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giovedì 15 settembre 2016

E per il 15° .....

.... Giove Pluvio si è preso "quasi" un giorno di vacanza lasciandoci all'asciutto per la quasi totalità della gara. Quale?
Il Powerman Zofingen, notoriamente vessato da problemi di natura meteorologica con diverse edizioni caratterizzate da condizioni al limite della sopportazione. Considerata l'innata idiosincrasia per la pioggia e le basse temperature, nelle circostanze in cui ho dovuto affrontarle si è rivelata una lotta continua con la mente per evitare il ritiro dalla competizione.
Trasferta in compagnia dell'amico duatleta Pietro ,pugliese ma residente a Sorbolo quindi parmigiano adottato, preparatosi ad hoc per questo prestigioso appuntamento e speranzoso di ben figurare nella classifica di categoria del Mondiale ITU.
In qualità d'ambasciatore italiano della prestigiosa kermesse rossocrociata, applaudo simbolicamente la piacevole notizia dell'accordo con l'ITU per l'organizzazione del Campionato del Mondo di Duathlon Lungo sino al 2020.
Il direttivo, capitanato dal Presidente Ruf ,ha dimostrato nel corso degli anni di avere costruito un'impeccabile macchina organizzativa dove l'atleta ha a disposizione tutto quanto gli è necessario per potersi esprimere al meglio, prima , durante e dopo la prova. Logistica impeccabile.
Nei giorni che precedono la competizione butto l'occhio sui vari siti meteo e, a quanto pare, l'odiata pioggia verrà relegata al ruolo di comparsa e non di protagonista com'è accaduto spesso in passato.
Affrontiamo il viaggio con la dovuta calma, consci di dover sostare incolonnati prima dell'ingresso al Tunnel del San Gottardo . Tutto sommato possiamo ritenerci fortunati . Solo 40 minuti e poi 17 km di pura noia.
Inusuale il caldo percepito giunti a destinazione ed immediato ritiro del pacco gara, contenente gadget decisamente kitch, come l'enorme cappello di paglia sponsorizzato da Toyota.
Risaliamo nella frazione dove alloggeremo per depositare rapidamente i bagagli al Gasthof e ritorniamo nella palazzina, centro logistico di tutto l'evento per il tradizionale pasta party. Ennesima sudata ed imbarazzo nel salire sul palco per ricevere il pettorale spettante ai membri del Jubilee Club ed abbuffata dei numerosi dolci presenti . Non c'è nulla da fare sono e sarò un'inguaribile goloso !
Mentre sono seduto a tavola lancio un'occhiata nella sala del buffet e scorgo un atleta con la divisa del Triathlon Bergamo. Lo raggiungo,  gli domando da quale località bergamasca proviene e col classico accento orobico e l'eloquio colorito mi risponde di vivere da qualche anno in una località montana vicina a Neuchatel. 
Tale Paolo Moretti si rivelerà una compagnia assai divertente, utile a trascorrere momenti spassosi unitamente a Carlo Spreafico, amico storico col quale ebbi il piacere di condividere il battesimo nel Powerman. Sbircio il meteo ed il continuo mutare dell'ora in cui arriverà la temuta perturbazione mi crea preoccupazione. Tenere la ruota anteriore full carbon con tubolare o per precauzione sostituirla con quella avente pista frenante in alluminio? Deciderò all'ultimo la domenica mattina prima d'entrare in zona cambio.
Il briefing del sabato pomeriggio è servito per comprendere alcuni ostacoli presenti sul percorso ciclistico dovuti a lavori stradali ,mentre per il resto nulla da segnalare. Tanti saliscendi e mal di gambe assicurato :)
Pranzo nel ristorante dove alloggiamo, con tagliatelle olio e formaggio e la porzione è decisamente abbondante . Unica pecca la cottura poco al dente però il piatto ha meritato la sufficenza.
Zofingen è un borgo ameno, lo si visita in 10 minuti quindi occorre inventarsi qualcosa per ammazzare il tempo. Avere conosciuto Paolo è sicuramente un buon antidoto alla monotonia ed insieme a Carlo riusciamo a stuzzicarlo in modo tale da far fuoriuscire il "pota" che c'è in lui. Grasse risate ed addominali sempre in tensione.
Cena della vigilia con invito di Paolo,  dotato di un camper di tutto rispetto e di pasta integrale italiana cucinata degnamente, condita con olio di prima scelta e l'immancabile formaggio. Una passeggiatina digestiva e poi torniamo nella nostra dimora in collina.
Nottata trascorsa senza l'assillo della sveglia anticipando il risveglio del gallo (ironman docet) e colazione alle 6,10 con tè preparato sfruttando la macchina del caffè presente in camera e tre barrette. Il tutto consumato svogliatamente poichè l'appetito a quest'ora è un qualcosa di sconosciuto...
Il clima si presenta ideale e l'eventuale acquazzone si farà vivo nel tardo pomeriggio cosicchè in zona cambio parcheggio il mezzo con le ruote in versione "tubolare". Arrivati al parcheggio con enorme piacere rivedo i due amici del Pro Patria,  Davide, al suo esordio sulla long distance, e Alex impegnato nella short. Anche la giovane fanciulla Simona affronterà la stessa distanza mentre il papà Mauro Fiorini, iscritto nel lungo, dovrà abdicare per problemi di natura fisica.
Scelto anche l'abbigliamento per l'intera giornata, con canotta traforata a contatto con la pelle e il body d'ordinanza sopra . Purtroppo con zip posteriore e ,non essendo avvezzo a vestire tale capo,vorrei poter essere l'incredibile Hulk per strappare per aprire una breccai sul davanti ...
Seguiamo il passaggio della gara femminile nell'Arena ,partita alle 8  con l'inglesina Emma Pooley , ciclista professionista, indiscussa dominatrice della specialità e favorita per la vittoria finale. Sarà il caso di muovere le zampe prima di presentarsi nella griglia di partenza e nel tragitto salutare Antonio Scirocco e la consorte Chiara . L'amico campano si è trasferito in pianta stabile proprio a Zofingen ed ha concluso ben 8 edizioni ma, impossibilitato a correre , da qualche anno partecipa in veste di ciclista in una staffetta.
Chiacchero in griglia con Juris Rossi sempre presente nelle ultime edizioni e assistiamo alla presentazione degli atleti élite da parte dello speaker.
Mi è sempre risultata indigesta la salita e sono consapevole di dover camminare in alcuni tratti impervi , se rapportati all'assenza di preparazione del sottoscritto su queste pendenze.
Infatti tradizionalmente al secondo giro della prima frazione , poco prima del 6° km, passeggio per poi riprendere a zampettare all'ingresso della boscaglia.
Terminati i primi 9,2 km sento già i quadricipiti lamentarsi e siamo solo all'antipasto del corposo menù. Salgo in sella e parto cercando di pedalare agile nei primi chilometri, risparmiando le gambe sin dalla prima ascesa ed anche nel tratto fra quest'ultima e la seconda verso il famigerato Bodenberg. Fa caldo e solo alla terza tornata un vento contrario al senso di marcia riesce a disperdere il calore corporeo. Le borracce distribuite ai ristori non sono completamente piene e nei primi 25 km devo centellinare il contenuto per non rimanere con la gola asciutta :O
Patisco ogni anno i 40 km finali , arrancando visibilmente in salita pur con rapporti molto agili , sintomo di scarso allenamento quando l'erta presenta la doppia cifra in termini di inclinazione :)
Uffff anche la terza ,pedalabile salita,  è messa alle spalle , la mente si rilassa , le gambe l'assecondano. L'unico obiettivo per i restanti  10 km che mi separano dall'entrata nella zona cambio sarà quello di faticare il meno possibile per giungere al secondo cambio, con una condizione fisica decente. L'ho già spiegato in tutte le salse, nei miei precedenti post riguardanti il Powerman Zofingen, quanto sia arduo poter correre senza soluzione di continuità gli ultimi 28,6 km. La ricetta è la stessa ogni anno, cioè si corre dove se ne ha la possibilità altrimenti si cammina facendosene una ragione.
Certamente è abbastanza frustrante terminare il primo giro , transitare a fianco del traguardo, allontanarsi sapendo cosa t'aspetta. E nel secondo giro i ritmi diminuiscono , le gambe si fanno più pesanti , incontrollabili in discesa , le soste ai ristori vissute con la dovuta calma. Raggiunto l'altipiano, dove si gira come trottole, ed abbandonatolo  dopo 5 km, , posso dire a me stessso d'essere giunto ad un passo dal sogno.
Devo superare due salite poi, in prossimità del ristoro posizionato a 2,5 km dall'arrivo, inizia la lunga discesa. Sono poco più di 10 minuti di godimento puro , rivedo il film della gara , saluto gli amici incrociati e ricevo i complimenti degli spettatori presenti sul percorso.
Percorro, con le ali ai piedi, un tortuoso percorso creato all'interno della Mecca del duathlon e sento lo speaker annunciare il mio arrivo. Varcare quella linea sono emozioni difficili da esternare e ti ricompensano degli sforzi profusi per arrivare sin lì.
Un caloroso abbraccio e sinceri complimenti a tutti gli amici italiani che hanno condiviso questa gratificante esperienza in particolar modo al trio Carlo , Paolo e Pietro. Un applauso a Simona per la sua bella prova ed ovviamente a tutti i Finisher.

God bless you !!!

                      Vicino alla locandina della gara con Pietro Carrara

                                 Penne al pasta party del venerdì
                                                   Mousse
                       Paolo Moretti ,orobico trapiantato in Svizzera
                                  Con Simona e Mauro Fiorini
Con la vincitrice Emma Pooley
 
                                Pietro, Ame, Carlo, Paolo
 
Negli spogliatoi con Davide Arona
                           Prima frazione e scatto dell'amico Antonio
                     Abbraccio volante col colombiano Padre Serna

lunedì 15 settembre 2014

Estate a Zofingen.....

                    Gruppo vacanze Powerman alla fontana in centro
                     Caloroso saluto della compagine italiana :)
                        Con Caterina , Simona e Sabrina prima del via....
                     Impossibile resistere al tiramisù
                        un saluto alle mie fans pavesi :)

....ed è una rarità ad inizio settembre, perchè ipotizzo accada in termini temporali come il periodo intercorrente fra un'eclissi solare e l'altra.
Scaramanticamente tendo a guardare le previsioni meteo relative alla gara da disputare solo nei 3-4 giorni antecedenti, per evitare inutili "seghe mentali". Trattandosi del Powerman Zofingen, un evento spesso flagellato dal cattivo tempo, dedico maggiore attenzione nel cercare di capire quale sarà l'abbigliamento necessario a scongiurare possibili casi d'ipotermia. In passato ci sono andato assai vicino, ragion per cui sono particolarmente condizionato da tali spiacevoli ricordi e, nel dubbio, tendo a coprirmi forse oltremisura.
E' considerata una "gara-mito" per gli amanti della duplice disciplina, la Mecca del duathlon, ed associata a condizioni atmosferiche ostili. Personalmente sono legato a questa competizione interpretata alla stregua di una sfida con me stesso, un'autopunizione goliardica se consideriamo quanto detesti la strada salire. Sarà nuovamente Campionato Mondiale di Duathlon sulla Lunga Distanza.
La stanchezza mentale accumulata e culminata nella maratona del Polskaman e la successiva vacanza m'avevano consigliato di staccare la spina conscio della durezza dell'imminente impegno svizzero. Se la forma se n'è andata ed il fisico te lo conunica, fare lo gnorri è la corretta via per suicidarsi sportivamente.
Il compare per il quarto anno consecutivo sarà l'amico Franchino, impegnato nella short distance, con la novità rappresentata dalla partenza anticipata al venerdì, in modo tale da poter presenziare al pasta party e relativa serata con distribuzione dei pettorali per i big e gli affiliati al Jubilee Club.
Nessuna strategia si rivela efficace a scongiurare l'annosa coda in entrata alla Galleria del San Gottardo e da qualche anno, i genialoidi gestori del traffico, hanno magistralmente pensato di bloccare i mezzi due volte. Oltre alla tradizionale sosta prima dell'ingresso del tunnel ve n'è un'altra, posta a ridosso di una galleria lunga 300 metri, ed è questa a generare serpentoni allucinanti. Alla fine della fiera circa un'ora e venti il tempo perso e tante maledizioni rivolte alle menti pensanti di tutto ciò.
Per il resto viaggio piacevole così come la temperatura percepita giunti a destinazione in quel di Zofingen , cittadina "bomboniera" tipica della Svizzera tedesca dove nulla è fuori posto ed immediatamente si nota l'elevato standard di vita della popolazione. Ritiriamo la busta contenente pettorale, vari gadgets ed il voucher mediante il quale si può usufruire del pasta party offerto dall'organizzazione. Bevande escluse e questa cosa l'ho sempre mal digerita.....
Menu della cena composto da : spaghetti ,presi rigorosamente in bianco con l'aggiunta di formaggio grattuggiato, penne con panna e spinaci, verdura mista composta da insalata verde e carote tagliate a julienne. Dopo l'immancabile bis, un bel piatto con fette di plum cake alla vaniglia, al cacao ed alle nocciole, tutti quanti un po' asciuttini ma gustosi al palato.
Spesso ci domandiamo se siamo effettivamente in Argovia e nel mese di settembre oppure in riviera romagnola ad agosto considerato il clima strabiliante. E nel percorrere la via principiale del centro storico c'imbattiamo nella comitiva pavese già presente lo scorso anno e rappresentata dagli amici Andrea e Mauro con al seguito le relative famiglie. Serata all'insegna del buon umore e poi risalita nella frazione dov'è ubicato il ristorante dove tradizionalmente prenoto una camera doppia.
Al termine di una lunga giornata trascorsa senza soluzione di continuità, addormentarsi è stata una formalità col risveglio l'indomani caratterizzato da un'insolita nebbia. Ritrovo nella zona nevralgica con altri atleti italiani e dopo aver presenziato al briefing in inglese giro del percorso ciclistico col gruppo pavese e spassosa fermata in cima al mitico Bodenberg GPM della prova. Abbiamo scattato divertenti fotografie e mi sono divertito con le figlie di Mauro e Sabrina sfruttando alcune balle di paglia "incelofanate" presenti sui verdi prati.
Ritornati alla base andiamo a riposarci in camera e trascorse un paio d'ore siamo pronti per la cena e, pur consci dei prezzi stratosferici della classica pizzeria gestita da emigranti italiani , fa sempre un certo effetto leggere il costo di una pizza margherita. Tradotto in euro sono la bellezza di 12,50 quindi il triplo rispetto agli italici prezzi. Optiamo come lo scorso anno per un piatto di penne insaporite con olio extravergine d'oliva e grana grattuggiato seguito da una mezza pizza. Al termine della cena mi sposto di poche centinaia di metri per far visita, nell'altro ristorante, a tutta la truppa capitanata da Andrea e Mauro. All'entrata incrocio Giambattista Rota amico triatleta di lunga data, il quale mi presenta Claudio suo socio nella trasferta d'oltralpe.
Vorrei controllare l'innata golosità però, quando il cuoco ticinese Ferruccio suggerisce a Mauro il tiramisù della casa , cedo alla tentazione e in due minuti lo divoro !
Saluti a tutti e giunti in camera una doverosa occhiata alle previsioni meteo . Ormai è una certezza e l'indomani, scongiurata la pioggia, potremo godere di un percorso asciutto e col passare delle ore anche di una temperatura elevata.
Bello svegliarsi alle 6 del mattino evitando levatacce che di norma anticipano il canto del gallo! Biscotti, barrette e poi controllo finale dei due zainetti, di cui uno destinato alla zona cambio e l'altro negli spogliatoi. Stavolta, pur arrivando di buon'ora , niente parcheggio fortunato vicino alla zona cambio quindi, stanchi di girare a vuoto, ci posizioniamo appena fuori dal centro abitato.
Rapido bike check -in e vestizione negli spogliatoi adiacenti l'Arena,discutendo con gli amici italiani riguardo l'insolito calore e sul cosa indossare nella seconda frazione. L'esperto Federico Girasole, venuto a sostenere e tifare il socio in affari Tiziano, consiglia solamente l'uso del body per l'intera competizione. Breve riscaldamento, qualche foto scherzosa in attesa d'entrare nella griglia di partenza, e l'ennesimo pit stop dietro una siepe dettato dalla tensione pre gara. Nulla al confronto di quando ,dinanzi a me, vedo lo specchio d'acqua sapendo le mie difficoltà ad avanzare in codesto fluido :)
Presentazione degli atleti dati per favoriti e trascorsi pochi minuti il via. Percorso mezzo chilometro, sto già sbuffando sulla prima indigesta erta di giornata, descritta ampiamente nei post degli anni precedenti. Considerata la scarsa forma nella corsa mi sono ripromesso di salvaguardare i quadricipiti pur sapendo la durezza del percorso e l'inesorabile sollecitazione degli stessi nei continui saliscendi. Nella seconda tornata cammino a tratti nel ripido tratto precedente l'entrata nel bosco e gestisco le forze sino al termine dei quasi 10 km. Prima transizione e svaniscono i dubbi sull'indossare o meno il gilet windstopper ,complice la presenza di un sole splendido sole ed una temperatura gradevole.
Partenza cauta, curioso di scoprire come si comporteranno le gambe dimostratesi poco reattive nelle uscite pre Powerman. Preferisco sfruttare sin dalla prima salita rapporti molto agili, conoscendo lo scarso feeling del sottoscritto quando la strada s'impenna. Elettrizzante buttarsi a capofitto, sfruttando l'asfalto asciutto, nella ripida e dritta discesa in mezzo al bosco. Sino all'attacco della mitica ascesa al Bodenberg vi è la possibilità di rifiatare e l'esperienze passate consigliano sin dai primi metri d'azionare il pignone più grande. Noncurante della presenza d'alcuni validi grimpeur ,salgo a velocità costante, sudando abbondantemente malgrado la quota sia prossima agli 800 mt.
Discesa composta da tre tornanti, col primo "easy" mentre gli altri due necessitano di particolare attenzione poichè un eventuale errore verrebbe pagato a caro prezzo. La salute in primis....
Al termine della stessa, per gli amanti della velocità, si presenta un segmento velocissimo dove verrebbe naturale andare a tutta commettendo, in tal senso, un grave errore. Alla terza tornata la deflagrazione sarebbe la logica risultante dello scellerato comportamento.
Sarà questo colpo di coda dell'estate, la pedalata scevra dalle celeberrime piogge a farmi avvertire buone sensazioni? Temo i 50 chilometri finali, sudo parecchio allorchè debbo affrontare la faticosa risalita al Bodenberg ed essendo al terzo passaggio cerco di limitare i danni. Pendenze costanti,oscillanti fra l'8 ed il 10% col famigerato strappo al 14%, numeri impegnativi per chi  non "mastica" in allenamento simili pendii :)
Al termine dei 150 km sui pedali sono soddisfatto della prestazione, scaturita da un'oculata gestione dell'energie fisiche. Il desiderio sarebbe quello di correre degnamente, pur sapendo d'attraversare un periodo in cui le prestazioni di corsa lasciano a desiderare. E per chi conosce il tracciato della terza frazione può ben capire come sia ancor più arduo affrontarlo se la condizione fisica  è lacunosa.
Camminerò parecchio, perchè dopo 5 ore di gara doversi sorbire simili salite ed un dislivello di 700 metri contribuiscono notevolmente alla causa. Le forze sono al lumicino ed i secondi 15 km infiniti, così come le passeggiate nei boschi sopra Zofingen. Durante gli ultimi 2 km, nella lunga discesa verso il centro cittadino, rilasso la mente e respiro aria di gloria perchè entrare nell'Arena applauditi dal pubblico presente sulle tribune, è come sentirsi un vincitore . Tutti lo sono, dal primo all'ultimo, e ricevono personalmente le congratulazioni dal Presidente Stefan Ruf , immancabile nei pressi dell'arrivo.
Doccia, massaggi, un piatto di penne leggermente stracotte, baci ed abbracci con gli amici italiani incontrati . Ringrazio tutti per la divertente compagnia e mi complimento con loro, perchè portare a termine il Powerman Zofingen è qualcosa che ti entra nella pelle, con un impeto emotivo ed una  passionalità unici. Queste sensazioni le conserverai nei tuoi ricordi per sempre....
Un grazie di cuore a Sabrina, alle sue simpaticissime figlie e Caterina per il tifo da stadio :)

God bless you !!!

martedì 8 settembre 2009

Power...me

                                               La Finish Line ovverosia il sogno di ogni partecipante....
 striscione di benvenuto.....

                                              l'imbarazzo della scelta per i golosi come l'AME :-)
Non lasciatevi ingannare dal titolo del post perchè potrebbe presagire una prova indecorosa in quel di Zofingen invece col senno di poi posso ritenermi pienamente soddisfatto della mia prestazione nel cantone d'Aargau considerate le premesse della vigilia.....
Il Powerman Zofingen è un appuntamento tradizionale nel mio calendario gare dedicato alla multidisciplina, è l'unico duathlon al quale partecipo e sin dalla prima presenza in codesta prova ho avvertito il fascino della stessa, teatro di sfide epiche tra i più grandi attori sia del triathlon che del duathlon.
Come sono solito fare parto il sabato mattina per raggiungere Zofingen in quanto la distanza che mi separa dalla cittadina svizzera non è molta anche se risulta particolarmente noioso transitare nel tunnel del S.Gottardo e non di rado s'incontrano numerosi cantieri stradali cosa che incide negativamente sul tempo di percorrenza.
Le previsioni meteo per il we davano cielo sereno ma temperature in sensibile calo rispetto all'ultimo periodo ed infatti sin dal mio arrivo nel Gasthof Linde a Kungoldingen (pensione che mi ospiterà per una notte..) avverto un'arietta fresca pur constatando che rimanendo al sole si gode di una temperatura gradevole. Mi sembra d'essere Totò alle prese col ghisa milanese mentre cerco di farmi comprendere dalla signora che gestisce il gasthof e la cosa si ripete ogni qualvolta soggiorno da queste parti perchè oltre alla lingua svizzera ogni altro idioma è bandito:-)
Tutto il mondo è paese quindi l'imporante è intendersi durante il pagamento della stanza poi tutto il resto son dettagli di poco conto...:-)
Giunto a Zofingen e sbrigate le formalità per il ritiro del pettorale rivedo con immenso piacere l'amico Fulvio Esposito e faccio la conoscenza di due ragazzi alessandrini Roberto e Riccardo alla prima esperienza in questa competizione e desiderosi di conoscerne tutti i particolari .
Riccardo per stemperare la tensione decide di farsi una corsetta mentre il resto dell'italica truppa si dirige nella sala al primo piano per assistere al briefing dove non vi sono novità di rilievo rispetto alle precedenti edizioni.
Come da tradizione consumo qualche dolcetto in un panificio pasticceria poi ,siccome a Roberto avanzano franchi in moneta, l'induco in tentazione allorchè ,scovato un negozio dove c' è il ben di Dio sotto forma di praline al cioccolato , entriamo e ci deliziamo il palato con alcune di queste prelibatezze. Ne è valsa la pena .......
Da due anni l'organizzazione dell'evento, per coinvolgere ancor di più i partecipanti ,ha creato un pasta party con annessa presentazione e consegna pettorali agli atleti di spicco ma ,dopo aver consumato qualche piatto di pasta ( un bel tris per il sottoscritto..) utile per il carbo load, di comune accordo con Roberto decidiamo d'andar a far quattro passi per aiutare la digestione post cena. La cittadina è deserta non vi è anima viva in giro ,quindi ricontattato Riccardo per vincere la noia non ci rimane che guardare distrattamente, in camera di Roberto, la nazionale italiana di calcio nella sua indecorosa prova contro la Georgia.
Al termine del primo tempo decido di ritornare al gasthof e ,dopo aver preparato alcune cose per la gara del giorno seguente, vado a dormire. Il risveglio è brusco, mi sento strano sarà che la voglia di gareggiare latita soprattutto dopo aver aperto la finestra della camera e constatato la rigida temperatura esterna. Praticamente un assaggio d'inverno sul finire dell'estate :-O
Ore 7.15 raggiungo la zona cambio ,deposito la bicicletta nello spazio assegnatomi ,quindi decido che è salutare coprire le mani coi guanti in quanto congelate. Incrociati Roberto e Riccardo ci fiondiamo negli spogliatoi dove mi cambio e rimaniamo al calduccio sino a 15 minuti dall'inizio della gara per poi dirigerci in zona partenza e riscaldarci con una breve corsetta.
E' giunta l'ora, lo speaker scandisce i minuti che ci separano dal fatidico start e con precisione svizzera, alle 8.49 di ode il colpo di pistola e non si ha nemmeno il tempo di pensare che immediatamente si sale lungo una pendente ed interminabile strada asfaltata. Al termine dell'impegnativa erta ,svolta a destra e ci s'addentra nella boscaglia dove ad attendere i valorosi duatleti ci sono continui saliscendi davvero gravosi a livello muscolare. Ridiscesi nell'Arena si compie un giro della stessa incitati dal pubblico ,poi si ripercorre di nuovo il medesimo percorso e personalmente mi risulta molto indigesto il secondo passaggio sulla salita iniziale !!!!
Eccomi al termine della prima frazione (10 km. ) e nell'ultimo chilometro cerco di rilassarmi in vista della lunga pedalata che m'aspetta ed una volta salito in bicicletta cerco di viaggiare senza utlilizzare rapporti duri ma facendo girare le gambe abbastanza agilmente. La sorpresa negativa di giornata si materializza al termine della prima ascesa quando volendo utilizzare il 23 m'accorgo che la catena non riesce a rimanere sul suddetto pignone e ritorna sul 21.
Oh my God son rovinato perchè ,conscio della durezza d'alcuni tratti presenti all'interno della seconda salita, mi sorge il dubbio che dovrò slalomeggiare per arrivare in cima quando l'affronterò per la terza volta....
In effetti i primi 100 km passano abbastanza rapidamente senza grossi problemi ,ma gli ultimi 50 sono una vera tortura in quanto le gambe cominciano a risentire della fatica e non potendo affrontare in agilità le salite mi ritrovo con due tronchi d'albero al posto dei quadricipiti! E' un sollievo giungere in zona cambio ma ahimè questo stato di rilassatezza durerà lo spazio della seconda transizione perchè m'aspettano gli ultimi 30km di corsa e credetemi sono peggio di un pugno in un occhio per il sottoscritto. Non mi lascio prendere dallo sconforto e utilizzo l'identico schema delle precedenti mie partecipazioni ,vale a dire camminare e riprendere fiato nei segmenti dove correre a velocità ridicole equivale solamente ad indurire ulteriormente i già dilaniati quadricipiti. Incrocio un sorridente Fulvio ,son felice di rivedere i due amici alessandrini con Roberto che mi comunica la sua stanchezza mentre Riccardo appare più tonico e mentre ridiscendo nell'arena per concludere il primo dei due giri libero la mente dalla stanchezza e non penso a quanto sarà dura risalire per la seconda volta nell'altopiano sopra Zofingen.
E' appena arrivata la vincitrice Erica Csomor le dò un cinque cosi come a Bernie la mascotte della gara ,mi godo l'incitamento del pubblico sugli spalti e riprendo la lunga salita percorsa con lunghe passeggiate respirando un po' d'aria fresca che mi ritempra l'animo e la mente :-)
Su e giù ,giù e su un susseguirsi di camminate e corse nel toboga presente sopra la cittadina sino a quando giungo ad affrontare le due ultime asperità,terminate le quali dall'inferno intravvedo la luce del paradiso che dapprima è ancora fioca mentre percorro gli ultimi due chilometri ,ma diventa fulgida quando metto i piedi nella magica Arena per affrontare l'ultimo giro accompagnato dagli applausi della folla e dallo speaker che scandisce il mio nome.
Taglio raggiante il traguardo dove a consegnarmi la medaglia vi è nientepopodimenoche il plurivincitore in passato di questa prova Olivier Bernhard ! Cosa volere di più dalla vita? :-)
Doccia,massaggio, un veloce piatto di pasta ed uno d'insalata poi ,una volta caricati bicicletta e bagagli nell'auto,si riprende la via di casa contenti d'aver vissuto un'altra significativa avventura sportiva.
Ringrazio gli amici Roberto,Riccardo e Fulvio per la simpatia e la cordialità dimostrata nei miei confronti ,mi complimento con loro, con tutti i Finishers ed i Volontari quest'ultimi indispensabili figure che svolgono un lavoro davvero prezioso.

God bless you all !!!



lunedì 8 settembre 2008

Powerman Zofingen : sofferenza e felicità......

Emblematica la scritta riportata sulla maglietta donata ai Finisher :-)

La crisi del settimo anno non si è materializzata ed anche in questa occasione ho avuto l'onore, dopo aver compiuto il solito elettrizzante giro nell'Arena di Zofingen ,di transitare felicemente sotto lo striscione d'arrivo col sorriso stampato sul mio sofferente volto . Ad aspettarmi, come da tradizione, per mettermi la medaglia al collo ed a congratularsi come avviene per ogni finisher il presidente del comitato organizzatore Mr. Stefan Ruf .
Come anticipato nel post scritto prima di partire oltreconfine il meteo previsto per lo scorso w.e. non era dei più entusiasmanti ed infatti al mio arrivo a Zofingen sabato mattina noto che Meteo Suisse ha fatto il suo dovere.....
Incontro nel piccolo expo l'amico Fulvio Esposito ed altri due amici italiani quindi ritirato il pettorale e mangiato qualcosa vado a consegnare i bagagli al Zur Linde il Gasthof situato nella zona collinare sopra Zofingen dove passerò la notte pre gara. Decido di recarmi al briefing per ascoltare se vi sono news interessanti ed assisto allo stesso in compagnia di Fulvio poi sotto la pioggia mi reco per un giretto in centro.... e assaggio un dolcetto in una pasticceria. Diversamente dagli altri anni noto con piacere che l'organizzazione ha cercato di movimentare la serata della vigilia dando vita ad un pasta party con annesso piccolo spettacolo danzereccio e successivamente la distribuzione dei pettorali relativa ai top athlete. Strano si siano scordati di me :-)
Per fortuna che al pasta party trovo Antonio Scirocco un italiano emigrato 30 anni fa dal casertano che ogni anno saluto con piacere altrimenti mi sarei trovato senza uno straccio di persona con la quale dialogare considerando la poca espansività delle popolazioni di lingua germanica. A fine serata ho inoltre avuto il piacere di conoscere la triatleta brasiliana Rita Correia moglie del forte Marcus Ornellas ragazza veramente cordiale e di compagnia. L'ho rivista a fine gara ed anche lei mi ha confidato d'aver pagato lo scotto del clima poco estivo cosa che ha negativamente influito sulla sua prestazione. Per tutta la notte la pioggia è scesa incessantemente ma al risveglio la domenica mattina il cielo si presentava molto nuvoloso con una debole pioggerellina. Mentre sto per recarmi in zona cambio per lasciare la bici e gli indumenti da utilizzare durante la prova ecco che puntualmente in stile fantozziano uno scroscio d'acqua m'investe. Il prato dell'Arena è in alcuni tratti fangoso e dopo aver incontrato l'amico varesino Marco Rampi mi rifugio negli spogliatoi dove si sta cambiando Marco Scotti emigrato ad inizio anno dal lago di Lecco a quello di Zurigo e deciso a dar battaglia nella short distance. Complimenti a lui per l'ottima performance dove ha potuto sfruttare le sue doti di grimpeur. A circa 30 minuti dalla partenza in compagnia del Rampi faccio una corsetta di riscaldamento. Rivedo Talin spagnolo residente a Zug incontrato il giorno prima con la sua ragazza Zuri e alle 8.53 in punto ecco il colpo di pistola a sancire l'inizio della 20ª edizione del Powerman Zofingen Long distance e ahimè sin dal primo km i quadricipiti gridano vendetta sull'erta che c'immette nella zona boschiva sovrastante l'abitato. Purtroppo i giri da compiere sono due e ripetere questa salita è uno schiaffo al morale perchè ci si ritrova le gambe dure dopo appena 6 km di corsa ! La pioggia ci accompagna per gran parte dei 10 km iniziali di corsa e durante la prima transizione perdo parecchio tempo per infilarmi un gilet windstopper ed indossare manicotti e guanti . Disgustoso vedere sia le ruote che le tacchette delle scarpe imbrattarsi di fango e segatura mentre percorro il tratto che mi conduce all'uscita della zona cambio.....
Sembra che il maltempo ci dia un po' di tregua e addirittura tra le nubi si scorge un'occhiata di sole ma è solo una chimera perchè poi veniamo travolti da un bell'acquazzone e come conseguenza di tutto ciò mi ritrovo con piedi e mani congelati. La buona sorte fa sì che il maltempo non persista a lungo ed a tratti m'accorgo d'essere troppo coperto e di sudar notevolmente. La crisi però è dietro l'angolo e all'inizio del terzo giro in bici si materializza condizionando negativamente gli ultimi 50 km sulle due ruote. Sono moralmente a terra cerco di farmi forza ma la mia mente si rifiuta di soffrire e son terrorizzato dalle salite perchè appena la strada sale i dolori alle gambe sono piuttosto marcati. Cerco di recuperare nei tratti leggermente in discesa e stanchissimo raggiungo la zona cambio conscio che correre gli ultimi 30 km in siffatte condizioni fisiche sarà una via crucis. In effetti parto cercando di simulare il gesto atletico della corsa ma gli arti inferiori non ne vogliono sapere d'assecondare gli impulsi che provengono dalla mia mente. Morale della favola sono costretto a camminare nei tratti in salita e corricchiare nelle successive discese e nei rari falsopiani presenti. Non mi pongo traguardi resto ad ascoltare le sensazioni che il corpo mi trasmette e dopo il primo giro riacquisto un briciolo di brillantezza e corro più sciolto. Pur non avendo riferimenti cronometrici son certo d'aver corso il secondo giro più rapidamente del primo e mi son gustato come sempre gli ultimi 2 km di discesa dove ci si prepara a raccogliere l'ovazione che il pubblico sugli spalti ti riserva. Eccomi all'ingresso dell'Arena infilo il corridoio sbagliato ed un volontario sorridendo m'indirizza sulla retta via.... lo speaker annuncia il mio nome, i brividi s'impossessano del mio corpo, alzo le braccia al cielo e godo per aver vinto un'altra battaglia contro i miei limiti fisici e mentali. In questo periodo un po' nero sono soddisfazioni impagabili che per un attimo mi regalano felicità !
Ringrazio tutti gli amici incontrati per aver allietato il mio soggiorno e condiviso l'emozioni di una competizione la quale ,malgrado non abbia più la risonanza mediatica di un tempo per la mancanza del budget sostanzioso fornito anni fa dagli sponsors, riveste per il sottoscritto un certo fascino per le indimenticabili pagine di sport che ha saputo regalarci. Il Powerman Zofingen fa parte di quella schiera di competizioni sportive capaci di segnare indelebilmente la storia della multidisciplina quindi uniche.

God bless you !!!!

lunedì 27 agosto 2007

That's incredible! The sun in Zofingen!

Dopo diverse edizioni funestate dal maltempo ecco finalmente un Powerman Zofingen corso con il clima preferito dal sottoscritto ovverosia caldo e manto stradale asciutto...... Come di norma partenza il venerdì mattina dall'ospizio Santaclara in compagnia di Big Gianni ( auguri per i 40 anni compiuti lo scorso sabato!) del mitico cane Jugo e di Andrea animatore del villaggio al termine della sua esperienza sarda.Sono piuttosto stanco ed in effetti appena l'aereo decolla crollo in un sonno profondo risvegliandomi solo durante l'atterraggio.Una volta ritirati i bagagli via verso casa in compagnia del babbo Cecco.
Malgrado lo straordinario massaggio del Gianni la desuetudine nello svolgere lavori di qualità (vedi le ripetute sui 500 metri in pista ...) mi ha procurato dolori in prossimità dell'inserzione dei bicipiti femorali con i glutei in entrambe le gambe . Arrivato a casa prendo la bilancia ed una volta salito gli occhi strabuzzano increduli nel leggere il mio peso corporeo arrivato ai 75.5 kg.!Quando sono partito per la mia avventura gallurese ero attorno ai 70 kg. e l'aumento ponderale si farà sicuramente sentire sui saliscendi di Zofingen.
Sabato mattina partenza alla volta di Lucerna dove m'aspetta il mio omonimo Amedeo il quale in compagnia del Gigi ,entrambi italiani d'origine, sono riusciti con rara capacità a creare un impero nel campo informatico denominato STEG arrivando ad essere i primi assemblatori di pc in territorio elvetico. Ringrazio ancora il destino, una volta amico, per avermi fatto conoscere al Santaclara questi due speciali personaggi con i quali si è instaurato un rapporto d'amicizia speciale che mi auguro possa resistere nel tempo. Il buon Amedeo mi consegna un'enormità di materiale marchiato con il loro logo compresi i capi che indosserò per il Powerman considerato che sarò il testimonial per la Steg sia per il Powerman che per il Bodensee Tri-Challenge. Terminata la consegna materiale faccio un salto a casa di Amedeo dove rincontro la moglie Rosy la quale ci prepara un buon caffè caldo.
Arrivato a Zofingen verso mezzogiorno ritiro il pettorale ed incontro alcuni cari amici come il Paolo Sorichetti e l'Andrea Puerini presenti nella scorsa edizione , Pietro Carrara già in mia compagnia durante la scorsa maratona delle Terre Verdiane e faccio la gradita conoscenza di Marco Rampi il quale tramite mail mi aveva chiesto informazioni riguardo la gara . A metà pomeriggio arriva anche il mitico "Pelle" Marco Pellegrini e poi con grande gioia rivedo il forte Alessandro Arnaudo scortato dall'amico Walter .
E' sempre un piacere condividere queste esperienze sportive anche con il grande atleta e compagno di squadra Franco Panizza un ragazzo umile ma dotato di grande talento.
Volevo raccontare un aneddoto molto curioso concernente l'ultima frazione di corsa che a mio modesto parere è molto improbabile ,almeno per atleti non eccelsi come lo scrivente. correre ininterrottamente. L'amico Francesco Damiani al suo esordio nella prova sosteneva il contrario ma poi mentre scendevo verso il traguardo incrociandolo costui mi ha detto: " avevi ragione è impossibile anche per me correrla tutta". Al termine della gara mi ha confidato che prima di ripresentarsi al via di codesta manifestazione dovrà meditare parecchio........Il sabato sera ceno con gli amici Amedeo,Gigi e la simpatica Emilia moglie di quest'ultimo ( il solito abbondante carbo load !) poi via nel semplice Gasthof per un sonno ristoratore.
La domenica mattina semplice colazione con due barrette ed un kiwi il tutto accompagnato da un buon tè caldo poi, accesi i motori della mia Sukuki ,mi dirigo verso la zona cambio dove sistemo il materiale da utilizzare in gara anche se i dubbi su come vestirsi sono parecchi.
La scelta finale prevede due canottiere con i manicotti per la prima frazione di 10 km. , canottiera e maglia maniche corte per la bici, canottiera asciutta per i 30 km. finali di corsa.
Nel riscaldamento pre gara con gli amici italiani avverto ancora fastidio ai bicipiti femorali e m'innervosisco perchè temo che l'impegnativo percorso a piedi possa procurarmi danni muscolari seri con il rischio d'interrompere la gara.
Nell'impervia salita iniziale avverto il mio dolce.... peso ed al secondo transito sulla stessa la voglia d'andare al passo è tanta ma con tenacia arrivo in cima e con il cuore in gola affronto,cercando di rilassarmi ,l'ultima discesa che mi riporta in zona cambio sempre accompagnato dagli indesiderati dolorini.
Salgo in bici, le gambe sono pesanti e le sensazioni nella pedalata negative tanto che mi sorpassano in parecchi ma l'esperienza m'insegna che ognuno deve ascoltare i segnali inviati dal proprio corpo ed agire di conseguenza. Sono un po' condizionato dal pensiero che il mio stato di forma non sia ottimale in quanto dopo Klagenfurt ho pedalato seriamente solo una volta per 90 km. e quindi non posso pretendere d'essere allo stesso livello prestazionale della maggior parte dei concorrenti. Devo inoltre riprendere confidenza con la mia bike inutilizzata da un mese e mezzo perchè in Sardegna pedalo con una bici da strada. Spesso mi capita comicamente di cercare il cambio sulle leve dei freni e poi mi ricordo che si trovano all'estremità delle appendici.......
Sono cosciente di cosa m'aspetta e già al primo assaggio dell'ascesa che conduce al Bodenberg capisco che l'ultimo passaggio sarà una via crucis considerando che la catena si ferma sul 23 e non vuole sapere di salire sul 25!
Al contrario di molti durante i lunghi pezzi pedalabili cerco di recuperare e di non spingere duri rapporti considerando la massacrante terza frazione.
Hallelujah! Sono felice d'aver concluso gli scenografici 150 km sui pedali (uno spettacolo della natura) ma ricordando illungo salitone che dalla zona cambio sale verso l'altipiano che domina Zofingen mi prende lo sconforto e le gambe non sono di certo brillanti.
Con grande forza d'animo riesco a correre molto lentamente sino in cima poi mi fermo al ristoro e bevo come un assatanato perchè avverto una forte sete e temo la disidratazione.
Alternando corsa al cammino sulle dure erte termino brillantemente il primo giro ma poi la stanchezza prende il sopravvento e le camminate diventano più frequenti.
Riprendo vigore solo in prossimità dell'ultima discesa quando realizzo che ormai è fatta e il desiderio di concludere la prova molto forte. Indescrivibile come sempre l'incommensurabile "libidine" che si prova quando si entra nell'arena e mentre lo speaker annuncia il tuo nome il corpo viene pervaso da una scarica adrenalinica bestiale.
Ancora adesso non mi capacito di come sia riuscito ad ottenere una siffatta prestazione nonostante l'enorme aumento di peso e grasso corporeo e la scarsa preparazione fisica fatta eccezione per qualche breve uscita impegnativa svolta a piedi con il Gianni e l'Ale.
Abbraccio dopo l'arrivo Amedeo e Gigi poi subito dopo mi dirigo verso gli spogliatoi per una doccia ristoratrice seguita da un massaggio altrettanto benefico. Consumo un veloce pasto composto da un piatto di ravioli ,birra senza alcol, coca cola ed una rivella (famosa bibita svizzera) e una volta ritirata la bici in zona cambio carico la macchina e alle 22 sono già sull'uscio di casa.
In primis devo ringraziare calorosamente gli amici Gigi ed Amedeo per la sincera amicizia riposta nei confronti del sottoscritto e la loro disponibilità. Siete fantastici.
Ovviamente non posso esimermi dal salutare con affetto tutti coloro incontrati durante il w.e.
esprimendo la mia gratitudine per l'accoglienza speciale riservatami ,attribuendo una speciale nota di merito a Paolo Sorichetti per lo splendido risultato (16°) .

God bless you!


martedì 29 agosto 2006

Rain drops keep falling on my head

Probabilmente il famoso songwriter Burt Bacarach non ha mai assistito ad una finale del circuito Powerman a Zofingen perchè di norma quando piove in questa deliziosa cittadina situata al centro del territorio svizzero ,il risultato è una serie d'acquazzoni di forte entità che s'abbattono sui valorosi atleti impegnati in questa dura prova. Dopo il fortunato esordio nel 2002 dove il tempo era risultato clemente , nelle restanti tre edizioni la maledizione di Zofingen ,da non confondere con quella più famosa di Montezuma ma che considerando le temperature dell'aria possono andare di pari passo, ha colpito ancora nel segno.
Tutta la settimana ho visionato il meteo o per meglio dire alla svizzera la meteo sperando di non dover affrontare di nuovo l'odissea della scorsa edizione allorché sono giunto al traguardo con la sola forza della disperazione in preda ad una crisi d'ipotermia cronica in virtù del freddo accumulato durante tutto l'arco della gara. Purtroppo anche quest'anno le previsioni indicavano un'area d'instabilità al di là delle alpi e a malincuore dovevo prepararmi psicologicamente a soffrire nuovamente per combattere due nemici:il clima avverso e il percorso di gara.
La trasferta elvetica nel mio caratteristico stile "mordi e fuggi" prevedeva la partenza il giorno antecedente la competizione e il ritorno al termine della stessa. Il viaggio è volato piacevolmente ascoltando dell'ottima musica e sostando solo un quarto d'ora per l'accesso al tunnel del San Gottardo con l'inedita sorpresa di un cielo terso e di un sole splendente. Anche al mio arrivo a Zofingen le condizioni atmosferiche erano ottime tanto che per un attimo ho dubitato della celebrata precisione svizzera. Dopo aver depositato i bagagli nel tradizionale albergo a Kungoldingen dove l'inglese per volontà divina viene bandito, ritiro il pettorale e ritrovo con piacere l'amico spagnolo David Colchero duatleta elite molto simpatico che mi aggiorna riguardo il nuovo percorso ciclistico a suo dire più impegnativo del precedente.
Ovviamente la cosa non può farmi piacere considerando la mia scarsa affinità laddove la strada assume le sembianze di un cavalcavia ma questa è la giusta nemesi per la mia totale assenza d'allenamento in salita. In compagnia del suddetto spagnolo mi reco al briefing e con immensa gioia incontro dopo qualche anno il grande Alberto Puerini duatleta eccezionale capace di collezionare ottimi risultati qui a Zofingen. Costui è a capo di una divertente combriccola marchigiana della quale fanno parte il fratello Andrea, Novello che si cimenterà nella short distance e la punta di diamante Paolo preparato ad hoc per questo appuntamento con la speranza di primeggiare nella sua categoria d'età.
Costoro hanno già visionato il percorso ciclistico ed Alberto mi conferma l'impressione di David riguardante l'accentuata nervosità altimetrica rispetto a quello passato. Dopo una breve visita agli scarsi stands con la truppa marchigiana troviamo il re del duathlon Benny Van Steelant persona molto timida ma disponibilie e pertanto cogliamo l'occasione di scattare una foto in sua compagnia. A due passi da noi sento il richiamo dell' Armando Scolari che è accompagnato dalla simpatica consorte Piera dal fido Chicco Mascherpa e dal Marco Aiolfi mio compagno di sventura l'anno scorso durante l'indimenticabile odissea nelle acque elbane in occasione dell'Elbaman. Ovviamente ci scappa ancora un'altro scatto fotografico per immortalare l'incontro.
Come da tradizione il sottoscritto amante delle specialità dolciare di queste lande si reca in pasticceria e in un battibaleno divora due sfoglie ripiene di un magico miscuglio contenente anche frutta secca.
Riguardo conferme la mia voracità citofonare Giampaolo Gualla dopo il mio show a Francoforte... Nel frattempo il cielo diventa sempre più minaccioso ma all'orizzonte spunta l'ennesimo incontro con l'originale Guido Cassina in compagnia della splendida ragazza Laura forte skyrunner alla quale rivolgo un sincero in bocca al lupo per i mondiali che si disputeranno ad Andora il prossimo fine settimana e alla quale parteciperà dopo aver trascorso un mese molto prolifico a livello di preparazione fisica in quel di St. Moritz. Anche il buon Guido l'ha per un breve periodo di tempo accompagnata in altura e i frutti di questo soggiorno li raccoglierà in questa gara con una prestazione da favola. Bravo Guido!!!
La cena del sabato sera ultima tappa del famoso carbo load che per lo scrivente dura tutto l'anno, si svolge all'interno del camper affittato dall'Alberto e dai suoi seguaci e il piatto forte del menu sono gli spaghetti olio e grana. All'esterno Giove Pluvio ci ricorda la sua presenza e le nostre speranze di gareggiare all'asciutto s'affievoliscono sempre di più. Ringrazio l'amabile compagnia e faccio ritorno in albergo per preparare l'abbigliamento che indosserò in gara ma sono terribilmente perplesso sul da farsi per cui porterò tutto in zona cambio e deciderò al momento cosa utilizzare. In queste situazioni sono come un principiante allo sbaraglio e la mia proverbiale metodicità scompare per lasciare spazio all'incertezza.
Il giorno X è arrivato e dopo aver ricaricato la macchina con i bagagli eccomi in un parcheggio poco distante la zona cambio a rimontare la mia bike mentre osservo con sfiducia il cielo carico di sadici e minacciosi nuvoloni neri in attesa di scaricare il loro nefasto contenuto. Non appena ha inizio la prova sulla corta distanza ecco che l'acquazzone fa la sua comparsa e mi ritrovo con il gruppo italico sotto una pensilina in attesa della partenza. Scherzando con l'Armando gli chiedo se non sarebbe il caso di fare la frazione ciclistica con la muta e lui con una fragorosa risata appoggia la mia singolare proposta. Il fatidico start avviene alle 9.02 e subito la prima salita che conduce nel bosco avverte i quadricipiti che lo spettacolo è cominciato per cui come dice il buon Michele Brustia quando posta nel forum, testa bassa e menare. Il mio pensiero è di gestire accuratamente l'energie ma al secondo passaggio sulla sopraccitata erta le gambe sono, per usare un termine caro all'amico Scotti, ghisate e i continui saliscendi non le rilassano di certo.
Seppur in difficoltà mentre corro penso a cosa indosserò per la seguente pedalata che i premurosi organizzatori hanno ben pensato d'allungare di nove km. e decido di togliere la maglia usata per la corsa e di partire con capi asciutti. Come previsto entrato in zona cambio noto che la rapidità nel vestirsi è simile a quella riscontrata durante le mie "Ironapparizioni" mentre resta immutata la mia lentezza. Parto bramoso di confrontarmi con il nuovo percorso ciclistico e subito dopo pochi minuti eccola la prima asperità di giornata che però supero in agilità con il pensiero alla successiva discesa descritta nel corso del briefing come pericolosa.
Premetto per chi non lo sapesse che l'Ironmerd in discesa è come un pesce fuor d'acqua per cui alla sola vista di un manto stradale bagnato riduce di molto l'andatura con il risultato d'essere sopravanzato da numerosi concorrenti. In effetti la discesa ,anche a causa di un asfalto malridotto, dev'essere affrontata con la giusta dose di prudenza ma il bello deve ancora venire perchè prima della seconda ascensione si affronta un lungo falsopiano con un fastidioso vento contrario che non ti permette di rilassarti e quando affronto i cosiddetti "mangia e bevi" che conducono alla salita vera e propria avverto già i primi segni di stanchezza. Finalmente arrivo in cima ma il diluvio rende impervia anche la discesa con il timore di scivolare e compromettere il tutto. Non resta che visionare l'ultima salita per avere una panoramica completa di questo novello circuito e dopo averla completata posso confermare le sensazioni degli altri atleti che lo avevano visionato nei giorni precedenti: è decisamente più impegnativo.
Volevo resistere all'intemperie ma ai primi segnali di brividi stanco di prendere acqua decido di fermarmi e indossare il k-way che mi ero portato appresso. E qui casca l'asino non solo in senso figurato perchè come uno sbadato mentre accosto a bordo strada urto il marciapiede in porfido, cado e sbatto violentemente la coscia destra. Il dolore è forte ma il primo pensiero lo rivolgo alla bicicletta con la speranza che i cambi sistemati in cima all'appendice in carbonio siano intatti.
Raddrizzo il manubrio mi cambio affannosamente e riparto demoralizzato, sofferente e con il timore di non riuscire a concludere la gara.
Affronto gli ultimi due giri autoconvincendomi che è solo una botta e sebbene sia alla frutta tengo le ultime energie per cercare d'arrivare in zona cambio per poi camminare i 30 km. finali.
Durante una sosta per impellenti bisogni fisiologici alzo i fuseau fino all'anca e con mio grande dispiacere noto la coscia piuttosto gonfia rendendomi ancora più titubante riguardo la possibilità d'arrivare al traguardo.
Oltretutto il cambio fa le bizze e non riesco più ad inserire il 25 mentre il 23 a fatica riesce a rimanere nella sua sede cosicché le ultime salite sono un calvario. Quando vedo il cartello Zofingen tiro un sospiro di sollievo ma sganciati i pedali dalla bici zoppico per raggiungere la mia postazione che si trova vicino allo speaker Konrad forte triatleta conosciuto l'anno scorso alla prima edizione del Bodensee Tri-Challenge dov'era giunto 3° assoluto. Costui mi saluta e vedendomi claudicante mi domanda il perchè e una volta visionata la mia coscia insiste perchè io faccia visita al medico. Col senno di poi se mi fossi fermato non sarei più ripartito e allora rimetto le scarpe da running ,mentre Konrad probabilmente informa la platea presente nell'arena del mio guaio fisico tanto che vengo sostenuto da un'inaspettata ovazione . Questa volta i brividi percepiti non sono causati dal freddo......
Cerco di farmi coraggio e alterno corsa e cammino soffrendo nei tratti in discesa dove l'impatto con il terreno acuisce il dolore, ma sempre più fiducioso di concretizzare il sogno che fino a qualche ora prima era una chimera. Ultima discesa nel bosco poi il pezzo asfaltato e finalmente il rettilineo finale nell'arena accolto da una folla entusiasta che dedica il giusto tributo a tutti i partecipanti. D'incanto il dolore lascia spazio alla felicità per un'altra travagliata ma come al solito gratificante avventura.
Alla prossima
saluti dall'Ironmerd

In coda come al solito i ringraziamenti di rito.

  • Alla compagine marchigiana per la simpatia e l'affetto mostrato nei miei confronti ma soprattutto per le grosse prestazioni dei singoli. Da sottolineare il primo posto di categoria di Paolo arrivato anche nei top 20 e dell'inossidabile coppia dei fratelli Puerini. Per Novello attendo la partecipazione al lungo l'anno prossimo.
  • A Guido per la grandiosa gara e alla fidanzata per il supporto morale
  • A Vallini Sandro per aver coronato il suo sogno di diventare finisher di un Ironman e del mitico Powerman Zofingen e che giustamente mi ha chiesto di citarlo nel mio resoconto
  • Ad Armando,Piera e Chicco per la solita squisita compagnia
  • A tutti gli atleti arrivati alla meta e a quelli sfortunati che per svariati motivi non ce l'hanno fatta
  • A tutti i volontari presenti sul percorso un incommensurabile grazie di cuore
  • A coloro che settimana scorsa mi hanno inviato messaggi di supporto come Franchino,Paolo Mecca, i fratelli Brustia, il salitomane lariano Scotti, Albi, Francesco, Vincenzo,Giampietro, Beppe e molti altri tramite il fantaforum.