venerdì 8 febbraio 2013

Battesimo.....



                                            con Paolo nella prima parte della gara...
                               L'arrivo con tanto di aeroplanino in compagnia di Walter
                                In maratona nell'Ironman Lanzarote con Paolo

Ho raccontato ormai in varie occasioni la genesi del mio passaggio, dall’amato odiato mondo calcistico,agli sport di resistenza passando attraverso alcune esperienze formative, esplorando mondi sino ad allora sconosciuti o conosciuti in modo molto superficiale….
Palestra, Sci di fondo, Pattinaggio a rotelle e la domenica mattina le impegnative corse podistiche non competitive sugli ostici saliscendi brianzoli capaci di lasciare il segno nei quadricipiti poco avvezzi a sforzi di lunga durata. L’innata curiosità e passione per ogni genere di sport ,m’aveva portato a conoscere il triathlon tramite le memorabili imprese di Mark Allen ed il tarlo di provarlo s’annidava nella mia mente.
Telefonai alla Federazione Italiana di Triathlon, la quale m’accennò della nascita di una nuova società denominata   “Triathlon Leccocontattata l’indomani per fissare un appuntamento. Riuscii ad avere l’opportunità di tentare l’avventura nella triplice disciplina, conscio delle mie limitate capacità natatorie ed alle prime armi con l’utilizzo della bicicletta da corsa, oggetto semi sconosciuto sino ai 31 anni. La corsa era l’unica frazione delle tre dove potevo annoverare un po’ di gavetta accumulata nelle suddette non competitive domenicali.
Tra i vari atleti conosciuti durante il mio primo anno all’interno del sodalizio lecchese uno di loro, tale Paolo Chiarino, è risultato essere il  testimone oculare del mio battesimo nelle gare simbolo dei due sport a me più cari: il triathlon e la corsa.  
Maratona e Ironman i sogni realizzati, impensabili sino ad un paio d’anni prima,  traguardi che col senno di poi sono fiero d’aver raggiunto. Rimanendo ghettizzato nel calcio avrei potuto girare il bel paese ,nulla più, mentre tramite la multidisciplina son venuto a contatto con realtà molto diverse fra loro e dalle quali ho tratto un arricchimento culturale e sportivo.
Ricordo come se fosse ieri la corsa con Paolo ed il suo abituale compagno d’allenamenti Walter, anch’egli  tesserato per il Triathlon Lecco, durante la quale parlavano del loro prossimo obiettivo sportivo dopo aver felicemente concluso il loro primo Ironman a Zurigo. Li ammiravo per aver portato a termine la gara regina del triathlon ma nel contempo ero affascinato dalla maratona, consapevole di non essere adeguatamente preparato per partecipare con loro a quella di Carpi. Come ultimo lungo avevano optato per la Milano-Pavia e ,nonostante fossi spaventato dai 33 km del percorso ,accettai l’invito ad accompagnarli.
Ero al settimo cielo quando senza alcun problema riuscii a correre l’intera distanza e galvanizzato decisi di seguire il duo d’amici anche alla Maratona d’Italia. Timoroso del famoso muro del maratoneta , lasciai partire Walter al suo passo  posizionandomi  al fianco di Paolo ma quest’ultimo , col passare dei chilometri,notò che rappresentava  un freno per me e più volte mi sollecitò ad accelerare. Cosa che feci dopo la mezza, raggiungendo Walter ed una volta giunti sul vialone d’arrivo inscenammo , sino al traguardo , l’aeroplanino alla Montella :-)
Provai una gioia indescrivibile !
IO avevo corso una maratona, ma no dai non è possibile sarò su scherzi a parte! Purtroppo un paio di mesi più tardi ,saranno state le scarpe usurate, l’assenza d’allenamento , riscontrai problemi al ginocchio sinistro e svanì il desiderio di ripetere la felice esperienza. A fine gennaio andai sotto i ferri e dovetti attendere più di un anno per poter riprovare la soddisfazione di concludere i canonici 42.195 metri della maratona.
Discorso diverso per  l’altro “sogno spauracchio” rappresentato dall’Ironman , dove le paure venivano ingigantite dalle distanze e dai racconti epici di chi l’aveva provato sulla sua pelle….  L’idea originaria era quella di schierarsi al via dell’ Ironman Europe a Roth , la Mecca europea della distanza però non venne accettata la mia richiesta d’iscrizione e ritenevo assurdo l’inserimento del sottoscritto in una waiting list.
Presi la decisione di consultare il calendario gare e scovare la prima disponibile in territorio europeo ed il dito scorrendo si fermò lì, Ironman Canarias a Lanzarote. M’iscrissi in tempo zero non consultando i percorsi e quando comunicai la scelta ad alcuni compagni di squadra, mi colpì il loro sguardo esterrefatto. “Ame ma hai guardato i percorsi della gara? Lo sai che è ritenuta la più dura del circuito per il forte vento?”
Di primo acchito pensai d’aver commesso un grave errore ed effettivamente avevano ragione a definirmi sprovveduto ma, dopo due stagioni d’apprendistato ed aver sperimentato tutte le distanze,era forte il desiderio di mettermi alla prova in un Ironman.
E chi mi ritrovai ai nastri di partenza ? Il buon Paolo, da sempre votato al nuoto, e ritrovato poi durante la maratona finale correndo, per un tratto, fianco a fianco così com’era accaduto due anni prima al mio esordio in maratona. Patii notevolmente l’emozione e la temperatura fresca delle acque oceaniche però seppi gestirmi bene ed ancora oggi a distanza di 14 anni mentre guardo la foto del mio arrivo un brivido pervade tutto il corpo.
Oh my God sono un Ironman finisher! e chi l‘avrebbe mai detto che la storia avrebbe avuto un seguito così duraturo nel tempo con l’insperata ciliegina della partecipazione al Campionato mondiale Ironman a Kona?  Ed a chi mi ha chiesto se dopo tale esperienza le mie motivazioni fossero finite ho risposto che per me Kona non è il punto d’arrivo, ma una tappa come le altre di un cammino iniziato scanzonatamente 14 anni fa . Proseguirò con lo stesso spirito ironico e senza prendermi troppo sul serio , sapendo di non essere eterno e che un giorno quando smetterò potrò ritenermi appagato delle esperienze maturate e delle tante persone conosciute.
E l’amico Paolo? E’ una celebrità nel nuoto di fondo, con traversate in ogni parte del mondo e prove al limite del disumano ma quando ci rivediamo lui scherzosamente mi dice “ecco posso dire d’avere l’onore d’essere stato presente nei tuoi esordi in maratona e nell’Ironman”.  E qui scoppia una fragorosa risata perché un’altra cosa c’accomuna, la sana ironia ;-)
God bless you !!!

4 commenti:

kaiale ha detto...

cioè.....la tua prima maratona Zio l'hai chiusa e 3h18'???????

Anche io :)

Ame ha detto...

si ma non era prevista e corsa improvvisandola... difatti credo siano state anche le scarpe ormai scariche oltre alla mancata preparazone a crearmi il problema al ginocchio poi operato. La maratona successiva infatti la corsi a Piacenza ad inizio 1998 rimanendo sotto le 3 h. grande soddisfazione :-)

kaiale ha detto...

:)
grandissimo Zio.....allora visto l'esordio simile al tuo....spero di avere la stessa carriera e continuità :)

Ame ha detto...

Te lo auguro per quanto concerne la continuità ma sono sicuro che farai molto meglio considerata la giovane età, il talento e l'applicazione nell'allenamento. Io per scelta non mi sono mai allenato :-)