martedì 20 ottobre 2009

100 km non finiscono mai ....

.....se poi li devi correre o per lo meno cercare di farlo anche se ad andature ridicole , ti poni l'annoso quesito se sia logico o meno affrontare queste stressanti competizioni sportive. La risposta è presto data perchè noi sportivi dobbiamo ritenerci baciati dalla fortuna, se pensiamo che al mondo vi sono persone le quali darebbero chissà cosa per poter solo camminare anche un solo metro...
Non era stata programmata questa ultramaratona considerando che solo tre settimane prima avevo speso molto a livello fisico concludendo molto provato l'Elbaman quindi l'idea era di fare un paio di mezze e magari correre qualche maratona ma capita di sentire l'impellente necessità di doversi sfogare , soffrire per non pensare e quindi è nata l'idea di correrla.
Purtroppo dopo la Corri Pavia, corsa in modo brillante per le mie modeste possibilità su questa distanza e dopo un lungo periodo votato alle lunghe distanze ,quindi a ritmi blandi, il tendine d'achille ha mostrato segni d'insofferenza e comunicandomi amaramente d'essere infiammato.
Perdindirindina ma proprio ora dovevi farti vivo e inviperito, che ti ho fatto di male ?
Vabbè cerco di correre ai ripari ,chiamo l'amico Cristiano e affido le mie speranze di un miracoloso recupero fisico ad una seduta fisioterapica con onde d'urto e laser. Il giorno seguente completo l'opera grazie ad una salutare e saggia seduta dall'amico fisioterapista Roberto abile seguace del Metodo Mézières dove mediante l'allungamento delle catene muscolari si riporta la muscolatura all'originale elasticità.
Il tempo a disposizione prima della gara è ridotto quindi tramite anche l'uso di arnica cerco di salvare il salvabile e presentarmi al via ,della 100 km che da Torino porterà i concorrenti a giungere sino in Val d'Aosta e precisamente a Saint Vincent, con l'intento di provare a sfidare l'acciacco tendineo e sperare nella buona sorte.
Sabato 17 ottobre ore 7 si carica l'auto e via alla volta della periferia torinese dove in una megagalattica concessionaria d'auto multimarche è posto il quartier generale nonchè la partenza della prova. Facile trovare al via i soliti volti noti e con immenso piacere riabbraccio gli amici e compagni di squadra Marco "Inox" Cattaneo e Luciano Micheletti veri stakanovisti delle ultramaratone su qualsiasi terreno. Soprattutto col primo dei due ho condiviso diverse competizioni ed anche stavolta son felice di poter essere al suo fianco in quanto è da me stimato sia come persona, umile e disponibile ,che come atleta di grande valore.
Non amo partire troppo lentamente seppur la distanza consiglierebbe di farlo, ed infatti con Marco ben presto c'accorgiamo di tenere un andatura sostenuta oltre il lecito consentito ed i primi 30 km sono di una noia mortale, perchè corriamo su lunghi stradoni immersi nel traffico e costretti a subire l'assordante e fastidioso rumore dei motori. Infatti appena lasciata la strada principale ed esserci incanalati in una secondaria si possono udire solo il nostro respiro e le suole delle scarpe che senza soluzione di continuità calpestano l'asfalto.
Il paesaggio ai nostri occhi migliora col trascorrere dei chilometri si passa anche attraverso un caratteristico paesino dove decidiamo, io ed il mio compare, di camminare vista la pendenza dell'erta d'affrontare. La strada come da copione sale e si giunge al 50° km a quota 600 metri ad Alice Superiore ed il dolore al tendine comincia a farsi sempre più marcato tanto che nella successiva discesa mi devo fermare tre volte per dargli un po' di tregua col morale a terra. Ora la paura di non farcela diventa assillante, le motivazioni calano, la mente non ne vuol sapere di reagire ed i ristori non sono come previsto ogni 5 km ma capita di compiere tragitti più lunghi. Cerco con la mente di pensare a qualcosa di bello ,che mi distolga da questo stato di apatia totale e ci riesco .....
Le camminate, dopo aver sorseggiano e mangiato qualcosa ,diventano sempre più lunghe e ripartire è veramente un'impresa ardua perchè appena si rimettono in moto le gambe il dolore ai quadricipiti si sente eccome e per il sottoscritto a fargli compagnia c'è pure quello al tendine.
Corro male caricando soprattutto il piede sinistro per preservare quello destro mi sorpassano alcuni atleti dico a Marco di non riuscire più a tenere il suo ritmo quindi lo invito a proseguire da solo. Poi ,non chiedetemi perchè, dopo aver percorso più di 80km vedo Marco ahimè in crisi che si stacca ,cala il dolore al tendine, riprendo vigore cosa che mi permette di correre a ritmi decenti e non elefantiaci immerso nel buio e sul ciglio della strada. Ormai son solo, devo gestire le ultime energie rimaste sapientemente perchè è facile ripiombiare nell'ennesima crisi quindi assecondo le sensazioni che ricevo dalle mie gambe e se avverto troppa fatica diminuisco il ritmo.
Siamo arrivati alla salita finale, non vedo nulla, sento sotto i piedi la strada salire, soffia un vento gelido in direzione opposta al senso di marcia, e mi sorprendo d'avere ancora la forza di correrla seppur lentamente. Noto in lontananza l'ultimo ristoro ,bevo gli ultimi due bicchieri e dopo una breve camminata, riprendo, voglioso d'arrivare al traguardo.
Ma la sorpresa è dietro l'angolo e giunto nel centro abitato di Saint Vincent chiedo ad un signore locale quanto dista il traguardo e lui mi risponde circa un chilometro e mentre assaporo la gloria zac ecco la deviazione a destra e l'ennesimo tratto in salita :-(
Nooooo non me lo dovevate fare ! finisce la salita poi ancora un rettilineo seguito da una ripida discesa ( il tendine ringrazia....) poi giunto ad una rotonda chiedo piuttosto seccato " ma dove sta il traguardo?" ed il volontario mi dice a circa 400 metri e la strada tanto per cambiare anche se non in modo significato ma sale :-)
Alè AME è fatta, un centinaio di metri ti separano dall'ennesima soddisfazione sportiva ed in questi momenti è gioia infinita !!!
E' finita, son devastato , ritiro la borsa con i miei indumenti ,tremo dal freddo e chiedo un passaggio in auto ad un ragazzo dell'organizzazione il quale gentilmente m'accompagna in hotel dove una meritata doccia calda mi rigenera e comincio a rendermi conto d'aver concluso un'altra bella avventura che rimarrà per sempre nei miei ricordi.
Grazie a Marco per avermi accompagnato a lungo durante la gara ed avermela resa meno noiosa del previsto però sono al tempo stesso rammaricato perchè ha dovuto patire le pene dell'inferno per arrivare sotto lo striscione d'arrivo ma lui ha un carattere d'acciaio e se viene soprannominato Inox un motivo ci sarà ;-)
Complimenti anche all'amico Silvio Bertone per il suo terzo posto assoluto.
God bless you !!!

5 commenti:

Roberto C. ha detto...

Azz..Ame!!! 100km..100km a piedi!!!beh..i complimenti sono d'obbligo...ma non rendono l'idea! Ma come fai a fare così tante gare lunghe, e anche con ottimi tempi?!?! hai un grande fisico ma soprattutto una grande testa!!!
Good!

runners per caso ha detto...

grande AME questo post tuo poi lo posto sul mio forum nuovissima cartella Mondo UltraMarathon
vale la pena di farlo leggere che dici? ciaoooo grandeeee bravissimooooooooooo

AME ha detto...

ciao Denise se vuoi postalo pure non ci sono problemi.un abbraccioooo

ciro foster ha detto...

Grande AME, bella avventura! Anch'io sono messo male col tendine di achille a causa di varie corse e triathlon ma brevi...Come fai! Fisico da Iron!
Se hai qche info sul metodo Mezieres te ne sarei grato, anche le mie articolazioni.Ciao!

AME ha detto...

macchè iron Ciro mi ritengo un po' fortunato di natura poi però ci metto del mio cercando d'allemarmi il minimo indispensabile (davvero poco..) per non stressare troppo l'organismo. se fossi vicino a me ti porterei dal fisio che applica il metodo mezieres. cmq potrei chiedere a lui se nella tua zona ve ne sono. scrivimi in posta privata il tuo indirizzo email.