venerdì 4 aprile 2014

100 km Seregno


     La maglia della manifestazione presentata da Maxi Sport Lissone
                  I Bognini Brothers immortalati dalla simpatica Angela
                                Arrivooooooooooo !


Pensare, a volte, è nocivo per la salute mentale, soprattutto nel caso in cui ci si deve cimentare in una 100 km di corsa. L'idea di tornare a Seregno, dopo tre anni d'assenza, s'era incuneata nella mia testa poichè, da decennale testimonial running di Maxi Sport Merate, non potevo mancare ad un campionato italiano in terra brianzola dove tra gli sponsor figurava il suddetto negozio, molto legato al mondo del podismo.
Sentita Ester, responsabile marketing, le ho illustrato questa opportunità di partecipare alla 100 km di Seregno e la cosa è stata accolta, da quest'ultima,con entusiasmo.
Conoscendola da diversi anni mi sono permesso di chiederle un piccolo favore, vale a dire poter stampare sulla canotta da utilizzare durante la prova, la solita frase che compare sulla t-shirt dedicata al compianto amico Simone Grassi. Permesso accordato, ma non avevo dubbi al riguardo.
Il venerdì antecedente la gara, presso il negozio Maxi Sport a Lissone, si è svolta una breve intervista pubblicata sul tg web del Comune di Seregno agli atleti testimonial del negozio, impegnati sulle tre distanze presenti in calendario. Ai nastri di partenza della 100 km il sottoscritto, mentre nella 60 km Emanuele Zenucchi. favorito d'obbligo alla vittoria dopo il successo ottenuto l'anno scorso. Fabio Coduto prenderà parte alla mezza . Indossiamo la t-shirt rossa dedicata alla manifestazione ed alla fine immortaliamo l'avvenimento con alcuni simpatici scatti fotografici, il tutto in un clima molto amichevole e scherzoso.
L'introduzione dell'ora legale proprio in corrispondenza della gara non l'ho digerita nè metabolizzata allorchè alle 5.20 (che poi erano le 4,20 del giorno prima...) sono bruscamente ripiombato nel mondo dei vivi tramite la suoneria della sveglia :O
Fette biscottate, una barretta proteica, un tè per veicolarle nello stomaco e poi "road to Seregno", accompagnato dall'inseparabile colonna sonora in auto, viaggiando quasi in solitaria lungo strade solitamente trafficate.
Sono le 6,45 e nel parcheggio al Parco della Porada vi sono già un considerevole numero d'auto parcheggiate. Ritirare il pettorale è una formalità sbrigata in pochi istanti, il tempo di scandire il numero , nome e cognome ,dopo di che entro al calduccio nel palazzetto dello sport. Fuori l'aria è assai frizzante e contrariamente al solito lascio volutamente nel borsone, consegnato al deposito custodito dagli addetti dell'organizzazione, sia guanti che manicotti.
Nel tragitto fra il palazzetto ed il primo ristoro personalizzato, mentre deposito alcuni gel, ripenso a quanto sono poco coperto però confido nelle previsioni meteo, le quali davano un notevole innalzamento delle temperature.Incontro piacevole coi Bognini Brothers e l'immancabile fotografa Angela moglie di Stefano uno dei due gemelli e compagno d'avventura nelle precedenti partecipazioni seregnesi.
Dopo la spunta di ogni concorrente ci disponiamo in griglia ed alle 8 l'esercito degli ultramaratoneti inizia la lunga giornata di lavoro prettamente aerobico. Per i concorrenti iscritti alla 60 km saranno tre giri da 20 km, per i centisti due in più e lasceranno il segno negli arti inferiori. Ero curioso di conoscere l'anello all'interno del quale avrei trascorso gran parte di questa domenica, correndo sino a quando il fisico avrebbe retto. Qualche camminatina sarà da mettere in preventivo, considerando l'assenza di "fondo" per una competizione così lunga, così come l'inesorabile serie di crisi psicofisiche. Primo comandamento : mettere fieno in cascina poi si vedrà....
Si forma sin dal principio un bel gruppetto ed oltre all'amico Stefano s'aggregano alcuni partecipanti alla 60 km e Stefano Molteni , anch'egli viso noto del panorama podistico. I primi due giri scorrono velocemente e, alla ricerca dei punti più critici, noto tre sottopassi con altrettanti strappetti spaccagambe. Causa problemi d'intorpidimento ad un arto e quindi relativa perdità di sensibilità, si stacca Stefano Bognini e nel terzo giro faccio coppia col Molteni. Il caldo inizia a farsi sentire quindi ad ogni ristoro bevo abbondantemente e,come volevasi dimostrare, pur passando all'interno della via principale di Seregno, i passanti quasi ignorano la nostra presenza. Qualcuno si prodiga  nell'incitarci, forse impietosito dal vedere i partecipanti procedere con una certa lentezza oppure perchè si notano i visi sofferenti degli stessi. Non smetterò mai di sottolineare quest'assenza di cultura sportiva tipica dell'italiano al quale l'evento sportivo, fatta eccezione per il calcio, provoca un certo fastidioso prurito. Idem nel Parco della Porada dove intere famiglie vedono sfilare ai propri fianchi gli atleti e passeggiano senza tributare un briciolo d'incoraggiamento, esclusa qualche anima pia.
Sfortuna vuole che nell'ultima tornata rimango l'unico superstite del trio iniziale, entro in crisi e solo la stanchezza sarà testimone del mio incedere con tratti nei quali la testa mal sopporta il dolore ai quadricipiti e consiglia caldamente di camminare.
Maledetti sottopassi ! Una stilettata durante la discesa e quando cerco di correre in salita avverto un inizio di crampi al polpaccio sinistro, quindi l'unica alternativa è procedere passeggiando. Giungere ai ristori è come la scoperta di un'oasi per un assetato nel deserto e continuo a bere parecchio timoroso di disidratarmi. La sensazione di caldo viene acuita dalla fatica, ma gli ultimi 4 km si percorrono a Seregno e s'inizia a sentire profumo di traguardo.
Meno di 2km alla meta, vorrei proseguire drittto e concludere la lunga corsa giornaliera, invece so di dover svoltare a sinistra e rientrare nel Parco, scansando i bambini lasciati pericolosamente liberi di circolare....
Una caduta a questo punto sarebbe degna del miglior/peggior Fantozzi :)
Detesto questo segmento perchè sembra infinitamente lungo e mentre affronto la brevissima rampa, mediante la quale riguadagno il vialone finale , il sostegno degli spettatori presenti ai suoi lati è galvanizzante , riacquisto verve e morale. Al termine di una 100 km di corsa, scorgere a poche centinaia di metri l'arrivo è uno shock emotivo capace di rianimare anche Lazzaro senza l'intervento dell'Altissimo :)
Vola Ame , Vola Simone è giunto finalmente il momento di raccogliere i frutti di tanto sforzo , alzare le mani in alto , riscoprire la gioia di un sorriso, piegarsi in due dopo l'agoniata finish line.
Ringrazio di cuore coloro i quali  mi hanno rivolto una parola di conforto e tutti i volontari presenti sul percorso il cui apporto è sempre prezioso e significativo.
Grandi tutti dal primo all'ultimo finisher.

God bless you !!!

3 commenti:

kaiale ha detto...

sempre una certezza Zio Ame

Ame ha detto...

si nel camminare :D grazie Nipotino !

Mauro Battello ha detto...

mmmmmh non so perchè ma prima o poi.. a buon intenditor :D :D :D
ps:
triste realtà quella dell'italiano e della sua mancanza di cultura sportiva! fa tristezza: corriamoci sopra comunque! ;)

grande Ame!!!