lunedì 28 gennaio 2013

Joy and pain....

                                      E' fatta !                                                           foto Antonini
                                          con l'allievo Roberto prima della gara

 Anzi per meglio dire pain and joy e la memoria musicale mi rimanda ad un vecchio successo dei Maze...
Sembrerebbe destino, oppure più ragionevolmente una logica conseguenza del sovraccarico nel competere col fisico perennemente non allenato, ma quando riprendo a correre dopo la stagione dedicata alla multidisciplina fuoriescono problemi tendinei.
Convivo da un mese e mezzo con un dannato acciacco e chi ha letto i precedenti post sa di cosa parlo e probabilmente m'avrà già mandato giustamente a quel paese....
Pensavo d'aver imboccato la strada della guarigione dopo la Maratona della Pace corsa su sterrato, invece il fisico ha presentato il conto costringendomi ai box per una settimana intera. A metà della scorsa, rimesse le scarpe per un test, dopo quasi 7 km ho dovuto riprendere la via di casa, dolorante e piuttosto adirato.
Sempre terrorizzato dallo spauracchio "pubalgia" sono tornato a far visita all'amico fisioterapista Flavio, il quale dopo un'attenta manipolazione ha decretato che l'annoso disturbo era da catalogare alla voce affaticamento. Alla  domanda "sei pronto per sentire un po' di male?" la risposta è stata "se è per il mio bene ancora un po' di male non guasta...".
Ora non restava che mettere alla prova la zona trattata, nell'appuntamento di fine gennaio in quel di Novara per la tradizionale Mezza di San Gaudenzio, la quale ha raggiunto numeri significativi con più di 1000 partenti al via.
E te pareva che, al termine di una settimana contraddistinta da temperature decenti, non arrivasse un fronte freddo a far scendere in picchiata il termometro!!!!
Infatti giunto nei pressi del Palazzetto dello Sport le strade, dopo la gelata notturna, si presentano completamente imbiancate con un tasso d'umidità elevato ed una temperatura percepita ben al di sotto dello zero. Il tepore all'interno della struttura inviterebbe a rimanervici per ore evitando l'ostile clima esterno e dello stesso parere è l'amico Roberto Cornaglia quello che scherzosamente definisco il mio allievo :-)
 Il traffico e la ressa nel palazzetto s'intensificano quindi, dopo il cambio d'abiti, decidiamo di consegnare le borse al deposito ed uscire per acclimatarci e riscaldarci corricchiando. L'impatto è traumatico e Roberto se ne esce con un "Ame a me pare più freddo di Reggio ! " ed effettivamente non si può rimanere fermi, occorre mantenersi costantemente in movimento, pena il "surgelamento" corporeo.
Ultima sosta al calduccio nella bocciofila dove distribuiscono i pettorali della "non competitiva" e poi c'addentriamo in griglia pronti al colpo di pistola. Via si parte ! Lungo rettifilo dove, come di norma, vengo sverniciato dai podisti seri e sin dalle prima battute la mente è concentrata sulla zona infortunata. Non sono mai stato schiavo del cronometro, figuriamoci ora con quasi tre chili in più rispetto al peso ottimale, però desidererei correre con la mente libera evitando la compagnia dell'annoso fastidio.....
A fasi alterne rimango attaccato o vengo staccato da qualche gruppetto e non oso fare il passo più lungo della gamba in quanto la deflagrazione è dietro l'angolo, subendo i due piccoli strappetti situati all' 11° ed al 17° km ma ritrovando morale e gambe per il finale. Il fastidio è rimasto confinato lì , nessun dolore e come si suol dire "abbiam portato a casa anche questa !"
Felicità e soddisfazione ripagano lo sforzo compiuto, rispunta il sorriso.
La mezza è sempre una competizione che mette alla frusta la scarsa propensione del sottoscritto per la distanza, dove occorre lavorare sulla velocità cosa mai presa in considerazione. Di contro è un ottimo allenamento veloce in vista di una maratona perchè consente di tenere ritmi impensabili se corsi in allenamenti solitari. Il pettorale è, per l'atleta, uno stimolo a dare il meglio di sè stesso. Ineguagliabile, perchè l'adrenalina durante la competizione contribuisce ad aumentare la soglia del dolore.
Sinceri complimenti a Roberto per la prestazione, un buon auspicio per il prossimo traguardo podistico dove ci ritroveremo nuovamente a condividere la nostra passione sportiva.

God bless you !!!


martedì 15 gennaio 2013

Ritorno al Lamone

                               Il fatidico ponte prima dell'arrivo.... (foto di Mario Pierguidi)
                                Prima portata del pranzo
                               Un mix di dolcezza ;-)

Al termine della Maratona di San Silvestro, corsa decorosamente, nonostante il dolore tendineo avvertito nella zona dell'ileo psoas della "zampa" destra, la principale preoccupazione era la susseguente reazione del fisico sollecitato da un simile sforzo. Il dolore percepito sin dal giorno successivo è stato un evidente segnale trasmesso dal corpo, col quale m'intimava a dargli tregua saltando l'abituale uscita di corsa a metà settimana. Quindi la speranza era quella di rimanere una settimana in stand by dalla corsa e scaricare con sedute blande di nuoto e rulli . L'idea che gironzolava in testa contemplava il ritorno alla Maratona della Pace, gara organizzata dall'amico Enrico Vedilei sulle sponde del fiume Lamone quindi su terreno prevalentemente erboso. La sollecitazione derivante dagli impatti con tratti alquanto sconnessi poteva essere l'unico motivo di preoccupazione, ma trascorsi 10 giorni e riprovando a correre il fastidio era sensibilmente diminuito.
Contattato Enrico a quattro giorni dalla prova ho confermato la mia presenza e l'unico problema era il modo in cui raggiungere la località romagnola. E qui debbo levare tanto di cappello al generoso Federico "Gira" Girasole, il quale come sempre si è reso disponibile ad offrirmi vitto ed alloggio nella sua dimora bolognese . D aprire una parentesi polemica riguardo i costi delle nostre care amate Ferrovie dello Stato che cercano in ogni modo di costringerti a viaggiare utilizzando i celeberrimi e costosissimi Freccia Rossa . Occorre farsi furbi e studiare percorsi alternativi sicuramente ingarbugliati, ma economici preservando qualche euro da destinare a fini sportivi :-)
Partito in auto alle 14 di sabato, raggiungo la stazione di Carnate-Usmate, e da lì cambiando per ben tre volte il convoglio arrivo a quella di  Bologna Centrale la bellezza di 4 ore dopo. Pochi minuti d'attesa ed arriva la chiamata del Gira, seduto sull'auto situata dall'altro lato della strada rispetto a dove sono posizionato e nasce fra noi un comico scambio di frasi del tipo "mi vedi? " "son qui davanti a te" " ah eccoti ! " :-)
Si riparte in direzione Track and Field , il negozio a Zola Predosa specializzato in running e triathlon dove il Gira è socio ed esperto del settore. Giunti affamati a casa, ordiniamo una pizza e durante la lunga attesa deliziamo il palato gustandoci taralli e formaggio, un binomio azzeccatissimo . La casa senza le gemelline sembra così stranamente tranquilla, poco movimentata e finalmente dopo più di un'ora ecco suonare il campanello e comparire il ragazzo con le nostre agoniate pizze .Non trascorre molto tempo da quando apriamo il cartone alla loro sparizione, inghiottite dalle nostre voraci fauci  :-)
Ancora un po' di chiacchiere e poi si va diritti sotto le coperte poichè la sveglia sarà piuttosto mattutina...
Ore 6 e la suoneria impostata mi fa sobbalzare dal letto con lo stomaco ancora pieno dalla cena della sera precedente e la colazione diviene una forzatura, non un piacere. Due barrette, tre biscotti danesi, una tazza di tè ed il buon samaritano Gira porta il sottoscritto al ritrovo fissato in località San Donato col Mazzo e tale Scarpanti, un altro podista tesserato col Granarolo.
Viaggio caratterizzato da un triste grigiore panoramico in cui tutti gli elementi sono simili, nulla risalta se non alcune insegne illuminate e l'unica nota positiva è l'assenza di nebbia e gelo. Arrivati a Traversara l'umidità ci dà il benvenuto e successivamente al ritiro del pettorale cerco tepore e rifugio nel bar adibito a spogliatoio.
Trovo con piacere l'amico ed atleta di spicco Ale Bossini, il quale dice d'essere presente nelle vesti di massaggiatore e per allenarsi correndo una parte dei 47 km previsti . Sfrutto la sua abile manualità per un massaggio di riscaldamento, esco per una breve sgambatina e dopo nemmeno un centinaio di metri sento il richiamo di qualcuno. E' Andrea Bernabei , nazionale della 100km , intento a cambiarsi e mentre scherziamo s'avvicina una altro carissimo amico comune, Fabrizio Morini detto Il Moro. Un vero peccato non aver potuto immortalare l'improvvisato incontro con uno scatto fotografico.
Rientro al calduccio per una manciata di minuti, in quanto è giunta l'ora della partenza e rimane solo il tempo per alcune foto "pirlesche" con Andrea, Alina e Gessica, quest'ultima passata per un saluto veloce. La genuinità del pianeta Ultra la si evince da particolari come il modo in cui viene dato il via alla prova, senza colpi di pistola, bensì a voce e me ne sono reso conto solamente notando gli atleti in movimento :-)
Lasciata la strada asfaltata e raggiunto l'argine, appare al mio fianco la folta chioma di Napo Gigi, compagno di merende due settimane or sono a Calderara presente per correre un" lungo" di tre giri facendo da spalla al compare Sandro Tosi.
Il percorso è notoriamente monotono ed il fondo sterrato, quindi occorre gestire con oculatezza l'energie e sperare di non dover soffrire le sconnessioni e tornare a soffrire come a Calderara.
I primi due giri corro in compagnia, però noto che la spinta della gamba destra non è ottimale e difatti all'inizio del terzo, appena avverto il fastidio, rimango condizionato e rallento rimanendo a far corsa in solitaria.
Le gambe, seppur l'andatura non sia elevata, s'appesantiscono e vorrebbero correre su una superficie più regolare ma non posso esaudire la loro richiesta. In siffatte condizioni s'allena la mente a gestire le crisi e non di rado si rimaterializzano nella maratona di un Ironman.
Inutile intestardirsi a cercare di mantenere un ritmo ormai insostenibile, quindi occorre proseguire ad andature ridotte e sconfiggere il desiderio di fermarsi a camminare. Al termine di ogni passaggio si deve affrontare una breve scalinata per risalire sull'argine e non l'accolgo con entusiasmo la cosa, considerato l'indolenzimento nel caricare la gamba destra allorchè affronto ogni gradino....
Ultima tornata , già lo so, sarà interminabile, una sofferenza nella sofferenza, ed il lato dell'argine, da dove si parte per far ritorno verso l'arrivo, risulta essere alquanto sconnesso aggiungendo quel surplus di fatica indesiderato. Lo vedo all'orizzonte, ma non s'arriva mai a sto benedetto ponte? !!!
Finisce il tratto erboso, si passa allo sterrato e qui rilasso la mente, ormai è finita, non resta che percorrere il ponte, svoltare a destra e giungere in discesa verso il traguardo. Scherzosamente mi dicono di continuare io ci casco e proseguo fra l'ilarità dei presenti :-)
Doccia calda , massaggio praticato nuovamente dalle vigorose mani di Ale ed a seguire un ricco pranzo a base di tagliatelle al ragù , piadina , insalata e un piatto di dolci divorato quasi interamente dallo scrivente col beneplacido del Mazzo :-D
Ennesima odissea per quanto concerne il viaggio di ritorno e ringrazio sentitamente Sandro, estremamente gentile nell' accompagnarmi in Stazione Centrale a Bologna da dove è iniziato il contorto giro di treni per raggiungere la stazione di Carnate e poi con l'auto la tanto desiderata casa.
Un cordiale abbraccio a tutti gli amici incontrati ed in misura maggiore al Gira, sempre pronto ad aprire la  porta di casa ed a trattarmi come un ospite di riguardo.

God bless you !!!

sabato 5 gennaio 2013

Degna ed inaspettata chiusura ....

                                Stravolto ma felice !!!!
                                Ecco la famosa torta di Cinzia ed accanto a lei Simonetta
....di un anno sportivo ancora intriso di momenti speciali e florido d'emozioni.
Dove concluderlo? in qualche spiaggia caraibica ? oppure festeggiandolo in città addobbate con le classiche luminarie delle festività ?
No! a Calderara di Reno Beach ridente località poco distante dalla periferia bolognese dove patron Gozzi da più di un decennio organizza la Maratona di S.Silvestro ormai divenuta un must per gli amanti della regina delle corse. Sembrerà una maledizione ma anche in questo fine 2012, come nel precedente, si è accanita la "sfiga" dell'ultima ora allorchè rimesse le scarpe per una corsetta post natalizia ho accusato un dolore nei pressi della zona compresa tra l'adduttore e l'ileo psoas della gamba destra.
Corso ai ripari con un'onda d'urto a tre giorni dalla prova, da buon sognatore, speravo in un pronto e miracoloso recupero. Come da tradizione la vigilia della gara sono ospite della famiglia Girasole col papà Federico ex campione di triathlon, la mamma Silvia stella del nuoto master e le loro due vispe gemelline Agnese ed Alice.  La coppia di monelle festeggerà il quarto compleanno e per l'occasione, lo zio Ame, consegna loro il regalino, accolto con entusiasmo dalle bimbe :-)
Viene a trovarci Emanuele Ciotti, triatleta dalle comprovate qualità atletiche e molto motivato in quanto avvicinatosi da pochi anni alla triplice , il quale dice di dover frenare l'entusiasmo altrimenti non smetterebbe mai d'allenarsi. Ci penserà coach "Gira" a gestire la sua frenesia e portarlo a traguardi ambiziosi...
Una gradita pizza, alcuni cioccolatini e poi tante chiacchiere prima d'infilarmi sotto le coperte con la tranquillità di chi è consapevole di dover affrontare una gara magari correndo solo per una manciata km. e di conseguenza doversi mestamente ritirare.
Sportivamente sono come San Tommaso e non credo all'abbandono sino a quando è il corpo a comunicarmelo senza mezze misure, con la fermezza di chi non accetta repliche....
Da casa del Gira è piuttosto agevole raggiungere il Centro Sportivo Pederzini di Calderara, fulcro di tutta la kermesse dov'è possibile, oltre a ritirare la busta contenente il pettorale, rimanere al calduccio in attesa del via. E' un film che scorre come se fosse un amarcord con persone conosciute molti anni addietro podisticamente e nel triathlon , salutate ed abbracciate come il bolognese Enrico Vanelli in veste di frazionista di una delle tante staffette. Rivedo Cinzia la quale,mantenendo fede alla sua promessa, porterà nel pranzo post gara la torta al cioccolato gustata in quel di Reggio dove lei è parte dell'organizzazione. Baci ed abbracci calorosi coi compagni di squadra veronesi ed il rosso di Monteforte è presente con un discreto numero d'atleti ai nastri di partenza.
Non ho mai nascosto la personale avversione nei confronti delle temperature invernali ma è giunto il momento d'abbandonare il palazzetto dopo aver massaggiato con crema riscaldante la parte infiammata .
Sgambatina di breve durata in compagnia di Enrico Vanelli, rivedo il Gira che m'esorta a raggiungere la partenza situata a più di 500 mt dalla zona del traguardo. Ritorno all'antico quest'anno e dopo un giro di lancio della lunghezza di 3,8 km il menu ne prevede 7 di 5,5 km circa, praticamente lo stesso d'alcune edizioni passate. La presenza di tratti in leggera salita da ripetersi più volte risulterà assai indigesto ai parecipanti....
Pochi minuti dopo le staffette viene dato il via ai singoli ed all'altezza del primo km vengo affiancato dall'altra promessa del Granarolo Triathlon oltre al sopracitato Ciotti , vale a dire Gigi Manfrini da me soprannominato Napo Orso Capo per via della folta e riccioluta capigliatura :-)
Quest'ultimo imprime un ritmo direi piuttosto velleitario per il sottoscritto e non di rado devo frenare il suo impeto per evitare di rimanere solo col maledetto disturbo fisico. Pensavo di poter correre almeno un paio di giri senza avvertire la sua presenza ma è stata solo una pia illusione e spesso ho confidato a Napo il desiderio di ritirarmi nel palazzetto e porre fine allo stillicidio tendineo.....
Per non farci mancare nulla un dannato vento contrario faceva la sua comparsa nei tratti dove la strada saliva impercettibilmente causando notevole disagio per i quadricipiti, contrariati dalla presenza di un sottopasso prima della fine del giro. Nelle curve e nei cambi di direzione il fastidio si riacutizzava, pertanto dovevo forzatamente rallentare e di seguito accellerare per evitare di perdere contatto col mio giovane pace maker.
Che calvario tenere botta per più di 25 km ! E difatti scalata la marcia alla terz'ultima tornata, ho sintonizzato le gambe su frequenze più consone allo stato di forma del momento,sollevato dal sentire il dolore stabilizzatosi.
Ora caro Ame sei solo, senza punti di riferimento,  fiducioso in un buona riuscita della prova quindi gestisci le ultime molecole di glicogeno e poi sarà quel che sarà...
All'ultimo giro ritrovo le gambe particolarmente spossate ed appesantite, lasciate al loro destino dalla mente, la quale ha alzato bandiera bianca e non gliela fa più, ragion per cui trascino le stanche membra per gli ultimi 5 km. Nel lungo rettifilo a scendere verso il traguardo seppur visibilmente esausto, godo di quell'ebbrezza tipica dello sportivo galvanizzato dall'aver portato a termine la sua fatica e la gioia è quella di sempre : immensa !.
Pochi metri dopo la linea d'arrivo ecco materializzarsi Cinzia per una foto ricordo ripetuta perchè la signora preposta alla consegna della medaglie si era indispettita dal vedermi immortalato senza ed è corsa verso di me mettendomela al collo :-)
Doccia calda, un sollievo per il corpo e poi a tavola con Cinzia, Simonetta,Emiliano ed altri simpatici amici con dulcis in fundo la famosa torta al cioccolato di cui sopra ! E non mi son fermato al tris... :-D
Purtroppo correndo il fastidioso acciacco permane e spero non sia d'intralcio per gli appuntamenti podistici futuri.

God bless you !!!

mercoledì 12 dicembre 2012

Reggio Emilia o Vladivostok ?

                                  in versione Diabolik infreddolito :-)
                        con Babyface Roberto al calduccio all'interno del palazzetto
                          con la simpatica Cinzia mentre degusto la torta al cioccolato ;-)

E' la domanda che mi son posto nel momento in cui, uscito dall'abitazione dell'amico Ciro situata alla periferia di Reggio Emilia, cercavo d'aprire la portiera posteriore della sua automobile completamente ghiacciata ! :-O
Per diversi giorni, consultando con trepidazione i siti meteo , tutti erano concordi sull'arrivo di una perturbazione portatrice di gelo e temperature rigide. Alè !
Lo so, potrebbe risultare patetico ed anacronistico desiderare di correre una maratona a dicembre con un clima mite però a tutto c'è un limite e per il mio fisico freddoloso si preannunciava un surplus di sofferenza....
L'ho scritto in tutte le salse di come reputo la Maratona di Reggio Emilia la migliore in assoluto per molteplici motivi quali la perfetta e rodata macchina organizzativa nonchè quell'ingrediente fondamentale per il successo di una manifestazione sportiva : il calore della gente. E la popolazione emiliana è il non plus ultra nell'incitare ed  infondere morale al maratoneta conscia delle difficoltà a cui va incontro durante la sua fatica podistica. Stessa spiaggia stesso letto offerto come di consueto dallo scenografico e vulcanico Ciro il folletto macina chilometri dal cuore color nerazzurro come la sua amata Inter.
A condividere la trasferta il simpatico Roberto "Babyface" , che scherzosamente definisco "l'allievo preferito" , al suo esordio sulla maratona secca ed anch'egli preoccupato per il termometro in picchiata. Ritrovo all'uscita del casello di Piacenza Sud e trascorsa un'ora siamo nella città del Tricolore alla ricerca dell'hotel dove pernotterà l'amico alessandrino. Lo troviamo con una botta di fortuna mentre percorriamo una via trafficata e sulla destra si materializza l' Hotel Cristallo . Fugace sosta per depositare i bagagli di Roberto e poi risaliamo in auto direzione Palazzetto dello Sport. Giunti all'ingresso c'imbattiamo in Ciro e di seguito procediamo col ritiro del pettorale salutando alla consegna l'amica Cinzia facente parte dell'organizzazione , la quale m'addolcisce il pomeriggio con due pezzeti di torta al cioccolato ;-) Un caffè vicino al Palazzetto e di seguito decidiamo di cenare nel self service convenzionato alla modica cifra di 4,50 euro. Peccato dover attendere col vassoio in mano per diverso tempo e di conseguenza ritrovarsi con le pietanze fredde..... Scorgo in ritardo della presenza in sala di un forno a microoonde e me ne rammarico perchè sarebbe risultato assai indispensabile.
Ritrovato Ciro prendiamo un altro caffè ed accompagniamo Roberto in hotel dove lo recupereremo la mattina seguente attorno alle 7,30 viaggiando sull'auto di Ciro come se fossimo al'interno di una ghiacciaia. L'entrata al palazzetto è come la scoperta di un'oasi per un assetato, in quanto possiamo godere di un benefico tepore osservando il frenetico via vai dei partecipanti intenti sia al ritiro del pettorale che alla vestizione pre gara. Esco con Roberto per un assaggio del clima e di comune accordo facciamo rientro al palazzetto per riuscirne alle 8.30 e dirigerci, correndo, verso la zona di partenza. L'aria è gelida , bardato nel mio passamontagna immagino i muscoli facciali intorpiditi dal freddo, un classico in siffatte condizioni ambientali. Si fa vivo il sole e risolleva oltre alla temperatura anche l'umore perchè correre nelle campagne reggiane con nebbia e gelo credo sia di una tristezza infinita ! Saluto Babyface con un in bocca al lupo, entro in griglia attendendo il via della competizione intruppato fra i partecipanti  e sfruttando la loro vicinanza per avvertire meno il freddo.
E andiamoooooo si parteeee ! Percorriamo i primi 3 km ripassando sotto il traguardo per poi lasciare il centro città ed inoltrarci nella pianura reggiana innevata dalla precipitazione scesa due giorni prima e le strade con alcuni passaggi pericolosi per via del manto stradale ghiacciato . Una disattenzone o un errato appoggio potrebbero portare ad un inevitabile capitombolo :-) So di non avere quella reattività muscolare e spinta per poter correre come vorrei e difatti già prima del 10° km le gambe sono due macigni da sollevare complice anche la temperatura non ideale per il sottoscritto. A tutto ciò s'aggiunge il riacutizzarsi di un problema all'adduttore destro ed è facile prevedere lo sconforto provato dal sottoscritto ,considerando il percorso ondulato da qui alla fine.
Al passaggio della mezza guardo il display del tempo trascorso e tutto sommato sono soddisfatto, senonchè alla prima significativa erta pago dazio, e nel susseguente falsopiano procedo lentamente sapendo di doverne affrontare un'altra. Mi viene inferto il colpo del KO e nei successivi ristori bevo con calma per dare sollievo ai quadricipiti doloranti.
Sono ormai rassegnato a trascinarmi stancamente all'arrivo ma nel momento in cui vedo sfilare i pacers delle 3h un moto d'orgoglio mi scuote. Non riesco a tenere il loro ritmo però col cuore in gola mantengo quel che basta per giungere sul vialone finale e concludere la prova mano nella mano con l'amico Stefano Scala . Ultimi due arrivi in maratona da libro Cuore ......:-)
Dopo una sosta al ristoro finale ed aver fatto una salutare doccia calda ritrovo Roberto il quale mi racconta dei problemi incontrati nell'affrontare la gara , felice d'averla conclusa e conscio di dover far tesoro dell'esperienza maturata per il futuro. Conoscendolo farà grossi progressi perchè atleta meticoloso e con buone qualità d'endurance.
Uno speciale ringraziamento all'amico Ciro per la cordiale e spassosa ospitalità ed a Roberto col quale è piacevole trascorrere queste trasferte sportive all'insegna del divertimento e dell'ironia.

God bless you !!!

venerdì 30 novembre 2012

Era preventivata ma..........

                                Ame e Paolo prima del via ancora freschi e sorridenti :-)
                                con l'amica e coscritta Franca "Grulla" :-D
                               colto "leggermente" affaticato dalla brava Valentina :-)

.....ogni maratoneta in cuor su spera di trovare la giornata di grazia che gli permetta di vincere il precario stato di forma e la conseguente via crucis :-)
La dura legge dello sport non fa sconti a nessuno, motivo per cui sapevo di dover affrontare una Firenze Marathon senza particolari velleità se non quella di concluderla sotto il fatidico muro delle 3 h, sapendo sarebbe stata una lotta all'ultimo secondo......
Partenza di sabato  , dopo pranzo ,dalla periferia milanese a bordo del transatlantico guidato dall' Ing. Paolo ed approdo a metà pomeriggio nella caotica città gigliata alle prese con due eventi sportivi di grande impatto.
Al sabato test match della nazionale di Rugby italiana contro la temutissima armata Australiana e l'indomani mattina la suddetta Firenze Marathon. Troviamo fortunosamente un parcheggio poco distante dalla struttura adibita ad Expo, all'interno della quale avviene la distribuzione dei pettorali ed i relativi gadgets.
Per espletare questa banale operazione occorre percorrere una mezza maratona in mezzo agli stand dei numerosi espositori, tra i quali noto i compagni di squadra del gruppo sportivo veronese dove sono tesserato . Scatta il caloroso abbraccio con gli amici di Monteforte così come accade con tutti gli altri conoscenti incontrati durante il lungo tragitto.
Un caldo asfissiante ci consiglia d'abbandonare la struttura ed accasarci nell'appartamento fiorentino dell'ing. , ma una volta accesa la caldaia scopriamo che i caloriferi non danno segni di vita :-O
Possiamo ritenerci fortunati del mancato arrivo dell'inverno vero e proprio , altrimenti sarebbe stata una ghiacciaia e vani si sono dimostrati i tentativi di rianimare l'impianto di riscaldamento.
Preparo cena ed il menu prevede un bel piattone di penne al tonno a cui fa seguito un' insalata verde. Una volta saziata la fame dibattiamo riguardo l'abbigliamento da utlizzare in gara e le previsioni meteo parlano di una giornata, uggiosa inizialmente ma in progressivo e costante miglioramento. Indosserò i capi BIOTEX ricevuti il giorno prima e sono curioso di testarne la qualità . Sotto, a contatto con la pelle, una maglia a rete elasticizzata, sopra la canotta societaria , ed a coprire gli avambracci un paio di manicotti molto morbidi ed avvolgenti.
L'impatto col cuscino gelido è traumatico ma le doppie coperte aiutano a riscaldare le membra ed a prendere sonno..... L'indomani ,come da copione,  si presenta a nostri occhi un cielo grigio associato ad un'impercettibile pioggerellina, la quale  c'accompagnerà sino al Lungarno Girardi dov'è fissato il ritrovo e successivamente la partenza della maratona. La temperatura è buona ma l'umidità dell'aria penetra nel corpo ed avverto un po' di brividi a rimaner fermo. Incontro l'amica Franca e cogliamo l'occasione per scattare alcune divertenti foto nonchè la coppia Antonio Margiotta e Paolo Valsecchi coi quali condividerò gran parte della prova.
Sto passeggiando quando sento una voce trafelata chiamarmi e.....non ci posso credere è Valentina, la moglie di Riccardo, ritrovati dopo averli salutati a Kona al termine del loro viaggio di nozze. Avevano assistito da spettatori al Campionato del Mondo Ironman  ed una foto memorabile scattata da Valentina , mentre correvo su Alii Drive ,rimarrà un ricordo indelebile. Ha ribadito d'essere una valida fotografa anche in codesta occasione  ;-)
Detesto entrare in griglia presto , attendere un'infinità di tempo prima del colpo di pistola, sicchè "ammazzo" l'attesa con qualche battuta e fortunatamente di gente intorno ne conosco .....
Prima del via riguardante le "handbike" assistiamo ad un fuori programma elettorale del Sindaco di Firenze Renzi , il quale nella giornata dedicata alle primarie del PD ne approfitta per farsi immortalare tra i podisti ed informarci del suo stop anticipato in prossimità della mezza maratona ;-)
Allora si parte si o no? Mentre mi lamento coi vicini, vengo accontentato dallo starter ed inizio l'ennesima avventura lunga 42.195 metri, in attesa di sapere quando finiranno le scorte di glicogeno e le gambe diventeranno una zavorra da trascinare negli ultimi interminabili chilometri.
Sin da subito affianco Paolo Valsecchi e , malgrado cerco di frenarne l'andatura palesemente audace, non mi dà retta cosicchè transitiamo al passaggio dei 10 km in abbondante vantaggio sulla tabella di marcia. Poco dopo s'aggrega Antonio e si forma un gruppetto che procede a strappi, senonchè in prossimità della mezza decido di calare il ritmo e rimanere leggermente distaccato. Risalgo la china all'altezza del 30° km e, superato Antonio in evidente difficoltà, rimango in compagnia di Paolo. Proseguiamo raschiando il barile d'energie ormai ridotte al lumicino , e non vi dico quante volte ho dovuto combattere il desiderio di camminare col fine di donare sollievo ai martoriati quadricipiti. E vogliamo parlare della pavimentazione in pietra serena del centro storico di Firenze ? Una specie di "onda d'urto" inferta ai polpacci ormai contratti, ma la fine della sofferenza è dietro l'angolo e giunti all'ultimo km. il morale ha un'impennata verso l'alto. Lasciamo sfilare un agonizzante atleta il quale, tirando allo spasimo , sembra sul punto di collassare e discuto con Paolo se ne vale la pena. Entrambi riteniamo inutile tale comportamento, considerando l'esiguo guadagno in termini di tempo....
Inebriati dalla vista del traguardo ed incitati dal folto pubblico presente,  transitiamo mano nella mano sotto lo stesso ponendo fine alla nostra fatica. Un attimo, utile a riprendere conoscenza col mondo reale, e poi l'emozionante abbraccio al compagno di fatica,  perchè l'essenza dello sport è condividere momenti di difficoltà e saperli arginare quando invece sarebbe più semplice lasciarsi andare e calare di botto. Benchè costretto sul finale a scalare un paio di marce sono riuscito nell'intento prefisso e posso ritenermi ampiamente soddisfatto ;-)
Un sentito ringraziamento all' Ing. Paolo per l'ospitalità nella sua dimora fiorentina ed a tutti gli amici incontrati in questo piacevole fine settimana.

God bless you !!!

lunedì 12 novembre 2012

Bustocco farlocco...


                               ultime falcate .....

E non sto facendo riferimento agli abitanti della cittadina varesotta, sede dell'odierno Campionato Regionale Individuale e di Società sulla distanza della Mezza Maratona ma bensì alla prestazione atletica del sottoscritto.
Come è di norma in quest'ultimo periodo, assistiamo ad una svolta in negativo del meteo durante i fine settimana dopo aver goduto di sole e temperature miti nei giorni precedenti.
Che disdetta ! E se penso d'aver inviato l'iscrizione nell'ultimo giorno disponibile forse sarebbe stato meglio avessi posticipato l'invio della medesima, però trattasi della trita e ritrita lamentela del podista insiddisfatto del clima. Ognuno di noi vorrebbe poter correre in condizioni ritagliate ad hoc per le proprie caratteristiche fisiche in un ipotetico Paese di Bengodi....
Ed invece, cari lettori , mi ritrovo aggregato alla simpatica combriccola con a capo l'amico Matteo Fusetti ed altri Road Runners milanesi, accaldati all'interno del movimentato Pala Castiglioni di Busto Arsizio, struttura inadatta ad ospitare i 2000 partenti. Per non parlare del difficoltoso tragitto per uscire dallo stesso e riversarsi nella struttura adiacente per depositare le borse con gli indumenti. Un'inutile perdita di tempo ed una giustificata insofferenza da parte dei partecipanti. Per questo motivo ho ritenuto opportuno procedere al cambio d'abiti poco lontano dalla distribuzione dei pettorali su una panchina di fortuna, onde evitare indesiderati accalcamenti negli spogliatoi. Troppo limitato lo spazio per poter dare "asilo" alla voluminosa massa in "braghe corte" :-)
Lo speaker Omodeo c'invita a prendere posizione sulla griglia di partenza, attraversando il parchetto parallelo per evitare l'inopportuno passaggio degli atleti sui tappeti atti al rilevamento cronometrico. La pioggia, seppur diminuita d'intensità, non ci dà tregua, rimaniamo un bel quarto d'ora fermi sul posto a prendercela tutta ed i minuti trascorrono inesorabilmente lenti in attesa dell'agoniato via !
Sono distratto allorchè odo lo sparo ed inizio a saltare come birilli quei "genialoidi" che con la dovuta calma si piazzano davanti a mò di freno nei confronti di chi viaggia a velocità doppia.
Amici di cui sopra desidero sottolineare il vostro comportamento sportivamente scorretto, irrispettoso nei confronti di chi desidererebbe poter procedere senza trovarsi dinanzi un tappo che a rigor di logica non dovrebbe esserci. Ed ho cercato d'essere gentile perchè mentre rivestivo i panni di Gustav Thoeni, storico alfiere ai tempi della valanga azzurra, avrei fustigato qualcuno che coraggiosamente si lamentava se lo si sorpassava bruscamente !!! :-O
Trascorsi pochi minuti dal via anche la pioggia si è stancata di scendere copiosa, dandoci un'insperata tregua ed una temperatura ottima per correre benchè associata ad un'umidità elevata. Dopo l'iniziale ed indigesto sforzo iniziale profuso "a freddo" per scovare uno spazio vitale fra la selva podistica ricerco tranquillità e ritmo ottimale che nel mio caso , come ben sapete, non significa guardare l'orologio ma "auscultarsi".
Già dopo 6-7 km le sensazioni sono pessime, gambe legnose, due macigni, in evidente difficoltà a mantenere ritmi che solo la settimana prima  parevano facili. Mentre si corre viene spontaneo porsi alcuni quesiti sul perchè di questo calo prestazionale e la tentazione di mollare tutto, calando bruscamente l'andatura, si è materializzato svariate volte....
La mezzamaratona, nel mio caso, rappresenta un allenamento di velocità in prospettiva maratona, con l'obiettivo di rimanere sotto il fatidico muro delle 3h e tale rimarrà sino a quando fisico e salute lo permetteranno.
"E no cavolo tieni duro altro che mollare ! " Così ho cercato di mettere in pratica l'ammonimento proveniente dal mio "alter ego" combattivo, soffrendo per quel che ho potuto, facendo a pugni con la mente "insofferente" e portando a compimento l'ennesima fatica.
Niente sorrisi stavolta, dover stringere i denti a lungo è stato "corrosivo" non solo fisicamente, ed è venuta meno la parte di me goliardica. Passato il traguardo , ritrovo i compagni di fatica e la battuta fuoriesce spontanea perchè tutto potrà accadere, anche la delusione per una giornata storta ma, come sempre predico, si deve accettare il verdetto del campo.
Ho dato il 100% di quel che potevo dare , sarebbe stato più  facile "svaccare" e tirare i remi in barca. Potrà accadere in futuro però stavolta la reazione c'è stata quindi posso ritenermi soddisfatto .
Complimenti a Matteo autore del suo personal best sulla mezza ! Bravo Gras de rost !:-D
Ringrazio quest'ultimo e tutto l'equipaggio perchè il viaggio seppur breve è stato particolarmente gradevole, ricco di spunti di pura comicità :-)
In calendario per il prossimo fine settimana un bel nulla, se non un salutare e meritato riposo dovuto al tris di mezze consecutive, con l'intento d'arrivare riposato alla Firenze Marathon e salvare il salvabile :-O

God bless you !!!

lunedì 5 novembre 2012

14 Miglia di Ciriè



                                             da sx Luigi , Ame , Alessandro

In ritardo colossale per quanto concerne la corsa, dopo la lunga parentesi bradipa dedicata alla maultidisciplina , avevo ripreso confidenza col mondo podistico nella Half Marathon Città di Ozieri in terra sarda, felice di presenziare al battesimo della suddetta gara ed onorato dell'invito ricevuto dagli amici Luigi e Tore.
In previsione della Firenze Marathon di fine novembre, urge dare brillantezza al vetusto motore, quindi all'inizio della scorsa settimana ho sfogliato il calendario relativo alle mezze maratone per la domenica successiva, scovando l'edizione "zero" della 14 Miglia di Ciriè. Mercoledì ,nella solita breve uscita di corsa settimanale, incrocio gli amici podisti Luigi ed Alessandro, chiedendo loro a quale manifestazione podistica avrebbero partecipato nel w.e.
Indecisi sul da farsi sono riuscito a convincerli a formare un trio per la trasferta piemontese condividendo in tal modo un'altra domenica in compagnia e felice di potermi allenare gareggiando.
Diversamente non riuscirei a tirar fuori il meglio di me stesso , sportivamente parlando, in quanto fra le "mura domestiche" riesco a sopportare mentalmente 8-10 km e nulla più......
Il freddo ed il maestrale patiti ad Ozieri hanno causato, come da copione , una bella tosse e solo tramite sciroppo sedativo sono riuscito a dormire qualche ora alla vigilia della prova. La domenica mattina al ritrovo con gli altri due soci ero visibilmente "rinco" e la pioggia rendeva l'umore più grigio del clima autunnale, ma l'unica preoccupazione era rivolta ad un dolorino, di carattere tendineo,comparso alcuni giorni addietro.
Confido ai miei compagni di viaggio che 3b meteo indicava assenza di precipitazioni per Ciriè e difatti, giunti nella cittadina a ridosso dell'aeroporto torinese di Caselle, le strade di presentavano asciutte ai nostri occhi ;-)
Logistica della gara ridotta all'osso con un parcheggio adibito a partenza-arrivo, distribuzione pettorali e deposito borse senza un luogo al chiuso dove potersi cambiare. Forse è pretendere troppo però considerato il periodo dell'anno sarebbe opportuno avere quattro mura "amiche" per asciugarsi , soprattutto al termine della corsa quando s'arriva madidi di sudore.
Dovrò gestire con molto oculatezza l'energie in corpo evitando condizionamenti di chi mi sta intorno per non saltare e giungere sulle ginocchia. Al colpo di pistola  è inevitabile percorrere il primo km a velocità superiori alle proprie possibilità, poi giudiziosamente calo il ritmo rimanendo con una coppia d'atleti ai quali, cammin facendo ,se n'aggiungono altri. Viene a formarsi un gruppetto cosa di fondamentale importanza per distrarre i pensieri dalla fatica.
Ame non ti sembra d'andare un po' troppo spedito? :-O Faccio un patto con me stesso, cercando di tenere questa buona velocità per almeno 10 km dopo di che saranno le gambe e la mente a decidere come sopravvivere per i restanti 11 km e mezzo :-)
In corrispondenza del 10° km ecco materializzarsi un piccolo strappetto, maldigerito dai quadricipiti e ne pago le conseguenze nei chilometri succesivi staccandomi dal gruppo. Seppur timoroso di rimanere solo soletto, in tali situazioni conviene evitare il ricongiungimento, proseguire col proprio passo, ma sempre con l'occhio vigile su chi sta davanti.
Effettivamente nei km finali ritrovo una certa "vivacità" muscolare e sino al traguardo manterrò intatto il distacco sul quartetto dal quale m'ero "dissociato" giungendo esausto ma felicemente sorpreso della prestazione.
Giunto al ristoro scatta il golosone che c'è in me notando la presenza sul desco di torte alle quali non so resitere !!! :-)
Ritrovo Luigi e poi Alessandro, quest'ultimo non in perfette condizioni fisiche ma tenace nel concludere la competizione , e scopriamo d'essere premiati di categoria tutti e tre !
Espletata la formalità della premiazione abbiamo perlustrato la zona alla ricerca di un ristorante per il meritato pranzo e l'abbiamo trovato fortunosamente a Caselle saziando abbondantemente il nostro desiderio di cibo ;-)
Un'altra giornata di sport è archiviata positivamente e già si pensa alla prossima per cercare di salvare il salvabile ed una condizione di forma decente....

God bless you !!!

mercoledì 31 ottobre 2012

Non male la prima .....

                                          dietro di me la magnifica Isola di Fora dada
                                ad Alghero col veterinario sardo più veloce :-)
                                            dolci e deliziose cupolette :-P

                                            il centro storico di Alghero

Da un'isola all'altra, da un evento sportivo di caratura planetaria ad un altro, sulla carta, di minor rilevanza ma che per il sottoscritto rappresentava un appuntamento al quale partecipare per essere vicino agli amici organizzatori Luigi e Tore.
Tornato all'ovile dopo la divertente ma sfiancante missione in terra hawaiana avevo in programma, come prossima tappa,  Ozieri , feudo podistico degli amici di cui sopra, facenti parte della società Monte Acuto Marathon. Valenti coordinatori dell'ormai celebre Trofeo Monte Acuto, gara in calendario a marzo , già da tempo volevano levarsi uno sfizio ed allestire una mezza maratona e ritagliarsi il meritato spazio a livello regionale. Onorato dell'invito ricevuto non mi sono fatto pregare due volte e lo scorso w.e. sono volato nella splendida Sardegna accolto dal folkloristico Luigi :-)
Alla partenza da Orio al Serio pioggia e freddo facevano calare il termometro a 10 gradi al termine di una settimana all'insegna di temperature miti , ma la famosa perturbazione preannunciata non aveva tardato a raggiungere il Belpaese. Credevo di poter sfuggire all'assaggio d'inverno allorchè, atterrato ad Alghero, il termometro segnava 19 gradi e si sperava , parlando con Luigi nel trasferimento ad Ozieri, in un passo falso dei meteorologi.
Non l'avessimo mai detto !!!!! Poco dopo Sassari veniamo investiti da un violento acquazzone ed al nostro arrivo a casa Mundula il sole s'eclisserà lasciando spazio ad un clima condizionato da un maestrale alquanto ostile abbinato a scrosci d'acqua. Ma proprio al battesimo della Half Marathon Città d'Ozieri doveva presentarsi una domenica da tregenda con le previsioni meteo così ostili?
Avanti o popolo ! e nel pomeriggio, in compagnia di Luigi e Virgilio, prepariamo i pacchi destinati ai vincitori della prova e quelli di categoria. Ricco il contenuto con Vino rosso , Spianata di Ozieri (pane caratteristico della cittadina Logudorese) , pecorino romano doc e marmellata. Si lotta per montare l'imponente arco gonfiabile , il quale avrà vita breve in quanto durante la notte perderà la battaglia col perfido maestrale e verrà sostituito con uno simile ma di dimensioni ridotte. I preparativi fervono , la tensione sale , molti i particolari da curare , troppo poche le persone a gestire il tutto.
Cena del sabato con qualche trancio di pizza, due bei piatti di spaghetti con tonno e per finire le cupolette, una specialità dolciaria ozierese da ghiottoni alla quale non so resistere....
Si va sotto le coperte con la pancia piena e l'augurio di poter trovare, l'indomani, una giornata migliore di quella intravista scorgendo i siti meteo. Al risveglio sembrerebbe così  se non fosse per la presenza del solito "rompimaroni" alias maestrale. E' prevista pioggia dalle 10 in poi, però fuori splende il sole e come si suol dire "sperare non costa nulla " così ne discuto con  l'amico Federico accompagnato dalla compagna Alessandra a cui va tutta la mia solidarietà. Fortunatamente quest'ultima può ripararsi all'interno del capannone in cui è stata allestita una fiera dedicata ai negozianti del posto, altrimenti rischierebbe il congelamento :-O
Posso ritenermi un privilegiato considerando l'opportunità di potermi cambiare d'abiti , al calduccio, negli uffici dell'Asl dove timbra il cartellino Luigi ;-)
Con Federico saliamo sul bus che ci condurrà alla partenza e l'invidio perchè saggiamente coperto con gilet windstopper e maglia a manica lunga sotto. Rimaniano stupefatti nel vedere podisti in canottiera considerando la temperatura dell'aria decisamente fredda !!!
Ore 9,45 e con lo sguardo in alto notiamo l'avvicinarsi di un gruppo di nuvole minacciose le quali ,5 minuti dopo in connubio col maestrale, s'abbattono sugli indifesi partecipanti ed il fuggi fuggi sotto una tettoia è la logica conseguenza :-) Partenza ritardata alle 10,15 circa quando ritorna a farsi vivo il sole e finalmente possiamo udire il fatidico colpo di pistola e proiettarci in discesa. Parto tranquilamente chiaccherando con Federico e Luigi , sorpassati a velocità doppia da chi vuol mettere fieno in cascina in questo tratto molto favorevole. Non riesco a scaldarmi, le mani sono un oggetto sconosciuto tanto sono fredde ed in prossimità dell' 8° km. veniamo letteralmente "respinti al mittente" da folate di vento contrario. Una breve salitella al 12° km e poi dal 14° cambio ritmo sino al termine per cercare di risvegliare le gambe intorpidite da mesi di IM e quindi fuori forma. Rivedo, dopo il traguardo, il volto infreddolito d'Alessandra, attendo l'arrivo di Luigi e poi mi fiondo negli uffici per togliermi l'abbigliamento utilizzato durante la competizione e ritrovare un po' di tepore....
Rivitalizzante doccia calda a casa Mundula e rientro al centro logistico della manifestazione per il succulento pasta party offerto a tutti quanti a base di gnocchetti conditi con sugo di salsiccia accompagnato da un ottimo vino rosso e birra a volontà !
Da buon semi-astemio il resto della giornata, contrassegnata manco a dirlo da un clima terribilmente ostico per il periodo, lo passerò sul divano sonnecchiando , buttando l'occhio alla tv che trasmette partite di calcio.
L'indomani mattina un saluto ad Antonella, gentile consorte di Luigi, e visita alla città antica d' Alghero avvolta dai suoi imponenti bastioni sotto un cielo grigio. Il dedalo di viuzze è assai suggestivo così come la vista mare dai bastioni. Pranzo sostanzioso al rinomato Bar Milese, situato nei pressi del porto dove si realizzano focacce tipiche come la " Focaccia del Milese" assai ricca e gustosa. Convinco Luigi a mangiare tre tranci e ne esce devastato, coi sensi di colpa ma ne è valsa la pena perchè molto sfiziosi ;-)
In attesa di ritornare in aereoporto ad Alghero inventiamo un itinerario meraviglioso e lo sarebbe stato in maniera più significativa se il sole ed il caldo fossero stati nostri compagni di viaggio.
Fertilia , Capo Caccia , sosta panoramica per contemplare l' Isola di Fora dada con scatto memorabile e raffiche di vento potenti che rendono frizzante la temperatura percepita. Nel ritorno verso Alghero altre soste per ammirare le caratteristiche spiagge della zona , quali Lazzaretto e La Bombarda dove il cielo grigio non ha reso onore in toto alla bellezza del loro mare.
Durante il controllo del bagaglio a mano in aeroporto, disgraziatamente non mi han lasciato trasportare in Brianza i due vasetti di marmellata ai fichi d'India ma la Spianata di Ozieri ed il pecorino romano d.o.c. sono giunti a destinazione.
Un abbraccio a tutti gli amici sardi , i quali si dimostrano grandiosamente ospitali e amichevoli a cominciare dalla Famiglia Mundula in toto , a Tore , Federico ed Alessandra, rivisti con piacere :-)
Qualche piccolo ritocco a livello logistico ed organizzativo, che mi sono permesso di consigliare a Luigi e Tore , ed il loro "progetto run" potrà crescere e divenire un appuntamento classico del calendario sardo. Ci vuole più collaborazione di tutti i tesserati perchè l'unione fà la forza ed in queste situazioni non è solo una frase fatta, eia !

God bless you !!!

giovedì 25 ottobre 2012

A/R Kona

Finish line !
                                                   pedalando sulla Queen K
                                                           In maratona su Alii Drive
                          col Faticatore friulano Denis nei pressi del vulcano Kilauea
            in mezzo al talento svizzero Igor Nastic ed al gladiatore Edo Bernaschi
  quale onore ! da sinistra Paula Newby Fraser , Diana Bertsch, Ame ,Heather Fuhr
                                                     Ironman Legend : Greg Welch
                                                                  Waikiki Beach

Non è la più bella ma sicuramente la più prestigiosa , non mi ha mai solleticato la fantasia come accade a chi la giudica un mito a prescindere....
Sto parlando dell' Ironman celebrato in ogni parte del globo terrestre, ovverosia quello che ogni anno ad ottobre si svolge a Kona (Isole Hawaii) e richiama l'attenzione dei "media" per la presenza dei migliori atleti sulla lunga distanza. Vincere l' Ironman World Championship significa entrare a far parte della storia del triathlon , sport nato nel 1978 e divenuto un movimento in continua evoluzione con lo sfrenato desiderio da parte dei suoi adepti di divenire un giorno Ironman Finisher.
Come ebbi modo di sottolineare nel precedente post, l'aver ricevuto l'invito dalla WTC di primo acchito ha suscitato in me uno stato confusionale sul da farsi, per due semplici motivi : non aver guadagnato la slot sul campo e l'esborso economico non trascurabile a cui andavo incontro. Il termine ultimo per confermare l'iscrizione alla celebre competizione era fissato al 30 giugno e solo a dieci dalla scadenza ho rotto gli indugi , buttato il cuore oltre l'ostacolo , convinto dai numerosi inviti degli amici a non perdere un'occasione unica e rara.
In sintesi la frase ricorrente era :" c'è gente disposta a dare non so cosa per essere presente ai nastri di partenza a Kona, tu hai la fortuna di poterci andare e sei indeciso sul da farsi. Ma sei matto ? "
Fedele alla mia filosofia d'intendere lo sport non ho ceduto alla tentazione d'ascoltare chi riteneva opportuno  limitassi gli impegni nelle prove IM per preservare freschezza e voglia di soffrire in vista dell'appuntamento hawaiano. Dichiarai ,senza ombra di dubbio, quali fossero le gare a cui tenevo maggiormente quest'anno, vale a dire l'Ironman Lanzarote ed il Powerman Zofingen, pur ritenendo Kona un evento importante per arricchire il bagaglio d'esperienze sportive.
Questa riflessione ha generato stupore tra coloro i quali pongono su di un piedistallo l' Ironman World Championship e, pur rispettando i gusti d'ognuno, dico sempre la mia anche se capita,d'essere tacciato di snobismo.
Compagno di merende della trasferta  il "Faticatore furlano" Denis , qualificatosi per Kona l'anno scorso a settembre in Galles e determinato a ben figurare dopo un'attenta preparazione. Suo punto di forza la maratona finale in cui  può ben figurare tenendo conto dei suoi trascorsi d'eccellente podista.
Al contrario dello scrivente trova più soddisfazione nell'allenarsi e non nel competere ma il compromesso storico verrà firmato sul suolo hawaiano :-)
5 ottobre, giorno del mio compleanno, e mi ritrovo carico di bagagli  a festeggiare all'aeroporto di Linate accompagnato dal fratello Sergio , in attesa di partire per un lungo ed estenuante viaggio. Prima tappa sarà Francoforte punto d'incontro con Denis, per poi volare a San Francisco e di seguito a Kona.
Ma c'è sempre un ma.....e saliti a bordo del vetusto Boeing della United rimaniamo fermi per ben tre ore senza conoscerne le motivazioni e il nervosismo si nota sui volti dei passeggeri. Nella fila davanti a me il famoso Norman Stadler vincitore di due edizioni dell' IM WC ed ora facente parte del management di Marino Vanhoeacker ,uno degli atleti dati per favoriti alla vittoria. In fase d'atterraggio a San Francisco veniamo informati della presenza di un volo speciale per i triatleti destinati a Big Island e questo particolare denota la rilevanza del Campionato del mondo Ironman sul territorio statunitense :-O
Sfiniti al termine del lungo trasbordo dobbiamo fare dogana per essere schedati e riprendere i bagagli , un intermezzo a dir poco irritante ma doveroso per le vigenti norme anti terrorismo.
Ultimo sforzo e rintronati giungiamo sul suolo hawaiano per essere di seguito trasferiti al Royal Kona Resort all'una di notte locale.
L'indomani lo dedico al riposo per recuperare le forze disperse durante lo sfiancante trasferimento oltreoceanico e su Kona aleggia una cappa , la quale fa salire notevolmente il tasso d'umidità. Immaginavo e speravo d'essere accolto diversamente con cielo azzurro e sole splendente .....
Il giorno seguente vengo accontentato ed alle 7,30 convinto dallo stakanovista Denis a raggiungere il Pier , luogo di ritrovo dei partecipanti per testare parte del tracciato natatorio . Purtroppo un'onda lunga ed irritante ha presidiato tutto il tragitto e dopo mezz'ora sono uscito leggermente a...mareggiato :-)
La piccola località pullula di triatleti animati dalla smaniosa voglia di nuotare, correre , pedalare,  una droga irrinunciabile, e li vedi sfrecciare a qualunque ora del giorno coi loro bolidi a due ruote. Biciclette dai costi esorbitanti ma siamo nella Mecca del triathlon quindi tutto è concesso :-D
Accade di nuovo. Vorrei riposare però il Faticatore vuole correre su Alii Drive e l'accompagno, con la gradita sorpresa di trovare strada facendo Chrissie Wellington. Logicamente immortaliamo l'incontro con un click , utilizzando la fotocamera digitale di Denis. Cena da dimenticare al Bubba Gump dove si mangia penosamente spendendo l'inverosimile e difatti dal giorno seguente quando passiamo dinanzi rivolgiamo il giusto tributo al locale cosa abituale nei giorni seguenti. Sfruttiamo gratuitamente il loro bagno per i nostri bisogni fisiologici e qui  Denis leggendo si farà una grassa risata :-D
E la famosa Queen K teatro della frazione ciclistica non vogliamo perlustrarla? Inizialmente avrei voluto non oltrepassare l'ora e mezza, trasformatisi in due ore con sosta ad uno scenic point per scattare l'immancabile foto ricordo. Nel tornare affianco una donzella in bici mi volto per salutarla ed indovinate chi ritrovo ? Ancora la Chrissie, alla quale papale papale dico "il percorso ciclistico è noiosissimo ! " e lei saggiamente replica : "qui più delle gambe conta molto la testa ...".
E col senno di poi aveva pienamente ragione !
Seconda serata alla ricerca del luogo adatto per sfamarsi senza "spendere un botto" e lancio l'idea di fare una capatina da Pizza Hut situata fuori dal centro nevralgico ,e la scelta sarà la nostra ancòra di salvezza alimentare. Con solo 12 dollari si può utilizzare il self service potendo consumare insalata e verdure varie, tranci di pizza e beveraggio a volontà. E  mi sento di poter dare una sufficienza piena alla qualità del cibo nonchè alla pizza.
Distribuzione del pacco gara. Gentilissimi volontari t'aiutano ad espletare le formalità del ritiro ed alla fine il gadget è costituito dall'ennesimo zainetto contenente un paio di variopinti occhialini da bagno con lenti polarizzate e prodotti vari. Questo è il primo dei tre appuntamenti classici previsti, il secondo sarà la parata delle nazioni con partenza dal piazzale dietro  il King Kamehameha's Kona Beach Hotel (sede del Race Office) ed arrivo nei pressi dell'expo , ricco d'espositori d'ogni tipo e munifici coi visitatori dispensando gadget e prodotti alimentari. Barrette e bevande isotoniche a iosa per la gioia degli affamati triatleti :-)
Divertente calarsi nei panni del portabandiera e ironizzare con gli amici italiani, rispondendo all'incitamento degli spettatori molto entusiasti e capaci di farti sentire protagonista.
Per gli invitati alla kermesse hawaiana tramite il Legacy Program l'organizzazione aveva preparato un party di benvenuto, al quale ho voluto presenziare per ringraziarli dell'opportunità concessami. Non è da tutti essere ricevuti da un terzetto del gentil sesso composto da due stelle del passato , quali Paula Newby Fraser, una delle più grandi triatlete di tutti i tempi e trionfatrice di ben 8 edizioni del campionato del mondo Ironman ed Heather Fuhr, vincitrice di un'edizione a Kona e di altri IM, ancora in ottima forma fisica. Terza presenza femminile è Diana Bertsch "World Championship Race Director" e colgo l'occasione per una foto in loro compagnia, tutti quanti belli sorridenti.
Prendono la parola, per i consueti discorsi infarciti di tante belle parole, la suddetta Diana, Mike Reilly  "the voice of the Ironman "  ed il boss della WTC Andrew Messick per poi chiamare sulla scena chi ha lasciato un'impronta indelebile nella storia dell'Ironman Hawaii.  
Paola Newby Fraser, Heather Fuhr, Greg Welch, Julie Moss e Katleen Mc Cartney quest'ultime due di ritorno sulle scene a Kona dopo 30 anni !
La Mc Cartney vincitrice nel 1982 dice d'essersi sposata , messo al mondo figli , separata e desiderosa di voltare pagina nella sua vita partendo da un punto fermo l' Ironman . Son rimasto molto colpito dalla sua semplicità quando si è avvicinata al termine del party e mi ha rivolto un in bocca al lupo per la gara.
Il pasta party del giovedì sera è piuttosto caotico condito da spettacoli ove si pone in risalto la cultura indigena, le tradizioni, con danze e funanboli abili a far roteare bastoni infuocati . Alla fine la rappresentazione si dilunga parecchio annoiandoci, quindi decidiamo sia meglio rientrare in hotel. Dal tardo pomeriggio s'impossessa di me una generale stanchezza fisica e scongiurato l'incubo d'aver la febbre prendo una pastiglia di tachipirina . Nemmeno il sonno notturno servirà a migliorare la situazione e comincio ad essere in ansia per questo stato di debolezza  fisica inspiegabile.
La vigilia della gara, ancora in balìa del malessere fisico, cerco di riposare il più possibile e d'uscire solo per sbrigare la pratica del bike check-in. Nelle varie fasi, vengo accompagnato da una premurosa signora e vorrei sottolineare la cordialità dei volontari presenti ,pedine fondamentali nello scacchiere organizzativo.
Mentre attendo l'uscita dalla zona cambio di Denis, arriva uno dei big della specialità, Chris Mc Cormack detto Macca il quale, alla stessa maniera di una carta moschicida, attira su di sè l'attenzione degli astanti . Volente o nolente questo è il tributo da pagare per chi gode di una popolarità planetaria.
Cena da Pizza Hut e purtroppo non si può usufruire del buffet, indi per cui la pizza è d'obbligo e ne sono estremamente felice considerando quanto l'amo. Il miglio successivo che ci separa dalla nostra camera d'hotel serve a mò di digestivo e l'unico pensiero è quello di trascorrere una nottata tranquilla con qualche ora di sonno. La sveglia è puntata alle 4,15 ma non aspetterò di sentirla suonare in quanto già sveglio, col desiderio d'aprire la porta finestra e scorgere l'oceano liscio come l'olio.....
Le solite due barrette, un goccio di caffè, e poi con Denis percorriamo il chilometro verso il Pier seguendo il branco di triatleti e buttando l'occhio verso l'oceano ahimè piuttosto "incazzato" e lo si nota dalla violenza con la quale le onde sbattono contro le rocce.
Ma non poteva essere placido e tranquillo come al nostro arrivo nell'isola? La tensione sale, non nascondo la preoccupazione del dover nuotare senza muta con un onda fastidiosa ed il morale scende notevolmente. 
Arrivati nei pressi della zona cambio veniamo invitati a svoltare a destra per raggiungere il luogo dove i volontari  ci sottopongono a due basilari operazioni : marchiatura con inchiostro dei deltodi per imprimere il numero di gara e peso corporeo di ogni atleta . Malauguratamente nel caos e primadi consegnare la sacca con gli indumenti personali perdo di vista Denis. Vago nervosamente tra la gente , raggiungo la di zona partenza e sosto sulla spiaggetta sino a pochi minuti allo start.
Vedo davanti a me l'ex famoso ciclista Jalabert ,decido di tuffarmi e raggiungere il molo sulla destra per aggrapparmi ai copertoni evitando di rimanere in surplace. Ormai mancano pochi istanti al colpo di cannone e quando arriva 2000 atleti increspano l'oceano mulinando le braccia rapidamente per evitare di restare intruppati nella "bolgia acquifera". Ovviamente pago dazio, annaspo per i riconosciuti ed evidenti limiti natatori però credevo di subire più contatti ed invece riesco a ritagliarmi uno spazio vitale anche se il deficit di boe direzionali non è degno di un campionato del mondo. Metterne una ogni 200 metri con l'onda lunga crea disagio nel ricercare la linea ideale. Il giro di boa, distante quasi 2km., è in prossimità di un grosso barcone e nuotando controcorrente sembrerebbe lontano il doppio ! "Dai Ame sei a metà devi tornare indietro per forza !" ripeto a me stesso e con l'ausilio del favorevole moto ondoso approdo alla spiaggia da dove sono partito 1h40 minuti fa,  così decreta il display all'uscita dall'acqua.
Sono galvanizzato , l'ostacolo peggiore è superato, corro sotto il tendone, calzo le scarpe da ciclismo ed ingurgito due gel  cercando di combattere l'intontimento generato dalle onde oceaniche. 
Finalmente salgo in sella alla Denti ed il tratto iniziale è un antipasto sempre nei pressi di Kona, condito dal tifo della gente per poi d'affrontare la salita di Palani ed immettersi sulla celeberrima Queen K. direzione Hawi, punto di svolta della frazione ciclistica. Ascoltando i pareri di chi , nelle passate edizioni, s'era già cimentatosu questo percorso avevo dedotto che la soluzione ideale era quella di non sprecare troppe energie pedalando verso Hawi , notoriamente segmento a favore di vento, per non "esplodere" ritornando verso Kona. 
Sfortunatamente e sorprendentemente le folate di vento, inizialmente laterale e frontale poi , han reso assaicomplicato raggiungere il giro di boa cosa inaspettata e maldigerita dai partecipanti. A questo punto nella mia testa è scattato un meccanismo di autoconservazione, timoroso di patire lo sforzo profuso poco meno di due settimane addietro all'Elba . Questa scelta ponderata ha dato i suoi frutti perchè affrontando nuovamente tratti ventosi era logico scalare un paio di marce considerato cosa prevedeva la successiva portata del menu  ;-)
Confermo la noiosità del tracciato e vorrei sottolineare la distribuzione ,ai ristori , della bevanda isotonica non all'interno delle caratteristiche borracce bensì con bottigliette a dir poco scomode. Provare a bere , senza inondarsi ovunque del liquido in esse contenuto, è stata un'impresa titanica :-O
Ridiscendo verso la zona cambio , tanta è la gioia per essere riuscito a coprire i 180 km e lasciata la bici in custodia ad un volontario, percorro il lungo tragitto verso il tendone per calzare le Bondi, pronto a sfidare la calura della maratona. L'impegno sarà gravoso perchè oltre al caldo dovrò affrontare una lunga serie si saliscendi sino all'Energy Lab punto chiave poichè da lì mancheranno poco più di 12 km e le gambe saranno sicuramente provate.....
Belli ed elettrizzanti i primi 15 km su Alii Drive, sostenuto a gran voce dal pubblico a bordo strada con un buon ritmo di gara e la consueta passeggiata ad ogni ristoro , bevendo e spugnandomi accuratamente. Tutto procede per il verso giusto nonostante i primi sintomi di stanchezza ,con l'obiettivo d'arrivare senza patire oltre il necessario. La necessità di spugnarsi continuamente e la conseguente discesa dell'acqua all'interno delle scarpe, ha l'effetto di produrre due belle vesciche sotto la pianta d'entrambi i piedi. Logica conseguenza è l'abbassamento della velocità di crociera già di per sè bassa :-)
Questi lunghi rettilinei non finiscono mai , le soste ai ristori si fanno man mano più lunghe e cerco di distrarre la mente salutando chi conosco ed incrocio . 40° km ,ultima erta prevista,  in cima svolto a destra e scendo rilassato cominciando a realizzare che il traguardo è ad un passo ed il sogno sta per concretizzarsi. 
Ritrovare il calore della gente è un'ulteriore iniezione adrenalinica ,coi brividi in ogni parte del corpo e la felicità di percorrere gli ultimi 100 metri col canonico urlo di Mike Reilly , il quale grida "You are an Ironman ! ". Non sarei d'accordo sull'affermazione ma ero troppo stanco per discuterne con lui :-))))))
Appena varcato il traguardo vedo Denis e c'abbracciamo poi il Faticatore racconta della personale via crucis causata dai crampi a cui è soggetto in condizioni climatiche simili a quelle incontrate durante la prova. 
Foto di rito con medaglia al collo ed una volta riacquistato un po' di brillantezza fisica ritiriamo borse e biciclette percorrendo in senso contrario quella strada dalla quale siamo giunti la mattina presto per rincorrere il sogno di ogni sportivo, mettersi alla prova sfidando i propri limiti .   
Niente miti nè tantomeno eroi, solo essere umani con le loro debolezze messe a nudo durante lo svolgimento della competizione. Ognuno di noi è un virtuale vincitore e questa sfida si ripresenterà ogni qualvolta indosseremo il pettorale. L'importante , a mio modesto parere, è metterci l'impegno ed accontentarsi del verdetto emesso dal campo in quanto solo così potremo essere in pace con noi stessi.
Dopo un tour dell'isola ammirando le bellezze di Big Island ci siamo diretti ad Honolulu per una breve sosta di un giorno e mezzo con tanto di bagno a Waikiki Beach , spiaggia cittadina molto movimentata e capatina a Pearl Harbour. Sinceramente sono rimasto deluso dalla visita perchè trattasi del solito mix all'americana dove, oltre a raccontarti l'evento storico debbono trasformare il tutto in business vendendo assurdi gadgets. 
Viaggio di ritorno particolarmente pesante con quattro voli aerei cambiati e 34 ore di viaggio praticamente il terzo IM in due settimane :-)
Ringrazio  Denis ed i tanti amici presenti per l'emozioni condivise, i volontari sempre amabili e disponibili e l'amico Roberto Rinaldi da me battezzato il Mago delle Ruote. Le Vision da lui assemblate andavano alla stregua di razzi e rivolgo loro le mie scuse se le gambe del sottoscritto non sono degne del loro valore.
GOD BLESS YOU!!!