giovedì 30 agosto 2012

Dallo Zeleznak al Pordoi .....

Stanchi ma sorridenti dopo la gara ....
in compagnia di Jirka 
Marina Lipno
Herreninsel : la dimora di Ludovico II
dolci tentazioni a Siegsdorf ...
Chiesa a Maria Eck
la ripida salita verso la Chiesa di St.Georg
Chiemgau Arena 
la Streif di Kitzbuhel d'estate :-)

                                                                Passo Pordoi, si cerca di sorridere....
...per poi ridiscendere col carro attrezzi :-)
Ormai non ci speravo più , avevo abbandonato l'idea di ritornare dall'amico Jirka in Boemia ,a Lipno nad Vltavou, per partecipare allo Zeleznak.CZ l'Ironman da lui organizzato con tanta passione, seppur con limitate disponibilità economiche.
In questo caso il detto "non è l'abito a fare il monaco" calza a pennello, e chi partecipa a siffatti Ironman "pane e salame" è conscio di trovarsi in un mondo dalle caratteristiche diametralmente opposte rispetto a quelle della M pallinata e patinata.
Personalmente apprezzo molto il clima familiare che si respira all'interno di queste manifestazioni, in tutte le fasi , dal ritiro pettorali alle premiazioni post gara.
Ma la dea bendata mi ha messo involontariamente in contatto con l'amico alessandrino Roberto "Babyface" Cornaglia , il quale dopo un breve periodo di riflessione ha accettato entusiasticamente l'idea di confrontarsi con una nuova realtà sportiva ed il mio tour post gara. Reduce dall'IM Franca a Nizza e con le pile scariche cercava nuovi stimoli ed affrontare una competizione quasi in solitaria è il modo migliore , direi catartico, per farlo.
Per evitare la noia di un lungo viaggio avevo programmato una sosta in Tirolo giusto a metà strada in quel di Angerberg dove lo splendore dei prati verdi, certosinamente rasati come da tradizione locale, ti riconcilia con la natura. Idem per il nostro alloggio sistemato sopra la stalla del Gasthof , pulito e spazioso all'interno del quale si scatena la lotta con le mosche locali :-)
Cena in pizzeria nella vicina cittadina di Worgl a cui fa seguito l'immancabile gelato, una costante per quasi tutta la vacanza e gioia per il mio palato d'insaziabile goloso. La mattina successiva , in accordo con Babyface, decidiamo di sciogliere un pochino le gambe mediante una breve corsetta. Con nostro grande rammarico scopriamo l'assenza di pianura nei dintorni e le maledizioni escono dalle bocche d'entrambi .....
A ripagare la breve fatica l'abbondante colazione consumata, con un desco ricco di cibi dolci e salati, praticamente un pranzo. Il caldo afoso da quando abbiamo lasciato il Belpaese è solo un triste ricordo e ne giova il fisico non più costretto a sudare per controllare la temperatura corporea.
Arrivati a Lipno ci dirigiamo subito a depositare i nostri bagagli al residence prenotato e con nostra grande soddisfazione apprezziamo la qualità dello stesso, sicuramente lussuoso per gli standard del posto. Nemmeno lontanamente paragonabile col dormitorio umido e spartano dell'anno precedente e col senno di poi ne è valsa la pena spendere 40 euro in più per tre notti . Dello stesso avviso Babyface entusiasta della location a tal punto dall'affermare che mi ringrazierà a vita per l'opportunità concessagli di trascorrere una vacanza insolita, imprevista e come il tempo locale .....imprevedibile :-)
Siamo a circa 700 mt di quota e pur smanettando in internet, per cercare di capire cosa ci riserverà il meteo nel giorno deputato alla iron-fatica, rimaniamo delusi nel leggere i contradditori bollettini diramati dai vari siti.
L'unica cosa sulla quale sono tutti concordi sarà la temperatura dell'aria direi alquanto frizzante e chi mi conosce sa quanto detesti le basse temperature.... All'uscita dall'acqua si prevedono 12 gradi con minaccia di pioggia durante la mattinata , perciò potete immaginare con quale entusiasmo ed approccio mentale ci avviciniamo alla prova :-O
Inutile lamentarsi perchè a queste latitudini si passa, in un battito di ciglia, dal godere del tepore proveniente dai raggi solari al dover indossare capi d'abbigliamento autunali per la presenza di nubi. La vigilia della gara oltre ad una sgambatina di corsa molto breve è dedicata alla visione del percorso ciclistico, elogiato da Babyface per il contorno di foreste,la tranquillità e quel senso di pace trasmessi dai luoghi visitati.
E' giunta l'ora di ritirare il pacco gara quindi scendiamo a livello del lago a Marina Lipno, geniale trasformazione urbanistica della zona attorno al lago divenuta un polo turistico a 360° perchè qui d'inverno si scia mentre d'estate si praticano sport acquatici. Carino il piccolo porto creato, con la barche attraccate ai moli ed i riflessi nell'acqua tali da creare uno sfondo da cartolina. Abbraccio Jirka sempre cordiale , ma non mi dilungo con lui perchè è molto indaffarato nell'allestire la zona cambio coadiuvato dai volontari. Bello il siparietto del briefing in inglese con Gabriela , triatleta di spessore , la quale cerca di farsi comprendere dai pochi astanti per lo più tedeschi. Ogni tanto m'intrometto per spiegare alcuni trabocchetti del percorso ciclistico , sfoderando un inglese colorito, e spesso sono i gesti a rendere l'idea di cosa vorrei dir loro. Scoppia la risata della platea :-D
Il cuoco del duo, cioè il sottoscritto, si mette ai fornelli per cucinare l'usuale menu della cena prima di un IM , vale a dire pasta col tonno e verdurine in scatola. Un po' di frutta secca come dessert perchè di gelaterie non ve ne sono e la voglia d'uscire è pari a zero ;-)
Solito problema dell'addormentarsi ad orari insoliti  con schiamazzi notturni a rovinarci il sonno ! Alzarsi alle 4.15 del mattino,  è sconvolgente se si pensa di dover affrontare un impegno sportivo considerevole, con alle spalle una notte praticamente insonne .....
Colazione composta da tre barrette ingerite apaticamente , una tazza di tè e poi uno sguardo al cielo nuvoloso, fortunatamente senza minacce di pioggia. In auto raggiungiamo il parcheggio situato a poche centinaia di metri dalla zona cambio ed il termometro segna 10 gradi con un'umidità che ti penetra nelle ossa. Il clima ideale per avvertire freddo, quindi cerco e trovo rifugio sotto al piccolo tendone destinato al cambio abiti prima e durante la competizione .
Indossiamo la muta e passeggiare a piedi nudi sull'erba del prato è come se lo si facesse sulla neve , indi per cui meglio tenerli a bagnomaria nell'acqua del lago, sicuramente più calda ;-)
Alle 7 del mattino poco più di trenta triatleti si tuffano nelle tiepide acque del Lipno Lake e dopo poche bracciate "sguazzo" solo ,come se fossi in una grossa piscina naturale a svolgere il mio indigesto compitino.
I tre giri previsti sembrano infiniti e m'assale il dubbio sulla reale distanza , forse superiore ai canonici 3,8 km .  L'importante è l'essere riusciti a completare la frazione notoriamente fastidiosa per il sottoscritto anche se il bello deve ancora venire.... 
Con la dovuta calma indosso tutto quanto possa aiutarmi a combattere le rigide temperature dell'aria perchè pedalare all'interno delle foreste boeme sarà sicuramente inebriante sotto l'aspetto paesaggistico però il freddo al loro interno è poco salutare :-)
Nonostante abbia messo un sottocasco avverto, sulla fronte, una forte sensazione di gelo allorchè affronto le discese e per fortuna non piove evitando così di trasformare il liscio manto stradale in un patinoire.
Noooooooo ! Inizia a piovere e siamo alla fine del primo giro! Rimembro le vicissitudini dell'anno passato e prego di non riviverle perchè credo non riuscirei a sopportare ulteriore disagio fisico.
Qualcuno lassù ci ama, la pioggia c'abbandona ma le previste schiarite non si vedono, se non di rado, e l'aria non si scalda ragion per cui rimango sempre ben coperto. Il malefico strappetto nel risalire a Sveraz spezza i quadricipiti e raggiunto il secondo GPM a Malsin non rimane che l'ultima lunga e costante salita da Vissi Brod a Lipno . Il terzo passaggio è una piccola via crucis ed una volta scollinati si ridiscende sino a Marina Lipno, dove posso, come si suol dire, tirare un sospiro di sollievo in quanto sofferente nella zona lombare. Sarà stato il freddo o non so cosa però la bassa schiena mi duole a tal punto da non riuscire a correre. Tragici i  km iniziali della maratona con alcune soste in cui, tramite esercizi d'allungamento, cerco di rilassare il distretto muscolare infiammato. Si fa la largo nella mente l'ipotesi di una corsa interrotta da numerosi e forzati stop ma il dolore cala e riesco a procedere a buon ritmo.
Rivedo con piacere Babyface nel nostro "avanti e indrè" lungo la ciclabile, destinata allo svolgimento della frazione podistica. Poco più di 5 km, intasati dalla presenza d'intere famigliole coi pattini a rotelle ai piedi e non di rado, per evitare pericolosi scontri, sono costretto a slalomeggiare :-O
La temperatura è ottima per correre, affiora cammin facendo una marcata stanchezza, e sorrido ironicamente dentro me mentre  ripenso al disagio fisico patito sulle due ruote. Sosto ad ogni ristoro per bere  ed alimentarmi con qualche gel e nell'ultima tornata mentre incontro Babyface appare sul volto d'entrambi un sorriso. Un bel "cinque" e ricevo i complimenti dell'amico alessandrino perchè ormai sono prossimo al traguardo. Cosa si pensa mentre si percorrono gli ultimi metri di una gara durata svariate ore?
E' un film già visto e,  fedele al mio motto "l'importante è arrivare col sorriso sulle labbra" , cerco di godermi questi secondi di pura adrenalina , cosa difficile a realizzarsi nel momento in cui si è sofferto oltremisura.
Lo speaker annuncia il mio arrivo, alzo le braccia al cielo mentre transito sotto lo striscione e vedo Jirka immortalare la scena con uno scatto fotografico. Una stretta di mano, una foto con medaglia al collo a fianco del solerte organizzatore boemo e poi infreddolito mi cambio senza trovare quel calore sperato. Mangio qualcosa in attesa di vedere l'arrivo di Babyface e quando lo vedo immettersi sul breve rettifilo , prossimo al traguardo, grido a squarciagola il suo nome per poi abbracciarlo non appena finisce la sua fatica.
Ovviamente non possiamo farci mancare la foto ricordo di questa ironavventura dai sapori forti seppure sia stata vissuta,non di rado, soli col proprio respiro,mentre s'udiva ,immersi nella natura, il rotolare delle ruote, "lontani dal logorìo della vita moderna" come recitava un famoso spot pubblicitario....
Giunti all' appartamento finalmente possiamo godere di una doccia calda ed il cuoco Ame cucina un bel piatto di pasta per ricostruire rapidamente le scorte di glicogeno andate perse nelle svariate ore precedenti :-)
L'indomani salutiamo la selva boema per trasformarci in turisti fai da te e goderci una mini vacanza programmata dal sottoscritto a parte l'appendice finale partorita da Babyface. A costui, per evidenti problemi di demabulazione, verrà  affibbiato un nuovo nick name  : Gambadilegno :-)
Prima tappa del tour Siegsdorf, località bavarese strategica per poter ammirare il lago Chiemsee altrimenti detto "Mare di Baviera" per la sua vastità. Irrinunciabile la visita, trasportati da un affollato traghetto, alle due famose isole al suo interno , Herreninsel e Fraueninsel con la prima decisamente più significativa per la presenza del maestoso palazzo di Re Lodovico II a quanto si dice il monarca più famoso di Baviera.
Punto fermo per le nostre cene serali "Il Porcino" una pizzeria-ristorante gestita da napoletani decisamente pittoreschi , e come antipastino è d'obbligo gustare delle ottime bruschette seguite da una discreta pizza cotta in forno elettrico.Il menu turistico prevede la visita di Ruhpolding, località cara a tutti gli amanti del biathlon,  il mio sport preferito. Si rimane sempre a bocca aperta nell'ammirare la pulizia dei luoghi, abitazioni  da cartolina decorate e caratterizzate da balconi ricchi di fiori . Magnifica la chiesa parrocchiale di St. Georg raggiungibile attraverso un'erta maldigerita da Gambadilegno per non parlare della lunga scalinata utilizzata per ridiscendere :-)
Ma il cuore batte forte allorchè facciamo visita alla Chiemgau Arena , tempio del biathlon tedesco e dopo averla visitata si capisce quanto sia importante e radicato nella cultura germanica questo sport ....
Proseguiamo il nostro "sacro "tour visitando la chiesa di Maria Eck al termine di una ripida salita dalla quale si può godere di un meraviglioso panorama sul lago Chiemsee e rimaniamo affascinati dalla tranquillità dei luoghi . Concludiamo in bellezza proseguendo per Traunstein città famosa per aver dato i natali all'attuale Papa Benedetto XVI e scattiamo la foto di rito del busto a lui dedicato posizionato al di fuori della chiesa di St. Oswald . Qui il Pontefice celebrò la sua prima messa .
Abbandonata la ricca e verdeggiante Baviera facciamo tappa in quel di Saint Johann in Tirol , l'ennesima cittadina -cartolina capace di lasciarti senza fiato e ci scappa una fetta di strudel, dolce legato alla ricca tradizione dolciaria tirolese. Nonostante l'ennesimo errore di percorso riusciamo a trovare la via maestra e giungere nella lussuosa Kitzbuhel smaniosi d'ammirare la celeberrima Streif. La delusione è all'ennesima potenza, considerando le aspettative, e dopo tanto girovagare veniamo a sapere da una coppia di valtellinesi che la finish line ...finisce nel campo da golf  dinanzi a noi  :-O Per dirla alla brianzola "ma va dà via i ciap !!!!  :-)
Si fa rientro sull'italico suolo pernottando a Laives (BZ) in una catapecchia a dir poco oscena e non m'addentro nei particolari per non causare problemi di stomaco ai lettori :-)
Il solerte Gambadilegno voleva farmi ammirare le Dolomiti, gioelli  naturalistici della Val di Fassa , compiendo l'intero Giro dei quattro passi , altrimenti detto del Sella- Ronda e dopo aver percorso in toto la Val di Fiemme arriviamo a Canazei. Attraversiamo il centro abitato ed in fondo al lungo rettifilo, giunti al bivio Passo Pordoi - Passo Fedaia , optiamo per il primo risalendo gli 11 km di tornanti che ci separano dal passo.
Siamo quasi in cima ma.......all'ultimo tornante la temperatura dell'acqua segna 130 gradi e non appena riisciamo a parcheggiare l'auto, esce dal cofano una fumata bianca e da sotto un rigagnolo formato dall'acqua del radiatore !
I nostri volti esterrefatti non credono ai loro occhi , ma siamo su scherzi a parte? dai ripartiamo su....
No no siamo arrivati al capolinea e in un lampo di lucidità dico a Roberto di cercare tramite smartphone un soccorso ACI a Canazei e nella disgrazia la buonasorte si ricorda di noi. Tempo 45 minuti dalla chiamata ed il carro attrezzi carica l'auto e noi due riportandoci in valle a Canazei.
Il titolare dell'officina riuscirà a sistemare l'auto la sera del giorno successivo e c'è mancata la cosiddetta ciliegina sulla torta per concludere alla grande un'indimenticabile vacanza.
Ringrazio sentitamente l'amico Roberto, perfetta spalla per aver sopportato le mie stravaganti idee fotografiche :-D

God bless you !!!

venerdì 6 luglio 2012

NO Wetsuit !


 Quale onore accanto alla Chrissie :-)
con Linda ed Edith
I love Gelato !!!!!!!!
e' fatta !

Ed è stato come aver preso un diretto da George Foreman dei tempi d'oro !
Non sono "fulminato", bensì schockato dall'aver ricevuto la temuta notizia circolante sin dal giorno precedente quando, arrivato nei pressi dell' Ironman Expo a Klagenfurt, ho incontrato Daniel Fontana, l'italo argentino punta di diamante della nutrita schiera di triatleti al via nell' IM Austria.
Costui parlava del possibile divieto d'usufruire della muta in neoprene nella frazione natatoria, notizia confermata il giorno seguente :-(
Gelo nei nostri sguardi , miei e di Franco al suo ritorno in Carinzia dopo 8 anni , col quale ho avuto modo di condividere altre Ironesperienze. Ecco riapparire come un doloroso flashback il ricordo di Francoforte 2006 quando per la prima volta nuotai senza il supporto "galleggiante" fisico e psicologico. Fu un calvario durato 1h48' cercando di scansare eventuali scontri indesiderati.
"Non c'è più niente da fare è stato bello sognare" cantava Bobby Solo e noto come tutti gli atleti incontrati siano concordi nel giudicare infelice la scelta degli organizzatori soprattutto per una questione di sicurezza. Considerando la moltitudine di atleti al via ed il rischio di ricevere colpi pericolosi, l'incolumità dei partecipanti viene a mancare e la temperatura dell'acqua, seppure al di sopra dei canonici 24,5 gradi, consiglierebbe di rendere l'utilizzo della muta facoltativo. Siamo oltre confine, l'elasticità mentale è un optional, non si riesce a... prenderla con filosofia, in quanto nessuno s'attendeva una simile decisione.
Caronte, l'anticiclone africano è venuto a farci visita nel momento meno opportuno ed è fisicamente irritante sudare in continuazione col disperato desiderio d'una zona d'ombra vicino al magnifico Worthersee , un lago d'una bellezza unica. Ogni anno l'ammiro e vorrei tornarci per potermi immergere senza dover penare per quasi 4km ;-)
E' un continuo bere,per mantenere un'idratazione ottimale e non essendo abituato a queste bevute senza soluzione di continuità, molteplici sono i pit stop spesso in luoghi non proprio etichettati come bagni  :-D
Adoro Klagenfurt, i suoi dintorni e la nostra dimora in quel di Viktring immersa nel verde è un oasi utile a stemperare la tensione e scacciare i cattivi pensieri. Sia io che Franco è inutile negarlo siamo piuttosto delusi e sconcertati e discutiamo relativamente alla temperatura del lago attorno ai 25 gradi quindi decisamente più fredda di quella di una comune piscina.
Dopo tante frequentazioni, per la prima volta  posso verificare di persona la qualità del pasta party svoltosi all'interno dell'Irondome  e il giudizio a posteriori è decisamente positivo esclusa la canicola presente all'interno del tendone. Immancabile la visita nel centro della città ammirando Neuer Platz con la statua dedicata all'Imperatrice d'Austria Maria Vittoria e la fontana del Drago simbolo di Klagenfurt.
Mentre passeggiamo rivedo, come lo scorso anno, con immenso piacere, l'amica e stimata campionessa Edith venuta per sostenere Linda, atleta che si è affidata a lei per preparare questa competizione.
Voglia di letto, al termine d'una giornata infinita, e dormiamo con la porta della camera che da sul giardino della pensione spalancata , evitando in tal modo la calura. E questa soluzione paga, in quanto riusciamo a riposare risvegliandoci belli tonici e pronti a fare una breve sgambatina rigenerante.
La vigilia di un simile evento è per molti atleti uno stress notevole, non di rado acuito dalle noiose attese per sbrigare la trafila del bike check-in con foto scattata dietro la propria bici, deposito sacche gara, copertura della stessa con cellophant. Operazioni compiute sotto una canicola insopportabile :-O
Prossimo step la rifinitura del carboload, nel medesimo ristorante-pizzeria dove sono di casa e sanno che le porzioni di pasta non devono essere da "nouvelle cuisine" ma da trattoria abile a soddisfare bocche affamate  :-)
Per concludere in dolcezza la serata ci gustiamo una cialda di gelato alla gelateria Arcobaleno, l'unica degna di nota nella capitale della Carinzia e mentre siamo all'altezza di Nueur Platz ecco con una gradita sorpresa da immortalare con uno scatto fotografico. Incrociamo la simpaticissima e pluridecorata campionessa inglese Chrissie Wellington, la quale cortesemente si ferma per una foto ricordo.
La morsa del caldo non molla e ritroviamo sollievo nel verde della nostra dimora cercando qualche ora di riposo. Sono talmente privo di stimoli ,dopo la spiacevole notizia dell'impossibilità d'indossare la muta, a tal punto da non avvertire tensione e dormo placidamente.
Noooooo la sveglia del cellulare ! Fuori dalla branda Ame ! :-(
Un paio di barrette , un panino con miele, del tè caldo ed alle 5.30 del mattino siamo già in processione per inoltrarci nell'affollata zona cambio all'interno della quale si respira un'atmosfera surreale, i rituali di sempre, gesti scaramantici , gli sguardi tesi o chi cerca di celare il nervosismo pre gara scambiando battute con gli amici. Cosa piacevole a farsi con gli scanzonati triatleti dell' Udine Triathlon....
Indumenti personali consegnati ,si entra negli spettacolari bagni , i cosiddetti Strandbad,  dove l'erba sembra un green di un campo di golf per poi raggiungere la spiaggia .
In accordo con Franco decidiamo sia conveniente piazziarci nelle retrovie.
Colpo di pistola, avanzo lentamente, splash! , un tuffo nelle cristalline acque del Worthersee con un solo pensiero in testa : evitare assolutamente ogni minimo contatto per non andare in panico.
Missione compiuta con fatica immane, avvertendo brividi nel km finale nuotato nel canale stavolta con acqua torbida. Intontito, corro per scaldarmi verso la zona cambio e l'unica nota positiva è rappresentata dal non dover litigare per sfilarsi la muta e quindi il cambio risulta essere più agevole. Ovviamente me la son presa comoda considerato lo stato penoso in cui versavo e la difficoltà a metter i calzini per via dei piedi tremanti:-O
La muta si poteva rendere facoltativa ed io ne sono stato un esempio lampante ;-)
Parto in groppa alla Matrix motorizzata Vision, una stratosferica coppia di ruote gentilmente offertemi dal gruppo FSA situato a soli 15 km da casa. L'abile mano dell'amico Roberto Rinaldi le ha rese scorrevolissime ma ahimè la frazione natatoria mi ha svuotato d'energie e le gambe sono dolenti. Non posso spingere i rapporti desiderati, la desolazione è enorme perchè il tracciato presenta tratti filanti dove tali ruote danno il meglio di sè. Inutile prendersela, proseguo evitando d'incaponirmi a voler pedalare più duro di quel che posso, bisogna accettare ed assecondare la forma fisica del momento.
Il caldo è opprimente e raggiunge l'apice quando affronto le due salite presenti nell'anello di 90 km, indi  per cui, giunto nei pressi dei ristori prendo la borraccia d'acqua, la verso sul casco e per un attimo provo refrigerio.
La seconda ascesa a Rupertiberg, l'erta più impegnativa, è assai ardua e noto una ragazza con la ruota posteriore lenticolare procedere a rallentatore :-O
Ultimi 10 km e la discesa verso Klagenfurt è un buon motivo per far girare le gambe, rilassare la mente, curioso di verificare come potrà reagire il fisico ad una maratona con temperature prossime ai 40 gradi.
Perdo molto tempo nella seconda transizione perchè non riesco a mettere il casco nel sacchetto, si è formato un nodo , smoccolo rendendomi conto della situazione fantozziana.
Correre in mezzo a tanto calore , tifo , è un'iniezione di morale non indifferente ed ogni tanto sentire qualcuno che ti riconosce e grida il tuo nome rende più soft la fatica. Ad ogni ristoro applico la stessa tattica vale a dire mi spugno all'ingresso , bevo camminando, esco bagnandomi nuovamente.
L'estreme condizioni climatiche comportano un surplus di lavoro alle ambulanze e non è affatto piacevole udire le loro sirene perchè sinonimo di qualche atleta in difficoltà e la cosa mi rattrista.
Quando avverto stanchezza oltremisura, calo il ritmo, cammino leggermente di più ai ristori , mangio gel con parecchia nausea alla ricerca di un po' d'energia.
Sono ormai quasi alla fine, procedo senza forzare e quando raggiungo la zona del lago sento Roberto Rinaldi incitarmi a gran voce ed estraggo un sorriso carico di gioia ringraziandolo per il supporto morale.
Ultimo segmento transennato in mezzo a due ali di folla, la quale tributa un'ovazione ad ogni concorrente e quando svolto a sinistra e corro sul tappeto che mi condurrà al traguardo godo perchè questi sono i momenti indimenticabili di un IM ! :-)
Malauguratamente Franco sceso dalla bici ha deciso saggiamente di non continuare causa il ripresentarsi di un problema al piede che non gli avrebbe permesso di correre. Si rifarà alla prossima occasione ne sono certo.
Ricorderò eternamente questa significativa prova condizionata da eventi unici e rari, come il clima sfavorevole ed i tanti ritiri lo stanno a dimostrare.
Un encomio particolare mi sento in dovere di farlo a Daniel Fontana ad un passo dalla vittoria preceduto all'arrivo solo dal celebrato atleta  teutonico Faris Al Sultan.
Come di norma un bravo a tutti finisher e stavolta se lo meritano tutto ! ;-)

God bless you !



martedì 12 giugno 2012

Arena...to


con Ilaria Marchesi , vincitrice della gara, e Massimo Brignotti
sei connesso ? :-)

L'ignoranza può non essere deleteria nel momento in cui ti portano a conoscenza di un qualcosa a te sconosciuto e pochi istanti dopo il neurone comincia ad elaborare, progettare, surriscaldarsi :-)
Passato a far visita all'amico massaggiatore Maurizio costui se n'è un uscito con una frase la quale ha innescato il meccanismo cerebrale di cui sopra.
"Ame sabato sono a far i massaggi alla 24 h di Milano e c'è anche una 6h potresti venire a far un giro".
E qui inizia una serie di ragionamenti e riflessioni considerato il meteo infausto previsto per il fine settimana che non garantirebbe la sicurezza d'una uscita sulle due ruote. Però, dopo aver concluso due IM in 15 giorni,  pensare di correre 6 h in un anello lungo poco più di un km è stato il primo scoglio psicologico d'affrontare. Conosco, per esperienza diretta, cosa comporta affrontare una simile prova a livello di dispendio psicofisico, perciò attenderò la vigilia dell'evento per prendere una decisione .
Avverto ancora segnali di stanchezza mentale mentre le gambe, pur non essendo brillanti, hanno recuperato lo sforzo di Sommieres e questo è motivo di conforto. Ragiono sul fatto che correre nelle ultra lo si fa a ritmi blandi quindi l'impegno è meno traumatico rispetto ad un tradizionale maratona, ma 6 ore di corsa sono tante e "se ghe pensu" mi viene l'acido lattico a star fermo :-)
Consulto venerdì mattina le previsioni meteo ed ancora parlano di piogge , sporadici e violenti acquazzoni pertanto  "non c'è Santo che tenga! " , la si fa correndo sino a quando il corpo saprà soffrire.........
Strano gareggiare alle 4 del pomeriggio ed al mio arrivo accanto all'Arena Napoleonica meneghina , sacro tempio sportivo dove ebbi modo di disputare qualche confronto calcistico, il caldo è opprimente. L'aria satura d'umidità anticipa quello a cui andremo incontro correndo, ossia parecchi disagi respiratori e la necessità di bere e spugnarsi ripetutamente. Nell'attesa, oltre ad incitare gli amici impegnati nella 24h , cerco riparo dalla calura sotto le tende adibite a spogliatoi . Ore 16, colpo di pistola e si comincia a "pirlare" tra i viali del Parco Sempione affiancato da Stefano (compagno in tutte e tre le mie 100 km seregnesi ) stupito dal ritmo tenuto da alcuni atleti scattati come se fossero ai blocchi di partenza dei 100 metri :-O
Inserisco subito il  limitatore di velocità per non finire sulle gambe anzitempo conscio che ciò avverrà,  presentando il conto del logorìo muscolare causato dai due precedenti IM ravvicinati. L'anello corto è una lama a doppio taglio perchè se da un lato ti concede sostegno del pubblico costante e ristori ravvicinati dall'altro risulta piuttosto monotono . Nei momenti di crisi ci s'aggrappa al potersi avvalere del ristoro per poter prendere un bicchiere , bere un sorso , lasciare "decantare" il mal di gambe ormai parte di te. Una trasformazione larvatica e te n'accorgi quando inizi a procedere ad andature via via sempre più lente e ti deprimi, come è successo al sottoscritto, perchè mancano tre ore di gara e la testa non è predisposta alla sofferenza.....
Alzo a malapena i quadricipiti , cammino ad ogni ristoro, cercando conforto energetico nei gel ingeriti e sorseggiando due o tre bicchieri senza far caso a cosa bevo ma l'energie a disposizione sono al lumicino.
Dai Ame avanti così, mi ripeto, e sono in balìa dell'evento e l'unica cosa logica da farsi in queste circostanze è spegnere la mente e salvare il salvabile ovverosia le gambe.Il cielo col passare delle ore diventa cupo ed a mezz'ora dal termine scarica tutta la sua rabbiosità con un temporale il quale, in un breve lasso di tempo, allaga i viali alberati perimetrali del tracciato e l'acqua arriva ben sopra le caviglie. Non avendo reattività muscolare e propriocezione rischio qualche distorsione perchè mi butto nelle pozzanghere senza cercare vie di fuga. A ben vedere ce n'erano ben poche e quando il diluvio si è finalmente placato rimangono solo una decina di minuti da correre, durante i quali  comincio a pregustare la fine della sofferenza. Purtroppo il maltempo si è accanito contro i portatili degli addetti al rilevamento giri, indi per cui ,non è stato possibile stilare una classifica nè conoscere i  km percorsi da ogni atleta. Rimane la soddisfazione d'essere riuscito a concludere,  nonostante numerose crisi , un'ultramaratona non preventivata,  da inserire nel libro dei ricordi sportivi.
Ringrazio tutti i volontari dei Road Runners Milano , società organizzatrice della manifestazione, chi ci ha incitato ed un plauso a coloro i quali si sono messi alla prova portando a termine la propria gara.

God bless you !!!

giovedì 7 giugno 2012

Les gladiateurs de l'Ironman


Paella Party ottimo carburante per la gara ;-)
L'arrivo del Crazy Ing Paolo con le pon pon girl eccitate :-)

l'han fatta in molti e noi chi siamo ? :-D
Veduta interna dell'Arena di Nimes

Telefonata del Crazy Ing. Paolo Marini " Guru potresti trovare un Ironman a giugno ed accompagnarmi ? sai che decido sempre all'ultimo momento..." . Risposta : "l'anno scorso ne feci uno molto casereccio nel sud della Francia, alla sua prima edizione. Un centinaio gli iscritti. Se non ti spaventa pedalare in solitudine si può fare, però dopo Lanzarote non sarò in formissima :-) "
A volte non essere razionali è un bene se si devono prendere determinate decisioni, a maggior ragione quando si tratta di sport ed un amico t'invita a partecipare ad un determinato evento.
Stavolta mi son fermato un attimo prima di decidere,pensando a come avrebbe reagito il fisico nell'affrontare, dopo soli 15 giorni, un'altra competizione di lunga durata. Avrebbe retto la mente alle possibili crisi oppure, vacillando e senza grosse motivazioni , si sarebbe arresa?
L'unica possibilità per avere una risposta al sopraccitato dilemma era quindi prendere parte al Triathlon du Sud , testarmi ed attendere il verdetto positivo o negativo che sia. Estraggo velocemente la carta di credito per formalizzare l'iscrizione alla suddetta gara evitando in tal modo eventuali ripensamenti ;-)
Per quanto concerne la sistemazione alberghiera in accordo con Paolo si è scelto un campeggio al cui interno abbiamo prenotato una piccola casetta prefabbricata.
Partenza il venerdì mattina dalla periferia verde milanese e rimaniamo particolarmente stupiti dall'innalzamento della temperatura esterna salita ben oltre i 30 gradi ed assestatasi sui 33 al nostro arrivo a Sommieres. Come ebbi modo di rimarcare lo scorso anno, trattasi di una piccola cittadina caratterizzata da un ponte romano, dominata dalle rovine di un castello d'epoca medioevale ed uno splendido centro storico ricco di viuzze strette e piccoli ristorantini.
Preso possesso della nostra dimora nel campeggio e constatato la bontà della stessa ci dirigiamo nella zona nevralgica dedicata, nel fine settimana, ad una serie di prove legate alla triplice disciplina. Il sabato vedrà impegnati i triatleti delle corte distanze (sprint ed olimpico ) mentre il giorno successivo spazio agli amanti delle lunghe. L'evento clou della kermesse transalpina sarà rappresentato dall'Ironman, affiancato da un mezzo il quale partirà un paio d'ore più tardi. Cambio della location, rispetto alla passata edizione, e corretta l'idea diconcentrare in un unico terreno zona cambio, pasta party e ritiro dei pettorali. Proprio in questo frangente, allorchè la signora deputata a distriburli ci chiede il nostro nominativo, notiamo la scarsità degli iscritti alla gara. Scambio di sguardi col Crazy Ing ed allibiti contiamo nella lista partenti solamente una cinquantina d'unità :-O
Risatina ironica d'entrambi e la mente già proiettata all'indomani quando saremo costretti a girovagare per la regione denominata Languedoc - Rousillon quasi fossimo in allenamento e non impegnati in una competizione. O così o pomì tanto per citare un famoso slogan pubblicitario ;-)
Ricco il paella party offerto dagli organizzatori e porzioni gigantesce distribuite dalle gentili signore , sempre sorridenti ed affabili. Si viene a creare un ambiente familiare, pochi atleti riuniti in un prato dove si respira il vero spirito sportivo, niente a che vedere con le "paillettes" dei grandi avvenimenti contrassegnati dalla M col pallino. Gareggio in entrambi preferendo di gran lunga la genuinità del primo meno caotico nonchè risparmioso .....
Per smaltire la sostanziosa cena accompagnata da un ottimo rosato, propongo a Paolo una visita nel centro storico e la scelta si rivela azzeccata perchè il compagno di merende rimane affascinato dal dedalo di vie dal sapore prettamente medioevale. Vorrei gustare un gelato ma di gelaterie nemmeno l'ombra, di conseguenza si torna "à la maison" stanchi dopo una lunga giornata e prendere sonno non risulta affatto difficile.
Sabato mattina e l'Ing., visibilmente "rinco," non se la sente d'accompagnarmi nella sgambata di 20 minuti utile a sciogliere le gambe e la pesantezza di stomaco determinata dall'overdose di paella ed insalata ingurgitate la sera precedente .
Ricerca in rete, del "sempre connesso" Paolo, di un negozio dove poter acquistare un erogatore per bombolette CO2  possibilmente con rubinetto, in quanto, noto, ne è sprovvisto :-O
Lo troviamo a Calvisson e siccome il paesello dista solo 17 km da Nimes nonostante la mia ritrosìa a camminare e fare il turista sotto il sole a 30 gradi, accetto la proposta di Paolo. Sono da un paio di  giorni tormentato da una fastidiosa tosse associata a catarro e rintronato dall'aver preso, credo erroneamente ,tachipirina :-(
Onore al merito legittimamente tributato al Crazy Ing. per la felice idea di gironzolare nel centro storico della graziosa città ed avermi convinto a visitare l'arena romana, una delle meglio conservate al mondo. Muniti di radio è stato interessante ancorchè curioso sentire come trascorrevano la giornata gli antichi signori Romani e la descrizione dei combattimenti tra gladiatori ai quali potevano assistere ben 25.000 persone.
Pranziamo degustando una similpiadina contenente insalata, pomodori e surimi poi la gola non sa resistere alla vista di un panificio-pasticceria-gelateria e ci deliziamo il palato gustandoci due dolcetti ed una pallina di gelato cara come l'oro :-O
Affiora la stanchezza e ,consapevoli dell'intenso programma sportivo previsto per il giorno successivo, facciamo ritorno al campeggio riposando un paio d'ore indispensabili per recuperare un po' d'energie. E' giunto il momento di mettersi ai fornelli per la cena composta da fusilli conditi con tonno, insalata verde miscelata ad altre verdure in scatola. Breve passeggiatina per sollecitare l'apparato digerente e successivamente sotto alle coperte alla ricerca di qualche ora di sonno cosa assai improba alla vigilia di una gara. Doversi alzare prima delle 4 del mattino è già qualcosa difficile da immaginare ma v'assicuro anche da realizzare sentendosi persone vive e non degli automi :-)
Una, due ,tre , quattro barrette Eurosup di cui una proteica e per non farmi mancare nulla mi scotto il pollice prendendo la tazza di tè bollente per Paolo. Rimedio parzialmente mediante una spalmatina di Streptosil e due cerotti a coprire la piaga formatasi.
"Dai Ing. accendi il tablet per vedere le previsioni di Meteo France". Detto, fatto e rimaniamo discretamente soddisfatti perchè la pioggia si farà vedere sono nell' après midi cioè quando, spero, avremo iniziato a correre. Le strade bagnate sconsigliano l'utilizzo dei cerchi  in carbonio assai pericolosi in fase di frenata.
Caricate sull'auto spaziale dell'Ing bici e sacche gara , non passano che 5 minuti e siamo nel parcheggio poco distante dalla zona cambio. Quando diamo un'occhiata al cielo notiamo solo nuvoloni neri e ripensando al bollettino meteo non sappiamo se essere fiduciosi oppure maledire chi l'ha stilato.
Spassoso briefing pre gara dello speaker della manifestazione e del capo degli arbitri a cui segue trasferimento al fiume dove avrà luogo la frazione natatoria. Viene comunicata la temperatura dell'acqua (19°) ed aver utilizzato la doppia cuffia, a priori, posso confermare sia stata la scelta migliore. Partenza alle 6.30 e condivido l'odiata frazione viaggiando di pari passo affiancato ad una coppia di pessimi nuotatori come il sottoscritto, ed uscire seppur  rintronato è al solito una grande liberazione. Raggiungo correndo il tendone per la prima transizione e nonostante il disorientamento noto un signore munito l'ombrello. Alla faccia della mattinata senza precipitazioni ! Le strade sono completamente bagnate e l'unica nota positiva è la temperatura gradevole. Strada facendo sembrerebbe che il tempo si sia stabilizzato ma non appena saliamo di quota ricomincia a piovere copiosamente e l'asfalto è qualitativamente lo stesso dello scorso anno, ossia pessimo. Il percorso non permette di far velocità ed i passaggi nei paesini costellati da una miriade di dossi e buche mettono a dura prova le ruote. In un tratto vallonato lungo una quindicina di km contraddistinto da una discesa pericolosa procedo giudiziosamente perchè non sono ammessi errori. Un eventuale dritto lo si paga a caro prezzo finendo nel vuoto per l'assenza di guard rail:-O
Detesto la pioggia, è deprimente in bici , e nei pochi segmenti asciutto del tracciato o asfaltati decentemente rinasco. Non resta che  limitare i danni e nei vari "mangia e bevi" procedere in agilità per non bruciarsi le gambe ma proprio negli ultimi 10 km finali, scorrevoli e dotati di un manto stradale perfetto, vengo assalito da un violento temporale. Scortato da una moto dell'organizzazione a fatica riesco a vedere al di là della mia ruota anteriore e giungere in zona cambio è un compito infausto.
Secondo cambio di giornata coadiuvato da una zelante volontaria  alla quale cerco di far capire le mie intenzioni tranquille e difatti cambio placidamente maglia e calzini fradici. Seconda esperienza in un IM calzando le Hoka Bondi e sin dalle prime falcate godo di un'ottima condizione fisica, correndo forse un tantino veloce quindi saggiamente decido di rallentare. Il tratto di 3,5 km da ripetersi, avanti e indrè, sino al raggiungimento dei fatidici 42,195 km è corribile per i primi 2,5 km ma ecco spuntare la classica sgradita sorpresa tipica dei francesi, i quali amano stupire mediante trovate geniali. Per più di mezzo km si percorre una strada piena di pozzanghere, sassi e fango, sfoggiando evoluzioni acrobatiche degne della migliore Carolina Kostner. Quando meno te l'aspetti corri il rischio d'inciampare et voilà, un bel volo d'angelo lungo e disteso. E' la ricostruzione del mio fantozziano capitombolo, ma oltre allo spavento ed alcune escoriazioni nulla di grave. Riprendo a correre immediatamente più incazzato di prima!.
Procedo regolarmente fermandomi ad ogni ristoro,camminando nell'erta presente nel segmento di trail-running, in perfetta sintonia con ogni parte del corpo e galvanizzato dal sentire ormai il profumo della finish line . Ultimo giro, voglio godermelo per non soffrire ed all'ultimo ristoro saluto i volontari, i quali a loro volta si complimentano. Meno di un km alla fine e giunto nei pressi dell'arena scendo verso il fiume percorrendo un bassa striscia di cemento applaudito dai presenti. Sento lo speaker annunciare il mio arrivo e negli ultimi strabordo di gioia, sfoggiando il tradizionale sorriso, accolto come tutti i finisher dalle ragazze pon pon :-)
Una volontaria dell'ambulanza m'accompagna per medicare le zone infangate ed insanguinate e sarà un lavoro impegnativo ripulire e disinfettare il tutto. Attendo ansiosamente l'arrivo di Paolo e quando ciò avviene riesco ad immortalare la scena con uno scatto fotografico ben riusciuto. L'abbraccio e l'accompagno al ristoro ampiamente saccheggiato dallo scrivente durante l'attesa :-D
Trasferimento alla macchina bici e sacche ed arrivati alla casetta metto a prendere aria l'abbigliamento utilizzato in gara ora marcatamente maleodorante e poi finalmente docciaaaaaaaa !
L'indomani sveglia di buon mattino e durante il viaggio di ritorno come da programma sosta a Laigueglia per rivedere l'amico triatleta-chef Antonio Rapa proprietario del rinomato ristorante Pacan. Purtroppo non possiamo pranzare insieme a quest'ultimo, però dopo una pizza senza arte nè parte apre il suo cuore generoso e soddisfa l'eterno desiderio di dolce presente nel mio dna. Riempie una cialda stracolma di gelato seguita da una coppa al gusto crema sulla quale è stato versato del cioccolato fuso:-) Antonio t'adoro !!!!
Ci raggiunge anche l'altro amico Antonio Parato, abile pizzaiolo del Pacan nonchè ottimo atleta e rimaniamo a discutere amabilmente mentre fuori imperversa un temporale. All'apparire dell'amato sole ci congediamo dalla piacevole combriccola portando nel cuore e nella mente tanti aneddoti da conservare nella scatola dei ricordi.
Ringrazio Paolo per aver condiviso quest'ennesima ironesperienza. A la prochaine fois mon ami ....

God bless you !!!

domenica 27 maggio 2012

Quince veces....


Avanti e indrè sull'Avenida de las Playas
                                            In compagnia del Mazzo un patacca d.o.c
Glenda , Mazzo, Ame e Monica
M della torta dedicata all'Ironman Lanzarote 2012 ;-)

E' la risposta fornita a Kenneth Gasque subito dopo aver terminato la prova sportiva da lui creata e resa celebre nel mondo intero, vale a dire l' Ironman Lanzarote.
Risulterei ripetitivo nel sottolineare quanto profondo sia il legame affettivo per questo evento, equiparabile ad un documentario naturalistico-sportivo , dispendioso a livello di fatica fisica , nulla se paragonata all'eccitazione avvertita in alcuni frangenti della competizione.
Un cammeo naturale capace di dipanarsi metro dopo metro, pedalata dopo pedalata, e ti senti protagonista di un cortometraggio.
Nell'isola canaria detta legge Madre Natura e solo dove ha generosamente concesso il suo beneplacito l'uomo ha potuto metterci mano costruendo, in alcune occasioni, ecomostri di cemento i quali mal si conciliano con l'ambiente.
Quest'anno finalmente sono riuscito ad allettare e convincere a tentare l'ironavventura l'amico bolognese Fabrizio Mazzotti detto il Mazzo accompagnato dalla consorte Monica, una donna a cui mi lega un feeling particolare. Insieme ci divertiamo a canzonare il marito e le risate diventano più grasse delle piante presenti in gran numero sul suolo lavico lanzarotegno :-)
Alla sua seconda esperienza come spettatrice di un simile spettacolo anche l'amica Glenda con trascorsi nel nuoto agonistico, alcune apparizioni sulle distanze brevi nel triathlon ed ora istruttrice di yoga. Dice d'essere molto curiosa, dopo l'esperienza dello scorso anno a Klagenfurt , di seguire un Ironman molto diverso per l'alone mitico creato attorno ad esso. Il motto coniato di "el mas duro del mundo",a mio modo di vedere esagerato , non di rado condiziona la partecipazione d'alcuni atleti timorosi d'affrontarlo.
Arrivo mercoledì pomeriggio nell'isola e trasferimento all'appartamento situato a Puerto del Carmen grazie al Mazzo, il quale gentilmente passa in aeroporto a prelevarci. Da diversi giorni un caldo umido insopportabile la fa da padrone rendendo le condizioni climatiche a dir poco proibitive ma a quanto pare l'ondata di calore si sta dissolvendo. In efffetti il giorno seguente la temperatura dell'aria, condizionata dal classico vento canario, torna alla normalità e come da programma nel pomeriggio si passa al Club La Santa per il tradizionale ritiro del pacco gara a cui fa seguito il pasta party. Il Mazzo, seppur a conoscenza della mia vorace golosità, si dice impressionato della quantità di dolci ingeriti dal sottoscritto.
La mattina seguente, vigilia della gara, corro appena alzato 20 minuti per alleggerire il peso allo stomaco accumulato la sera precedente, per poi preparare le sacche da consegnare al bike check-in pomeridiano.Nella tarda mattinata un atleta brasiliano residente in Portogallo , tale Faber, chiede aiuto perchè il compare che lo deve portare a ritirare il pacco gara non si fa vivo quindi da buon samaritani ci rendiamo disponibili ad accompagnarlo noi...
Bello, mentre si depositano sacche gara e bicicletta, salutare i vari amici e contrariamente agli anni passati non percepisco una temperatura torrida tuttavia l'esperienza maturata consiglia di bere per reintegrare i liquidi persi.
It's time to pasta ! e per rendere più gustosi i fusilli aggiungo una scatola di tonno condendo il tutto con dell'olio extravergine d'oliva. Il Mazzo lancia l'idea del gelato ma, dopo una stancante passeggiata, della gelateria da lui citata non si vede l'ombra quindi dietro front e si va a nanna perchè alle 4,15 si dovrà controvoglia scendere dal letto. Come da copione, nella notte pre gara s'alternano periodi di sonno ad altri di dormiveglia e personalmente mi risulterà eternamente indigesto far colazione ad orari così insoliti.
Ingerisco un mix composto da barrette proteiche (Protein Crunch ) e ricche di caboidrati ( Carbo Complex) fornite da Eurosup accompagnate da una tazza di tè ed un paio di fette biscottate cosparse di marmellata. Piccolo riposino e ritrovo alle 5.35 col Mazzo e discesa in zona cambio per gli ultimi preparativi tra i quali la trasformazione in pinguini vestiti di neoprene :-)  Sotto il tendone, predisposto in spiaggia dall'organizzazione per il cambio d'abiti, attimo di panico in quanto smarrisco la cuffia ritrovata dalla compagnia d'amici coi quali stavo chiacchierando.
Deposito la sacca bianca coi vestiti, la ritroverò alla fine della prova, raggiungo la zona di partenza e la tensione inevitabilmente sale condizionata dal conflittuale rapporto intercorrente tra me e l'acqua :-)
Si parte ! dal colpo di pistola necessito di un po' di tempo per "puciare" i piedi nelle fresche acque oceaniche in quanto ritengo inopportuno far la parte della vittima sacrificale, sovrastato dai leoni marini inferociti. Meglio quindi posizionarsi nelle retrovie cercando d'evitare contatti pericolosi.
Primo giro abbastanza movimentato e speravo di poter sguazzare meno ansiosamente nel secondo, ma ecco il patatrac col mio tallone sinistro spinto contro una boa ed un dolore da togliere il fiato per qualche secondo. Riparto e finalmente concludo  la frazione indigesta notando, mentre indosso l'abbigliamento per la successiva pedalata, la zona colpita sanguinare. Decido di calzare le scarpe in prossimità dell'uscita dalla lunga zona cambio, evitando di stringere la sinistra e la scelta si rivelerà azzeccata perchè non percepirò dolore nello scenografico tour lungo 180km . Primi 10 km decisamente da dimenticare con tre soste in grado d'innervosirmi assai, la prima per stringere le appendici, la seconda per centrare la ruota posteriore e l'ultima per la discesa della catena :-(
Risalgo in sella molto nervoso e ci pensa la salita di Puerto Calero a distogliere la mente da cattivi presagi dopo un inizio direi piuttosto negativo. Primo passaggio degno di nota sulla strada che dalle saline lambisce Los Hervideros e la zona nei pressi de Il Golfo per poi risalire ed immettersi nel Parco del Timanfaya e scalare l' "ondeggiante" salita partendo da Yaiza.
Faticaaaa ! e nella successiva discesa cerco di recuperare risparmiando le gambe nel tratto alla fine del quale s'attraversa Mancha Blanca dove solitamente uno sparuto numero d'abitanti del luogo cerca di supportarci con un po' di folklore. Lunga discesa e passaggio Tinajo e poi un'altra sino a La Santa arrivando poco distante dal celeberrimo Club da dove si svolta a destra per raggiungere Famara passando da Soo.La  Caleta de Famara richiamo per i surfisti con l'asfalto stradale perennemente disastrato è da sempre una specie di spartiacque nella mia testa perchè una lunga strada ci condurrà a Teguise antica capitale dell'isola e da lì saranno dolori in quanto si comincerà a salire.....
Immerso nei miei pensieri sento il rumore di uno scooter  mi volto e come un miraggio appare l'amico Eddi, italiano trapiantato a Puerto del Carmen e finisher lo scorso anno al suo esordio nella triplice, con la consorte Viviana seduta dietro . Quest'ultima armata di macchina fotografica digitale scatta qualche foto ed un breve video mentre affronto l'odioso tratto controvento verso Teguise. Al passaggio nel centro abitato raggiungo l'amico Richi Rigoni e tra gli incitamenti del pubblico presente iniziamo la scalata verso il primo Mirador quello di Haria. Conscio della scarsa preparazione sui pedali tolgo la polvere dal 25 un pignone e salgo in agilità pur faticando. Timoroso e marcatamente impedito in discesa l'affronto con molta cautela superato da parecchi atleti e giungo ad Haria cercando di non pensare all'impegnativo segmento che ci condurrà al secondo Mirador previsto nel menu , quello del Rio.
Il piccolo muro di Huy canario nei pressi di Guinate è, come ogni anno, una stilettata per i quadricipiti ! :-O
Prime rampe di salita poi la strada spiana e grido "spettacoloooooooo" mentre ammiro sulla sinistra lo spettacolo mozzafiato gentilmente offerto dalle varie tonalità d'azzurro dell'oceano sottostante. Uff, anche questa sfacchinata è fatta e, nel breve tratto che precede la discesa, n'approfitto per bere, mangiare e rifiatare scendendo sempre con molta calma. Gli ultimi 55 km evidenzieranno la carenza di preparazione sui pedali e qui occorre essere piuttosto sagaci nell'evitare di forzare, procedendo di conserva con le poche energie rimaste. Da rimarcare il manto stradale  tremendamente rovinato nei pressi di Nazareth sempre percorso col cuore in gola, lanciando epiteti a chi non si decide a riasfaltarlo ! :-D
Giunto nell'abitato di Puerto del Carmen c'è la consapevolezza e la contentezza d'esser riuscito a concludere una frazione impegnativa subito smorzata dal dover correre una maratona al caldo e costellata da saliscendi .
Durante la seconda transizione vedo la calza sinistra posteriormente insanguinata ed il timore di non esser in grado di correre si materializza quando infilo le Bondi. L'accorgimento di tenerle larghe è un toccasana perchè corro solo con un leggero fastidio e nulla più. A dir il vero percorsi 3-4 km provo sensazoni negative e le gambe sembrano in sciopero. Ci si mette pure un rognoso vento contrario e giungere a Playa Honda al giro di boa del primo giro è mentalmente pesante.
Ritrovo, cammin facendo, condizione e gambe reattive e sino all'inizio dell'ultima tornata viaggio spedito, senonchè la stanchezza affiora. Precauzionalmente inserisco la ridotta perchè giusto soffrire ma la stagione è appena iniziata e da fare ce n'è ancora parecchio ;-)
I brividi provati negli ultimi metri, liberarando tutta la contentezza imprigionata dentro me sono emozioni uniche, la giusta ricompensa dopo cotanta fatica. Braccia alzate , pugni chiusi , sguardo rivolto al cielo ed un altra perla incastonata nella mia preziosa collana sportiva....
Ringrazio tutti gli amici coi quali ho condiviso questa settimana, Glenda, Mazzo e Monica, Eddi e Viviana, Richi, Enrico e complimenti a tutti i finisher perchè il tempo finale presto si scorderà mentre nella nostra mente rimarrà indelebile il cammino compiuto, coi suoi alti e bassi, per coronare un sogno.

God bless you !!!

venerdì 4 maggio 2012

Bondì mezza !


un particolare ringraziamento alle Bondi qui ritratte ;-)

Con la possibilità oggigiorno di monitorare il meteo consultando i vari siti sul web risulta assai semplice pianificare l'attività sportiva all'aperto. Curioso, lo scorso fine settimana, di conoscere cosa ci riservava per il 1° maggio questa primavera imbizzarrita dove la pioggia la fa da padrone, mi son cascate le braccia !
Ma il sole è stato imprigionato da Giove Pluvio? :-)
La necessità, dicono, aguzza l'ingegno quindi fortunatamente, sfogliando il calendario gare, ho scovato una mezza  in quel di Rodengo Saiano valida come campionato provinciale bresciano. L'intento era quello di testare le Hoka Bondi su una distanza maggiore rispetto alle brevi uscite effettuate in allenamento dove al massimo percorro 8 -10 km. Considerando l'imminente impegno gravoso a livello muscolare dell'Ironman Lanzarote era opportuno verificare le sensazioni trasmesse dalla suddetta scarpa e dai miei piedi poco avvezzi a correre con un'ammortizzazione molto accentuata.
Quando le calzi ed inizi a correre rimani esterrefatto di come "rimbalzi" e verrebbe da pensare che non si possa correre a lungo in siffatte condizioni. Col passare dei km però viene a crearsi un adattamento mediante il quale si trae beneficio a livello articolare e quindi in ottica "maratona IM" questo parametro assume un'importanza non trascurabile.
Al mio arrivo al centro sportivo del piccolo paese bresciano noto le strade molto bagnate e difatti lo speaker ricorda ai podisti l'acquazzone appena terminato mentre quest'ultimi, me compreso, sono in fila sulle tribune per il classico ritiro dei pettorali. Vi sono solo due persone incaricate alla distribuzione degli stessi e,causa una certa disorganizzazione, si diffonde un po' di nervosismo.
Cambio abiti iniziato in tribuna e concluso negli spogliatoi incrociando Matteo Crotti, al rientro alle gare dopo più di due mesi di stop forzato. Sarà, come sempre, protagonista di una prova eccelsa e spero possa continuare a correre con continuità senza essere tartassato da spiacevoli infortuni .
Maledico la scelta d'indossare il cappellino perchè il previsto diluvio non ci farà visita e l'elevata umidità dell'aria provoca una sudorazione inattesa. Ore 9 e successivamente al tradizionale colpo di pistola, i concorrenti percorrono mezzo giro di pista per poi lasciare l'impianto ed affrontare il primo dei due giri previsti. Il volantino presente sul sito dell' Atletica Rodengo Saiano parlava di percorso filante con qualche calvalcavia.
Purtroppo il tracciato si rivelerà ostico con due cavalcavia, una breve salita e continui cambi di direzione il tutto ovviamente moltiplicato per due con tanti ringraziamenti da parte dei quadricipiti costretti ad un surplus di fatica. E le Bondi ? si rendono molto utili sia nel risalire i cavalcavia che nelle successive discese facendo valere la loro specificità. Quasi alla fine del primo giro raggiungo l'amico bresciano Stefano Pessina rimanendo in sua compagnia per un paio di km.Giunti nei pressi del centro sportivo, il sottoscritto inizia la seconda tornata mentre lui si ferma come da programma.
Purtroppo sono conscio di quanto sarà arduo mantenere il buon ritmo tenuto sinora e mentre arranco sui cavalcavia sento i vasti mediali "bruciare" e pizzicare uno dei tanti tendini presenti nel famigerato ginocchio destro. Mi raccomando non venite a rovinarmi la festa anche in questa gara !
In effetti è rimasto solo un piccolo fastidio, riacutizzatosi nel post gara ma ormai avevo già dato e mi rimarrà impresso il giro di pista per giungere all'arrivo. Interminabile !!!!!! Soddisfatto della prova , insperatamente molto buona considerato il periodo dell'anno dedicato alle pedalate , riacquisto brillantezza fisica al termine di una doccia calda. Irrespirabile l'aria all'interno degli spogliatoi con un tasso d'umidità degno di una foresta equatoriale quindi meglio fuggire e rifugiarsi al ristoro per un piccolo spuntino :-)
Ovviamente all'arrivo a casa sono stato accolto dall'immancabile pioggia.....Primavera , sole , caldo dove siete? !!!!!!

God bless you !!!

martedì 17 aprile 2012

Improvvisata !


con l'amica Alina prima della partenza
sguardo perso nel vuoto .....

Pur essendo di natura meticoloso e metodico, abbandono questa peculiarità caratteriale quando, in ambito sportivo, mi mettono la cosiddetta pulce nell'orecchio e magari improvviso la partecipazione ad una gara sino a poche ore prima non presa in considerazione.
La conferma  di tutto ciò si è avuta venerdì scorso quando l'amica Alina dice d'essersi iscritta alla 6 h che farà ,insieme ad una 100km , da cornice alla 24h prevista il giorno seguente al Parco Ruffini di Torino. Scherzosamente se ne esce con un "dai guru vieni anche tu! ".
Di primo acchito le rispondo di non volermi nuovamente sottoporre ad uno sforzo così probante dopo la 6h di Sondrio disputata alla fine di marzo.Durante il trasferimento in piscina e mentre nuoto la testa rimugina sul da farsi ,considerando il meteo avverso del w.e. ormai alle porte, e qui scatta l'idea di provare a sentire l'organizzazione per un'eventuale iscrizione alla 100km.
La gentilissima segretaria Tiziana sottolinea che l'iscrizioni alle gare sono chiuse però si riserva di sentire i giudici Fidal riguardo la possibilità di riaprirle per permettermi di prendere parte alla gara. Trascorse un paio d'ore e ricevuta la conferma della mia presenza nella lista di partenza della 100km provo ad immaginare come sarà il girare in un anello di 1 km per ben 100 volte. Saggiamente decido sia meglio non pensarci :-)
Una cena a base di penne al tonno, prosciutto, qualche dolcetto e dopo aver registrato un cd con brani presi qua e là cerco di dormire seppur preoccupato dal clima piovoso previsto l'indomani mattina.
6.20, giù dalla branda ancora intontito e vestizione con i capi preparati la sera prima per ottimizzare al massimo i minuti a disposizione e scongiurare eventuali perdite di tempo. La colazione sarà consumata cammin facendo durante l'ascolto del cd con quattro barrette di cereali. Il cielo poco nuvoloso incontrato nei pressi di Milano potrebbe far pensare ad un bollettino meteorologico errato ma allorchè mi sposto verso ovest pioviggina ed all'arrivo in quel di Torino piove ....
Le temperature sfacciatamente ultra primaverili di due settimana fa, ora sono una chimera in quanto l'escursione termica si è fatta sentire e dai 24 gradi si è passati a poco più di 10. Speriamo nella clemenza di Giove Pluvio e che s'impietosisca nel vederci bagnati fradici dandoci ogni tanto uno sprazzo d'asciutto :-O
Dovrei ritirare il pettorale, ma non c'è, indi per cui la solerte Tiziana si prende carico di farmelo avere a breve. L'aria carica d'umidità consiglia di cercare rifugio dentro gli spogliatoi del palazzetto dello sport per indossare canotta e scarpe da running confidando in un miglioramento del clima.
Rien a faire ....ed al colpo di pistola, sotto la pioggia, i partecipanti alle tre competizioni iniziano la loro fatica ma solo 7 di loro , me compreso, sapranno quanti giri dovranno percorrere. I restanti atleti cercheranno di farne il più possibile perchè allo scoccare delle 6 h o delle 24h i giudici stileranno la graduatoria finale tenendo conto dei km percorsi.
Parto affiancato al futuro vincitore della 6h tale Daniele Giusti, conscio dell'andatura allegra per una 100 e del fatto d'aver tanto tempo per rallentare quando l'energie verranno a mancare ;-)
Ad un certo punto decido sia il caso di scalare una marcia evitando di pensare alla monotonia dell'infinito multilap al quale sono "assoggettato" , mettendo in pratica il famigerato detto "testa bassa e pedalare" ;-)
Comoda la possibilità d'usufruire del ristoro ad ogni giro e sebbene ogni tanto la pioggia si prende una pausa non di rado si fanno vivi acquazzoni. Ed il grigiore aumenta.....
Aia ! è l'esclamazione che sottintende la comparsa dell'indesiderato tendine irritato, il quale per ben due settimane si era dato alla macchia e quindi davo per scontato non si facesse più vivo.
Ora che cavolo faccio ? Vedo Alina e sconsolato le confido di volermi ritirare però mi concedo un'ultima chance : due o tre giri calando vistosamente il passo gara e se il dolore persisterà staccherò il pettorale e tornerò "at home".....
L'esperienza maturata nelle precedenti occasioni quando in allenamento il tendine faceva le bizze e dovevo percorrere quei pochi km per far mestamente ritorno a casa mi è tornata utile in quest'altra "dolorosa esperienza".
E' bastato questo accorgimento per riuscire a scongiurare l'ipotesi dell'abbandono prematuro e, nonostante l'umore come il cielo sopra Torino, riscoprire la gioia di allungare il passo sul vialone d'arrivo accompagnato dall'amico Popof impegnato nella 24h.
Correre sullo stesso tracciato competizioni molto diverse fra loro è molto suggestivo se consideriamo l'opportunità d'imbattersi in concorrenti con vaschetta di pasta al sugo in mano , mangiarsela tranquillamente mentre tu stai sbuffando.
Anche questo fa parte del variopinto e colorito mondo delle ultra maratone dove si respira un'aria più amichevole e meno competitiva fra gli atleti. Al termine della lunga sfacchinata podistica raggiungo zoppicando gli spogliatoi dove una doccia calda mi restituisce un pò' di vigore e calore.
Finalmente posso sfruttare l'opportunità di gustarmi un'abbondante porzione di pasta , qualche biscotto e pezzi di banana prima di salutare calorosamente gli amici presenti ed incitare gli stoici podisti impegnati nella logorante 24h .
L'ennesima avventura sportiva si è conclusa con un'altalenanza d'emozioni positive e negative capaci di renderla elettrizzante a dispetto della monotonìa del tracciato.
Sarò costretto ad un'altra sosta ai box per curare prima l'edema formatosi e poi il tendine infiammato pensando ai prossimi fine settimana dedicati , meteo permettendo, alla sofferenza sulle due ruote ....

God bless you !!!

mercoledì 11 aprile 2012

Gualtieri : la Pasquetta più amata dai podisti



la Torre dell'orologio in Piazza Bentivoglio
con Marco appena usciti dalla Piazza (foto Morselli)
                                            il tutto si svolge sotto l'occchio vigile di Ligabue.....

eccomi con la sorridente Cinzia
meritatissimo per tutti i partecipanti !

Ricordando la felice esperienza di due anni or sono ho accettato di buon grado l'invito ricevuto dagli amici Giuseppe e Marco per formare un trio diretto in quel di Gualtieri (RE) per la classica Mezza di Pasquetta.
A mio avviso la suddetta gara è la migliore di quelle sinora disputate per una serie d'ingredienti che la rendono speciale come ad esempio la magnifica Piazza Bentivoglio tanto bella da lasciare senza fiato, nonchè l'amabilità del popolo reggiano unico nel suo genere.
Se ci mettiamo un'organizzazione perfetta con strade chiuse al traffico ed uno stratosferico pranzo post gara cosa potrebbe voler di più il coccolato podista ? ;-)
Personalmente se avessi potuto esprimere un desiderio sarebbe stato quello d'usufruire di un paio di gambe meno marmoree di quelle reduci dalla pedalata effettuata la vigilia di Pasqua, ma il correre in condizioni muscolari non perfette fa parte dell'adattamento muscolare necessario per affrontare la stagione IM.
Un'altra nota positiva è rappresentata dall'orario di partenza della competizione fissato alle ore 11 quindi  la sveglia non è stata al canto del gallo bensì poco prima delle 7 .
Traffico inesistente, ritrovo alle 8 con Marco alla periferia di Milano e trasferimento nel lodigiano per raccattare Giuseppe con un'aria frizzante ed una temperatura che con la primavera non avevano nulla da spartire..... Benedico la berretta di lana sapientemente rispolverata per l'evenienza e mai tolta nemmeno al nostro arrivo a Gualtieri poco prima delle 10 dove ritrovo la simpaticissima amica Cinzia .
Piazza Bentivoglio, già gremita per la presenza dei partecipanti alla non competitiva, si mostra in tutta la sua bellezza e Giuseppe ne rimane colpito soprattutto per la vastità. L'abile speaker Roberto Brighenti ,arcinoto agli aficionados presenti da anni alle competizioni in terra d'Emilia , cerca d'intrattenere la gente presente nella piazza ed è impressionante lo sbalzo termico tra le zone d'ombra e quelle soleggiate.
Se penso alle temperature da primavera inoltrata di una settimana fa mi vien da piangere perchè, complice il vento, sembra d'essere in autunno e nonostante corricchiamo per riscaldarci non riesco nell'intento.
La partenza è in luogo soleggiato ed è emozionante passare per tre volte nella Piazza celebre anche perchè vi è il museo dedicato al pittore Ligabue, il quale visse proprio a Gualtieri.
Sin dalle prime battute a stento riesco a mantenere un'andatura decente e difatti a malapena rimango attaccato al gruppetto dov'è presente Marco mentre Giuseppe è partito piuttosto spedito. Sin dalla breve salitella, posta in prossimità del 2° km ,risento in maniera marcata della poca elasticità muscolare recuperando nella discesa successiva. Vorrei calare l'andatura però correrei il rischio di rimaner solo quindi, considerando che lo stare agganciato al treno non comporta uno sforzo eccessivo, m'accodo e spero in un miglioramento della forma fisica . I giri da percorrere sono due ed abbandonato l'argine si torna verso il centro abitato correndo, controvento, un falsopiano a salire indigesto ai concorrenti.
Secondo passaggio in Piazza Bentivoglio galvanizzati dall'incitamento dei presenti e dello speaker, però l'effetto adrenalinico è di breve durata in quanto, non appena usciti dalla stessa, eccoci nuovamente ad affrontare l'ostica salita con Marco ed il sottoscritto a dettare il ritmo.
Non appena scollinati s'ode un sospiro di sollievo da parte di tutti i componenti il gruppo nonchè una ricerca di rilassamento mentre si scende, consci di dovere affrontare ancora tratti impegnativi da qui al termine della prova. Passato il 14° km non chiedetemi il perchè ma le gambe rinascono a tal punto da farmi azzardare un leggero allungo maldigerito dalla maggior parte della comitiva. Solo Marco ed un altro mi seguono e solo quest'ultimo, seppur in evidente disagio, rimane "aggrappato" al suo insperato pacer.
Rieccoci a combattere col maledetto vento mentre percorriamo il sopraccitato falsopiano e qui raggiungo Giuseppe in compagnia del quale vorrei arrivare al traguardo. Non vuole e desidera che io prosegua col  fido compare sino all'indimenticabile arrivo in Piazza Bentivoglio. Vengo calorosamente ringraziato per il traino dal compagno dell'ultima parte di gara poi, con Giuseppe e Marco,andiamo a prendere le borse lasciate nell'auto di quest'ultimo. Doccia "quasi" calda ed a seguire l'agoniato pranzo dove opto per una doppia razione di tortelli al burro rinunciando alla salamella a me sgradita. Completano il vassoio una vaschetta di patatine fritte (di solito evito il fritto ma stavolta... ) ed una fetta di colomba innaffiata da mezzo bicchiere di vino bianco frizzante.
In attesa della cerimonia di premiazione la golosità s'impossessa di me e non posso esimermi dal consumare una cialda di gelato a cui tributo un voto molto alto. La generosità tipica delle genti emiliane ci ha permesso d'esser  premiati (i primi 50 arrivati godevano di questo privilegio) perciò, in aggiunta al pacco gara, mi son portato a casa una maglia tecnica traspirante ed una bottiglia di vino rosso frizzante.
Con la panza piena ed il ricordo di una memorabile giornata di sport abbandoniamo Gualtieri per riguadagnare la via di casa. Ringrazio Marco e Giuseppe per averla condivisa insieme.

God bless you !!!