martedì 22 marzo 2011

Scarpa d'Oro

foto R. Mandelli
Leggermente perso.....:-)

Tratto dal sito ufficiale della gara :
"Nel 2006 la Scarpa d’Oro Internazionale, gara che ha visto come protagonisti grandi campioni del panorama mondiale delle corse su strada come Seb Coe, Steve Ovett, Alberto Cova, Gelindo Bordin, Francesco Panetta, Salvatore Antibo, Genny Di Napoli, Paul Tergat e tanti altri, tenne ufficialmente a battesimo la sua nuova creatura: l’edizione 0 della Scarpa d’Oro Half Marathon.
Da quell’anno, mentre la Scarpa d’Oro Internazionale lasciava la scena, la mezza maratona si affermava nel panorama italiano come una nuova gara di valore e successo grazie alla qualità dei servizi e soprattutto grazie a tutte le persone che ogni anno dedicano grande passione e dedizione alla buona riuscita della manifestazione."
Da buon appassionato di sport ho spesso seguito le gesta dei sopraccitati campioni ed era molto suggestivo, durante le telecronache, ammirarli durante il loro passaggio nella coreografica Piazza Ducale.
Finalmente due giorni or sono ho potuto godere della stessa emozione e mentre l'attraversavo correndo, lo sguardo è rimasto catturato dalla maestosità della Torre del Bramante che la domina. Non a caso risulta essere una delle più significative piazze rinascimentali.
In compagnia dell'amico Luca e di altri tre simpatici amici di quest'ultimo siamo giunti in largo anticipo allo Stadio Dante Merlo di Vigevano punto di ritrovo, partenza ed arrivo sia della "Half Marathon" che delle altre due corse non competitive di 5 km presenti nel programma della manifestazione ossia la la "Scarpa d’Oro in Rosa" e la "Stracittadina".
Ritirato il pettorale faccio il burlone con Beppe e Daniela coi quali scatto una foto ricordo, poi salgo sulle tribune dello stadio per cambiarmi e depositare la borsa. Pittoresco l'alpino munito di megafono che dispensa consigli su dove disporsi e stordisce chi si trova nei paraggi. Beppe ne è sordo...testimone :-D
Incrocio Giuseppe Ricci ed insieme decidiamo d'uscire dall'impianto sportivo per una corsetta riscaldante e l'immancabile pit stop pre gara ;-)  L'aria, carica d'umidità dopo il violento acquazzone della vigilia, viene surriscaldata dalla ricomparsa dell'amato sole e la temperatura ne trae beneficio. Alle 9.15 si aprono i cancelli della pista d'atletica, presa d'assalto dai partecipanti ,ed in base al numero di pettorale ci si dispone in griglia ,pronti a partire.
L'attesa è lunga, rimaniamo per 20 minuti fermi ad attendere il colpo di pistola e quando finalmente viene dato percorriamo mezzo giro di pista seguito da circa 5 km all'interno del centro cittadino. Tale tracciato prevede parecchie curve, ed è fastidioso dover correre cercando d'evitare contatti pericolosi con gli altri podisti. Lo scenografico passaggio nella Piazza Ducale vale di per sè "il prezzo della fatica", ma una volta usciti dalla città il vento, si fa vivo in alcuni tratti, rallentando il nostro incedere. Personalmente sin dai primi km ho avvertito una scarsa reattività nella spinta dei piedi ,le cosce imballate ed il motivo è riconducibile al fatto d'aver ripreso a pedalare da poco.
Cerco, seppur faticando, di mantenere un ritmo regolare affiancato da un podista esile in evidente difficoltà nel combattere le folate di vento ed entrambi veniamo raggiunti da un altro concorrente molto alto. Come in occasione della mezza disputata a Treviglio, attorno al 12°-13° km, inspiegabilmente ho acquistato "brillantezza atletica" ma ho voluto aspettare poco dopo il 17° per cambiare marcia e cercare di mantenere quest'andatura allegra sino alla fine.
Non nascondo che ho dovuto raschiare il barile seppur galvanizzato durante questo finale "sprintoso" ed è stato emozionante correre l'ultimo giro di pista prima di concludere felicemente la prova.
Indimenticabile, per il mio palato, la bontà delle crostate disposte in bella vista sui tavoli del ristoro finale, gustate dopo aver usufruito delle docce calde presenti nell'impianto sportivo nonchè di un leggero massaggio defaticante. Degne della migliore arte pasticcera, mi son imposto d'abbandonare il ristoro perchè avrei continuato a consumarle senza soluzione di continuità :-O
La famosa risottata, tanto pubblicizzata, non mi ha soddisfatto perchè troppa lunga l'attesa per poter assaggiare un pugno di riso.
Un grosso plauso agli organizzatori per l'ottima gestione dell'evento ed ai miei compagni di viaggio, ironici al punto giusto,cosa che ti permette di trascorrere piacevolmente il viaggio. In passato mi è capitato di trovarmi a far parte d'equipaggi dove si discuteva di tempi e prestazioni e non vedevo l'ora di scendere dall'auto.... :-D

God bless you !!!

lunedì 7 marzo 2011

Stra..cotto....

Buono ! :-D
Foto Denise Quintieri

.....E non poteva esser altrimenti se la gara in questione è la Strasimeno, ultramaratona corsa attorno all'omonimo lago e ricca d'insidie altimetriche particolarmente ostiche in alcuni tratti per la gioia delle mie gambe che sul finire della prova....reclamavano pietà :-O
Ero rassegnato a dover affrontare in solitudine l'intero viaggio per raggiungere l'amena cittadina di Castiglione del Lago (PG) , ma fortuna volle che l'amico Ciro fosse anch'egli senza compagni di viaggio. Per accordarsi è stata sufficiente una breve telefonata ed il giorno seguente, poco prima delle 11 di sabato mattina, ero a Reggio Emilia per imbarcare il folkloristico folletto neroazzurro :-)
Il viaggio è come si suol dire "volato" ascoltando i racconti delle vacanze brasiliane del Forrest Gump napoletano ed al nostro arrivo a destinazione noto, con mio grande stupore, come il clima sia notevolmente peggiorato ed il sole scomparso.
Ritirato il pettorale e raggiunto il residence che m'avrebbe ospitato, avrei voluto ritornare nel borgo medioevale ma la pioggia e la forte umidità me l'hanno sconsigliato. Piatto unico per cena composto da pasta e tonno in scatola conditi con dell'ottimo olio extravergine d'oliva, un po' di televisione e poi a nanna sperando che il giorno seguente le previsioni meteo siano quelle preannunciate con la ricomparsa del sole.
Di primo mattino il cielo è ancora coperto, e dopo aver consumato la solita colazione a base di barrette energetiche, sono risalito in auto verso la città vecchia trovando un comodo parcheggio al di fuori fuori delle mura che la cingono.
Giunto nella zona ritrovo è stato un viavai di saluti, baci ed abbracci con i numerosi amici e successivamente al cambio d'abiti ho cercato di corricchiare per riscaldarmi e combattere il freddo generato dalla forte umidità dell'aria . La partenza, rispetto alle precedenti edizioni, è stata spostata a livello lago e raggiungibile velocemente attraverso una ripida scalinata. Mi mantengo in movimento sperando che il sole, gentilmente venuto a farci visita, riscaldi l'aria e ci doni un po' di tepore.
Sulla linea di partenza, pronti a scaricare la tensione accumulata nel pre gara, sono schierati i partecipanti di tutte le distanze previste dalla manifestazione ossia la 15 km , la mezza maratona, i 30 km , la maratona ed i 58 km. Parto senza aver punti di riferimento, forse leggermente troppo veloce ma come sempre a sensazione e per una decina di km al fianco di un ragazzo che procede a ritmo regolare. Costui all'improvviso, prima dell'ingresso a Tuoro, accellera ed io saggiamente non cado nella tentazione di seguirlo mantenendo comunque una velocità sostenuta se rapportata ad un'ultramaratona.
Dopo il muro affrontato attorno al 13° km qualche altra fastidiosa ascesa si presenterà dopo il passaggio all'interno di Passignano, località che ospita l'arrivo della mezza maratona, e sino al traguardo della maratona. Nemmeno il tempo di rifiatare che al 44° km la strada risale ed è una bella frustata ai quadricipiti ma sino a questo momento seppur affaticato non risento dei continui saliscendi. Da qui in poi il tracciato risulterà essere pianeggiante ma psicologicamente devastante, monotono e con la mente "contaminata" dalla stanchezza sopraggiunta. Cerco di combatterla procedendo, per qualche km, di pari passo con un altro amico anch'egli in crisi, ma giunto all'altezza del 55° km il dolore alle gambe è elevato e la mia innata mancanza di competitività ha il sopravvento. Mi fermo e decido di camminare qualche tratto e lo farò abbondantemente sull'erta finale conscio che raggiunta la porta principale della città vecchia vi è il viale che mi condurrà all'arrivo.
Braccia alzate, smorfia di gioia, è finita Ame ! ;-)
Son a pezzi, fisicamente privo d'energie , bevo un paio di bicchieri di sali e poi mi siedo per riprendere ... conoscenza. Raggiungo col bus navetta la piscina per la consueta doccia post gara poi, recuperato vigore ed appetito, mangio un ottimo piatto di penne al pomodoro a cui segue una gustosa cialda di gelato con panna. Divorata quest'ultima in un batter d'occhio esco dalla gelateria, attraverso la strada e mi ficco in una pasticceria dove posso deliziare il palato con un dolcetto da leccarsi il....pizzetto :-D
Stanco ma soddisfatto del fine settimana trascorso, in compagnia dello sfegatato nerazzurro Ciro, al settimo cielo per la goleada della beneamata, riprendiamo la via di casa.
E dopo una cinquina di gare consecutive forse sarà il caso di tirar un pochino il fiato......

God bless you !

lunedì 28 febbraio 2011

Soddisfazioni podistiche ma soprattutto......


Donna Eliana ed il buongustaio ...;-)

Lo sguardo... perso del padrone di casa Catu  :-) 

......per il palato e come sempre a deliziarlo sono i gustosi pranzetti confezionati dalla Catu family, in compagnia di una schiera d'amici della stessa.
Ma prima del piacere si è consumato il dovere sportivo in quel di Treviglio dove,sotto un clima tipicamente invernale con una leggera pioggerellina mista a neve, ho corso una maratonina ben organizzata e ricca di partecipanti.
Al termine di un trittico impegnativo costituito da due mezze ed una maratona, con una contrattura al polpaccio destro appena smaltita grazie all'ausilio di un ultrasuono, il desiderio era quello di far un buon allenamento senza affaticarsi oltre il lecito. Sin dalla partenza vedo sfrecciare ai miei lati podisti indiavolati tanto che mi sorge spontanea una riflessione e mi chiedo " ma sto andando così piano?" . Non mi faccio influenzare da queste saette, proseguo col mio passo e mi prefiggo di procedere ad un ritmo discreto sino a metà gara. Rimango all'interno di un piccolo gruppo che a sua volta viene risucchiato da un'altro e proseguo sino al 13°-14° km assecondando l'inaspettato stato di forma giornaliero. Mi sorprende questa brillantezza muscolare, la reattività delle gambe, ma ho il timore di saltare da un momento all'altro perchè conscio d'esssere alla quarta gara consecutiva senza alzare il piede dall'accelleratore .
Vedo che man mano il gruppo si sfoltisce e si riduce ad un duo, io ed un ex compagno di squadra dei RB che mi si mette alle calcagna e seppur ansimante tiene il mio passo. Percepisco stia facendo il suo personale o comunque una prova a cui tiene in particolar modo allora mi volto ogni tanto e lo incito nei momenti di difficoltà. Perde contatto solo negli ultimi metri ma dopo il traguardo il suo abbraccio racchiude in sè la gioia ed i sani valori dello sport,quello vero, ovvero la condivisione di una sana fatica ed il coronamento di un sogno. Doccia imbizzarrita con alternanza di temperature dell'acqua che oscillavano dai 50 ai 10 gradi cosa poco gradita agli altleti :-)
Due chiacchiere con gli amici nel post gara e poi al ristoro....fritte accompagnate da qualche bicchiere di tè e poi via in direzione Lodi a casa degli amici Fabio ed Eliana. Menu pantagruelico come da copione composto da : un'ottima pizza con farina di kamut farcita di bresaola, un risotto alla salsiccia con grana padano, scenograficamente adagiato nella forma dalla quale era stato tolto lasciando solo la crosta esteriore.
Segue un mix d' insalata verde, pomodori,noci, pere, bresaola conditi con aceto balsamico ed olio per poi concludere in bellezza con torta di cacao e dolcetti ripieni di nutella, marmellata ai frutti di bosco ed arance.
Caffè , ammazza caffè e S.O.S. proveniente dallo stomaco ormai saturo di cibo :-O
Rientro a casa sempre accompagnato da una pioggia mista a neve dopo una domenica sportivamente ma gastronomicamente piuttosto intensa ;-)
Scontato e meritatissimo il ringraziamento per la coppia d'amici lodigiani ai quali rivolgo un abbaccio caloroso !

God bless you !

lunedì 21 febbraio 2011

Maratona con sorpresa finale....


Il mondo dello sport è affascinante perchè può regalarti sorprese inaspettate quando meno te l'aspetti e devi saperti gestire affrontandole come è successo ieri al sottoscritto così come ad altri maratoneti ritrovatisi, in prossimità del 30° km, in mezzo ad una fiumana di  partecipanti alla mezza maratona. Il serio problema è che quest'ultimi procedevano a ritmi molto inferiori rispetto ai nostri costringendoci, nei restanti 12 km, ad improvvisare slalom modello Tomba dei tempi d'oro. L'ignoranza d'alcuni podisti avrebbe necessitato un chiarimento vis à vis, ma ero troppo indaffarato a smaltire il nervosismo accumulato sin a quel momento per cui mi son districato come potevo ed ho pensato solo a concludere la gara. Detto ciò è sempre di grande richiamo poter usufruire, per la partenza e l'arrivo della prova, di una cornice storica come quella offerta dall' Arena di Verona l'anfiteatro romano simbolo della città scaligera assieme ai paladini dell'amore Giulietta e Romeo.
L'errore marchiano commesso da parte degli organizzatori è stato quello di far partire le due competizioni a distanza di 1ora e 15 min l'una dall'altra congestionando gli ultimi 10 km corsi all'interno del centro cittadino dove le strade son strette e prive di vie di fuga.
Alla fine della fiera mi son preso la soddisfazione di riscattare la sofferente ed opaca prova dello scorso anno dove, causa annoso infortunio, dovetti sottopormi a lunghe camminate per poter giungere al traguardo. L'orario d'inizio della Verona Marathon  è fissato per le 9, quindi occorre scendere dalla branda prima del gallo dopo aver maledetto la sveglia del cellulare per il brusco risveglio causato dalla sua vivace suoneria. Il tempo di vestirsi, salire in auto, prelevare l'amico Ale  e dopo un viaggio non stop arriviamo al parcheggio Passalacqua per poi dirigerci in Piazza Bra centro logistico di tutta la manifestazione.
Qualche problema riguardo il recupero della busta contenente il pettorale, ma poco dopo le 8 la ricevo attacco lo stesso con le spille alla canotta ed una volta depositata la borsa sul camion non mi rimane che il tempo di posizionarsi sulla linea di partenza. Pronti via ed imbocchiamo Corso di Porta Nuova, maestoso per la sua ampiezza, indi si percorrono le vie periferiche della città ed un andirivieni  costeggiando il fiume Adige. Nel tratto in leggera salita che ci riporta verso il centro avverto i primi segnali di stanchezza ed ha inizio una lotta serrata contro i pensieri negativi, i quali affollano una mente ormai poco propensa a soffrire. A tutto ciò dobbiamo aggiungiere l'ulteriore disagio generatosi dalla spiacevole situazione sopra descritta e quindi un'eccessivo spreco d'energie nervose.....
Galvanizzante il passaggio all'interno della celebre Arena, all'uscita dalla quale si vede sullo sfondo lo striscione d'arrivo e, come spesso accade, si spendono le residue energie corporee per giungere a braccia alzate sotto il traguardo.
Ero talmente annebbiato dalla fatica che stavo per varcare erroneamente quello della mezza maratona ma un repentino cambio di direzione mi ha condotto sulla retta via :-)
Un bis di trofie, una deliziosa cioccolata con panna e per defaticare, dopo lo sforzo ,un bel giretto nell'affollate vie del centro. Ite missa est... e meno di due ore dopo ero già fra le mura domestiche.
Anche stavolta dovrei elencare una moltitudine d'amici coi quali mi son intrattenuto prima e dopo la prova. Un grazie di cuore a tutti quanti !

God bless you !!!

lunedì 14 febbraio 2011

Maratonina città di Lecco

foto Jarno Vannucchi
Fatica!

Vicina a casa , la comodità d'alzarsi ad un'ora decente, salutare i numerosi amici della zona.....
Questi i tre motivi principali che mi han spinto ad essere presente alla mezza in quel di Lecco e col senno di poi la scelta si è rivelata azzeccata in quanto, malgrado la sofferenza patita, ne è venuto fuori un ottimo allenamento. Bello il siparietto pre gara con Claudio e l'amica Cinzia, ironica al punto giusto per cui spesso pungolata e amabilmente presa in giro dal sottoscritto. La bellezza dello sport amatoriale è propria quella di considerare l'evento sportivo non fine a se stesso, ma un valido motivo per fare i burloni e passarre momenti spensierati in compagnia. Con immenso piacere ho riabbracciato l'amico valtellinese Franco e l'intera famigliola durante il pasta party allestito al primo piano del Pala Taurus nel dopo gara.
Esauriti i saluti di rito mi dirigo al parcheggio chiaccherando col lodigiano Giuseppe e risalito in auto non mi sembra vero d'esser nuovamente tra le mura di casa al termine di un viaggio durato meno di mezz'ora ! :-O
Ma domenica si tornerà alla classica lavataccia per partecipare all'ennesima maratona....

God bless you !!!

martedì 8 febbraio 2011

Maratonina all'emiliana.........

Ameee dai che l'è finida .... :-)

Il Monterosa della sera prima ;-)

......quindi D.O.P. perchè in queste lande la nebbia non offusca la mente e di conseguenza le capacità d'organizzare eventi podistici dove l'atleta vien trattato col guanto di velluto, coccolato e può godere di tutti i servizi a lui necessari prima , durante e dopo la gara.
Dopo l'inevitabile periodo di riposo post Montefortiana ero curioso di verificare la mia condizione di forma fisica convinto d'aver dato il meglio di me stesso nel dicembre scorso con buone prestazioni a Reggio e successivamente a Calderara. Fisico poi spremuto sino all'ultima goccia nei frantoi del Brembo, all'ultramaratona corsa sulle sponde del fiume Lamone e poi a Monteforte :-)
Il calendario proponeva, oltre alla patinata Mezza delle Due Perle già corsa lo scorso anno, un'identica prova nella Città del Tricolore vale a dire la Maratonina in Santa Croce e la cosa m'attirava perchè a Reggio Emilia ci torno sempre volentieri.
L'occasione era ghiotta per poter condividere il w.e. con l'amico Ciro detto Cirinho residente alla periferia della città , il quale non era sicuro di potermi ospitare perchè vi era il rischio di un possibile turno lavorativo domenicale. Ottenuto il benestare dal pittoresco e simpaticissimo Ciro, in men che non si dica avevo già provveduto a stampare i biglietti del treno ed a preparare la borsa per partire....
A metà pomeriggio dello scorso sabato, caratterizzato da  temperature primaverili, giungo in stazione dove trovo il fido "Cirinho" pronto ad accogliermi al grido di "Forza Inter !" lui che vive, soffre e gioisce per la squadra di patron Moratti senza però venir meno alla sua enorme passione , la corsa di lunga lena. L'ultima sua impresa podistica targata 2010 è stata la Spartathlon , mitica prova che si corre da Atene a Sparta e particolarmente impegnativa perchè i km da coprire son ben 246 ! Si è allenato con grande impegno per coronare il suo sogno e sta proseguendo la sua preparazione in vista della 9 colli running passando per la 100km di Seregno dove son sicuro riuscirà ad infrangere il muro delle 8h. Un peperino di soli 50 kg con un grande temperamento e sempre sorridente, quindi molto vicino alla mia filosofia d'intendere la pratica sportiva.
Prima di ritirare il pettorale discutiamo amabilmente con lo speaker della manifestazione Roberto Brighenti personaggio ben noto a tutti gli appassionati podisti, poi decidiamo di raggiungere l'abitazione di Ciro ed una volta posata la borsa ceniamo in una pizzeria d'asporto lì vicino.
L'idea sarebbe quella di gustarci un gelato in centro città o magari bere solo un caffè ma dopo un lungo girovagare dobbiamo rinunciare all'idea perchè i locali stanno chiudendo e quindi propendiamo per una birreria fuori città. Uno dei proprietari è collega di lavoro di Ciro quindi la coppa gelato ordinata è ben carica di panna montata seppur di dimensioni non consone alla golosità del sottoscritto :-D
Meglio mettersi sotto le coperte perchè la temperatura è scesa notevolmente e difatti l'indomani di prima mattina osservando i campi brinati s'evince che la temperatura è al di sotto dello zero. Il sole però ,nelle ore successive, riscalda con vigore l'aria e si può godere del tepore dei suoi  raggi mentre in griglia di partenza s'attende il via della gara. Partenza ed arrivo sono situati vicino al Centro sociale Tricolore poi si correrà in periferia con alcuni tratti caratterizzati da un manto stradale seriamente danneggiato e non avendo fatto alcun tipo di riscaldamento pre gara l'avvio non mi sembra dei migliori. Invece a quanto pare non è così poichè, nonostante l'inevitabile stanchezza , in prossimità del 10° km chiedo ad un ragazzo il passaggio cronometrico e rimango stupefatto......
Ciro m'aveva informato della presenza di due cavalcavia nella seconda parte del percorso e purtroppo il primo dei due, localizzato all'altezza del 15°km, si rivelerà piuttosto lungo e deleterio per i miei quadriciti. Il colpo di grazia mi verrà inferto dal secondo, situato ad un km dal traguardo, ma ormai lo striscione d'arrivo è vicino e transitarci sotto pone fine alla mia sofferta...fatica.
Un bicchiere di tè caldo al ristoro prima della classica doccia, seguita a ruota dall'assaggio di due fette di polenta arrostita, una quantita indefinita di biscotti e dell'ottimo vin brulè ! ;-)
Il rientro è avvenuto, in compagnia dell'amico Marco, gentile nel lasciarmi a San Donato Milanese da dove,tramite metropolitana, ho potuto raggiungere la stazione milanese di Porta Garibaldi. Il classico treno regionale che "ferma in tutte le stazioni" mi ha riportato a 2 km dal paesello.
Grazie di cuore al simpatico Ciro per l'ospitalità e la sua contagiosa positività capace di risollevarti l'umore...

God bless you !!!

lunedì 24 gennaio 2011

Montefortiana

              foto A. Rossi
L'arrivo


Esordio con la canotta ufficiale del mio nuovo gruppo podistico Valdalpone de Megni nell'evento clou della stagione per il sodalizio veronese , la Montefortiana.
Una kermesse podistica ai confini della realtà perchè genera un movimento impressionante a livello di numeri ,di un certo spessore se si considera che nel tracciato sul quale si snoda la "non competitiva" vi sono più di 15.000 persone.....
Per quanto mi riguarda l'unico desiderio era quello d'incontrare gli amici veronesi capeggati dall'instancabile Giovanni Pressi organizzatore della manifestazione e perennemente sotto stress per gestire in modo impeccabile la complessa logistica della stessa. Mattinata particolarmente fredda ma soleggiata cosa che favorirà nel corso della prova l'innalzamento della temperatura e renderà la fatica più gradevole. Sapevo della mia scarsa forma fisica e del polpaccio destro un po' contratto e da tener sott'occhio soprattutto in questa mezza dove il tracciato è particolarmente impegnativo. Dopo 4 km senza particolari difficoltà la strada sino ai 9,5 km presenta strappi degni di nota e quindi inadatti se si hanno le gambe imballate da una serie ravvicinata di gare. Muscolarmente impegnativa anche la successiva discesa che mette a dura prova i quadricipiti quindi ho ritenuto opportuno non strafare perchè timoroso di procurarmi uno stiramento al polpaccio. Ho tenuto un ritmo dignitoso negli ultimi 6 km finali dopo il passaggio nel caratteristico borgo mediovale di Soave ammirando il bel castello che lo domina dall'alto. Arrivo contento d'aver terminato la prova senza noie muscolari ,  immortalato dagli scatti fotografici del sempre presente Antonio Rossi .
Doccia calda e mentre lascio borsa e pacco gara nel tendone ritrovo Giovanna, sorella di Giovanni, la quale m'invita a raggiungere la sede sociale per il pranzo. Seduti a tavola noto gli atleti di livello internazionale che si sfideranno nella gara pomeridiana di 10 km all'interno del centro abitato di Monteforte d'Alpone e pochi minuti dopo arriva anche Stefano Baldini presigioso testimonial della manifestazione.
Abbraccio Mary, moglie di Giovanni , Alessandro ed Arianna indaffarati a cucinare, mi metto a capotavola ed ahimè la fame viene ampiamente saziata dal ricco buffet e da una discretà quantità di torta accompagnata da un Recioto di qualità!
Sazio ma felice ringrazio gli amici sopraccitati per la colorosa accoglienza ed il ricco pasto e ritornato al tendone per riprendere la borsa riesco a salutare Giovanni indaffarato nelle premiazioni della maratonina.
E' giunto il momento di riprendere la strada di casa e credo sia doveroso ringraziare, a nome di tutti gli appassionati podisti presenti ieri a Monteforte, Giovanni & Company per averci dato l'opportunità  di godere di un'altra significativa giornata di sport vero.

God bless you !

martedì 18 gennaio 2011

Ulisse al mio confronto ......

....s'è fatto una passeggiata nella sua Odissea.......
Esagerato ? Forse lamentarsi potrebbe risultare eccessivo in quanto come si è soliti dire "c'è chi sta peggio" però uscire di casa alle 11.18 ed arrivare a destinazione alle 18.08 per coprire 300 km utilizzando la rete ferroviaria nazionale è comunque logorante a livello mentale.
Ecco di seguito il tragitto : 2 km in auto per giungere in stazione a Cernusco L. , quindi treno regionale per Milano Porta Garibaldi e successivo utlilizzo della metropolitana milanese per giungere in Stazione Centrale dove, saltellando qua e là per vincere il freddo umido, ho atteso un'ora circa prima di salire sul treno regionale ad alta velocità di "congelamento" per Bologna.
Utilizzo raramente le ferrovie dello stato perchè con l'introduzione dei treni ad alta velocità ,alias freccia rossa, è più conveniente spostarsi in auto risparmiando in denaro e, nel mio caso specifico, guadagnando in salute.
Nelle quasi tre ore di sofferenza, per i miei poveri piedi congelati , mi son tornati alla mente gli spostamenti per recarmi a scuola dove non di rado ci si lamentava dei convogli sporchi, col riscaldamento che nella stagione invernale spesso faceva le bizze. Son passati 30 anni ma non è cambiato nulla......:-O
Bella l'immagine del signore seduto nella fila accanto alla mia coi guanti :-)
Giunto a Bologna ritrovo un po' di tepore nella sala d'attesa della stazione, osservando la lapide dedicata alle vittime della strage dell'agosto 1980. Un'ora dopo risalgo sull'ultimo treno di giornata ansioso di raggiungere Bagnacavallo dove ad attendermi troverò l'amico Enrico organizzatore della gara podistica alla quale parteciperò il giorno seguente.
L'Ostello che m'ospiterà durante la notte è un antico convento ristrutturato, con ampi spazi , e  rimango positivamente impressionato dalla struttura. Depositati i bagagli scendo all'entrata e, ironia della sorte, incontro l'amico "Mister Mac " Romeo, appena giunto in auto in compagnia di Paolo e Lucia, il quale dice d'avermi telefonato per sapere se fossi iscritto alla gara in modo tale da poter condividere il viaggio .
Ed io, che non ho mai ricevuto la sua chiamata, mi sto automaledendo per aver trascorso svariate ore in treno mangiando freddo alla stregua d'un pinguino :-O
Bella l'idea d'Enrico d'organizzare una cena pre gara ed al ristorante è stato piacevole rivedere l'effervescente "discepola" Alina col futuro marito Franco e formare un divertente gruppetto con Romeo, Paolo e Lucia. Tutti quanti erano all'esordio nell'ultramaratona ma quest'ultima visibilmente preoccupata di ritrovarsi l'indomani sola nelle retrovie, quindi mi son sentito in dovere di buttarla sul ridere per allentare la tensione, spiegandole che il mondo delle lunghe distanze è una grande famiglia e qualche angelo custode col quale condividere la fatica ci sarebbe stato.
Ovviamente l'appetito non mi mi ha fatto difetto e dopo una pizza ho sfruttato la vicinanza e la sazietà d'Alina per evitare che metà della sua "ortolana" finisse tra i rifiuti del ristorante offrendomi come volontario per finirla :-)
Per completare la cena ordino un pello di pollo ai ferri e delle verdure alla griglia, scelta rivelatasi infelice perchè entrambi i piatti non hanno raggiunto la sufficienza "culinaria". Enrico ordina il rompete le righe e ritornato in camera  faccio la conoscenza di Danilo ed Alessandro mentre pochi minuti dopo ci raggiunge l'amico Francesco, atleta facente parte della nazionale italiana della 100km. Costui è uno dei papabili vincitori della Maratona della Pace una prova a circuito che l'indomani ci svolgerà sull'argine del fiume Lamone per un totale di 48 km.
Sveglia alle ore 6.40, non avverto il desiderio di fare la tradizionale colazione, indi per cui mastico svogliatamente due barrette, poi scendo a bere un caffè che più lungo non si può. Risalito in camera, preparo la borsa e con Francesco ci rechiamo in località Traversara dove, all'interno di un bar, vi è la distribuzione dei pettorali. L'indesiderata nebbia evita di farci visita ma l'umidità dell'aria è in ogni caso elevata e l'avverto con fastidio. Solite foto di rito prima della partenza, si respira un piacevole clima di rilassatezza e d'amicizia ma dobbiamo pur sempre correre quindi alle ore 9 lo sparo ci segnala la fine dei "cazzeggi" e l'inizio della prova.
Sin dall'inizio m'accorgo di come il fondo, sterrato e sconnesso, a lungo andare influirà in maniera significativa sulla muscolatura delle gambe ed in particolar modo sulla mia sinistra già di per sè non in condizioni ottimali.
I primi giri scorrono in buona compagnia poi il gruppo si sfalda, ognuno tiene il proprio ritmo e per tre dei cinque giri  chiacchiero amabilmente con un atleta pesarese.
All'inizio del penultimo giro comincio ad avvertire fastidio sotto l'alluce sinistro, percepisco si tratti di una vescica e con l'avvento dell'inevitabile stanchezza fisica il morale subisce una caduta verticale. La gamba mi procura solo un leggero fastidio che rimarrà tale sino al termine della gara ma l'ultima tornata è un supplizio perchè mi ritrovo svuotato d'energie, svogliato ed in preda ad una cocente crisi psicologica. Ai due ristori bevo e cammino per rilassare la mente, vorrei aver lo striscione d'arrivo dinanzi a me e nemmeno quando vedo lo sterrato finire ho il classico sussulto di gioia di chi avverte l'approssimarsi del traguardo
Al termine del ponte che congiunge i due argini è collocato l'arrivo ed è un enorme piacere ricevere la medaglia dall'amico Massimo Lusardi col quale ho condiviso qualche IM. Questa gradita sorpresa riesce a strapparmi un timido sorriso perchè fisicamente sono uno zombie alla ricerca della propria identità perduta :-)
Raggiungo il bar dove ho depositato la borsa e da lì gli spogliatoi dove occorre far attenzione nel lavarsi perchè le docce sono "ustionanti" e sprovviste di rubinetto dell'acqua fredda. Ripreso vigore inizio il solito ripristino del glicogeno muscolare post competizione e vi lascio immaginare la quantità di cibarie inglobate ...:-O
Ritorno nei pressi del traguardo per attendere l'arrivo di Lucia , la quale giunge stanca, ma soddisfatta , festeggiata da Paolo e dal sottoscritto ed ha l'onore di ricevere il bacio e la medaglia al collo dall'amico friulano Ivan Cudin, vincitore dell'ultima edizione della Spartathlon.
Devo immensamente ringraziare Paolo per avermi riportato al paesello risparmiandomi un rientro infernale ed ovviamente gli altri due componenti l'equipaggio, Romeo e Lucia, coi quali è stato spassoso ripercorrere ed ironizzare su tutto quanto accaduto nel w.e. romagnolo.
Come sempre un abbraccio agli amici incontrati ma  in particolar modo ad Enrico Vedilei capace d'organizzare un evento che non presenta i connotati della classica competizione, ma un singolare modo di ritrovarsi a correre sia per gli aficionados delle ultra che per chi desidera abbattere il muro dei 42,195 km e provare nuove esperienze future.

God bless you !!!

venerdì 7 gennaio 2011

Mi hanno abbandonato.....

foto A. Rossi
pachiderma in action :-)
Foto De Giorgi
con l'amico Andrea Piazzalunga pochi km dopo la pertenza

....ma non potevo biasimarle perchè a loro ho richiesto uno sforzo piuttosto oneroso ed a metà gara non gliela facevano più.....
Sto parlando delle mie ipersollecitate gambe costrette, senza poter esprimere la loro opinione in merito, a lavorare alacremente per due maratone corse nell'arco di sei giorni una dall'altra.  Dopo quella di S.Silvestro mi ero prefissato di verificare l'annoso problema al bicipite femorale della coscia sinistra e decidere se tentare il "double" partecipando, nella ridente località Roncola di Treviolo (BG), alla Maratona sul Brembo.
Dopo qualche giorno di nuoto, nel tentativo di rilassare la muscolatura, ed un massaggio dall'amico Maurizio ho confermato la mia presenza alla prova, pur rendendomi conto delle difficoltà che avrei incontrato nella seconda parte di gara quando sarebbe affiorato l'inevitabile accumulo di stanchezza.
Novità di quest'anno, all'interno della manifestazione, anche una mezza maratona che ha contribuito a dimezzare i giri al Parco Callioni per coloro i quali si cimentavano sulla doppia distanza. Morale della favola, tutti i partecipanti alle due competizioni avrebbero affrontato lo stesso percorso sino alla mezza poi cambio di direzione e discesa verso l'anello del sopraccitato parco per i maratoneti.
Col nuovo anno ho cambiato casacca in entrambe le discipline sportive da me praticate e podisticamente parlando mi son accasato nel gruppo veronese Valdalpone de Megni capitanato dall'amico Giovanni Pressi abile organizzatore della rinomata Montefortiana un vero festival del podismo che avrà luogo il 23 gennaio.
La prima maratona italiana è un classico, direi una celebrazione d'inizio anno sportivo e le facce son sempre le stesse ma ieri l'atmosfera era più movimentata grazie al corposo numero d'atleti al via.
Partenza situata in alto, non più al Parco Callioni e son incuriosito di verificare il percorso della mezza a tal punto da lasciarmi  trasportare dall'entusiasmo, ringalluzzito dal non sentire dolore alla gamba. Solo un leggero fastidio che m'accompagnerà per tutti i 42 km ma poi avrò altro a cui pensare se si parla di dolore muscolare.....
Infatti viaggio a ritmo spedito ma già prima del 20° km s'accende la spia della riserva e la discesa nell'anello sarà come l'esser depositati in un girone infernale dantesco dove, a fuoco lento, brucerò l'energie residue rimaste in corpo prosciugato anche dal freddo umido. E' una lotta psicologica stressante con la mente che mi sta abbandonando al pari delle gambe.
"Dai Ame rallenta ,cammina che senso ha soffrire così per avanzare come un pachiderma appesantito ?", proponeva la mente supportata dalla sofferenza patita dai quadricipiti, ed io rispondevo "Si va bene facciamo al prossimo giro...". Alla fine mi son visto costretto a far tre soste al ristoto negli ultimi giri per dar sollievo al corpo e liberare la mente psicologicamente oppressa dalla fatica.
Ultimo giro, non mi par vero di lasciarmi alle spalle definitivamente ogni metro percorso e non li "spernacchio" per mancanza di fiato :-), ma poi soffro mentre arranco nel tratto in falsopiano leggermente in salita. Curva a destra,odo la solita voce dello speaker Fabio Rossi e calpesto con immensa gioia il tappeto azzurro che mi condurrà al termine della mia personale agonia sportiva.
Nessun sorriso sulle labbra, come sono solito fare, ma tanta soddisfazione per avercela fatta !
Ripresa conoscenza, ritiro la borsa al deposito, mi risveglio i sensi con una doccia calda seguita da un massaggio ristoratore per le mie gambe e poi eccomi seduto nella baita degli Alpini per riscaldarmi col loro gustoso minestrone.
Saluti e baci ai numerosi maratoneti ed amici incontrati, poi il befano col papillon riprende la via di casa...:-)

God bless you !!!

domenica 2 gennaio 2011

All'ultimo......ce l'ho fatta !

CiroAme cioè due emeriti pirla con Loredana :-)

Eleganza podistica di fine anno :-)

Eh sì perchè appesantito dai tanti dolci consumati durante il periodo natalizio ed innervosito dal problema muscolare al bicipite femorale, indesiderato compagno dalla maratona di Reggio Emilia, non ero psicologicamente voglioso d'affrontare il classico appuntamento di fine anno a Calderara di Reno (BO).
La Maratona di S.Silvestro mi fornisce l'opportunità di concludere in bellezza l'anno podistico e sportivo  ritrovando amici podisti e non, come la coppia bolognese che gentilmente mi ha ospitato.
Di chi parlo? del mitico Federico "Gira" Girasole il più grande Ironman italiano il quale due anni fa, dopo essersi aggiudicato il titolo italiano all'Isola d'Elba, ha appeso al chiodo bici, scarpe, occhialini per tramandare la sua esperienza ai componenti della nazionale italiana di lungo, nonchè della sua compagna Silvia forte nuotatrice master.
Quando due anni or sono fui ospite dell'amico bolognese andammo a trovare in ospedale Silvia ormai prossima a partorire due gemelle Agnese ed Alice che ho rivisto giovedì pomeriggio sgambettare e dar filo da torcere a mamma e papà  :-)
Due peperine dal dolce sorriso, capaci di rendere elettrizzante l'atmosfera ed anche durante la cena pre maratona, alla quale si sono aggiunti il Mazzo e la Monica,  ci siam divertiti nel vederle sempre in movimento, praticamente un moto perpetuo .....
Menù serale composto da una pizza , un dolce di pasta sfoglia ripieno di crema pasticcera, che definire squisito è riduttivo, ed infatti ogni qualvolta Monica mi domandava "Ame ne vuoi un'altra fetta? non osavo dirle di no. I commensali mi conoscono da tempo e non si sono stupiti riguardo la mia naturale predisposizione per le dolci prelibatezze.... :-)
Dopo questo carico glucidico durato più di una settimana con un mix ad alto indice glicemico è stata dura alzarsi l'indomani con l'idea di dover affrontare una maratona, conscio che avrei potuto fermarmi allorchè il problema muscolare si fosse ripresentato con vigore. Prima d'uscire, il padrone di casa estrae da un armadio il berretto della Odlo utilizzato dalla nazionale norvegese di fondo e biathlon e quando vede i miei occhi illuminarsi me lo porge dicendomi "tieni Ame consideralo come se fosse il mio regalo di Natale" ed io, felice come un bambino, rispondo " Grazie mille l'utilizzerò in gara ! ".
Salutato il Gira , salgo in auto e mi dirigo a Calderara di Reno, distante solo 7 km dalla dimora di quest'ultimo, ed è bello poter godere di un parcheggio a 100 metri dal palazzetto, fulcro di tutta la manifestazione dove potersi cambiare e scambiare due chiacchiere con gli amici. A dire il vero l'ambiente non è ben riscaldato e dello stesso parere è il Mazzo, il quale affronterà la seconda frazione della sua staffetta, allora c'infiliamo negli spogliatoi, mi spalmo la crema riscaldante ed indosso gli indumenti per la gara con tanto di papillon giallo.
Consegnata la borsa al deposito custodito esco dal palazzetto e corricchio per scaldarmi, poi mi dirigo con tutti i partecipanti sulla linea di partenza pronto a sorbirmi i 12 giri di 3.520 metri ciascuno.......
Ore 9.30 scorgo l'amica Erika e mentre la saluto ecco il colpo di pistola che sancisce il via della prova. Resetto la mente perchè le maratone in circuito devono essere vissute senza pensare troppo alla noia del multilap, ed in questa occasione anche al paesaggio tutt'altro che ameno.
Il percorso è la fotocopia di quello dell'edizione precedente con un tratto iniziale pianeggiante di  500 metri seguito da un falsopiano lungo poco più di 2 km e leggermente in salita, poi si scende per ritornare alla zona d'arrivo. Col passare dei giri ho mal digerito la parte più ostica anche per la comparsa indesiderata di una brezza fredda e contraria al senso di marcia ed in solitaria proseguo nel mio girovagare tra i capannani della zona industriale salutando gli amici Antonio Rossi e Denise Quintieri instancabili nell'immortalare i partecipanti con innumerevoli scatti fotografici. Encomiabili come sempre !
Il fastidio muscolare rimane tale e non si trasforma in dolore per dieci giri ma la cuccagna finisce all'inizio del penultimo giro quando avverto un leggero dolore abbinato all'inevitabile stanchezza e questo connubio si rivela letale per il morale contribuendo in maniera decisiva a farmi diminuire l'andatura.
Non riesco a reagire alla defaillance fisica, forse perchè felice e consapevole d'avercela fatta, e nell'ultimo giro mollo le redini  lasciandomi trasportare dalle gambe con la mente staccata ed in sciopero contro la sofferenza. Finisce il falsopiano, svolto a destra sulla pedonabile alla fine della quale vi è il cartello del 3° km, mi sembra così lontano e son ansioso di raggiungerlo perchè da lì sino al traguardo la strada è in leggera discesa ed il paradiso molto vicino :-)
Mezzo km. cosa vuoi che sia dai Ame ! Quando la voglia di soffrire scende ai livelli minimi ogni metro corso è irritante, ma l'udire lo speaker Fabio Rossi e la scritta Arrivo rivitalizza il mio umore ed è sempre gioia allo stato puro terminare una maratona.
Ricevo, in stato confusionale, i complimenti del Mazzo lo ringrazio per il supporto morale e mi dirigo "bradipamente" nel palazzetto per farmi una doccia calda. Inizialmente sbaglio spogliatoio poi un addetto dell'organizzazione mi fa presente che le docce sono nella struttura adiacente ed è un piacere immenso lasciarsi riscaldare dopo aver dovuto subire il freddo e l'umidità per quasi tre ore....
L'atmosfera che si respira prima e dopo la maratona di S.Silvestro rispecchia il mio modo d'intendere lo sport dove il rapporto umano è molto curato avendo la possibilità di star seduti a tavola durante il pasta party e condividere momenti con persone conosciute oppure conoscerne di nuove.

It's time to go home ! quindi, salutati gli amici e concluso degnamente l'anno sportivo, si fa ritorno sotto la Torre meratese con la speranza di poter essere presente alla prima maratona dell'anno alla Roncola di Treviolo.
Un immenso ringraziamento al Gira ed alla Silvia per l'accoglienza ed ospitalità ,come sempre speciali e tali da farmi sentire a mio agio. Un bacio alle gemelline Agnese ed Alice :-*

God bless you !!!

lunedì 27 dicembre 2010

Teena Marie - If I Were A Bell (live)

In ricordo di Teena Marie, scomparsa ieri all'età di 54 anni, una delle poche vocalist bianche dalla voce molto "black" . Fu molto importante per la sua carriera l'incontro con Rick James produttore del suo album d'esordio "Wild and Peaceful ".

God bless you Lady T !!!

lunedì 13 dicembre 2010

Inaspettata emozione....

foto Fabio Rossi
al 40° km leggermente.....sulle gambe ;-)

E non un'emozione da poco, come recitava una canzone nostrana, ma bensì un ritorno all'antico....
Correre una maratona a ritmo pressochè costante ed a buon livello senza alcun tipo specifico di preparazione era "di routine" sino a qualche anno fa poi gli anni passano, la voglia di soffrire cala ma rimane intatta la passione ed il desiderio di vivere un giorno di festa con i numerosi ed appassionati maratoneti.
Dopo le due ultime partecipazioni, a Torino prima ed a Firenze poi,entrambe da dimenticare perchè negativamente condizionate da un clima umido e piovoso mi son ripresentato ieri in quel di Reggio per il tradizionale appuntamento di metà dicembre.
Le previsioni meteo erano unanime nell'indicare per la giornata di domenica la presenza di sole accompagnata da temperature inizialmente rigide ma poi in costante aumento. "Toh che bello almeno non si corre sotto l'acqua anche stavolta !" ma venerdì mattina ,a rovinare la festa, ci ha pensato l'annoso problema agli ischiocrurali della coscia sinistra. Telefonata disperata per cercare di ricorrere alle cure dell'amico fisio Cris, ma l'agenda piena d'appuntamenti di quest'ultimo ha vanificato il tutto.
Mi sono affidato a Santa Arnica sperando in un miracolo dell'ultima ora ed ho cercato di rilassare la muscolatura con due brevi nuotate, conscio che durante la gara il ritiro, oppure un calo repentino di ritmo, potevan esser dietro l'angolo.
Sveglia domenicale quando ancora il gallo era nel mondo dei sogni in fase rem e dopo un'ultima spalmatina d'arnica , carico la borsa in macchina e mi dirigo alla periferia di Bergamo dove è fissato l'incontro con un folto gruppo d'amici podisti.
Arriviamo a Reggio Emilia poco dopo le 8 ed il palazzetto dello sport è in pieno fermento, animato dalla massa d'atleti col loro frenetico andirivieni. Lo speaker s'affanna a ripetere l'invito agli atleti di portarsi all'esterno della struttura dopo aver espletato tutte le formalità pre gara, ovverosia il cambio  d'abiti ed aver lasciato sulle tribune la propria borsa. Prima d'uscir dal palazzetto scatto una foto ricordo con Claudio Caforio  e corricchio con l'amico Ciro raggiungendo la zona di partenza assaporando l'aria frizzante e la temperatura  sottozero....
Entro in griglia e mi ritrovo al fianco di Claudio e non vediamo l'ora di cominciare la nostra ennesima avventura sportiva lunga 42 km perchè la muscolatura ormai si è infreddolita e richiede movimento per essere riscaldata . Colpo di pistola,  finalmente si parte ! e dopo un breve giro cittadino si ripassa sotto lo striscione " partenza-arrivo" per poi inoltrarsi in aperta campagna incontrando ogni tanto qualche centro abitato. Procedo piuttosto rilassato e da buon conoscitore del percorso evito di affaticarmi oltre il lecito nel tratto di strada che conduce a Montecavolo,  disseminato da vere e proprie trappole dannose per i quadricipiti ;-)
Considerando che in quel punto ci si trova a circa 5 km dalla mezza, osare troppo nella prima parte significa pregiudicare la seconda dove non vi è solo discesa ma altri tratti "indigesti", dove il dispendio a livello muscolare è elevato. Arrivo al rilevamento cronometrico di metà gara e rimango stupefatto sia del tempo impiegato che della mia buona condizione fisica.
Ma la prova del nove è il superamento del tratto tra il 24° ed il 27° km difficoltoso soprattutto a livello psicologico perchè dopo un'iniziale tratto in salita la strada asfaltata si snoda tra i campi con un lungo e fastidiosissimo falsopiano che mi costringe a calare il ritmo per la presenza di vento gelido contrario.
E' già da un po' di km che avverto l'indesiderato fastidio muscolare che attraversa l'intera coscia sinistra e mi sforzo di non pensare al peggio, ma dopo quei tre km dispendiosi il timore è quello d'aver finito la benzina.
La strada spiana e scende leggermente ma prima del 29° km, come da copione, affronto l'ultima ascesa spaccagambe seguita da una discesa che doveva esser liberatoria ma si rivela ostile perchè sento "tirare" il bicipite femorale e non riesco a trovare quella scioltezza muscolare e rilassatezza mentale delle quali necessitavo.
Avverto in modo significativo questo up & down  però m'impongo di non demordere e combattere il desiderio di calare il ritmo voluto dalla mente. Riesco a tener fede alla promessa con me stesso anche se in qualche tratto rallento per manifesta inferiorità muscolare e per qualche fitta proveniente sempre dalla sofferente coscia sinistra. Il vento freddo subìto a tratti e la stanchezza fisica accumulata stanno avendo la meglio sulla volontà di tener duro sino alla fine e percepisco l'assenza di reattività da parte degli arti inferiori intirizziti così come lo sono i muscoli facciali.
Al 41° km rientro in città e realizzo che ormai la sofferenza sta per finire e si trasformerà dopo il traguardo in gioia immensa per una prestazione insperata .
Eccolo lo striscione d'arrivo e prima di varcarlo stringo il pugno, non ne ho più, l'energie che avevo dentro le ho lasciate per strada metro dopo metro e mi piego sulle ginocchia prima di ricevere la tradizionale medaglia al collo.
Raggiungo velocemente gli spogliatoi e solo al termine di una salutare doccia calda  riacquisto la capacità d'intendere e do volere poi sfrutto il servizio massaggi mentre aspetto gli altri amici.
Un pasto completo al self service, convenzionato con l'impeccabile organizzazione reggiana,e poi il rientro a casa al termine di un'altra lunga e faticosa giornata di sport , densa d'emozioni e di sorprese.
Un saluto ed un forte abbraccio come sempre ai numerosi amici incontrati e un doveroso attestato di merito agli organizzatori della Maratona di Reggio. Non riuscirei, nemmeno sotto tortura ,a trovare una pecca organizzativa......:-)
Domani una simil tortura la dovrò subire dal fisio Cris e già sin d'ora mi porto avanti gridando "aiaaaaaa" :-D

God bless you !!!