martedì 23 giugno 2009

E' tutto un altro mondo....

     un grande intenditore di birra almeno lui si definisce così io invece lo chiamo in un altro modo :-)
                                             la pizzeria di fiducia a Otrokovice

                                                                         con Silvie
                              ecco la carina t-shirt a maniche lunghe regalataci dall'organizzazione

                                                                       che coppia ! :-O

.....quello degli IM non facenti parte del circuito ufficiale WTC e dove la mancanza della tanto agognata qualifica hawaiana permette di vivere un evento all'insegna del puro spirito sportivo dove ognuno dà il meglio di se stesso ma non vede l'avversario come un nemico da sopravanzare a tutti costi per raggiungere il tempio del business a Kona......
Sinceramente è un ambiente quello degli IM da me definiti "pane e salame " che si addice al sottoscritto perchè scevro da personaggi pieni di sè e troppo calati nella parte dell'uomo di ferro che spesso li porta a perdere il contatto con la realtà sportiva. Come sono solito dire l'amatore deve ricordarsi d'esserlo e non scimmiottare il professionista il quale, oltre ad essere di un altro pianeta a livello prestazionale ,deve sempre e comunque rendere conto agli sponsors che lo sostengono economicamente e quindi in dovere d'ottenere i migliori risultati possibili.
Come accennato nel precedente post, giovedi scorso in compagnia del celeberrimo "Mr. Tigella" o Mazzo che dir si voglia, siamo volati dall'aereoporto di Orio al Serio alla volta di Bratislava per poi , una volta ritirata al noleggio una Golf SW, dirigerci verso nord ed arrivare in serata ad Otrokovice paesino della Moravia dove il nulla regna sovrano e la mestizia sembra insita nel dna delle genti locali.
Commentavamo ,io ed il Mazzo, sul come sia di difficile comprensione per noi latini osservare la mancanza di sorrisi sui volti delle persone incrociate ,vedere che ognuno vive nel suo mondo come se fosse un'entità solitaria ,non trovare un centro di aggregazione come ad esempio una piazza.
Come previsto dai bollettini meteo arrivati in terra ceca la temperatura si presentava gradevole e dopo esserci insediati all' Hotel Rottal siamo andati alla ricerca di un locale dove cenare e fortuna vuole che a circa un km dal sopraccitato Hotel si è materializzata una pizzeria che diverrà la nostra meta per le successive serate.
Venerdi ahimè notiamo come il clima sia radicalmente cambiato ed a metà mattina la pioggia s'impossessa di Otrokovice facendo calare vertiginosamente la temperatura e costringendoci a coprirci come se invece dell'estate fosse in arrivo l'autunno !
Arrivati al lago Štěrkoviště sede operativa del Moraviaman trovo e saluto con piacere Silvie la ragazza con la quale avevo comunicato tramite emails per l'iscrizione alla gara e per prenotare l'hotel. Noto che è molto stressata per i preparativi e quando passiamo al ritiro del pacco gara c'informano che dovremo attendere un'oretta per ricevere la t-shirt a manica lunga regalata ad ogni partecipante. L'attesa è snervante, il clima umido e la pioggia che ora scende con meno vigore ma sempre presente mi demoralizza totalmente perchè è risaputo di come io sia allergico a gareggiare con temperature autunnali e clima piovoso......
Finalmente la t-shirt arriva ,ritorniamo in albergo, doccia , poi il Mazzo estrae dal suo borsone Granarolo il kit per la cena composto da fornelletto elettrico,pentola,scolapasta,pasta,olio,sale mentre per quanto riguarda grana,tonno naturale e piatti in plastica provvedo io stesso.
Nel pomeriggio per aggiungere al nostro pasto serale una variante proteica oltre al tonno avevamo comprato anche dell'ottimo tacchino in fette e debbo dire che tutto sommato siamo rimasti soddisfatti della cena. Sebbene i notiziari meteo locali avessero previsto pioggia si va a nanna sperando in un clima meno ostile la mattina successiva ma al risveglio, con nostro grande stupore e nonostante la temperatura sia piuttosto rigida per il periodo, non piove.
Ariviamo in zona cambio ,depositiamo bicicletta e sacche per il cambio e poco prima di partire eccola che arriva la tanto odiata pioggia che ci accompagnerà per tutti i 3.8 km della frazione natatoria piuttosto insolita perchè prevede tre giri del piccolo specchio d'acqua.
Le sensazioni sono buone ma la mente all'ultimo giro è già proiettata alla prevedibile pedalata sotto l'acqua e conoscendo le mie difficoltà fisiche a sopportare simili condizioni atmosferiche mi sento a disagio ma deciso come sempre a provarci.
Mi copro con gilet windstopper e guanti ed all'inizio una lieve pioggerellina ci accompagna per poi cessare e lasciar spazio ad un fastidioso vento che asciuga il manto stradale ed è ,in alcuni tratti , contrario al senso di marcia . Ero conscio che percorrere per ben sei volte un anello di 30 km sarebbe risultato piuttosto noioso ma ero all'oscuro della presenza di un tracciato totalmente differente da come me l'ero immaginato. Il dislivello ,comparso sullo scarno sito ufficiale della gara, parlava di soli 700 metri ma numerosi erano i tratti in falsopiano oltre ad un paio di strappi brevi ma impegnativi. Nell'andirivieni raggungo il Mazzo, gli confido d'aver le gambe dure e che il percorso alla fine me le ridurrà a due tronchi d'albero ma son contento perchè lo vedo rilassato e concentrato. Per quattro giri riesco a tenere un ritmo decente poi logicamente la mancanza d'allenamento sulla distanza mi costringe a ridurre la velocità ed a sopportare un doloroso e preannunciato dolore ai quadricipiti .
"Pazienza Ame il tuo unico fine è sempre stato quello d'arrivare al traguardo quindi in alto i cuori e vedrai che ce la farai a raggiungere il secondo cambio..."
Continuavo nei momenti critici a ripetermi frasi simili e finalmente dopo tanta fatica vedo la luce al termine della "galleria del dolore", raggiungo la zona cambio, mi vesto con la dovuta calma e parto conscio del fatto che il più è fatto e posso camminare quando le fitte ai quadricipiti non mi permetteranno di correre.
Personalmente non ritengo opportuno massacrarmi oltre il dovuto per giungere all'arrivo in quanto il giorno successivo preferisco camminare piuttosto che trascinarmi . Durante la maratona la mente giustamente mi consiglia di non strafare perchè fra due we un altro IM mi aspetta ai nastri di partenza e l'età avanza :-)
Incontro il Mazzo e lo vedo tonico quindi ipotizzo per lui un'ottima gara poi durante il tragitto che compio per raggiungere il giro di boa non mi sembra d'incrociarlo ma penso sia dovuto ad una mia svista. Come sempre gli ultimi km sono farciti di tante emozioni ,al pensiero del traguardo ormai prossimo, alle crisi superate, ai vari aneddoti che ti rimarranno per sempre impressi nella mente. Ultimi 1000 metri, il lungo vialone che porta all'ingresso del lago sembra interminabile ma quando imbocco il tratto in asfalto che mi porterà nei pressi del traguardo la fatica scompare lasciando spazio alla felicità .
Mi reco in zona cambio nel posto assegnato al Mazzo per prendere le chiavi della macchina ma non le trovo, mentre scorgo all'interno di una sacca il suo pettorale. Corro verso l'auto e lo trovo l'amico bolognese seduto all'interno della stessa ,sconsolato perchè costretto al ritiro da problemi intestinali e la cosa mi rattrista non poco.....
Sarebbe stato speciale aspettarlo e vederlo arrivare come feci l'anno scorso a Vienna ma come ho già detto personalmente a lui saprà rifarsi al più presto perchè aveva impostato in modo intelligente la prova gestendosi in maniera oculata le proprie energie ed avrebbe ottenuto un buon risultato se non fossero intervenuti problemi dovuti probabilmente ad un colpo di freddo.
Il giorno successivo ,l'ultimo da passare in territorio ceco , è stato di una noia mortale e condizionato da un vento gelido con la visita alla vicina città di Zlin ed al lago di Otrokovice dove abbiamo rivisto e salutato Silvie. Scontata la foto ricordo in sua compagnia.
Quest'ultima alla domanda sul perchè non vi erano tappeti muniti di chip per verificare che ogni concorrente percorresse tutti i sei giri previsti rispondeva :" ma non sono necessari, ognuno qui gareggia per se stesso...."
Una risposta che potrebbe risultare scontata ai più ma che invece denota la grande cultura sportiva delle popolazioni dove lo sport viene vissuto come una sfida dei propri limiti e non per arrivare a tutti i costi con stratagemmi nelle posizioni di classifica non consone al proprio valore.
Un'esperienza ed una trasferta comunque positiva perchè mi ha permesso di conoscere realtà molto diverse dalla nostra cultura e sono concorde col Mazzo sul fatto che il nostro Belpaese è sempre uno dei migliori al mondo.
Un doveroso ringraziamento a Silvie ed a tutti i volontari presenti nell'organizzazione della manifestazione e sul percorso gara per l'impegno profuso.
Thank you Mazzo you're a Great Man ! ;-)

God bless you !!!

4 commenti:

innovatel ha detto...

A leggere il tuo post mi sono venuti i brividi! Complimenti ragazzo! Io ho tentato bardolino sabato e sono stato recuperato dal gommone xkè stavo male :( Spero di farcela pure io a diventare IM un giorno ... sarebbe un sogno :)

AME ha detto...

non occorre essere dei superman per terminare un IM ed io ne sono l'esempio vivente...grazie per il ragazzo ma è vero malgrado l'età lo sarò sempre dentro di me!

innovatel ha detto...

Ho tentato due triathlon (sprint/olimpico) e sono uscito dall acqua prima della fine xkè stavo male ... ho scoperto forse il problema ... non vedo l'ora di riprovarci. Lo sò bene che i diversi IM sono persone normalissime ... però al momento sono bel lontano da loro ... ma non ci soffro ... lotterò x arrivarci :)

Ho preso una tua "perla filosofica" e l ho usata sul mio blog (http://ping.fm/l84f8) spero non ti secca :)

Talin ha detto...

Tanti complimente Ame!!!!