sabato 3 dicembre 2016

Fatal Verona.....

                                                                                          Foto Francesca Soli

Sembrava che dopo l'inaspettato e. doloroso epilogo all'Elbaman tutto fosse tornato a girare positivamente dal punto di vista sportivo (per il resto stendiamo un velo pietoso..) e difatti avevo inanellato e gestito accuratamente una serie di gare .
Mi ero imposto di non buttarmi a capofitto, come accadeva in passato, evitando di mettere il pettorale tutte le domeniche. L'obiettivo principe quello di correre decentemente le maratone autunnali ed invernali, sempre col massimo impegno, possibilmente sotto il fatidico muro delle 3h.
Già la domenica dopo l'incidente elbano ero al via, con autorizzazione del medico, alla 10 km di Presezzo ed è stata la mia prima partecipazione su questa distanza breve. Seguiranno la Mezza di Pavia, Mezza delle Groane,una domenica di stop partecipando alla splendida non competitiva Tutti Assieme a Merate, Mezza di Lodi, un lungo in compagnia dell'amico Matteo sulla Martesana e l'ultima sgasata alla 10 km di Villasanta..E con risultati apprezzabili considerando che le competizioni sono l'unico strumento utilizzato per allenarmi.
Compitino svolto e morale alto in vista del primo appuntamento importante in calendario , ovverosia la Verona Marathon.
Sveglia alle 4.50 ed arrivo nella città di Giulietta e Romeo ,ancora assonnato, poco prima delle 7. Solito iter pre gara con ritiro del pettorale e stavolta anche sosta in un bar per un caffè al ginseng. Temperatura non eccessivamente bassa ma clima piuttosto umido ed una lunga sosta in griglia prima della partenza fissata per le ore 9.
Al colpo di pistola da Piazza Brà percorriamo l'ampio Corso di Porta Nuova e l'euforia dei primi chilometri fa registrare al mio Tom Tom parziali al di sotto della tabella di marcia. Decido quindi di calare l'andatura sennonchè in prossimità del 6° km avverto una fitta all'altezza del ginocchio della gamba destra. Rimango esterrefatto di fronte a questa frustata e proseguo per verificare se posso continuare la competizione. E così sarà, perchè il dolore si attenuerà notevolmente rimanendo un impercettibile fastidio. Col famoso senno di poi avrei preferito sentire un dolore di un'intensità tale da costringermi al ritiro,  perchè una volta rientrato a casa ho scoperto d'averla fatta fuori dal vaso....
Ginocchio e bicipite femorale gonfi e la mattina seguente un enorme ematoma si presentava ai miei occhi, facendo temere il peggio , ossia un significativo strappo muscolare. L'ecografia eseguita qualche giorno dopo ha evidenziato una rottura delle fibre nella zona esterna al ginocchio, fortunatamente di modesta entità. La cosa che più mi allarma è il polpaccio e dovrò tornare a farlo visionare.
Un finale di stagione da dimenticare, ma se vogliamo guardare il bicchiere mezzo pieno qualche soddisfazione me la sono tolta anche in questo sventurato 2016. Spero di riprendere col nuovo anno, conscio di dovere limitare la velocità per preservare il motore.
Per la cronaca segnalo il mancato sbriciolamento del muro delle 3h per poco più di 1 minuto, in parte giustificato dalla debacle fisica. Un traguardo fallito, che avrebbe significato il coronamento di un sogno lungo vent'anni , costruito mettendo un mattone alla volta. Ma l'ultimo si è sbriciolato e spero di poterlo rimettere prima o poi....

God bless you !!!


1 commento:

Mauro Battello ha detto...

Cacchio Ame, auguri di pronta guarigione e che il 2017 rinnovi le tue soddisfazioni! keep rock