lunedì 6 ottobre 2014

Da un estremo all'altro

                                            Zero Gradi : un gelato da sogno...
Il "classico saluto" in compagnia del livornese Fabio e di Gianluca
Pronta per la lunga pedalata
una bella foto scattata dall'amica Simona

con gli amici del Castiglione Triathlon Team
                                            e per finire il saluto col Brunone

La scorsa edizione fu flagellata da mare mosso e diluvio universale durante la frazione ciclistica, mentre fortunatamente quest'ultima è stata all'insegna del bel tempo con mare calmo, cielo terso e temperature quasi agostane.
Tutto ciò nel paradiso naturalistico dell'Isola d'Elba, dove da 10 anni consecutivi si disputa l'Elbaman , unico ed ineguagliabile Ironman presente nel calendario tricolore.
Fiore all'occhiello della kermesse la precisa organizzazione, orchestrata dall'amico Marco Scotti con la collaborazione dell'intera famiglia e degli imprescindibili volontari.
Giove Pluvio protagonista indesiderato nelle ultime due edizioni ha consentito , in virtù della sua totale assenza, la degna celebrazione dell'importante anniversario, regalandoci un clima estivo assaporato in pesante ritardo rispetto ai canoni tradizionali.
Viaggio condiviso con l'amico Roberto alla sua prima esperienza sul suolo elbano, preoccupato dalla durezza della gara ma determinato a vendere cara la pelle. Per la sua flemma direi che il nick name più consono a lui sia Lord Robert :D
Partenza ,come da tradizione, il venerdì mattina ed arrivo al porto di Piombino vivacizzato dalla folta schiera di triatleti, pronti ad imbarcarsi per raggiungere una delle tante meraviglie della natura presenti sul suolo nostrano. L'ora abbondante, necessaria per attraccare a Portoferraio, scorre velocemente chiacchierando con i numerosi amici presenti a bordo e sin dallo sbarco percepisco la calura dei raggi solari. Primi indizi concernenti il tardivo risveglio dell'estate...
Stessa isola, stesso Agriturismo, l'Orione gestito e curato con passione dall'amico di lunga data Gianluca col quale ho instaurato un rapporto all'insegna del reciproco sfottò. Avrò a disposizione un'intera camera riempita ovunque con bagagli , bicicletta e tutto l'occorrente per la sfacchinata domenicale. Prima di raggiungere la dimora elbana, sosta al ritiro pettorali.
Niente pasta party del venerdì sera e ne sono dispiaciuto, in quanto era un appuntamento fisso, ritrovo della famiglia triatletica legata a doppio filo con l'Elbaman e di conseguenza motivo per riabbracciare quelli che amo definire "compagni d'avventura" iscritti alle due competizioni in programma. Quest'anno è stata tolta la possibilità di gareggiare a staffetta per liberare più posti nella media distanza, il cosiddetto 73.
Cena, tramite voucher fornito dell'organizzazione, presso la pizzeria "Il Vesuvio" e se posso attribuire la sufficienza piena al piatto di spaghetti alle cozze, quando scorgo il misero contenuto del piatto contenente le verdure grigliate vorrei alzarmi ed uscire dal locale. La pochezza visiva avrebbe meritato uno scatto, ma la camera dello smartphone si sarebbe "impressionata" e schifata di fronte a tanto squallore culinario. Un locale dove ho messo la croce sopra. Scandaloso.
L'unica nota positiva a tavola è l'allegra compagnia del Brunone Marini, il Colosso di San Colombano, venuto solo e quindi ottima spalla per divertirsi. Faccio la conoscenza anche di Francesca, conosciuta vitualmente sui social come Fran Ci e desiderosa di rivincite dopo la sfortunata parentesi dello scorso anno. Come supporter avrà il marito ultramaratoneta ed il figlio inarrestabile.  Sicuramente avrà preso da lei, un peperino vivace :)
Da qualche anno l'immancabile "reunion" post cena degli aficionados è presso lo Zero Gradi e, com'era logico prevedere, conoscendo l'innata golosità del sottoscritto per i gelati, tendevano magnanimanente ad offrirmi una cialda piuttosto sostanziosa, sollecitati dal buon Cristian Fiorito. Alla quarta, di comune accordo con lo stomaco, ho preferito fermarmi per scongiurare eventuali problemi intestinali :)
Utile alla digestione la passeggiata per rientrare all'Orione e la successiva dormita al termine di una giornata iniziata con risveglio alle 6.30 e terminata sotto le coperte quasi a mezzanotte.
L'indomani mattina, "leggermente" appesantito, breve corsetta con incontro sul percorso dei Locatelli Brothers col giovane Diego al suo esordio nel 73. Il meticoloso e preparato nipotino Alex sarà protagonista sempre sulla stessa distanza ma non avevo dubbi a riguardo.
Abbondante e gustosa colazione con la truppa livornese capeggiata da Fabio e poi giro nel centro cittadino di Marina di Campo incontrando una lunga sequela d'amici, rivisti con immenso piacere. Per molti di loro accade quasi esclusivamente in occasione dell'Elbaman  ed alla fine ci torno ogni anno per il suddetto motivo....
Pranzo, come tradizione vuole , nella rosticceria di Paolo coi i due fratelli Locatelli ed il Brunone soddisfatti del delizioso piatto di gnocchi al sugo di mare.
Un classico della vigilia è il bike check- in, ennesimo ritrovo delle solite facce note con l'aggiunta degli arrivati dell'ultima ora. Depositati bici e casco rientro alla base per la preparazione della cena, caratterizzata dall'immanabile piatto di pasta al tonno con aggiunta di verdure bollite ed un filo d'olio extravergine d'oliva. Ospite invitato e soddisfatto del menu il mio alter ego del fine settimana, vale a dire il Brunone.
Sono da poco trascorse le 7 di sera ed abbiamo già cenato quindi, per ammazzare la noia, l'unica possibilità è ributtarsi in Via Roma, vasca principale del paese e sosta allo Zero Gradi. Malgrado l'insistenza del Brunone rifiuto l'invito di consumare un gelato considerando l'angosciante sveglia prevista per il giorno seguente.
Nottata tranquilla, sono in piedi intontito e non potrebbe essere altrimenti considerata l'insolita ora. Sono le 4.10, sorseggio un tè e sgranocchio tre barrette senza quasi sentirne il sapore con la mente già proiettata a controllare gli ultimi dettagli prima di lasciare la camera.
Il cielo è stellato, l'aria frizzante e cammino velocemente verso la zona cambio per scaldarmi le membra infreddolite, giungendo con largo anticipo rispetto allo start previsto per le 7.
Inganno l'attesa scherzando coi partecipanti per poi indossare l'abito neoprenico indispensabile al galleggiamento e, passata la spunta in spiaggia, lancio un'occhiata alle boe del percorso natatorio.
E' ancora buio ma la luce sta per farsi largo ed al colpo di pistola inizia l'ennesima giornata di sport "insaporita" da sudore, fatica e sorrisi sino a quando vi riuscirò.
Due giri ottimamente segnalati con boe direzionali e mare calmo ma l'innata avversione per il gesto natatorio e l'assenza d'allenamento rendono ostile un contesto perfetto.
Occorre armarsi di tanta/Santa pazienza e gestione mentale dello sforzo consapevole del fatto che emergerò dal mare piuttosto provato e fra gli ultimi...
Gesto dell'ombrello all'uscita dall'acqua e lungo trasferimento per effettuare la prima transizione effettuata con la dovuta calma.
Degusteremo il piatto forte del menu, affrontando tre giri da 60 km l'uno e ben 2700 mt di dislivello , ragion per cui qualsiasi eccesso di zelo verrà punito.
Monto il gps per la prima volta, desideroso di verificare l'altimetria e, dopo due tornate a buon ritmo , inizio ad avvertire caldo e stanchezza perciò comprendo sia doveroso e saggio rallentare l'andatura. 
Ogni anno è la stessa solfa, col terzo giro pedalato annaspando sulle asperità del tracciato e personalmente pago dazio nella salita di Chiessi mentre gestisco meglio,perchè meno ripida, quella con destinazione Marciana.
In tutti i post dedicati all'Elbaman ho sempre sottolineato l'incapacità di guidare il mezzo nella successiva discesa verso Marciana Marina e l'indecoroso manto stradale ivi presente. Un cattivo esempio di gestione ed amministrazione del territorio comunale e se fossi cittadino di questa località me ne vergognerei. Ritengo assurdo rifiutarsi d'asfaltare per un decennio un tratto davvero pericoloso per l'incolumità dei partecipanti e continuerò a citare tale grave mancanza ogni qualvolta scriverò un resoconto della gara.
Tricipiti sollecitati oltre misura al termine del toboga ed attenzione massima sino a Procchio cozzando col traffico dell'ora di punta e subendo inevitabili  rallentamenti. Un po' di nervosismo nell'essere frenati quando si potrebbe pedalare agevolmente, ma bloccare totalmente la viabilità è utopistico pertanto s'accetta la situazione e si guarda avanti, all'ostacolo successivo. E si parla della maratona, affrontata con la totale assenza di voler soffrire, nonostante l'assiduo e caloroso supporto morale ricevuto dall'esterno. Quando la testa è scollegata, rifiutando d'assecondare le gambe si è destinati a vivacchiare in attesa dell'inevitabili camminate fuori programma. Così accadrà nella seconda "mezza" e col senno di poi, ritengo sia stata una scelta imposta dall'accumulo d'impegni sportivi in un'annata decisamente stressante. E c'aggiungerei l'età che avanza, nonchè la mia personale filosofia dell'accontentarsi, avendo come unico fine l'arrivare al traguardo. Questa mancanza di "cattiveria" sportiva e competitività non dev'essere catalogata come mancanza di carattere bensì una visione prettamente amatoriale della competizione.
Quando al termine del quinto giro svolto a destra per giungere al traguardo, torna il vigore perso per strada e la contentezza s'impossessa in toto del mio corpo. Una gioia effimera ma al contempo duratura nella memoria. Così come l'IM Lanzarote anche l'Elbaman regala forti emozioni, paesaggi da cartolina ammirati durante la perlustrazione, sui pedali, della parte occidentale dell'isola.
Sarò ripetitivo nel rivolgere i complimenti a tutti i finisher ed a chi per motivi vari si è visto negare la gioia di transitare sotto il gonfiabile dell'arrivo, però in una prova sportiva d'endurance così lunga nulla può essere dato per scontato. Si ha solo la certezza di partire e la speranza d'arrivare.
Un bravo lo riservo al mio compagno di viaggio Roberto ed ovviamente a tutta la Famiglia Scotti ed i preziosi volontari. Grazie allo cooperazione d'entrambi possiamo godere di un evento, apprezzato da chiunque abbia avuto la fortuna di sperimentarlo come atleta o semplice spettatore.

God bless you !!!

2 commenti:

Stefano La Cara ha detto...

confermo assolutamente i giudizi su zero gradi (ottimo) e su vesuvio (nonostante avessimo richiesto porzioni abbondanti è stato davvero scarso nelle quantità).

per l'elbaman... è stata la mia prima volta e c'ho perso la testa, speriamo solo di non dover aspettare un anno per incrociarci :)

Ame ha detto...

Vesuvio assolutamente scandaloso anche per i prezzi, ma forse è così in tutte le pizzerie. Speriamo di rivederci prima ! :)))