mercoledì 1 agosto 2018

Tripla cifra....

Avevo perso smalto, motivazioni e ,come si suol dire, la poesia di raccontare, sempre fedele ad uno stile prettamente ironico, le mie escursioni sportive soprattutto dopo i continui stop fisici con la corsa ed il sensibile calo prestazionale.
Vivendo di rendita e senza specifici allenamenti atti a migliorare il "motore" la caduta è stata fragorosa e l'ultimo obiettivo personale,sportivamente parlando ,rimarrà credo un sogno nel cassetto difficilmente realizzabile. 
Nel triathlon, con costanza e dedizione , le uniche qualità che mi riconosco, si è intravisto all'orizzonte un traguardo appetitoso, insidiatosi nella mente circa un lustro fa.
Alcuni incidenti di percorso , indipendenti dalla mia volontà , l'hanno procrastinato, perchè il palcoscenico designato e idealmente prenotato per la messa in scena era quello dell'Ironman Lanzarote, dove esordii sulla distanza vent'anni fa. 
E sempre sul magico suolo canario, dieci anni dopo,  terminai il 50° Ironman .
L'annullamento dell'Elbaman 2017 ha causato una revisione dei piani e il 100° sarebbe coinciso con l'Ironman Austria, un'altra competizione alla quale sono "sentimentalmente" legato.
Messo in archivio positivamente il 99° a Lanzarote (con lo spauracchio paventatosi sotto forma di fitta nei pressi del soleo destro durante gli ultimi 5 km della maratona) mancava l'ultimo tassello.
Ad accompagnarmi, nella trasferta di Klagenfurt in Carinzia,il fratello Sergio , fedele scudiero presente in svariate trasferte nel primo decennio. Dopo molti anni d'assenza si era prenotato per assistere e immortalare gli accadimenti del movimentato fine settimana, coadiuvato dall'amata macchina fotografica.
Da diversi giorni giungevano messaggi d'incoraggiamento da parte degli amici e un po' di pressione addosso l'ho percepita senza però lasciarmi sopraffare. Considero la pratica dello sport amatoriale uno svago , quindi il destino deciderà se il traguardo prefissato sarà raggiunto o meno. Purtroppo l'infortunio accusato a Lanzarote si è rivelato più annoso del previsto e si preannunciava una terza frazione assai problematica.
Come recita una frase presente in codesto blog, ispirata alla mia filosofia legata all'Ironman "Finita la bici , finito l'IM al massimo cammino...." motivo per cui ci penserò solamente quando proverò a correre. 
Prima d'attraversare il confine , come da copione, sostiamo a Tavagnacco per incontrare le amiche Simonetta e Nicoletta e gustare la tradizionale coppa di gelato. Prima di lasciarle mostro loro il logo CANCER OFF posizionato sul tubo obliquo del mio telaio.
Dopo due giorni dedicati ad incontrare i numerosi amici e riempire di glicogeno e gelati l'apparato muscolare è giunta l'ora di mettersi in moto. 
Il nuoto è sempre stato il mio tallone d'Achille,  però farlo nelle acque caraibiche del lago Worthersee con l'ausilio della muta in neoprene, è pur sempre meno pesante psicologicamente . Temperatura dell'acqua perfetta e, con l'introduzione delle partenze scaglionate, nuotata senza patemi d'animo o botte ricevute. Prima transizione all'insegna della tranquillità con l'applicazione di un cerotto medicamentoso sotto il polpaccio infortunato. Per evitarne il distaccamento utilizzo un booster per coprirlo. 
Clima ideale e, mentre pedalo, l'unica nota stonata è la sgradevole presenza di un vento contrario. Nei tratti in leggero falsopiano la velocità cala bruscamente. 
Le salite, terreno dove annaspo per innata idiosincrasia, cerco d'affrontarle col minimo dispendio energetico e rapporti agili. Al secondo passaggio a Rupertiberg, dove le pendenze a tratti raggiungono la doppia cifra, partono diversi improperi mitigati dalla presenza degli amici dell'Udine Triathlon. Quest'ultimi attendono il mio passaggio per testare la durezza del casco indossato. Sono mazzate che lasciano il segno, ma con un duplice effetto positivo. Si sorride e distolgono la mente dalla fatica. 
Ringrazio Denis and company per l'esclusivo trattamento, anche se il capo tribù Fabio è tornato ad indossare il pettorale e quindi eviterà d'accanirsi verbalmente nei confronti della sua cavia preferita, vale a dire lo scrivente :)
Finalmente raggiungo l'agognata zona cambio e sostituisco il booster con uno a compressione maggiore. Sono scettico sulla possibilità di poter correre e le speranze ridotte al lumicino. 
Ipotizzando un arrivo al calar del sole ho lasciato un gilet windstopper a Sergio e parto volontariamente col freno tirato. 
Correre con l'angoscia di doversi fermare in qualsiasi momento è particolarmente frustrante , così come accadeva durante le uscite domestiche post Lanzarote, nonostante il beneplacito del fisioterapista. Nell'ultima, a dieci giorni dalla gara, è stato comico doversi trascinare a casa per 3 km zoppicando vistosamente. Rivivevo le stesse sensazioni e paure allorché avvertivo un minimo fastidio, temendo fosse giunto l'inizio della lunga camminata.
Sarà lo stop dalla corsa per più di 10 giorni, qualche Santo in Paradiso fatto sta che sono riuscito a correre da un ristoro all'altro, sostando una tantum per scambiare due parole con gli amici incontrati sul percorso. 
Nessuna fretta di finire, il cerchio si stava chiudendo passo dopo passo, cercando di rimanere concentrato poichè, per dirla alla Boskov, "gara finita solo quando si passa linea arrivo".
Il problema al soleo avrebbe potuto presentarsi senza preavviso e sarebbe stata una mazzata psicologica, seppur accettabile perchè prevista alla vigilia.
Nel marasma del tifo, caratteristico dell'IM Austria dove il supporto morale è una costante per tutta la giornata, cerco di regalare un sorriso agli spettatori. 
Secondo passaggio in centro città e giunti al giro di boa inizia il viaggio di ritorno verso la meta, dalla quale mi separano solo 5 km.
Me la prendo comoda e vedo sfrecciare, ansimanti , diversi atleti,  i quali stanno per attingere alle ultime energie rimaste per chiudere al meglio la loro prova.
E nei pressi dell'ultimo km. realizzo che 20 anni di fatiche stanno per confluire in un traguardo singolare. 
Quest'anno il cambio del percorso che conduce alla finish line è teatro di una caduta fantozziana. Sulla strada sterrata parallela all'expo, mentre sono in sorpasso, incespico e striscio con il palmo della mano sinistra e l'anca. 
Tutto quanto fa spettacolo.... 
Riprendo la marcia passando accanto all'arrivo e correndo parallelamente al lago sino a raggiungere il giro di boa. 
In prossimità di quest'ultimo si era piazzata l'intera famiglia Orlando con Luigi, amico e triatleta salentino trapiantato a Trieste, la moglie slovena Petra ed i tre splendidi figli. Durante il nostro incontro, avvenuto il sabato pomeriggio, Luigi m'aveva avvertito di una sorpresa preparata ad hoc per l'occasione. 
Di cosa si tratta? Un simpatico striscione con la scritta "100 x AME", ed è stato emozionante portarselo sino alla linea del traguardo. 
Grazie Luigi and Family!
Così come il "dare un cinque" a Sergio situato sul rettilineo finale.
Tu chiamale se vuoi emozioni (cit. L. Battisti)
Una volontaria ,vedendo tracce di sangue su canottiera e calzoni , fa segno di seguirla in infermeria per medicare le abrasioni.
Considerando le scarse probabilità , era difficilmente ipotizzabile riuscire a correre , seppur piano, la maratona. E' accaduto e ne sono particolarmente felice.
Ringrazio ed abbraccio virtualmente coloro i quali hanno condiviso trasferte o situazioni divertenti prima , durante o dopo questi 22.600 km. girovagando un po' ovunque.
E una dedica speciale la riservo a  Simone e Enrico , due amici sfortunati e indimenticabili.
God bless you !!!

Con Simonetta e Nicoletta
 Bici CANCER OFF in zona cambio
 Con Denis prima della nuotata
 Col gemello Mirco 
 Sergio col brezeln

Petra con lo striscione a me dedicato 

lunedì 13 febbraio 2017

Pensionato sportivo

 
Primo post del 2017 e avrei voluto scrivere qualche resoconto relativo a gare podistiche, alla fatica condivisa come sempre coi numerosi amici podisti, nonchè i momenti d'ilarità che contraddistinguono le mie trasferte sportive.
Purtroppo, dopo il primo ritiro forzato in una gara di triathlon, è arrivato anche quello in ambito podistico.
Dove? In maratona a  Crevalcore, il 6 gennaio, con temperature gelide, dopo quasi 25 km percorsi di buona lena. Una fitta al polpaccio ha sentenziato la fine della prova ed il mesto ritorno al punto di partenza. Ringrazio il ragazzo, che da buon samaritano con la sua auto, mi ha gentilmente riaccompagnato nei pressi del Palazzetto dello Sport. All'interno dello stesso avevo sfruttato la presenza di una massaggiatrice per far visionare la zona dolente . Sembrava si trattasse di una banale contrattura ed invece dopo quasi 40 giorni mi ritrovo impossibilitato a correre, nonostante le terapie effettuate.
L'ecografia ha escluso lesioni, ma qualche dubbio è lecito e non rimane che farmi un "in bocca al lupo" per poter rientrare al più presto.
Così come due anni fa, quando dovetti lottare con una "rognosa" pubalgia, sono saltate diverse gare podistiche e la rassegnazione ha preso il sopravvento sull'iniziale "incazzatura".
Tornerò prima o poi, a ritmi più blandi, sempre col desiderio di vivere lo sport come piace a me , in modo scanzonato ed ironico.
Nel frattempo  mi consolo consumando. senza soluzione di continuità. i panettoni in saldo...

God bless you Ame!!!!

lunedì 19 dicembre 2016

Non mi sembra ancora vero.....

....e credo che lo stesso pensiero sia venuto a coloro i quali erano presenti ieri in quel di Cittadella per rendere omaggio ad Enrico Busatto, amico triatleta scomparso prematuramente e tragicamente lo scorso luglio per un infarto cardiaco.
Sorrido amaramente (ora) quando, parlando con la sorella Lisa, rammentiamo quanto lui ci tenesse ad avermi come amico e tramite facebook fece in modo di chiedermi amicizia tramite lei.
La grandezza di Enrico come persona era rappresentata dalla sua semplicità , unita ad una carica interna ed una grinta da guerriero infaticabile. L'estate di due anni fa ,sapendo che mi sarei fermato a Cittadella una notte per poi partire alla volta di Roth il giorno seguente con amici comuni, organizzò una magnifica ed indimenticabile serata  . Aperitivo , pizza ed ovviamente per concludere in dolcezza la serata un gelato enorme. Risate spassose e tanta convivialità.
Quando si parlava di triathlon dimostrava d'avere una stima spropositata nei miei confronti e bonariamente m'incazzavo con lui perchè la realtà era ben diversa. Sapevo i sacrifici che faceva per ritagliarsi il tempo da dedicare agli allenamenti e l'ammiravo per la sua abnegazione.
Sono felice d'aver assistito al suo battesimo nell'Ironman Austria ed averlo festeggiato la sera stessa nell'albergo a Klagenfurt dov'era alloggiata tutta la combriccola veneta.
Mi rimane il rammarico di non essere passato a trovarlo dopo l'Ironman Austria di fine giugno, in quanto solo alla guida ed affaticato. Dovevamo condividere, in compagnia del comune amico Diego Pasinato, la prossima edizione ed invece saremo lì a ricordarlo con tanta tristezza nel cuore...
Dopo l'infortunio patito in occasione della Verona Marathon ero furibondo poichè il fisioterapista, visionati il vasto ematoma e la successiva ecografia, aveva consigliato di riprendere a correre solo a fine anno.
Ed io , già iscritto all' 11esima edizione della "Maratonina Citta Murata" di Cittadella, dedicata alla sua memoria non potevo correrla! Ci sarei comunque andato da spettatore, ma l'unico modo per ricordarlo degnamente era poterlo fare sportivamente.
Secondo me dall'alto ha fatto in modo che ciò accadesse perchè dopo tre settimane dallo strappo muscolare il dolore era passato. Rimesse le scarpe da running ,per verificare sul campo la bontà delle informazioni ricevute dalla zona lesionata, il sorriso è ricomparso sul mio volto. Il soleo della gamba destra era dolente per la prolungata inattività però c'era la speranza di poter correre la mezza completamente.Ovviamente al primo sentore di fastidio era d'obbligo fermarsi ma dovevo esserci!
Sveglia prima dell'alba. Temperatura abbondantemente sotto lo zero ed autostrada con paesaggi siberiani dopo Verona. Solo sulla corsia di maggiore percorrenza è visibile l'asfalto, perchè le altre ed i paesaggi circostanti sono bianchi, come se in nottata fosse caduta la neve . Arrivo a Cittadella attorno alle 8,30 trovando un cielo sereno ed il preventivato  freddo pungente.
Non scorgo sulla lista partenti il mio nominativo e chiedo lumi all'amico Davide , organizzatore della manifestazione e molto legato ad Enrico.  Il clima ostile consiglia riparo al calduccio nella palestra messa a disposizione degli atleti per cambiarsi e depositare le borse.
Seguo la massa dei partecipanti nel trasferimento all'interno delle mura cittadine dove è prevista la partenza e corricchiando avverto un dolore sotto la pianta del piede. Meglio non pensarci .....
Toccante il momento in cui Davide legge un messaggio dedicato ad Enrico ed il pettorale numero 49 , recante il suo nome, viene lanciato in aria legato a palloncini bianchi .
Non nego che mi è scappata la lacrimuccia mentre li vedevo salire e spero l'abbia catturato ringraziando i partecipanti accorsi nella sua città per onorarne la memoria.
La temperatura, grazie alla prepotente fuoriuscita del sole, è divenuta più umana  ed al colpo di pistola occorre fare un po' di slalom per evitare un doloroso capitombolo.
Quasi quattro settimane di stop dalla corsa si faranno sentire ma il motto è "niente calcoli , devo dare il 101 % di me stesso" confidando nella buona sorte, immaginandolo al mio fianco.
Sarà alla fine, come preventivato, una mezza sofferta,  corsa a ritmi impensabili considerata la sosta forzata, spinto dal desiderio di ben figurare. Ho tirato i remi in barca nell'ultimo chilometro, stanco e appagato dall'essere riuscito nell'intento prefissato. Sono sicuro che Enrico avrà apprezzato lo sforzo di tutti quanti applaudendoci .
Un colossale abbraccio alla Famiglia Busatto, alla moglie Elisa, ai suoi tre figli ed a tutti i volontari, capitanati da Davide, che si sono adoperati alla buona riuscita della manifestazione. Un giorno memorabile, impossibile da scordare così come i momenti che ognuno di noi ha condiviso con Enrichetto. Così lo chiamavo scherzosamente e lui rideva....

God bless you Enrichetto !!!



sabato 3 dicembre 2016

Fatal Verona.....

                                                                                          Foto Francesca Soli

Sembrava che dopo l'inaspettato e. doloroso epilogo all'Elbaman tutto fosse tornato a girare positivamente dal punto di vista sportivo (per il resto stendiamo un velo pietoso..) e difatti avevo inanellato e gestito accuratamente una serie di gare .
Mi ero imposto di non buttarmi a capofitto, come accadeva in passato, evitando di mettere il pettorale tutte le domeniche. L'obiettivo principe quello di correre decentemente le maratone autunnali ed invernali, sempre col massimo impegno, possibilmente sotto il fatidico muro delle 3h.
Già la domenica dopo l'incidente elbano ero al via, con autorizzazione del medico, alla 10 km di Presezzo ed è stata la mia prima partecipazione su questa distanza breve. Seguiranno la Mezza di Pavia, Mezza delle Groane,una domenica di stop partecipando alla splendida non competitiva Tutti Assieme a Merate, Mezza di Lodi, un lungo in compagnia dell'amico Matteo sulla Martesana e l'ultima sgasata alla 10 km di Villasanta..E con risultati apprezzabili considerando che le competizioni sono l'unico strumento utilizzato per allenarmi.
Compitino svolto e morale alto in vista del primo appuntamento importante in calendario , ovverosia la Verona Marathon.
Sveglia alle 4.50 ed arrivo nella città di Giulietta e Romeo ,ancora assonnato, poco prima delle 7. Solito iter pre gara con ritiro del pettorale e stavolta anche sosta in un bar per un caffè al ginseng. Temperatura non eccessivamente bassa ma clima piuttosto umido ed una lunga sosta in griglia prima della partenza fissata per le ore 9.
Al colpo di pistola da Piazza Brà percorriamo l'ampio Corso di Porta Nuova e l'euforia dei primi chilometri fa registrare al mio Tom Tom parziali al di sotto della tabella di marcia. Decido quindi di calare l'andatura sennonchè in prossimità del 6° km avverto una fitta all'altezza del ginocchio della gamba destra. Rimango esterrefatto di fronte a questa frustata e proseguo per verificare se posso continuare la competizione. E così sarà, perchè il dolore si attenuerà notevolmente rimanendo un impercettibile fastidio. Col famoso senno di poi avrei preferito sentire un dolore di un'intensità tale da costringermi al ritiro,  perchè una volta rientrato a casa ho scoperto d'averla fatta fuori dal vaso....
Ginocchio e bicipite femorale gonfi e la mattina seguente un enorme ematoma si presentava ai miei occhi, facendo temere il peggio , ossia un significativo strappo muscolare. L'ecografia eseguita qualche giorno dopo ha evidenziato una rottura delle fibre nella zona esterna al ginocchio, fortunatamente di modesta entità. La cosa che più mi allarma è il polpaccio e dovrò tornare a farlo visionare.
Un finale di stagione da dimenticare, ma se vogliamo guardare il bicchiere mezzo pieno qualche soddisfazione me la sono tolta anche in questo sventurato 2016. Spero di riprendere col nuovo anno, conscio di dovere limitare la velocità per preservare il motore.
Per la cronaca segnalo il mancato sbriciolamento del muro delle 3h per poco più di 1 minuto, in parte giustificato dalla debacle fisica. Un traguardo fallito, che avrebbe significato il coronamento di un sogno lungo vent'anni , costruito mettendo un mattone alla volta. Ma l'ultimo si è sbriciolato e spero di poterlo rimettere prima o poi....

God bless you !!!


mercoledì 28 settembre 2016

DNF Elbaman

Rimane l'amaro in bocca soprattutto per due motivi : non essere riuscito ad onorare la gara di casa ed arrivare sotto lo striscione d'arrivo con la canotta dedicata a Simone.
Per il resto, come sempre ,  ottima compagnia, grasse risate e numerosi gelati  , indispensabili ad addolcire l'amarezza....
Ringrazio i volontari dell'ambulanza , i primi a medicarmi, ed il medico che abilmente ha suturato l'avambraccio con 14 punti .
God bless you !!!



giovedì 15 settembre 2016

E per il 15° .....

.... Giove Pluvio si è preso "quasi" un giorno di vacanza lasciandoci all'asciutto per la quasi totalità della gara. Quale?
Il Powerman Zofingen, notoriamente vessato da problemi di natura meteorologica con diverse edizioni caratterizzate da condizioni al limite della sopportazione. Considerata l'innata idiosincrasia per la pioggia e le basse temperature, nelle circostanze in cui ho dovuto affrontarle si è rivelata una lotta continua con la mente per evitare il ritiro dalla competizione.
Trasferta in compagnia dell'amico duatleta Pietro ,pugliese ma residente a Sorbolo quindi parmigiano adottato, preparatosi ad hoc per questo prestigioso appuntamento e speranzoso di ben figurare nella classifica di categoria del Mondiale ITU.
In qualità d'ambasciatore italiano della prestigiosa kermesse rossocrociata, applaudo simbolicamente la piacevole notizia dell'accordo con l'ITU per l'organizzazione del Campionato del Mondo di Duathlon Lungo sino al 2020.
Il direttivo, capitanato dal Presidente Ruf ,ha dimostrato nel corso degli anni di avere costruito un'impeccabile macchina organizzativa dove l'atleta ha a disposizione tutto quanto gli è necessario per potersi esprimere al meglio, prima , durante e dopo la prova. Logistica impeccabile.
Nei giorni che precedono la competizione butto l'occhio sui vari siti meteo e, a quanto pare, l'odiata pioggia verrà relegata al ruolo di comparsa e non di protagonista com'è accaduto spesso in passato.
Affrontiamo il viaggio con la dovuta calma, consci di dover sostare incolonnati prima dell'ingresso al Tunnel del San Gottardo . Tutto sommato possiamo ritenerci fortunati . Solo 40 minuti e poi 17 km di pura noia.
Inusuale il caldo percepito giunti a destinazione ed immediato ritiro del pacco gara, contenente gadget decisamente kitch, come l'enorme cappello di paglia sponsorizzato da Toyota.
Risaliamo nella frazione dove alloggeremo per depositare rapidamente i bagagli al Gasthof e ritorniamo nella palazzina, centro logistico di tutto l'evento per il tradizionale pasta party. Ennesima sudata ed imbarazzo nel salire sul palco per ricevere il pettorale spettante ai membri del Jubilee Club ed abbuffata dei numerosi dolci presenti . Non c'è nulla da fare sono e sarò un'inguaribile goloso !
Mentre sono seduto a tavola lancio un'occhiata nella sala del buffet e scorgo un atleta con la divisa del Triathlon Bergamo. Lo raggiungo,  gli domando da quale località bergamasca proviene e col classico accento orobico e l'eloquio colorito mi risponde di vivere da qualche anno in una località montana vicina a Neuchatel. 
Tale Paolo Moretti si rivelerà una compagnia assai divertente, utile a trascorrere momenti spassosi unitamente a Carlo Spreafico, amico storico col quale ebbi il piacere di condividere il battesimo nel Powerman. Sbircio il meteo ed il continuo mutare dell'ora in cui arriverà la temuta perturbazione mi crea preoccupazione. Tenere la ruota anteriore full carbon con tubolare o per precauzione sostituirla con quella avente pista frenante in alluminio? Deciderò all'ultimo la domenica mattina prima d'entrare in zona cambio.
Il briefing del sabato pomeriggio è servito per comprendere alcuni ostacoli presenti sul percorso ciclistico dovuti a lavori stradali ,mentre per il resto nulla da segnalare. Tanti saliscendi e mal di gambe assicurato :)
Pranzo nel ristorante dove alloggiamo, con tagliatelle olio e formaggio e la porzione è decisamente abbondante . Unica pecca la cottura poco al dente però il piatto ha meritato la sufficenza.
Zofingen è un borgo ameno, lo si visita in 10 minuti quindi occorre inventarsi qualcosa per ammazzare il tempo. Avere conosciuto Paolo è sicuramente un buon antidoto alla monotonia ed insieme a Carlo riusciamo a stuzzicarlo in modo tale da far fuoriuscire il "pota" che c'è in lui. Grasse risate ed addominali sempre in tensione.
Cena della vigilia con invito di Paolo,  dotato di un camper di tutto rispetto e di pasta integrale italiana cucinata degnamente, condita con olio di prima scelta e l'immancabile formaggio. Una passeggiatina digestiva e poi torniamo nella nostra dimora in collina.
Nottata trascorsa senza l'assillo della sveglia anticipando il risveglio del gallo (ironman docet) e colazione alle 6,10 con tè preparato sfruttando la macchina del caffè presente in camera e tre barrette. Il tutto consumato svogliatamente poichè l'appetito a quest'ora è un qualcosa di sconosciuto...
Il clima si presenta ideale e l'eventuale acquazzone si farà vivo nel tardo pomeriggio cosicchè in zona cambio parcheggio il mezzo con le ruote in versione "tubolare". Arrivati al parcheggio con enorme piacere rivedo i due amici del Pro Patria,  Davide, al suo esordio sulla long distance, e Alex impegnato nella short. Anche la giovane fanciulla Simona affronterà la stessa distanza mentre il papà Mauro Fiorini, iscritto nel lungo, dovrà abdicare per problemi di natura fisica.
Scelto anche l'abbigliamento per l'intera giornata, con canotta traforata a contatto con la pelle e il body d'ordinanza sopra . Purtroppo con zip posteriore e ,non essendo avvezzo a vestire tale capo,vorrei poter essere l'incredibile Hulk per strappare per aprire una breccai sul davanti ...
Seguiamo il passaggio della gara femminile nell'Arena ,partita alle 8  con l'inglesina Emma Pooley , ciclista professionista, indiscussa dominatrice della specialità e favorita per la vittoria finale. Sarà il caso di muovere le zampe prima di presentarsi nella griglia di partenza e nel tragitto salutare Antonio Scirocco e la consorte Chiara . L'amico campano si è trasferito in pianta stabile proprio a Zofingen ed ha concluso ben 8 edizioni ma, impossibilitato a correre , da qualche anno partecipa in veste di ciclista in una staffetta.
Chiacchero in griglia con Juris Rossi sempre presente nelle ultime edizioni e assistiamo alla presentazione degli atleti élite da parte dello speaker.
Mi è sempre risultata indigesta la salita e sono consapevole di dover camminare in alcuni tratti impervi , se rapportati all'assenza di preparazione del sottoscritto su queste pendenze.
Infatti tradizionalmente al secondo giro della prima frazione , poco prima del 6° km, passeggio per poi riprendere a zampettare all'ingresso della boscaglia.
Terminati i primi 9,2 km sento già i quadricipiti lamentarsi e siamo solo all'antipasto del corposo menù. Salgo in sella e parto cercando di pedalare agile nei primi chilometri, risparmiando le gambe sin dalla prima ascesa ed anche nel tratto fra quest'ultima e la seconda verso il famigerato Bodenberg. Fa caldo e solo alla terza tornata un vento contrario al senso di marcia riesce a disperdere il calore corporeo. Le borracce distribuite ai ristori non sono completamente piene e nei primi 25 km devo centellinare il contenuto per non rimanere con la gola asciutta :O
Patisco ogni anno i 40 km finali , arrancando visibilmente in salita pur con rapporti molto agili , sintomo di scarso allenamento quando l'erta presenta la doppia cifra in termini di inclinazione :)
Uffff anche la terza ,pedalabile salita,  è messa alle spalle , la mente si rilassa , le gambe l'assecondano. L'unico obiettivo per i restanti  10 km che mi separano dall'entrata nella zona cambio sarà quello di faticare il meno possibile per giungere al secondo cambio, con una condizione fisica decente. L'ho già spiegato in tutte le salse, nei miei precedenti post riguardanti il Powerman Zofingen, quanto sia arduo poter correre senza soluzione di continuità gli ultimi 28,6 km. La ricetta è la stessa ogni anno, cioè si corre dove se ne ha la possibilità altrimenti si cammina facendosene una ragione.
Certamente è abbastanza frustrante terminare il primo giro , transitare a fianco del traguardo, allontanarsi sapendo cosa t'aspetta. E nel secondo giro i ritmi diminuiscono , le gambe si fanno più pesanti , incontrollabili in discesa , le soste ai ristori vissute con la dovuta calma. Raggiunto l'altipiano, dove si gira come trottole, ed abbandonatolo  dopo 5 km, , posso dire a me stessso d'essere giunto ad un passo dal sogno.
Devo superare due salite poi, in prossimità del ristoro posizionato a 2,5 km dall'arrivo, inizia la lunga discesa. Sono poco più di 10 minuti di godimento puro , rivedo il film della gara , saluto gli amici incrociati e ricevo i complimenti degli spettatori presenti sul percorso.
Percorro, con le ali ai piedi, un tortuoso percorso creato all'interno della Mecca del duathlon e sento lo speaker annunciare il mio arrivo. Varcare quella linea sono emozioni difficili da esternare e ti ricompensano degli sforzi profusi per arrivare sin lì.
Un caloroso abbraccio e sinceri complimenti a tutti gli amici italiani che hanno condiviso questa gratificante esperienza in particolar modo al trio Carlo , Paolo e Pietro. Un applauso a Simona per la sua bella prova ed ovviamente a tutti i Finisher.

God bless you !!!

                      Vicino alla locandina della gara con Pietro Carrara

                                 Penne al pasta party del venerdì
                                                   Mousse
                       Paolo Moretti ,orobico trapiantato in Svizzera
                                  Con Simona e Mauro Fiorini
Con la vincitrice Emma Pooley
 
                                Pietro, Ame, Carlo, Paolo
 
Negli spogliatoi con Davide Arona
                           Prima frazione e scatto dell'amico Antonio
                     Abbraccio volante col colombiano Padre Serna

venerdì 19 agosto 2016

Slow..vakman

L'invito ricevuto dall'amico veneto Valentino, d'accompagnarlo nella sua seconda trasferta dell'anno oltre confine per un IM "pane e salame", era ghiotta per mantenere la condizione atletica.
Slovakman. Conoscevo la gara in quanto l'avevo affrontata tre anni or sono ed il percorso ciclistico noioso, totalmente "flat", a parte un cavalcavia, mi concedevano l'opportunità di gestire la prova.
Un buon allenamento, nulla più e l'occasione di trascorrere un lungo fine settimana low cost a Piestany, località dotata di terme e un centro cittadino abbastanza movimentato considerando la latitudine.
Per spezzare il lungo viaggio, raggiungo martedi sera la dimora di Valentino in quel di Conegliano e l'indomani mattina partiamo in direzione Slovacchia attraversando tutta l'Austria. Rimango sempre affascinato dalla visione di paesaggi da cartolina brutalmente attraversati dall'autostrada....
Qualche problema d'orientamento alla periferia di Bratislava e quasi all'ora di cena, decisamente esausti, riusciamo finalmente a raggiungere la destinazione prefissata.
Allogeremo in una casa -pensione a prima vista carina, col senno di poi deludente per quanto concerne il rapporto qualità -prezzo.
Salutare doccia e cena nella zona nevralgica della cittadina slovacca, purtroppo non nella pizzeria che utilizzavo come base per i pasti durante la passata vacanza. In effetti la pizza si è rivelata di scarsa qualità, ma l'accentuato appetito ci ha fatto chiudere uno occhio. Abituati a quanto si spende in Italia per la classica accoppiata  "pizza + birra" rimaniamo positivamente sorpresi dall'irrisorio importo sborsato.
L'indomani mattina, prima di colazione, ci sgranchiamo le gambe imballate dalla lunga trasferta in auto con una corsetta lungo la strada che costeggia il fiume Vah, dove fra l'altro verrà effettuata la frazione natatoria della gara.
Colazione alquanto deficitaria e rimpiango quelle consumate all'Hotel Magnolia tre anni or sono. Occorre fare di necessità virtù e tesoro degli sbagli commessi nella scelta dell'alloggio, nel caso in cui dovessi tornare in queste lande. Con Valentino decidiamo di perlustrare il tratto ciclistico e l'intento, durante la competizione, sarà quello di mettere il pilota automatico ed estraniarsi. Un bastone A/R di 29 km circa, da ripetere sei volte percorrendo una strada statale. Occorrerà avere molta pazienza resettando la testa da eventuali pensieri paranoici :)
Per ammazzare il tempo lancio l'idea di spostarsi in auto per visitare la città di Trencin , facilmente raggiungibile tramite autostrada e famosa per un vecchio castello.
Scarpinata sotto un sole cocente per raggiungere l'entrata di questa fortezza, dalla quale si domina l'intera città, e scoprire di poter usufruire di una guida solo in slovacco....
Un bel ciao ciao con la manina e ritorniamo nella vasca centrale a gustarci un gelato seduti comodamente su una delle panchine a bordo strada.
La cena serale finalmente è al Central, il locale cercato il giorno precedente e non trovato , mangiando una pizza decente accolti dal classico trattamento slovacco riservato alla clientela. Cortesia e gentilezza sconosciute dal personale, cosa già sperimentata dal sottoscritto nella precedente visita.
Il giorno seguente iniziamo a preoccuparci delle previsioni meteo, le quali contemplano  l'arrivo di un'acquazzone serale che dovrebbe dissolversi all'alba. Durante il ritiro del pacco gara facciamo la conoscenza dello svedese Magnus , mio coetaneo, atleta di livello alla fine del secolo scorso.
Riuscì a qualificarsi tre volte per Kona sfoderando performance di tutto rispetto , e sull'isola hawaiana fece registrare prestazioni degne di nota. Poi smise di gareggiare prendendosi quasi un "ventennio sabbattico" riapparendo lo scorso anno all'Ironman di Maiorca. Rimane incuriosito e sorpreso  quando Valentino gli spiega il mio percorso sportivo, ma tengo subito a precisare l'amatorialità dei risultati.
Vogliamo parlare del piatto di pasta in bianco condita da olio e formaggio ordinato al Central per cena ? Ebbene il cuoco s'inventa una sua versione , aggiungendoci peperoncino e aglio. Valentino cade nella trappola dello spicchio d'aglio vagante e per tutta la serata avremo un alito che uccide ed una certa difficoltà a digerire. Nemmeno una Coca riesce a fare tabula rasa nello stomaco dell'incoveniente venutosi a creare :)
Ed a tutto ciò aggiungiamoci le patate bollite riscaldate malamente, immagino nel microonde, perchè parecchie di loro erano ancora fredde :O
Entriamo in camera e si scatena un bell'acquazzone, però confidiamo al risveglio di trovare condizioni di tempo migliori. Invece la pioggia continua a scendere al pari dell'umore, soprattutto quando con nostro immenso dispiacere troviamo la zona cambio allagata. E a quanto pare ci verrà a trovare l'indesiderato vento.
Ma porca miseria abbiamo trascorso tre giorni a boccheggiare per il caldo ed ora pioggia e vento? Altro che allenamento tranquillo , ci sarà da sgobbare. Il percorso natatorio si sviluppa su tre giri con uscita dall'acqua ed immediato rientro, utile per chi ha bisogno di tirare il fiato. Io sono fra quelli :)
Esco come  al solito stordito, ha smesso di piovere, indosso capi asciutti e parto curioso di verificare l'intensità del vento. Dall'uscita della zona cambio occorre percorrere un tratto per immettersi all'interno di quello che sarà l'amato -odiato "andata e ritorno". Ce lo dovremo sorbire per  ben 12 volte.
E mentre nell'andare viaggiavamo speditamente, nel rientrare eravamo in balìa di Eolo, accompagnati da folate a tratti impetuose ed i km percepiti come se fossero miglia marine. :)
Commetto un comico errore di percorso al penultimo giro quando, dopo il ristoro ubicato nei pressi della zona cambio, invece di svoltare a destra per raggiungere la strada statale proseguo diritto. Quando avverto d'aver perso la rotta mi mando a quel paese da solo e suppongo lo abbiano sentito a 1 km di distanza.
Le ultime due tornate controvento prosciugano le poche energie mentali rimaste e poter scendere dalla bicicletta per il secondo cambio è una liberazione! Manco fossimo a Lanzarote.
L'ultima frazione, ovverosia la maratona ,presenta un mix di sterrato ed asfalto e il desiderio è quello di faticare il meno possibile. Cosa molto improbabile dopo una la precedente pedalata dispendiosa e difatti riesco a correre decentemente solo per 15-16 km. Per vincere la monotonia invento un numero circense e,  "fantozzianamente", nel sorpassare un altro partecipante incespico e cado rovinosamente a terra. Qualche escoriazione ed una botta all'anca sinistra senza però compromettere la prosecuzione della gara.
Qualche camminatina me la concedo e le soste ai ristori si fanno più prolungate, considerando che siamo quasi al termine della fatica.
Ultimo tratto di sterrato , voglio gustarmelo, rallento e laggiù in fondo sento Vlado l'instancabile  speaker dell'evento, capace di coinvolgere il pubblico presente.
Riesco, in prossimità del traguardo , a sbagliare strada dirigendomi a destra verso il giro di boa invece che proseguire dritto .  Sorrido,  riprendo la via maestra e come di consuetudine a braccia alzate, mentre varco la finish line, godooooooo !
Attendo l'arrivo di Valentino e l'immortalo scattando una bella foto ricordo. Good job anche per lui.
Ringrazio Valentino per l'ospitalità e la piacevole compagnia e complimenti a Magnus brillante vincitore della mia categoria d'età. Alla prossima .....

God bless you !!!

 Gelato a Conegliano con Valentino
 Pizza al Central di Piestany
 Castello di Trencin
 Con lo speaker Vlado
Giù basso in favore di vento