venerdì 6 luglio 2012

NO Wetsuit !


 Quale onore accanto alla Chrissie :-)
con Linda ed Edith
I love Gelato !!!!!!!!
e' fatta !

Ed è stato come aver preso un diretto da George Foreman dei tempi d'oro !
Non sono "fulminato", bensì schockato dall'aver ricevuto la temuta notizia circolante sin dal giorno precedente quando, arrivato nei pressi dell' Ironman Expo a Klagenfurt, ho incontrato Daniel Fontana, l'italo argentino punta di diamante della nutrita schiera di triatleti al via nell' IM Austria.
Costui parlava del possibile divieto d'usufruire della muta in neoprene nella frazione natatoria, notizia confermata il giorno seguente :-(
Gelo nei nostri sguardi , miei e di Franco al suo ritorno in Carinzia dopo 8 anni , col quale ho avuto modo di condividere altre Ironesperienze. Ecco riapparire come un doloroso flashback il ricordo di Francoforte 2006 quando per la prima volta nuotai senza il supporto "galleggiante" fisico e psicologico. Fu un calvario durato 1h48' cercando di scansare eventuali scontri indesiderati.
"Non c'è più niente da fare è stato bello sognare" cantava Bobby Solo e noto come tutti gli atleti incontrati siano concordi nel giudicare infelice la scelta degli organizzatori soprattutto per una questione di sicurezza. Considerando la moltitudine di atleti al via ed il rischio di ricevere colpi pericolosi, l'incolumità dei partecipanti viene a mancare e la temperatura dell'acqua, seppure al di sopra dei canonici 24,5 gradi, consiglierebbe di rendere l'utilizzo della muta facoltativo. Siamo oltre confine, l'elasticità mentale è un optional, non si riesce a... prenderla con filosofia, in quanto nessuno s'attendeva una simile decisione.
Caronte, l'anticiclone africano è venuto a farci visita nel momento meno opportuno ed è fisicamente irritante sudare in continuazione col disperato desiderio d'una zona d'ombra vicino al magnifico Worthersee , un lago d'una bellezza unica. Ogni anno l'ammiro e vorrei tornarci per potermi immergere senza dover penare per quasi 4km ;-)
E' un continuo bere,per mantenere un'idratazione ottimale e non essendo abituato a queste bevute senza soluzione di continuità, molteplici sono i pit stop spesso in luoghi non proprio etichettati come bagni  :-D
Adoro Klagenfurt, i suoi dintorni e la nostra dimora in quel di Viktring immersa nel verde è un oasi utile a stemperare la tensione e scacciare i cattivi pensieri. Sia io che Franco è inutile negarlo siamo piuttosto delusi e sconcertati e discutiamo relativamente alla temperatura del lago attorno ai 25 gradi quindi decisamente più fredda di quella di una comune piscina.
Dopo tante frequentazioni, per la prima volta  posso verificare di persona la qualità del pasta party svoltosi all'interno dell'Irondome  e il giudizio a posteriori è decisamente positivo esclusa la canicola presente all'interno del tendone. Immancabile la visita nel centro della città ammirando Neuer Platz con la statua dedicata all'Imperatrice d'Austria Maria Vittoria e la fontana del Drago simbolo di Klagenfurt.
Mentre passeggiamo rivedo, come lo scorso anno, con immenso piacere, l'amica e stimata campionessa Edith venuta per sostenere Linda, atleta che si è affidata a lei per preparare questa competizione.
Voglia di letto, al termine d'una giornata infinita, e dormiamo con la porta della camera che da sul giardino della pensione spalancata , evitando in tal modo la calura. E questa soluzione paga, in quanto riusciamo a riposare risvegliandoci belli tonici e pronti a fare una breve sgambatina rigenerante.
La vigilia di un simile evento è per molti atleti uno stress notevole, non di rado acuito dalle noiose attese per sbrigare la trafila del bike check-in con foto scattata dietro la propria bici, deposito sacche gara, copertura della stessa con cellophant. Operazioni compiute sotto una canicola insopportabile :-O
Prossimo step la rifinitura del carboload, nel medesimo ristorante-pizzeria dove sono di casa e sanno che le porzioni di pasta non devono essere da "nouvelle cuisine" ma da trattoria abile a soddisfare bocche affamate  :-)
Per concludere in dolcezza la serata ci gustiamo una cialda di gelato alla gelateria Arcobaleno, l'unica degna di nota nella capitale della Carinzia e mentre siamo all'altezza di Nueur Platz ecco con una gradita sorpresa da immortalare con uno scatto fotografico. Incrociamo la simpaticissima e pluridecorata campionessa inglese Chrissie Wellington, la quale cortesemente si ferma per una foto ricordo.
La morsa del caldo non molla e ritroviamo sollievo nel verde della nostra dimora cercando qualche ora di riposo. Sono talmente privo di stimoli ,dopo la spiacevole notizia dell'impossibilità d'indossare la muta, a tal punto da non avvertire tensione e dormo placidamente.
Noooooo la sveglia del cellulare ! Fuori dalla branda Ame ! :-(
Un paio di barrette , un panino con miele, del tè caldo ed alle 5.30 del mattino siamo già in processione per inoltrarci nell'affollata zona cambio all'interno della quale si respira un'atmosfera surreale, i rituali di sempre, gesti scaramantici , gli sguardi tesi o chi cerca di celare il nervosismo pre gara scambiando battute con gli amici. Cosa piacevole a farsi con gli scanzonati triatleti dell' Udine Triathlon....
Indumenti personali consegnati ,si entra negli spettacolari bagni , i cosiddetti Strandbad,  dove l'erba sembra un green di un campo di golf per poi raggiungere la spiaggia .
In accordo con Franco decidiamo sia conveniente piazziarci nelle retrovie.
Colpo di pistola, avanzo lentamente, splash! , un tuffo nelle cristalline acque del Worthersee con un solo pensiero in testa : evitare assolutamente ogni minimo contatto per non andare in panico.
Missione compiuta con fatica immane, avvertendo brividi nel km finale nuotato nel canale stavolta con acqua torbida. Intontito, corro per scaldarmi verso la zona cambio e l'unica nota positiva è rappresentata dal non dover litigare per sfilarsi la muta e quindi il cambio risulta essere più agevole. Ovviamente me la son presa comoda considerato lo stato penoso in cui versavo e la difficoltà a metter i calzini per via dei piedi tremanti:-O
La muta si poteva rendere facoltativa ed io ne sono stato un esempio lampante ;-)
Parto in groppa alla Matrix motorizzata Vision, una stratosferica coppia di ruote gentilmente offertemi dal gruppo FSA situato a soli 15 km da casa. L'abile mano dell'amico Roberto Rinaldi le ha rese scorrevolissime ma ahimè la frazione natatoria mi ha svuotato d'energie e le gambe sono dolenti. Non posso spingere i rapporti desiderati, la desolazione è enorme perchè il tracciato presenta tratti filanti dove tali ruote danno il meglio di sè. Inutile prendersela, proseguo evitando d'incaponirmi a voler pedalare più duro di quel che posso, bisogna accettare ed assecondare la forma fisica del momento.
Il caldo è opprimente e raggiunge l'apice quando affronto le due salite presenti nell'anello di 90 km, indi  per cui, giunto nei pressi dei ristori prendo la borraccia d'acqua, la verso sul casco e per un attimo provo refrigerio.
La seconda ascesa a Rupertiberg, l'erta più impegnativa, è assai ardua e noto una ragazza con la ruota posteriore lenticolare procedere a rallentatore :-O
Ultimi 10 km e la discesa verso Klagenfurt è un buon motivo per far girare le gambe, rilassare la mente, curioso di verificare come potrà reagire il fisico ad una maratona con temperature prossime ai 40 gradi.
Perdo molto tempo nella seconda transizione perchè non riesco a mettere il casco nel sacchetto, si è formato un nodo , smoccolo rendendomi conto della situazione fantozziana.
Correre in mezzo a tanto calore , tifo , è un'iniezione di morale non indifferente ed ogni tanto sentire qualcuno che ti riconosce e grida il tuo nome rende più soft la fatica. Ad ogni ristoro applico la stessa tattica vale a dire mi spugno all'ingresso , bevo camminando, esco bagnandomi nuovamente.
L'estreme condizioni climatiche comportano un surplus di lavoro alle ambulanze e non è affatto piacevole udire le loro sirene perchè sinonimo di qualche atleta in difficoltà e la cosa mi rattrista.
Quando avverto stanchezza oltremisura, calo il ritmo, cammino leggermente di più ai ristori , mangio gel con parecchia nausea alla ricerca di un po' d'energia.
Sono ormai quasi alla fine, procedo senza forzare e quando raggiungo la zona del lago sento Roberto Rinaldi incitarmi a gran voce ed estraggo un sorriso carico di gioia ringraziandolo per il supporto morale.
Ultimo segmento transennato in mezzo a due ali di folla, la quale tributa un'ovazione ad ogni concorrente e quando svolto a sinistra e corro sul tappeto che mi condurrà al traguardo godo perchè questi sono i momenti indimenticabili di un IM ! :-)
Malauguratamente Franco sceso dalla bici ha deciso saggiamente di non continuare causa il ripresentarsi di un problema al piede che non gli avrebbe permesso di correre. Si rifarà alla prossima occasione ne sono certo.
Ricorderò eternamente questa significativa prova condizionata da eventi unici e rari, come il clima sfavorevole ed i tanti ritiri lo stanno a dimostrare.
Un encomio particolare mi sento in dovere di farlo a Daniel Fontana ad un passo dalla vittoria preceduto all'arrivo solo dal celebrato atleta  teutonico Faris Al Sultan.
Come di norma un bravo a tutti finisher e stavolta se lo meritano tutto ! ;-)

God bless you !



2 commenti:

Pasquale Musci ha detto...

Bella AME, ma io sudavo mentre nuotavo!!!!!

MauroB2R ha detto...

il bighellone della brianza non molla nemmeno in terra straniera..
con quelle condizioni essere finisher è davvero un gran successo.
bravo bravo.