martedì 7 luglio 2015

A.A.A. Cercasi....

Con le Sisters Giuliana e Simonetta
Coppe gelato a pranzo....
Cancer off presente !
La prima cialda post gara

....stimoli ed enegie per affrontare la terza tappa del'Irontour 2015 nel tradizionale appuntamento in Carinzia all' Ironman Austria.
L'occasione trasforma la tranquilla città di Klagenfurt, invasa dai quasi 3000 partecipanti ed i relativi  accompagnatori al seguito. Nonostante sia la sedicesima volta che visito la capitale carinzia, rimango sempre colpito dall'ordine e pulizia presenti, quasi surreali se rapportati agli standard abituali.
Le prime due tappe si sono rivelate estenuanti considerate le avverse condizioni climatiche incontrate ed il precario stato fisico del sottoscritto. Vento, caldo, l'odissea nel lago Balaton m'avevano spaventato e prosciugato, quindi dovevo fare di necessità virtù nell'affrontare le successive competizioni.
Parola d'ordine : gestione, perchè eventuali fuorigiri del motore avrebbero potuto significare abbandono. Ripeto sempre a me stesso ed a chi si mette ai nastri di partenza di un IM una frase di per sè banale : "sai quando parti ma non sai se e quando arriverai".
Compagno per la trasferta austriaca il giovane Leo, pilota d'aereo in terra d'Albione in sintonia col suo stile British,  molto concentrato e determinato a ben figurare.
Distanza da coprire circa 530 km e sosta in terra friulana per incontrare, come lo scorso anno, le mie due Sisters Simonetta e Giuliana con l'aggiunta di Marina amica virtuale di facebook e dell'amico triatleta Fabio Santini.
A Feletto Umberto, meta prefisssata, la temperatura è decisamente calda ma confidiamo nelle previsioni meteo, le quali danno una rinfrescata l'indomani pomeriggio.
Baci , abbracci, foto di rito spassose e una spettacolare coppa di gelato come pranzo. Mostro a Simonetta la nuova ruota posteriore con la scritta Cancer Off e lei, ultimamente "intrippata" con la fotografia, non si lascia scappare l'occasione per immortalarla.
Si riparte alla volta di Klagenfurt dove giungiamo nel primo pomeriggio e la speranza di trovare un clima più fresco viene disattesa. Uno scorcio ai vari siti meteo conferma l'arrivo di temporali la vigilia e condizioni ottimali il giorno della prova.
Saluto Andreas, il gestore della pensione a conduzione familiare, sede della nostra breve vacanza sportiva e nella camera a piano terra, la solita, si trovano le chiavi nella toppa. Cosa volere di più?
Trovare parcheggio nei pressi dell'expo è un'impresa titanica ed occorre essere svegli nello sfruttare i anche i cosiddetti colpi di fortuna. Ecco un angolino di prato, sembra quasi prenotato e sfruttiamo la ghiotta occasione.
Veloce disbrigo della pratica "ritiro pettorale" con l'ennesimo zainetto come gadget ( ma qualcosa d'altro no?) e ci dirigiamo sotto al tendone per il consueto pasta party. Bello ritrovare Luigi e fare una tavolata con la truppa triestina da lui capitanata. La fantasia culinaria regna sovrana e ci gustiamo il solito mix di pasta con simil ragù e panna. Per lo meno è poco scotta e la sufficienza stiracchiata se la merita. Luigi ed un altro del gruppo accettano la mia proposta di traslocare nel centro cittadino per mostrare a Leo il giro di boa della maratona ubicato in corrispondenza del Drago, simbolo della città.
E' tassativo, nonchè ghiotto, il passaggio alla gelateria Arcobaleno gestita da proprietari italiani e notare lo stupore sul volto dei ragazzi che vi lavorano, incuriositi dal conoscere le distanze relative all'Ironman. E' logico passare per matti, accade ogni qualvolta si cerca di spiegare nei dettagli le diverse frazioni.
La cialda ed il gelato sono di buona qualità e verrebbe voglia di un bis, però la ragione prevale sulla golosità ripensando alla coppa friulana consumata a pranzo. Primo ringraziamento a Luigi , uomo di parola, per avermelo offerto.
Com'era logico aspettarsi, affiora la spossatezza dovuta alla lunga giornata quindi facciamo ritorno al nostro tranquillo rifugio. Addormentarsi solo una formalità.
La vigilia trascorre con una breve corsetta di 5 km, abbondante colazione, pranzo leggero e bike check-in effettuato al termine dell'atteso temporale refrigerante. Cena ad orari teutonici alla Trattoria Siciliana con l'immancabile accoppiata pasta con olio e grana  ed una mezza pizza alle verdure come antipasto. Concludo in dolcezza con due palline di gelato alla frutta, perchè stavolta è stato impossibile resistere alle tentazioni.
Leo vuole riposare, motivo per cui rientriamo alla base e ci mettiamo sotto le coperte. L'indomani la sveglia sarà alle 4. Nottata con sonno ad intermittenza e con la proverbiale rapidità mandibolare, termino di sgranocchiare le classiche tre barrette dell'apatica colazione alle 4,10.
La massiccia partecipazione d'atleti e simpatizzanti ci costringe a lasciare la camera poco dopo le 5 per raggiungere il parcheggio e successivamente la zona cambio.
Sono trascorse da poco le 5.30 e siamo già al suo interno, sicchè accade l'imprevisto che avrebbe potuto rovinare la festa.
Sollevo il cellophane, fornito dagli organizzatori per coprire la bicicletta durante la nottata, e scopro d'aver la ruota anteriore completamente a terra !!! Panico.
In fondo scorgo il meccanico a disposizione degli atleti e chiedo se può cambiarmi il tubolare. "Mettiti in coda" la secca risposta. E dopo questo approccio gentile mi domanda se ho "cash" con me. La mattina di un IM evito di girare con la carta di credito appresso , pertanto gli porgo il tubolare di scorta chiedendogli se può montarlo al posto di quello forato. Acconsente ma mi chiederà il costo del biadesivo e qui entra in gioco il fortunoso incontro con Luigi, il quale mi presterà il cash per ottemperare alla richiesta del meccanico.Secondo ringraziamento a Luigi e sospiro di sollievo infinito.
Seguiamo il lungo serpentone diretto agli Standbad e all'esterno rivedo Fabio Santini col mio fratello di Kona Denis , incontrato poco tempo fa a Lanzarote e Monica, da me soprannominata Testa di Udin :D
Li ritroverò a Rupertiberg al termine della salita e sarà tifo da stadio, con incitamenti gridati a 1 cm dai padiglioni auricolari e momenti d'ilarità da veri "pirla".
Partendo nell'ultima batteria credevo d'aver meno punti di riferimento in acqua invece, tutto sommato, nei primi due lati la presenza di boe direzionali ben visibili rende la nuotata semplice. Purtroppo, come accade ogni anno, il sole in faccia complica la navigazione per giungere all'imbocco delcanale e sbaglio traiettoria seguendo erroneamente un gruppetto.
Virata a sinistra per riprendere la retta via ed un "surplus" natatorio del quale avrei fatto volentieri a meno...
Alla fine dei 3,8 km avvertirò un pochino di freddo, sconfitto mentre sgambetto per entrare in zona cambio. Transizione tranquilla con pit stop fisiologico e partenza per i 180km all'interno di un anello di circa 90 km, conosciuto a memoria, veloce ma con due salite e diversi falsopiani a salire.
La stanchezza accumulata nella frazione natatoria inficia le fasi iniziali della pedalata successiva, le gambe sono poco reattive e questa sgradevole percezione di norma rimane per 10-15 km.
Stavolta , seppur intenzionato a gestire le forze, trascino il mal di gambe sino a metà giro. Come predetto, il passaggio sulla salita di Rupertiberg è particolarmente folcloristico e gli amici udinesi riescono a strapparmi un sorriso. Al termine della prima tornata le sensazioni sono buone, però i conti con l'oste (fatica) si fanno più avanti ed ai primi segnali d'affaticamento diminuisco l'impegno. Il timore è quello d'affrontare la maratona coi livelli energetici bassi e camminare oltre il previsto.
Tattica azzeccata e avrò un riscontro positivo per 30 - 32 km poi la mancanza di fondo nella corsa e
 le gare precedenti si sono materializzate. Sovente sono stato sul punto di cedere a livello di testa e l'aver calato la velocità, sia in bici che di corsa, è stata una scelta salutare per scongiurare una deflagrazione.
Interminabili gli ultimi due chilometri e mentre svolto a sinistra alla deviazione che immette nel lungo rettilineo, sento lo speaker pronunciare a gran voce il mio nome e sullo sfondo l'agoniata finish line. Quest'ultima rappresenta fine della sofferenza e l'inizio dell'ennesima esplosione di gioia, con le mani alzate, perchè ogni finisher è, a mio parere, un vincitore.
Complimenti a Leo per la stratosferica prova ed una menzione speciale va all'amico Luigi per il prezioso prestito di denaro :))


God bless you !!!

5 commenti:

Mauro Battello ha detto...

E pure questa è andata, grande Ame: a leggerti sembra tutto facile 😃 SEMBRA

Leo ha detto...

Grazie Guru, per i consigli ed aiuti logistici ed i suggerimenti derivanti dalla tua interminabile esperienza del tracciato...senza quelli non avrei sicuramente fatto la gara che ho fatto! Megacialdona al tuo rientro da Roth ed al mio da Londra...

Ame ha detto...

@Mauro: magari fosse così facile :)
@Leo:gli anziani servono anche per dare qualche consiglio ai giovani :D

Laura ha detto...

Bello ed avvincente racconto, grazie per aver condiviso questa esperienza. Mi sono divertita a leggere, sembrava di essere li :)

Ame ha detto...

Grazie Laura !