo stomaco, ho preferito fermarmi per scongiurare eventuali problemi intestinali :)
Utile alla digestione la passeggiata per rientrare all'Orione e la successiva dormita al termine di una giornata iniziata con risveglio alle 6.30 e terminata sotto le coperte quasi a mezzanotte.
L'indomani mattina, "leggermente" appesantito, breve corsetta con incontro sul percorso dei Locatelli Brothers col giovane Diego al suo esordio nel 73. Il meticoloso e preparato nipotino Alex sarà protagonista sempre sulla stessa distanza ma non avevo dubbi a riguardo.
Abbondante e gustosa colazione con la truppa livornese capeggiata da Fabio e poi giro nel centro cittadino di Marina di Campo incontrando una lunga sequela d'amici, rivisti con immenso piacere. Per molti di loro accade quasi esclusivamente in occasione dell'Elbaman  ed alla fine ci torno ogni anno per il suddetto motivo....
Pranzo, come tradizione vuole , nella rosticceria di Paolo coi i due fratelli Locatelli ed il Brunone soddisfatti del delizioso piatto di gnocchi al sugo di mare.
Un classico della vigilia è il bike check- in, ennesimo ritrovo delle solite facce note con l'aggiunta degli arrivati dell'ultima ora. Depositati bici e casco rientro alla base per la preparazione della cena, caratterizzata dall'immanabile piatto di pasta al tonno con aggiunta di verdure bollite ed un filo d'olio extravergine d'oliva. Ospite invitato e soddisfatto del menu il mio alter ego del fine settimana, vale a dire il Brunone.
Sono da poco trascorse le 7 di sera ed abbiamo già cenato quindi, per ammazzare la noia, l'unica possibilità è ributtarsi in Via Roma, vasca principale del paese e sosta allo Zero Gradi. Malgrado l'insistenza del Brunone rifiuto l'invito di consumare un gelato considerando l'angosciante sveglia prevista per il giorno seguente.
Nottata tranquilla, sono in piedi intontito e non potrebbe essere altrimenti considerata l'insolita ora. Sono le 4.10, sorseggio un tè e sgranocchio tre barrette senza quasi sentirne il sapore con la mente già proiettata a controllare gli ultimi dettagli prima di lasciare la camera.
Il cielo è stellato, l'aria frizzante e cammino velocemente verso la zona cambio per scaldarmi le membra infreddolite, giungendo con largo anticipo rispetto allo start previsto per le 7.
Inganno l'attesa scherzando coi partecipanti per poi indossare l'abito neoprenico indispensabile al galleggiamento e, passata la spunta in spiaggia, lancio un'occhiata alle boe del percorso natatorio.
E' ancora buio ma la luce sta per farsi largo ed al colpo di pistola inizia l'ennesima giornata di sport "insaporita" da sudore, fatica e sorrisi sino a quando vi riuscirò.
Due giri ottimamente segnalati con boe direzionali e mare calmo ma l'innata avversione per il gesto natatorio e l'assenza d'allenamento rendono ostile un contesto perfetto.
Occorre armarsi di tanta/Santa pazienza e gestione mentale dello sforzo consapevole del fatto che emergerò dal mare piuttosto provato e fra gli ultimi...
Gesto dell'ombrello all'uscita dall'acqua e lungo trasferimento per effettuare la prima transizione effettuata con la dovuta calma.
Degusteremo il piatto forte del menu, affrontando tre giri da 60 km l'uno e ben 2700 mt di dislivello , ragion per cui qualsiasi eccesso di zelo verrà punito.
Monto il gps per la prima volta, desideroso di verificare l'altimetria e, dopo due tornate a buon ritmo , inizio ad avvertire caldo e stanchezza perciò comprendo sia doveroso e saggio rallentare l'andatura. 
Ogni anno è la stessa solfa, col terzo giro pedalato annaspando sulle asperità del tracciato e personalmente pago dazio nella salita di Chiessi mentre gestisco meglio,perchè meno ripida, quella con destinazione Marciana.
In tutti i post dedicati all'Elbaman ho sempre sottolineato l'incapacità di guidare il mezzo nella successiva discesa verso Marciana Marina e l'indecoroso manto stradale ivi presente. Un cattivo esempio di gestione ed amministrazione del territorio comunale e se fossi cittadino di questa località me ne vergognerei. Ritengo assurdo rifiutarsi d'asfaltare per un decennio un tratto davvero pericoloso per l'incolumità dei partecipanti e continuerò a citare tale grave mancanza ogni qualvolta scriverò un resoconto della gara.
Tricipiti sollecitati oltre misura al termine del toboga ed attenzione massima sino a Procchio cozzando col traffico dell'ora di punta e subendo inevitabili  rallentamenti. Un po' di nervosismo nell'essere frenati quando si potrebbe pedalare agevolmente, ma bloccare totalmente la viabilità è utopistico pertanto s'accetta la situazione e si guarda avanti, all'ostacolo successivo. E si parla della maratona, affrontata con la totale assenza di voler soffrire, nonostante l'assiduo e caloroso supporto morale ricevuto dall'esterno. Quando la testa è scollegata, rifiutando d'assecondare le gambe si è destinati a vivacchiare in attesa dell'inevitabili camminate fuori programma. Così accadrà nella seconda "mezza" e col senno di poi, ritengo sia stata una scelta imposta dall'accumulo d'impegni sportivi in un'annata decisamente stressante. E c'aggiungerei l'età che avanza, nonchè la mia personale filosofia dell'accontentarsi, avendo come unico fine l'arrivare al traguardo. Questa mancanza di "cattiveria" sportiva e competitività non dev'essere catalogata come mancanza di carattere bensì una visione prettamente amatoriale della competizione.
Quando al termine del quinto giro svolto a destra per giungere al traguardo, torna il vigore perso per strada e la contentezza s'impossessa in toto del mio corpo. Una gioia effimera ma al contempo duratura nella memoria. Così come l'IM Lanzarote anche l'Elbaman regala forti emozioni, paesaggi da cartolina ammirati durante la perlustrazione, sui pedali, della parte occidentale dell'isola.
Sarò ripetitivo nel rivolgere i complimenti a tutti i finisher ed a chi per motivi vari si è visto negare la gioia di transitare sotto il gonfiabile dell'arrivo, però in una prova sportiva d'endurance così lunga nulla può essere dato per scontato. Si ha solo la certezza di partire e la speranza d'arrivare.
Un bravo lo riservo al mio compagno di viaggio Roberto ed ovviamente a tutta la Famiglia Scotti ed i preziosi volontari. Grazie allo cooperazione d'entrambi possiamo godere di un evento, apprezzato da chiunque abbia avuto la fortuna di sperimentarlo come atleta o semplice spettatore.

God bless you !!!

lunedì 15 settembre 2014

Estate a Zofingen.....

                    Gruppo vacanze Powerman alla fontana in centro
                     Caloroso saluto della compagine italiana :)
                        Con Caterina , Simona e Sabrina prima del via....
                     Impossibile resistere al tiramisù
                        un saluto alle mie fans pavesi :)

....ed è una rarità ad inizio settembre, perchè ipotizzo accada in termini temporali come il periodo intercorrente fra un'eclissi solare e l'altra.
Scaramanticamente tendo a guardare le previsioni meteo relative alla gara da disputare solo nei 3-4 giorni antecedenti, per evitare inutili "seghe mentali". Trattandosi del Powerman Zofingen, un evento spesso flagellato dal cattivo tempo, dedico maggiore attenzione nel cercare di capire quale sarà l'abbigliamento necessario a scongiurare possibili casi d'ipotermia. In passato ci sono andato assai vicino, ragion per cui sono particolarmente condizionato da tali spiacevoli ricordi e, nel dubbio, tendo a coprirmi forse oltremisura.
E' considerata una "gara-mito" per gli amanti della duplice disciplina, la Mecca del duathlon, ed associata a condizioni atmosferiche ostili. Personalmente sono legato a questa competizione interpretata alla stregua di una sfida con me stesso, un'autopunizione goliardica se consideriamo quanto detesti la strada salire. Sarà nuovamente Campionato Mondiale di Duathlon sulla Lunga Distanza.
La stanchezza mentale accumulata e culminata nella maratona del Polskaman e la successiva vacanza m'avevano consigliato di staccare la spina conscio della durezza dell'imminente impegno svizzero. Se la forma se n'è andata ed il fisico te lo conunica, fare lo gnorri è la corretta via per suicidarsi sportivamente.
Il compare per il quarto anno consecutivo sarà l'amico Franchino, impegnato nella short distance, con la novità rappresentata dalla partenza anticipata al venerdì, in modo tale da poter presenziare al pasta party e relativa serata con distribuzione dei pettorali per i big e gli affiliati al Jubilee Club.
Nessuna strategia si rivela efficace a scongiurare l'annosa coda in entrata alla Galleria del San Gottardo e da qualche anno, i genialoidi gestori del traffico, hanno magistralmente pensato di bloccare i mezzi due volte. Oltre alla tradizionale sosta prima dell'ingresso del tunnel ve n'è un'altra, posta a ridosso di una galleria lunga 300 metri, ed è questa a generare serpentoni allucinanti. Alla fine della fiera circa un'ora e venti il tempo perso e tante maledizioni rivolte alle menti pensanti di tutto ciò.
Per il resto viaggio piacevole così come la temperatura percepita giunti a destinazione in quel di Zofingen , cittadina "bomboniera" tipica della Svizzera tedesca dove nulla è fuori posto ed immediatamente si nota l'elevato standard di vita della popolazione. Ritiriamo la busta contenente pettorale, vari gadgets ed il voucher mediante il quale si può usufruire del pasta party offerto dall'organizzazione. Bevande escluse e questa cosa l'ho sempre mal digerita.....
Menu della cena composto da : spaghetti ,presi rigorosamente in bianco con l'aggiunta di formaggio grattuggiato, penne con panna e spinaci, verdura mista composta da insalata verde e carote tagliate a julienne. Dopo l'immancabile bis, un bel piatto con fette di plum cake alla vaniglia, al cacao ed alle nocciole, tutti quanti un po' asciuttini ma gustosi al palato.
Spesso ci domandiamo se siamo effettivamente in Argovia e nel mese di settembre oppure in riviera romagnola ad agosto considerato il clima strabiliante. E nel percorrere la via principiale del centro storico c'imbattiamo nella comitiva pavese già presente lo scorso anno e rappresentata dagli amici Andrea e Mauro con al seguito le relative famiglie. Serata all'insegna del buon umore e poi risalita nella frazione dov'è ubicato il ristorante dove tradizionalmente prenoto una camera doppia.
Al termine di una lunga giornata trascorsa senza soluzione di continuità, addormentarsi è stata una formalità col risveglio l'indomani caratterizzato da un'insolita nebbia. Ritrovo nella zona nevralgica con altri atleti italiani e dopo aver presenziato al briefing in inglese giro del percorso ciclistico col gruppo pavese e spassosa fermata in cima al mitico Bodenberg GPM della prova. Abbiamo scattato divertenti fotografie e mi sono divertito con le figlie di Mauro e Sabrina sfruttando alcune balle di paglia "incelofanate" presenti sui verdi prati.
Ritornati alla base andiamo a riposarci in camera e trascorse un paio d'ore siamo pronti per la cena e, pur consci dei prezzi stratosferici della classica pizzeria gestita da emigranti italiani , fa sempre un certo effetto leggere il costo di una pizza margherita. Tradotto in euro sono la bellezza di 12,50 quindi il triplo rispetto agli italici prezzi. Optiamo come lo scorso anno per un piatto di penne insaporite con olio extravergine d'oliva e grana grattuggiato seguito da una mezza pizza. Al termine della cena mi sposto di poche centinaia di metri per far visita, nell'altro ristorante, a tutta la truppa capitanata da Andrea e Mauro. All'entrata incrocio Giambattista Rota amico triatleta di lunga data, il quale mi presenta Claudio suo socio nella trasferta d'oltralpe.
Vorrei controllare l'innata golosità però, quando il cuoco ticinese Ferruccio suggerisce a Mauro il tiramisù della casa , cedo alla tentazione e in due minuti lo divoro !
Saluti a tutti e giunti in camera una doverosa occhiata alle previsioni meteo . Ormai è una certezza e l'indomani, scongiurata la pioggia, potremo godere di un percorso asciutto e col passare delle ore anche di una temperatura elevata.
Bello svegliarsi alle 6 del mattino evitando levatacce che di norma anticipano il canto del gallo! Biscotti, barrette e poi controllo finale dei due zainetti, di cui uno destinato alla zona cambio e l'altro negli spogliatoi. Stavolta, pur arrivando di buon'ora , niente parcheggio fortunato vicino alla zona cambio quindi, stanchi di girare a vuoto, ci posizioniamo appena fuori dal centro abitato.
Rapido bike check -in e vestizione negli spogliatoi adiacenti l'Arena,discutendo con gli amici italiani riguardo l'insolito calore e sul cosa indossare nella seconda frazione. L'esperto Federico Girasole, venuto a sostenere e tifare il socio in affari Tiziano, consiglia solamente l'uso del body per l'intera competizione. Breve riscaldamento, qualche foto scherzosa in attesa d'entrare nella griglia di partenza, e l'ennesimo pit stop dietro una siepe dettato dalla tensione pre gara. Nulla al confronto di quando ,dinanzi a me, vedo lo specchio d'acqua sapendo le mie difficoltà ad avanzare in codesto fluido :)
Presentazione degli atleti dati per favoriti e trascorsi pochi minuti il via. Percorso mezzo chilometro, sto già sbuffando sulla prima indigesta erta di giornata, descritta ampiamente nei post degli anni precedenti. Considerata la scarsa forma nella corsa mi sono ripromesso di salvaguardare i quadricipiti pur sapendo la durezza del percorso e l'inesorabile sollecitazione degli stessi nei continui saliscendi. Nella seconda tornata cammino a tratti nel ripido tratto precedente l'entrata nel bosco e gestisco le forze sino al termine dei quasi 10 km. Prima transizione e svaniscono i dubbi sull'indossare o meno il gilet windstopper ,complice la presenza di un sole splendido sole ed una temperatura gradevole.
Partenza cauta, curioso di scoprire come si comporteranno le gambe dimostratesi poco reattive nelle uscite pre Powerman. Preferisco sfruttare sin dalla prima salita rapporti molto agili, conoscendo lo scarso feeling del sottoscritto quando la strada s'impenna. Elettrizzante buttarsi a capofitto, sfruttando l'asfalto asciutto, nella ripida e dritta discesa in mezzo al bosco. Sino all'attacco della mitica ascesa al Bodenberg vi è la possibilità di rifiatare e l'esperienze passate consigliano sin dai primi metri d'azionare il pignone più grande. Noncurante della presenza d'alcuni validi grimpeur ,salgo a velocità costante, sudando abbondantemente malgrado la quota sia prossima agli 800 mt.
Discesa composta da tre tornanti, col primo "easy" mentre gli altri due necessitano di particolare attenzione poichè un eventuale errore verrebbe pagato a caro prezzo. La salute in primis....
Al termine della stessa, per gli amanti della velocità, si presenta un segmento velocissimo dove verrebbe naturale andare a tutta commettendo, in tal senso, un grave errore. Alla terza tornata la deflagrazione sarebbe la logica risultante dello scellerato comportamento.
Sarà questo colpo di coda dell'estate, la pedalata scevra dalle celeberrime piogge a farmi avvertire buone sensazioni? Temo i 50 chilometri finali, sudo parecchio allorchè debbo affrontare la faticosa risalita al Bodenberg ed essendo al terzo passaggio cerco di limitare i danni. Pendenze costanti,oscillanti fra l'8 ed il 10% col famigerato strappo al 14%, numeri impegnativi per chi  non "mastica" in allenamento simili pendii :)
Al termine dei 150 km sui pedali sono soddisfatto della prestazione, scaturita da un'oculata gestione dell'energie fisiche. Il desiderio sarebbe quello di correre degnamente, pur sapendo d'attraversare un periodo in cui le prestazioni di corsa lasciano a desiderare. E per chi conosce il tracciato della terza frazione può ben capire come sia ancor più arduo affrontarlo se la condizione fisica  è lacunosa.
Camminerò parecchio, perchè dopo 5 ore di gara doversi sorbire simili salite ed un dislivello di 700 metri contribuiscono notevolmente alla causa. Le forze sono al lumicino ed i secondi 15 km infiniti, così come le passeggiate nei boschi sopra Zofingen. Durante gli ultimi 2 km, nella lunga discesa verso il centro cittadino, rilasso la mente e respiro aria di gloria perchè entrare nell'Arena applauditi dal pubblico presente sulle tribune, è come sentirsi un vincitore . Tutti lo sono, dal primo all'ultimo, e ricevono personalmente le congratulazioni dal Presidente Stefan Ruf , immancabile nei pressi dell'arrivo.
Doccia, massaggi, un piatto di penne leggermente stracotte, baci ed abbracci con gli amici italiani incontrati . Ringrazio tutti per la divertente compagnia e mi complimento con loro, perchè portare a termine il Powerman Zofingen è qualcosa che ti entra nella pelle, con un impeto emotivo ed una  passionalità unici. Queste sensazioni le conserverai nei tuoi ricordi per sempre....
Un grazie di cuore a Sabrina, alle sue simpaticissime figlie e Caterina per il tifo da stadio :)

God bless you !!!

martedì 2 settembre 2014

Polskaman e giro turistico......

piastra arrugginita ........
 Arrivo
la carina piazza nel centro di Wolsztyn

Sullo sfondo la Torre della Televisione
Porta di Brandeburgo by night

 dentro lo Stadio Olimpico 
Vista notturna di una delle due Torri del Ponte Carlo 
Cattedrale di San Vito
Lindau, città vecchia

Associare una gara vicino a qualcosa da visitare è stato il leit motiv estivo degli ultimi quattro anni. Dopo Budapest, ammirata lo scorso anno,un mio pallino da sempre era poter mettere piede in due famose capitali europee, Berlino e Praga , città decisamente attraenti per svariati motivi.
Quale competizione poteva conciliarsi con questo progetto vacanziero? Sfogliando il calendario degli Ironman fuori circuito WTC la scelta è caduta forzatamente sul Polskaman ed una volta trovato nell'allievo Roberto il compagno di viaggio ho dovuto pianificare le varie tappe e relativi pernottamenti.
Booking.com  è il sito che utilizzo per cercare sistemazioni alberghiere,con un buon rapporto qualità-prezzo, ed occorre fidarsi delle valutazioni ed impressioni di chi ha già soggiornato nelle strutture prescelte.
La tratta d'andata, con destinazione Wolsztyn, lunga 1200 km si è deciso di frazionarla con due soste, la prima poco prima di Norimberga, la seconda poco distante dal confine polacco.
Divertente ammirare in Baviera il Gasthof col tradizionale marchio di fabbrica, rappresentato dai soliti pensionati intenti a scolarsi un'infinita serie di birre medie come se fossero acqua naturale. Ci vuole un fisico bestiale, tanto per citare un brano tormentone del passato...
Accolti dalla possente "sciura" bavarese veniamo dirottati in un altro Gasthof lontano circa 2 km scortati da un tipo pittoresco di nome Heinz marcatamente teutonico nel suo approccio pseudo -militaresco. Essenziale e quadrato, senza fronzoli, ma cordiale ci mostra la nostra ampia stanza. Ottima, sia quest'ultima, che la colazione del mattino successivo e per fortuna avevamo l'amena cittadina di Anbach a 18 km altrimenti avremmo incontrato notevoli difficoltà riguardo la cena della sera precedente. Impensabile, almeno per noi due, consumare i pastrocchi tedeschi. Ci siamo accontentati di una pseudo-pizza, però la fame era tanta ed in questi casi si chiude uno occhio, anzi due direi :)
Lasciata la sempreverde Baviera coi suoi vasti prati ,che si perdono a vista d'occhio, la seconda tappa di trasferimento programmata era Bautzen, città dell'ex Germania dell'Est dove veniamo accolti da un'atmosfera veramente familiare. La signora proprietaria dell'appartamento è di una gentilezza infinita e rimaniamo stupefatti dalla grandezza dello stesso , notevolmente accessoriato soprattutto in cucina. 
"Nemmeno casa mia è così bella !" è la frase che sgorga spontanea alla vista di tutto ciò seguita da una risata d'entrambi :)
Unica nota stonata il meteo piovoso associato ad una temperatura autunnale, nonchè la diffidenza della popolazione locale poco propensa al dialogo ed a fornire informazioni al turista disorientato. Nessuna banca si degna di cambiare euro in zloty utili per le future spese polacche, allora non ci resta che affidarci ai celeberrimi Kantor durante una sosta nel trasferimento verso Wolsztyn. Provvidenziale è stato l'acquisto di una cartina del territorio polacco.
Indimenticabili quei 250 km , fermamente convinti di poter viaggiare, oltre al primo tratto autostradale, su strade a scorrimento veloce (segnalate in rosso sulla mappa) invece è stata la tratta più corta e sofferta dal punto di vista psicologico. Il culmine è stato raggiunto allorchè un poliziotto piazzatosi in mezzo alla carreggiata ci ha costretto a deviare in una strada secondaria. 
"Dai pensiamo positivo, avranno messo cartelli per riportarci sulla retta via ..." ho erroneamente esclamato ma poi cammin facendo ci siamo arrangiati trovando una via di fuga e la soluzione a questo inconveniente. Ma che stress !!!! E poi ci lamentiamo dell'Italia senza conoscere queste realtà....
Suggestivo attraversare minuscoli paesi ,composti da quattro case a tratti non interamente intonacate mentre transitando in piccole città era meno evidente la differenza col mondo occidentale. 
La nostra meta, Wolsztyn, si è rivelata una cittadina tranquilla ben curata e con un piccolo centro caratterizzato da una piazza all'interno della quale verrà posizionata la zona cambio del Polskaman. Full distance per il sottoscritto, Half per Roberto.
Non sempre le ciambelle riescono col buco ed infatti , la scelta del camping e del relativo chalet prenotato per il soggiorno, sono risultate infelici. Ricordo lo shock alla vista del tugurio dove avremmo dovuto dormire e possibilmente consumare i nostri pasti. La piastra elettrica aveva i due fuochi arrugginiti, i materassi a dir poco sudici ed immediatamente coperti con doppie lenzuola. Primo ostacolo da superare è stato scovare un modo per riuscire a portare ad ebollizione l'acqua per cuocere la pasta e subito si è compreso la scarsa potenza del fornello. Benedetto bolittore portato da casa capace di portare l'acqua ad un'alta temperatura e poi trasferimento della stessa nella pentola. In tal modo, seppur con tempi piuttosto dilatati, si riusciva a sopperire al problema riuscendo a cucinare un buon piatto di fusilli con tonno e sgombri.
E' un continuo sbirciare il meteo previsto per il giorno fatidico, le previsioni sono contrastanti, e l'unica certezza sarà la bassa temperatura dell'aria quando dovrò inforcare la bici. Si parla di 13-14 gradi quindi imperativo coprirsi per scongiurare possibili colpi di freddo causati dallo sbalzo termico.
Partenza in acqua ore 6 per il Full e 9 per l'Half,  ma Roberto condividerà la sveglia alle 3.30 e successivamente verrà gentilmente ad accompagnarmi in zona cambio. Il bike check-in della vigilia è rapidissimo considerata l'esigua presenza d'iscritti alla distanza Ironman. All'incirca 60 i partenti e decido di coprire solo la sella confidando nelle previsioni meteorologiche, le quali indicano nuvolosità senza pioggia. 
E difatti qualche ora dopo arriverà un bell'acquazzone tanto per smentirle.......
Nonostante lo scomodo giaciglio la nottata scorre tranquillamente a differenza del brusco risveglio procurato dalla sveglia dell'odiato,in questo caso,cellulare. Agghiacciande ! :-)
Sbircio fuori dal tugurio e noto un cielo nuvoloso, perciò rimarrà un rebus capire come s'evolverà la situazione. Fa freddo e durante il breve tragitto per raggiungere il centro di Wolsztyn il termometro dell'auto di Roberto segna 13 gradi. L'umidità dell'aria, a mio avviso, fa percepire una temperatura minore. 
Trasferimento, con una camm inata di 10 minuti, alla zona di partenza della frazione natatoria ed arrivati sulla spiaggetta sento qualche goccia cadere.Inizia a piovere con una certa intensità, ragion per cui, cerchiamo riparo sotto al chiosco del bar utile per indossare la muta e mantenere la temperatura corporea costante. L'umore ovviamente è pessimo e nel breve briefing prima dello start cerco di capire il posizionamento della prima boa. Un ragazzo indica come riferimento una spiaggia all'orizzonte però il mistero rimane intatto.
Partenza bagnata dentro e fuori il laghetto e come riferimento nessuna boa direzionale, solo un'isoletta e subito dopo avrebbe dovuto esserci la boa dove svoltare a sinistra. Da lì  ridiscendere nuovamente in direzione dell'isoletta , circumnavigarla e poi puntare il gonfiabile azzurro Decathlon posto sul molo che dal centro città conduce verso il lago. Un tragitto "leggermente" arzigogolato :-O
Passo la suddetta isoletta, alzo diverse volte la testa e mi chiedo se sono ancora assonnato perchè non si scorge nessuna boa. Morale della favola, la fatidica svolta era molto più in là di quanto credessi ed alla fine dell'interminabile nuotata mi sono reso conto della distanza fasulla. Erano sicuramente 4 km abbondanti :O
Esco frastornato, aiutato dai volontari a mettere piede sulla terraferma e corricchio con cautela il segmento di porfido sino all'imbocco della zona cambio. Classica transizione godereccia perchè occorre indossare il gilet windstopper (Santo sia l'inventore del tessuto antivento), i manicotti ed una fascia sottocasco.
Ha smesso di piovere ,l'asfalto è bagnato, l'anello da ripetere sei volte è privo d'asperità , devi sempre pedalare e presenta qualche falsopiano che diventano ostici nei tratti in cui il vento è contrario al senso di marcia. Col passare dei giri aumenta d'intensità, al contrario della condizione atletica pertanto ritengo opportuno diminuire la velocità per "schivare" implosioni e trovarsi a pedalare a fondo lento. Incrocio Roberto e lo vedo in gran forma.
Se il nuoto era sovrastimato la frazione ciclistica risulterà 5 km inferiore ai canonici 180 km e giunto alla seconda transizione rimane l'incognita di constatare, col passare dei chilometri, come reagirà il fisico alla stanchezza accumulata sin qui. Scevro da riferimenti cronometrici affronto con cautela i primi giri e procedo ad una discreta andatura, sennonchè s'accende la spia della riserva con largo anticipo e le gambe, di comune accordo con la testa, decidono di prendersela comoda. Quando vedo Roberto rallento e gli spiego la decisione presa, poichè oltre alla mancanza di condizione sto pensando alla settimana di ferie che verrà.
Un violento scroscio s'abbatte sulla corsa e rinfresca l'ambiente senza però risvegliare il torpore atletico in cui sono caduto nè la speranza di un'eventuale rinascita. All'inizio dell'ultima tornata raccolgo l'incitamento di Roberto e, sentendo il profumo del traguardo, cerco di limitare le camminate.
Ultima svolta a destra ed immissione nel parco, all'interno del quale è situato l'hotel più lussuoso della città e l'arrivo della prova.
Concludere un IM tralasciando l'aspetto cronometrico, insignificante per un amatore come il sottoscritto, è motivo di soddisfazione e godimento personali. Anche stavolta ho portato a spasso la spilla dell'Associazione Simone Grassi,  il fiocco rosa della Lilt e questo credo sia l'aspetto più significativo. 
Ottima performance dell'allievo Roberto presente al traguardo e col quale si è brindato alla buona riuscita della nostra avventura sportiva. 
Lunga attesa il giorno seguente per il posticipo, senza preavviso, delle premiazioni e partenza per Berlino, capitale federale della Germania. Saranno due giorni con una sostanziosa tabella di marcia e numerosi chilometri percorsi a piedi per visitare le cose più significative della città. La visita al Museo DDR è doverosa e ,seppure in maniera piuttosto turistica ad uso e consumo del turismo di massa, fornisce una quadro di com'era la vita del tedesco d'oltre cortina. Una vita di privazioni e sotto costante sorveglianza sembrerebbe il messaggio trasmesso al visitatore.
Attesa di oltre 3 ore per salire sulla Torre della Televisione , uno dei simboli della metropoli germanica, alta più di 300 metri con sosta a 203 raggiunti in 40 secondi. Suggestivo il  panorama ammirato, forse un po' caruccio il ticket ma a Berlino, per usare una frase fatta, si paga anche l'aria respirata :)
Altre irrinunciabili visite sono state : Porta di Brandeburgo , Reichtag, Alexander Platz, la Statua della Vittoria, il Muro poco lontano dal famoso Checkpoint Charlie, nome attribuito dagli Alleati occidentali al  punto di passaggio del Muro tra Berlino Est e Berlino Ovest durante la Guerra Fredda.
Nota positiva la moderna Stazione Centrale e la Metropolitana cittadina che vanta ben 10 linee. 
Prima di trasferirci a Praga visita allo Stadio Olimpico dove nel lontano 1936 il mitico Jesse Owens vinse quattro ori di fronte ad Adolf Hitler e l'Italia calcistica due Mondiali, uno nel 1936 e l'altro nel 2006 . Ora ci gioca l'Hertha Berlino.
Altri due piacevoli giorni trascorsi a Praga respirando un'aria diversa rispetto alla multietnica Berlino, in quanto la capitale boema trasuda storia di un'epoca più antica se si pensa che a suo tempo fu Capitale del Sacro Romano Impero. 
Non vorrei dilungarmi troppo e cito come monumenti interessanti d'ammirare il Ponte Carlo con ai lati le due Torri, la Città Vecchia ed il Municipio caratterizzato dalla Torre con l'orologio astronomico, il Castello di Praga con la maestosa Cattedrale di San Vito
Lasciata la capitale Ceca con l'intenzione di spezzare il viaggio abbiamo pernottato sopra il Lago di Costanza e la mattina seguente, rimessi per l'ultima volta i panni del turista, siamo scesi a Friedichshafen e Lindau. Di quest'ultima avevo visto numerose foto del centro storico ubicato su un'isola collegata alla terraferma tramite un ponte stradale e ferroviario. Malgrado temperature autunnali siamo rimasti positivamente colpiti dalla sua bellezza.
Germania , Austria e Svizzera e rientro in patria al termine di un lungo tour con all'attivo 2931 km. percorsi.
Ringrazio l'allievo Roberto per averlo condiviso in mia compagnia :)

God bless you !!!

lunedì 21 luglio 2014

100 km di Asolo : una lunga passeggiata....

 Saluto di prassi prima della partenza

In linea col mio stile naif, abile nell'improvvisare appuntamenti sportivi al di fuori del periodo legato alla multidisciplina, ho sciaguratamente pensato di riempire il vuoto venutosi a creare fra un Ironman (Austria) ed il successivo . Sfogliando i calendari podistici, l'occhio si è soffermato su un evento intrigante , capace d'accendere la lucina del mononeurone.: la 100 Km di Asolo.
Decido d'approfondire l'argomento chiedendo info all'amico trevigiano ultramaratoneta Daniele Cesconetto che l'ha già corsa e rimango colpito dalla sua descrizione.
"Spettacolare, unica, la più scenografica ed impegnativa d'Europa non rimpiangerai d'averla fatta...."
La logicità del dover recuperare la stanchezza accumulata, dopo un periodo in cui ho richiesto molto al fisico, viene accantonata dal desiderio di sperimentare qualcosa di nuovo.
Contattato l'amico cremonese Ireneo, presente nella lista partenti e felice di condividere il viaggio col sottoscritto, ed aver ottenuto dall'organizzazione la possibilità di pagare la quota d'iscrizione sul posto sono state le due conferme che hanno contribuito alla celeberrima "quadratura" del cerchio o per meglio dire del futuro girone dantesco :)
Clima caldo, in quel di Asolo, alla partenza ,nel primo pomeriggio, dell'omonima 100 km ed il meteo prevedeva sole per tutta la giornata persino nel punto più alto e temuto della gara , ovverosia il Monte Grappa, teatro d'epici e sanguinosi scontri durante la prima guerra mondiale. A ricordare questi tragici eventi la presenza di un sacrario militare raggiunto dai partecipanti sia della 50 che della 100km.
Evito di dilungarmi oltremodo e col senno di poi avrei dovuto fermarmi al traguardo della 50km  ascoltando la stanchezza proveniente dalla muscolatura delle gambe, funestata da lunghe e ripide erte. Purtroppo l'innata testardaggine, presente nel mio dna sportivo, ha optato per proseguire la fatica complice la t-shirt indossata in onore di Simone cercando di gestire lo sforzo durante la lunga discesa. Nonostante alcune salutari camminate per lenire il dolore provocato dalla fase eccentrica, questo stratagemma si rivelerà insufficiente poichè saranno ben 25 i km percorsi per scendere di quota ...
Rieccomi sul piano con dolori allucinanti alle gambe ed una dura realtà sportiva d'affrontare. Considerate le asperità altimetriche ancora presenti sul percorso e l'incapacità ad avanzare col gesto classico della corsa la domanda è sorta spontanea : proseguire o ritirarsi dalla competizione?
In tali momenti, in cui il morale è ai minimi storici ed è naufragata l'opportunità di concludere con un'ottima prestazione la gara, occorre resettare gli obiettivi . Decido di provarci e lo stimolo per continuare si rivelerà la dedica a Simone stampata sul petto e l'opportunità d'onorarne la memoria sino al traguardo.
Come un karma ripeto a me stesso: " Lui non si sarebbe ritirato in queste condizioni, quindi Ame vai avanti !"
Sarò costretto a camminare, inserendo alcune soste dove mi distendevo su panchine o muretti per ritrovare un po' di sollievo e cacciare dalla mente brutti pensieri.
Quando raggiungo i vari ristori i volontari, notano lo stato sofferente in cui verso, e nel momento in cui comunico loro l'intenzione di voler staccare le spille dal pettorale, vengo caldamente sollecitato a proseguire. Dopo l'80° km. si presenta  la salita  verso Cassanego, immersa nell'oscurità, interrotta dalle luci fluorescenti poste dagli organizzatori per facilitare l'orientamento dei concorrenti. E' lunga e faticosa e se accenno a corricchiare i quadricipiti, indolenziti all'ennesima potenza, rimangono quasi  incollati al suolo .
Ma le sorprese sono all'ordine del giorno,come la brusca risalita allo splendido centro storico di Asolo dov'era avvenuto lo start e la successiva infinita discesa scarsamente illuminata. Ultima crisi conntraddistinta da una sosta romantica dove, seduto su un muretto, ascolto i rumori provenienti dal bosco.
Ma l'arrivo dove cavolo è? Ed io convinto fossimo agli sgoccioli.....
Invece m'innervosisco ulteriormente perchè, dovendo camminare lentamente, vorrei terminasse l'agonìa di questa  via crucis della quale vorrei vedere materializzarsi la fine e ciò determina un'innalzamento dello sconforto.
Finalmente in fondo ad un lungo rettilineo noto un'atleta svoltare a destra e capisco che l'afflizione sta per terminare.
Mantengo il trend degli ultimi 25 km oltrepassando la linea del traguardo con una camminata stanca :)
Lo sport ha le sue leggi non scritte, e come nella vita può capitare di doversi adattare ad improvvise e spiacevoli situazioni, cercando di porvi rimedio. Fatta salva l'integrità fisica, mai messa a repentaglio nonostante momenti poco idilliaci e crisi passeggere, se tralascio la pessima seconda parte della prova ritengo d'aver optato per la giusta soluzione.
Complimenti al compagno di viaggio Ireneo, il quale ha concluso l'ennesima ultra ed a tutti i finisher delle due distanze. Arrivare là, in cima al Monte Grappa, con le proprie gambe e polmoni è motivo d'orgoglio per chiunque....
Spero di poter ricominciare a camminare presto :)

God bless you !!!

sabato 5 luglio 2014

Ironman Austria

Il saluto in compagnia delle Sisters Giuliana e Simo :)
 Prego per gli amici Roberto e Maurizio 
Bacio alla Testa di Udin Monica :)
Paolo in spinta......
Run con fiocco e spilla....
 il regalo delle Sisters coi loro nick name :D

Klagenfurt, Carinzia ed i pensieri ,a pochi giorni dall'evento, scorrono speditamente a ritroso nella memoria sportiva, sino alla prima edizione. E' disarmante constatare come il tempo sia trascorso senza che me n'accorgessi. Sembrano frasi di circostanza ma non è così.
16 anni e non sentirli , 122 atleti al via di una gara, all'edizione 0, denominata Trimania.
Abbiamo posato le fondamenta del futuro Ironman Austria , una macchina organizzativa imponente capace di portare ai nastri di partenza quasi 3000 atleti provenienti da ogni angolo del pianeta. La fama di prova veloce, in un contesto affascinante,  rendono il tutto attraente e nel mio caso romantico.
Sarà pure un percorso reclamizzato come rapidissimo, tuttavia chi si cimenta per la prima volta senza conoscerlo profondamente è portato ad esclamare :"alla fine non è così piatto come immaginavo.....".
Due le salite degne di nota, con la seconda classificata impegnativa per coloro i quali aborrono la strada salire, ed io faccio parte dalla nascita di questo partito. Il pignone 25 sarà l'arma da utilizzare mentre sbuffando salirò sino a  Rupertiberg , punto più alto dell'intera frazione.
Partenza a due giorni dal d-day accompagnato da Paolo Zucca acquese, personaggio pittoresco, ipocondriaco, dalla riconosciuta parsimonia, a tratti spinta all'eccesso e per questo motivo bersaglio costante del sottoscritto :)  Legato al passato e poco votato al futuro,rifiuta la tecnologia e lo ricopro amichevolmente d'insulti perchè per arrivare a destinazione da me si stampa tutto il tracciato mentre potrebbe acquistare un banale navigatore. E dove ha stampato il tutto? Ovviamente sul lavoro perchè sprovvisto a casa di stampante e con monitor del computer casalingo vecchio stampo. Il portatile o lo schermo piatto? Non sia mai,è un qualcosa d'ultramoderno e lui rifugge quest'ultimi ritrovati del 21 secolo :)
Identico il discorso per l'abbigliamento, anche quello da indossare in gara . Una simpatica macchietta, con un ironico lato umoristico del carattere di matrice piemontese.
Il viaggio ha una tappa prefissata in quel di Tavagnacco per abbracciare due grandi donne, Giuliana e Simonetta, quest'ultima attiva nella lotta contro il tumore al seno , sconfitto caparbiamente. Con lei sin dallo scorso anno c'è una simbiosa sportiva poichè, quando gareggio cerco di farlo mostrando sul petto il fiocco rosa della LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori) accoppiata alla spilla dell'Associazione Simone Grassi.
E' stato emozionante abbracciare le due Sisters,amiche nella pagina facebook da me ideata per condividere la nostra passione musicale. Inizialmente pubblicavo un brano al giorno sulla bacheca di Simonetta, alias Simo Run, poi il cerchio si è allargato e sono diventato "spacciatore musicale" (definizione coniata dall'amica udinese) di altre tre donne. Ritrovo fissato fuori da una gelateria e successiva consumazione di succulenti spaghetti  gelato offerti gentilmente dalla Crapa Rossa (il nick name atrtibuito a Simo) e la consegna di una t-shirt con tanto di dedica al loro Brother Ame da parte delle tre Sisters, tra le quali figura oltre alle due sopraccitate la salernitana Giovanna :)
Le ringrazio pubblicamente con un affettuoso abbraccio e ritorno al racconto della trasferta oltre confine.
Giunti nella graziosa ed incantevole capitale carinzia svoltiamo in direzione Expo,col fine di ritirare la celeberrima  busta contenente oltre al pettorale il braccialetto passepartout indispensabile per accedere al pasta party.
Divido lo stesso tavolo, così come accadde lo scorso anno, con Roberto, Maurizio e Simona, simpatica e preziosa fotografa, gustando la pasta fornita dall'organizzazzione e rimanendone sufficientemente soddisfatti riguardo la qualità.  Per chiudere in dolcezza la serata la tradizione vuole che si debba passare dalla gelateria Arcobaleno , ubicata in centro città. Sono di casa, infatti incrocio ed inizio a conversare col solito tipo, molto probabilmente uno dei titolari e faccio il bis di gelati soddisfando l'innata golosità.
Dal cuore di Klagenfurt raggiungiamo la Pensione situata in un paesino confinante con la periferia della città e prendiamo possesso della camera n. 12. In accordo col titolare Andreas, in qualità d'aficionados, posso usufruire di tale alloggio al piano terra estremamente comodo per evitare il fastidioso trasporto delle bicicletta ai piani superiori .
Nottata tranquilla ed al risveglio nonostante la scarsa volontà di Paolo calziamo le nostre scarpe da running per 5 km, corsi a ritmo blando per riprendere confidenza col gesto motorio dopo la giornata precedente passata prevalentemente in auto.
La colazione a buffet incentiva ad introitare un buon numero di calorie che verranno in parte bruciate girovagando per l'expo, ammirando il disordinato e massiccio afflusso negli stand, trappola fatale per le carte di credito degli assetati triatleti in cerca dell'ultima novità.
Quanto sarei curioso di sapere l'ammontare dell'incasso del tendone dedicato al marchio Ironman considerato il frenetico via vai e le numerose borse contenenti il variegato merchandising esposto. Si vende dalla felpa al campanellino, il bicchiere,la mantellina antipioggia il tutto rigorosamente griffato con la M tentatrice.
Il fruscìo delle Visa è paragonabile a quello di una ruota disco in movimento :D
Bello ritrovare il compagno di merende a Kona Denis e l'amica Monica venuti a pedalare e supportare i partecipanti, coadiuvati da altri compagni di squadra in arrivo da Udine. Prevedo un'accoglienza piuttosto rumorosa nonchè folkloristica  quando passerò per Rupertiberg.
Il lato negativo di codesti Ironman pallinati è l'annoso bike check-in, in quanto dobbiamo parcheggiare l'auto a quasi 1 km dalla zona cambio , entrare per la foto segnaletica , depositare le due sacche e la bici al posto assegnato e nell'uscire ritirare il chip.Quello positivo l'essere giunti in un momento propizio e l'aver scongiurato "pruriginose" code sotto il sole....
Di notevole rilevanza è il conoscere una buona pizzeria -ristorante per l'ultima cena ed in questo caso sfrutto l'esperienza più che decennale,  andando sul sicuro e scongiurando problematiche a livello intestinale.
Alla Trattoria Siciliana sono una presenza costante da svariati anni e l'incontro col titolare Carmelo ed il fratello Mimmo, in particolar modo con quest'ultimo, è molto colorito.
Menu classico: Pasta condita con olio extravergine d'oliva e parmiggiano grattuggiato seguita da una mezza pizza.
Noto con piacere l'appetito di Paolo, timoroso d'eventuali  complicanze digestive al punto da rifiutare un misero gelato all'Arcobaleno. Due palline sono il minimo sindacale e pongo freno al desiderio di bissare.
L'ho scritto e ribadito numerose volte quanto sia complicato riuscire a dormire con continuità e difatti sono giù dal letto prima delle 4, svogliatamente pronto ad ingurgitare qualche barretta. Il tutto seduto al tavolo della sala colazioni accompagnato da un tè caldo.
Ore 5,10, si parte alla volta del parcheggio adiacente al Minimundus e seguendo il serpentone arriviamo in zona cambio per effettuare le ultime operazioni prima d'abbandonarla e giungere nello stabilimento balneare fulcro nevralgico della frazione natatoria: gli Strandbad.
Manca poco meno di un'ora al via e m'intrattengo con i triatleti dell'Udine Triathlon ed oltre ai citati Denis e Monica rivedo Fabio Santini capo animatore della simpatica combriccola.
Entro nel tendone per infilarmi il sarcofago in neoprene , ancòra di salvezza per gli scarsi nuotatori quale io sono e deposito la sacca con gli indumenti personali.
Ci siamo, ancora pochi minuti e sarò nel bailamme acquatico, impegnato a fronteggiare i 3.800 metri all'interno del Lago Worthersee, uno splendore naturale dalle acque limpide quasi fossimo ai tropici.
Si parte! Cammino qualche metro, mi  butto, e sin dalle prime bracciate il timore è di subire colpi assassini dei bisonti assatanati , infervorati e disposti a sgomitare pur di trovare un pertugio nella selva neoprenica. Siamo all'antipasto, state tranquilli !
Evito diretti e se noto troppo ardore lascio passare il leone marino per riprendere con calma a sguazzare. L'assembramento alle boe è notevole perchè tutti vorrebbero stringere e passare nei pressi delle stesse. Nell'ultimo lato che conduce all'imbocco del celeberrimo canale vengo strattonato e sento l'orologio penzolare in acqua. Sosta per infilarlo sotto la muta e riparto per "incanalarmi", pronto alla battaglia finale. Il chilometro nel caratteristico Lendkanal risulta essere ,stranamente, senza soluzione di continuità e con l'approdo fangoso nei pressi del sontuoso Hotel presente fra gli sponsor dell' IM Austria.
Esco dall'acqua stanco, come di norma, però senza particolari affanni, corro sino alla zona cambio , acciuffo la sacca bike ed effettuo l'immancabile pacifica transizione. Tengo a battesimo la nuova ruota lenticolare, forse un azzardo considerata la stanchezza accumulata nelle precedenti competizioni. Sarà il campo a dar la sentenza definitiva. Nella strategia sui pedali il pignone 16 sarà di basilare importanza per la corretta gestione dello sforzo, scongiurando in tal senso precoci affaticamenti. Il lungolago porterebbe avventatamente ad accrescere la velocità di percorrenza, cosa saggiamente sconsigliata se si conosce l'intero anello.
E te pareva che andasse tutto per il verso giusto!  E di mezzo c'è, come nella passata edizione, il deragliatore privo di forze allorchè deve risalire dal 39 al 53. Saranno in totale 3-4 soste con molto nerovosismo accumulato e l'irrefrenabile volontà di scagliare la bici in un prato. Fortunatamente la ragione ha la meglio sull'istinto impulsivo.
Da "scherzi a parte" il passaggio a Rupertiberg,  acclamato a gran voce da Fabio, Denis, Monica e condito da tante "mazzate" sul casco di fronte ai numerosi spettatori presenti , divertiti dal siparietto creato ad arte.
L'urlo finale col microfono preso in prestito dal deejay, presente in pianta stabile sin dalla prima edizione , è stata la degna chiusura di una gag dai profondi significati comici :D
Ovviamente evito di riportare quanto gridato da Fabio per  motivi di decenza e rispetto nei confronti dei lettori :))))
Senza riferimenti cronometrici pedalo a sensazione, affrontando ogni salita con rapporti agili e malgrado tale precauzione avverto parecchia fatica. L'assenza d'allenamento in salita è la logica risultante di tutto ciò.
Seconda tornata e aumento dell'affanno nelle due erte principali con qualche scroscio di pioggia ed un vento contrario avvertito nel segmento del lungolago.
Giungo in seconda transizione contento dalle sensazioni percepite e, tolta la maglia smanicata da bici ed indossata la canotta con fiocco rosa Lilt e spilla dell'Associazione Simone Grassi, parto a buon ritmo per i 42,195 km finali. Sennonché attorno al 16° km mi rendo conto dell'impossibilità a mantenere un'andatura simile e decido sia il caso di farsene una ragione , camminando quando la fatica diventa elevata.
Rimango infastidito dal baccano sfrenato di chi tifa esageratamente per un conoscente o familiare ed apprezzo gli incoraggiamenti di Denis e di Monica, alla quale, mentre corre al mio fianco, confido il momento di difficoltà.Il passaggio nel centro abitato con giro di boa attorno al Drago, simbolo della città , rimane una caratteristica immutata e personalmente la ritengo una scelta azzeccata.
Bevo ad ogni ristoro con soste per spugnarmi , succhio alcuni gel per scongiurare crisi energetiche e nel tornare verso il lago per concludere la lunga sfacchinata assaporo il gusto classico di questi momenti. So d'avercela fatta, le crisi lasciate alle spalle, il pubblico continua incessantemente ad incitare gli atleti.
Conosco a menadito il tracciato e, dal viale principale, giunto al punto di svolta a sinistra inizio a godere e lo sarà per tutto il lungo rettilineo dove ritrovo Denis e Monica.
Ancora l'ultima curva e subito dopo ecco materializzarsi ai miei occhi un quadro sportivamente palpitante con ai lati le tribune gremite dal pubblico ed al centro lo speaker, il quale grida a tutti i finisher la frase che ognuno di loro vuole sentirsi dire : You are an Ironman !
Non mi sento tale, ma sono raggiante come se fosse il primo. E' il segreto per potere continuare, nonostante siano trascorsi svariati anni, senza particolari fini se non quello di condividere momenti di sport in compagnia d'amici e rallegrarsi con loro. Sinceramente, perchè invidia è una parola sconosciuta nel mio vocabolario......
Complimenti a Paolo per il suo quinto sigillo e spero desista dall'idea di fermarsi qui con la distanza IM, alle Sisters, a chi mi ha sostenuto durante la gara e naturalmente a tutti i Finisher .

God bless you !!!