mercoledì 4 ottobre 2006

Step by step

Il mese d’ottobre rappresentava qualche anno addietro per il sottoscritto un periodo di transizione tra la stagione dedicata alla triplice disciplina e quella puramente podistica ricca di maratone e piacevoli incontri con i simpatici amici che fanno della corsa la loro principale passione. A scombussolare questo mio ecosistema sportivo è arrivato il Salitomane Marco Scotti organizzando in compagnia di Renzo Straniero l’unico Ironman presente in calendario nelle nostre italiche lande: l'Elbaman.
Il luogo prescelto per dissestare l’apparato motorio di noi poveri atleti era la magnifica isola d’Elba la quale dopo il battesimo della prima edizione ci ha nuovamente accolti per regalarci un altro fine settimana denso d’emozioni e ricordi che custodiremo nella nostra memoria per sempre.
Sinceramente dopo l’accoppiata Powerman-Bodensee ero snervato sia fisicamente che mentalmente e malgrado le sollecitazioni del sopraccitato Marco non vi erano i presupposti affinché partecipassi all’Elbaman competizione alquanto impegnativa se consideriamo la nervosa altimetria del nuovo percorso ciclistico all’interno del quale i tratti in piano sono pressoché inesistenti.
Anche la cortese famiglia di Marco composta dalla gentile signora Luigia e dall’instancabile papà Massimo avevano espresso il loro desiderio di vedermi all’opera nella gara nostrana ed io alla fine, considerando la mia fragilità mentale quando si parla di Ironman, ho accettato la sfida.
Sennonché la settimana prima della trasferta elbana mentre correvo ecco la mannaia che arriva tra capo e collo nelle vesti di una dolorosa fitta al gluteo destro infortunio presentatosi al sottoscritto senza preannunciare il suo arrivo. Il giorno successivo via di fretta dall’amata
osteopata Francesca sperando in un miracolo dell’ultima ora che però non arriva costringendomi a partire per una simile gara senza l’opportunità di compiere il gesto più amato dal sottoscritto ovverosia la corsa a piedi.Il morale è a questo punto prossimo allo a zero ma l’impegno preso con la famiglia Scotti deve essere rispettato e se riuscirò ad uscire dalle acque del golfo di Marina di Campo e pedalare senza avvertire dolore la maratona la camminerò tutta dal primo all’ultimo metro.
Compagno d’avventura del mio ultimo appuntamento stagionale è Giovanni “Gentleman Giò” Fumagalli brianzolo doc ma con le stigmate del vero lord inglese in virtù della sua innata flemma, al suo esordio sulla distanza e giustamente curioso di conoscere tramite lo scrivente alcuni aspetti relativi alla competizione a lui sconosciuta. Si è preparato meticolosamente per la prova e il suo palmares ricco di sky race lo renderà protagonista di una rimarchevole maratona corsa sempre in bella spinta. Il guardaroba di Gentleman Giò è praticamente una filiale di un negozio d’articoli sportivi perché potrebbe con l’abbigliamento portato da casa vestire tutti i partecipanti dell’Elbaman….
Arrivati il venerdì pomeriggio e ritirato il pacco gara in attesa del briefing facciamo una pedalata in direzione S. Ilario per scoprire la prima ascesa prevista nel nuovo percorso sulle due ruote che il buon Salitomane aveva definito pedalabile.La presenza sul percorso delle auto impegnate in un rally d’auto storiche non ci permette di visionare per intero la salita per cui decidiamo di fare ritorno in albergo e di recarci in piazza del Municipio di Marina di Campo per il briefing ed il successivo pasta party dove gli straordinari volontari servono dell’ottima pasta e crostate decisamente appetitose.Doveroso il bis per cominciare il carbo load che per lo scrivente durerà sino alla colazione pre gara senza soluzione di continuità….
In piazza incontriamo il numeroso gruppo del Granarolo capitanato dal mitico Gira con Mr.Telecom Fornasari,la Simona, Mazzotti, Guerri ecc.ecc. venuti armati di coltello tra i denti per vincere la classifica a squadre dell’Elbaman. Da buon PR stringo amicizie con nuovi atleti tra i quali degno di nota è lo svizzero Nicolas giovane atleta dalle formidabili qualità atletiche reduce dall’Ironman UK e preparatissimo per ben figurare all’Elbaman.
Quando ascolto con stupore la sua professionale preparazione gli profetizzo un sicuro arrivo nella top ten e col senno di poi il suo ottimo terzo posto conferma le mie previsioni della vigilia. Piacevole anche rivedere l’amico Eric Villena alias Mr. Bond conosciuto in occasione del Tri Sapin ed autore com’era nelle previsioni di una gara perfetta che gli è valsa il quarto posto finale.
Il sabato faccio un’eccezione alla regola la quale non prevede la ricognizione dei percorsi gara e in compagnia di Gentleman Giò visioniamo il giro previsto per la frazione in bici avvalorando la mia tesi e cioè che transitare per ben tre volte all’interno di codesto circuito sarà un vero e proprio massacro per i concorrenti. Ritornati al residence mi reco dal Salitomane e con molto calore gli rivolgo la seguente frase bilingue:“paesaggisticamente il tracciato è molto bello ma vadavialc….” . La fragorosa risata della truppa del Cus Ferrara mi permette di scambiare quattro chiacchiere con loro destinati a passare un fine settimana ricco di soddisfazioni personali. I tre maschietti Max,Giona e Michele faranno la staffetta mentre la punta di diamante della spedizione la peperina Bet tenterà di rendere vita dura alla vincitrice dello scorso anno Natallia Barkun.Altro incontro del sabato degno di nota è quello con il grande amico e compagno di molte tri-avventure Giacomo Maritati. Sul finire del secolo scorso siamo stati forse i primi in Italia ad inserire annualmente una cinquina di Ironman e già allora ci consideravano ,sportivamente parlando, dei folli….
Il bike check-in stranamente avviene in serata e subito dopo vado a nanna preoccupato perché il dolore al gluteo si era riacutizzato e la paura di non arrivare alla fine aumentava sempre più. Domenica ore 3.55 colazione a base di barrette energetiche accompagnate da un succo di frutta con Gentleman Giò ancora assonnato e molto agitato per quanto concerne l'abbigliamento da utilizzare in gara.
Notiamo con piacere il clima mite e al buio ci dirigiamo in zona cambio dove ritrovo dopo qualche annetto l’amico Marco Rocca dal quale acquistai la mia prima muta seria anche se ovviamente la mia scarsità come nuotatore non rende merito alla qualità del prodotto.
La spiegazione dell’iperattivo Marco Scotti relativamente al triangolo natatorio risulta impresa ardua in quanto le boe non si scorgono ma la presenza di canoe munite di luci rende tutti tranquilli e allo start per la prima volta quest’anno posso evitare l’assalto dei bisonti che di solito mi asfaltano dopo due bracciate riuscendo nell’ardua impresa di nuotare in santa pace.
Se il mondo è piccolo il mare lo è in misura maggiore e quasi sul finire del primo giro ecco affiorare dalle acque il Mostro dell’Elba alias Marco Aiolfi compagno di nuotate nelle medesime acque elbane in occasione della prima edizione dell’Elbaman. Al termine della prima tornata richiama la mia attenzione e mi sottolinea l’errata misura del percorso swim cosa che ci galvanizza assai in quanto il secondo giro sarà meno traumatico del solito.
Mi sono detto :“dai Ame la prima è andata ora pedala tranquillo e cerca di non farti prendere dalla foga di finire in fretta la bici perché la strada è ricca di mangia e bevi”.
La prima salita è pedalabile ma l’affronto con molta cautela così come la successiva discesa la quale c’immette sulla panoramica strada che costeggia l’isola dove è impossibile non rimanere stregati dall’amenità dei panorami e durante il terzo giro ,ormai con le riserve energetiche al lumicino, cerco di godermi il paesaggio noncurante dei dolori provenienti dai miei quadricipiti.
Raggiungo diversi concorrenti e scambio qualche battuta con loro soprattutto per quanto concerne le pessime condizioni del manto stradale ma seppur sofferente sono molto fiducioso di poter finire i quasi 180 km. sulle due ruote perché avverto solo un lieve fastidio al gluteo e il secondo cambio è ormai prossimo.
Quando vedo il centro di Marina di Campo mi commuovo e tiro un pugno sul manubrio per scaricare la tensione accumulata ma ripiombo nello sconforto quando calzate le mie Puma Prevail e indossato l’usuale papillon giallo mi accorgo che correre sarà una pia illusione e malgrado l’incitamento del presidente Renzo e i suoi complimenti per il recupero durante la frazione ciclistica i piani della vigilia verrano rispettati alla lettera. Per abitudine gareggio senza computer in bicicletta e l’orologio lo porto solo per guardare l’ora ma questa volta uscito dal T2 sul quadrante leggo 14:27 ossia l’inizio del calvario. Il primo dei cinque giri previsti per la maratona finale li faccio senza ascoltare musica dal lettore MP3 e oltre ad incitare i concorrenti mi diverto a scherzare con il trio delle meraviglie del medio di Mergozzo ovverosia Gianpiero ,Daniele e Renato molto simpatici nello sfottermi……
La mitica Bet dimostra come la grandezza sportiva non si misura in centimetri e sfruttando le sue immense doti podistiche passa a velocità doppia i concorrenti pagando alla distanza il suo sforzo ma ottenendo alla fine una strepitosa seconda posizione. Grande Bet sono proprio felice per la tua maiuscola prova !
Mentre proseguo nel mio lento cammino trovo nei pressi dell’arrivo la Simona che per problemi fisici ha dovuto alzare bandiera bianca e la cosa mi lascia l’amaro in bocca perché anche durante la prima edizione era stata costretta al ritiro. Il prossimo anno Simo devi tornare e sfatare il tabù…
Sia l’amico Ale Melloni che Gentlemen Giò viaggiano spediti e recuperano diverse posizioni mentre lo scrivente è seriamente preoccupato perché le pile dell’MP3 si stanno scaricando e la preoccupazione è quella di camminare al buio senza l’adorabile compagnia musicale. Ma l’angelo venuto dal cielo con le sembianze dell’amico Vincenzo Catalano mi porge la pila di ricambio e la momentanea depressione lascia spazio ad un attimo di felicità. Cerco di convincere Mazzotti del Granarolo a non abbandonare la competizione ma cammina e dice di non sentirsi bene per cui decide di fermarsi ed io quando vedo atleti costretti al ritiro mi rammarico non poco.
Ricordo due momenti significativi durante la mia marcia a ritmo lento. Il primo riguarda la stupita espressione facciale della Piera moglie dell’ Armando Scolari la quale mi domanda quanto mi manca a finire ed io rispondo che dovrò sudare ancora per più di tre ore.
Il secondo con un ragazzo italiano che mi riconosce e mi dice di non fermarmi perché per lui sono stato sempre un esempio di tenacia e un esempio da imitare per cui desistere sarebbe come distruggere un mito. Gli rispondo di non meritarmi tanta considerazione ma lo rassicuro dicendogli che solo sparandomi m’impediranno di raggiungere la meta. Sono stanco le gambe sono talmente dure che la foresta pietrificata al confronto è di burro e passo per la penultima volta di fianco al traguardo dove incontro il compagno di squadra Francesco in questa occasione nelle vesti di volontario il quale probabilmente vedendomi in crisi decide d’accompagnarmi in bicicletta per gli ultimi 4 km. rendendomi felice d’evitare il senso di sconforto che mi assaliva durante la percorrenza degli interminabili rettilinei verso il campo sportivo dove stonavo ,e chiedo venia agli originali autori, le canzoni presenti nell’MP3.
Rettilineo d’arrivo ringrazio di cuore Francesco e come previsto prima della piccola rampa che conduce al traguardo m’attende il grande Giacomo Maritati per mettere in opera il piano architettato durante i nostri incontri nel corso della maratona. Arriviamo insieme e Giacomo mostra in bella evidenza il suo numero di pettorale ovverosia il 44 che praticamente risultano essere gli Ironman conclusi da entrambi.
Subito dopo la linea d’arrivo trovo ad aspettarmi il gruppo del Cus Ferrara, Ale Melloni con il simpaticissimo papà, Scotti padre e figlio, Gentleman Giò e questa speciale accoglienza mi ripaga del sacrificio compiuto per concludere questo inusuale Elbaman.
Ora dovrò cercare di guarire da questo fastidioso acciacco e tirare un po’ il fiato perché il 5 sono 41 candeline e malgrado la vitalità di un ventenne il fisico comincia a scricchiolare……..

Spazio riservato ai ringraziamenti e saluti

-Agli staffettisti del Cus Ferrara un plauso per il secondo posto,per il supporto morale e per avermi aspettato al mio arrivo.
-A Bet per la grandiosa prestazione
-All’amico Giacomo Maritati per il bel quadretto finale
-Al gruppo del Granarolo sempre composto da gioviali atleti e al Gira per il puntuale piazzamento di rilievo
-A Mr. Telecom Fornasari che in maratona molto spesso mi ha fatto compagnia
-Ad Ale e Papà ed a Nicolas per l’amabile compagnia
-Al trio formato da Marco e Massimo Scotti e dal presidente Renzo Straniero per l’incommensurabile sforzo organizzativo compiuto. Un doveroso GRAZIE DI CUORE da parte di tutti gli atleti .
-A tutti i volontari per il loro prezioso lavoro
-All’ inventore del lettore MP3 nonché a tutti gli artisti presenti in esso perché per l’Ironmerd è stato di vitale importanza aiutandolo nei momenti di depressione.
-Al mio compagno di viaggio Gentleman Giò autore di una prova da incorniciare e che sicuramente rivedremo anche alla prossima edizione nei quartieri alti della classifica.
-A Vincenzo Catalano per la provvidenziale pila
-A tutti quanti hanno allietato il mio piacevole soggiorno elbano.

3 commenti:

Marco ha detto...

grazie amedeo, il report è bellissimo, lo devo mettere sul sito dell'elbaman appena posso

Marco

bet ha detto...

...grazie ame..
mi hai fatto venire gli occhi lucidi!!!
bet

AME ha detto...

Probabilmente correndo la maratona come d'abitudine sarei entrato nei primi 20 della classifica ma questa esperienza vale per me più degli insulsi numeri che compongono una classifica.Ho vissuto l'Ironman da un'altra prospettiva visiva.Bet in te mi sono rivisto perchè anch'io parto baldanzoso in maratona poi l'energie finiscono e si raschia il barile...