venerdì 15 marzo 2013

Crampizzato !

                                 Dedica a Simone...

                                Con Fabio in versione rifiuto tossico :-)
                                Con Mirella e Fabio 
        Oltre all'onnipresente Fabio ecco la coppia multisportiva formata da Eric e Sara
                                
                               Doloreeeeeeeeee 
  La torta Bertolda sormontata dalla crema allo zabaione e Stefano a fianco del Catu ;-)

Archiviata la Maratona delle Terre Verdiane ero curioso di verificare il recupero fisico nonchè l'assenza di problemi tendinei , fedeli e dolorosi compagni in questi ultimi due mesi.
Con un'oculata gestione delle risorse mentali e fisiche potevo realizzare il bis e correre , a distanza di due settimane, la Brescia Art Marathon.
L'anno scorso codesta gara divenne la svolta della mia resurrezione podistica, giunta al termine di un periodo costellato da seri acciacchi a carico, tanto per non smentirsi, dei tendini. Ricordo la sofferenza patita durante la prova e la soddisfazione enorme nel giungere al traguardo dopo aver temuto seriamente di non farcela.
Trascorsa una settimana il corpo, pur non al meglio, ha deciso d'assecondare il desiderio della mente e bissare l'esperienza sui 42.195 metri . Nella decisione è stato determinante l'essere riuscito a coinvolgere nella trasferta bresciana la Catu Family e per questo sono particolarmente soddisfatto.
Sovente sono ospite affamato a pranzo o cena nella casa lodigiana di Fabio ed Eliana a tal punto che  scherzosamente vengo considerato alla stregua di un figlioccio adottato :)
Fabio anch'egli in netta ripresa, nonostante le continue interruzioni negli allenamenti causate da impedimenti di natura tendinea, ha risposto con entusiasmo all'invito iscrivendosi alla mezza maratona.
Il programma prevedeva cena e pernottamento,alla vigilia dell'appuntamento sportivo, in quel di Lodi e partenza la mattina seguente per Brescia. Ad attenderci coi pettorali e pacchi gara ritirati il sabato pomeriggio avremmo trovato l'amica Mirella ex- triatleta dal glorioso passato :-)
Facciamo un passo indietro alla cena di sabato dove, oltre al sottoscritto, la lista degli invitati viene nobilitata dalla presenza di Stefano ex nazionale di triathlon e Natalia, sua consorte dai trascorsi d'ottima atleta sui 400 metri piani.
Ricco il desco imbandito con  riso basmati, pollo al curry, insalata di polpo e patate e come dolce la torta bertolda con crema di zabaione.Il classico menù di chi deve affrontare il giorno seguente una maratona :-D
In effetti, quando alle 6.10 suona la sveglia, avverto un senso di pienezza e, come da previsioni meteo, una nebbia alta funge da cappa nel tragitto verso Brescia. Fortuna vuole sia stata istituita in concomitanza della manifestazione la "Domenica ecologica" cosicchè si potrà solo usufruire dei mezzi pubblici tra i quali  la nuova fiammante metropolitana. Il fulcro di tutta la logistica pre gara, con distribuzione dei pettorali nonchè deposito borse, è uno squallido parcheggio e sinceramente m'aspettavo qualcosia di meglio....
L'umidità penetra nelle ossa nonostante la temperatura dell'aria sia gradevole con miseri tentativi dei raggi solari di far breccia fra lo strato nuvoloso. Durante lo svolgimento delle tre prove presenti nel ricco programma sportivo,è data per certa la comparsa del sole e ciò contribuirà ad innalzare di molto la temperatura. Lo start per la maratona e la mezza verrà dato da Viale Europa mentre la 10 km partirà altrove per ricongiungersi in seguito sul tracciato delle altre due distanze.
Il bello del partecipare a questi eventi è la possibilità d'immortalare gli incontri con i vari amici dando spazio all'ilarità poichè l'anima dello sport amatoriale, a mio modesto parere, è la condivisione dell'evento in toto....
I partecipanti di maratona e mezza vengono disposti in due griglie separate sicchè debbo salutare Fabio congedandolo col canonico "in bocca al lupo"....
Esce il sole ed al colpo di pistola, a differenza della passata edizione, sfruttiamo l'ampio viale per correre in libertà, scevri da impedimenti sul percorso, il quale fortunatamente rimarrà lo stesso per tutti sino al 19° km.
Le gambe inizialmente viaggiano sciolte con una facilità stupefacente ma ero smanioso di verificare il comportamento del Garmin. Rimesso per la seconda volta, rosico nel sentirlo suonare in anticipo rispetto ai cartelli dei chilometri posizionati dagli organizzatori ed è demoralizzante perchè il gap aumenterà sempre di più sino a raggiungere i 300 metri al termine dei 42 km !
Concordo sul fatto della tolleranza dello strumento però non credo d'essermi così discostato dalla linea ideale....
Desolante percorrere la seconda parte quasi in solitaria, con un vento contrario in alcuni rettifili, e la stanchezza ormai giunta ai livelli massimi di sopportazione tali da condizionare negativamente la mente.
Cammino qualche metro in due occasioni poi riprendo a far girare svogliatamente le gambe, ma entrato nel centro abitato rivedo Fabio ed Eliana appostati all'ultimo chilometro e li saluto con un cenno mentre immortalano il mio passaggio con uno scatto fotografico. Scenografico il traguardo posto nella storica e splendida Piazza della Loggia baciata dal sole e da un clima mite.
Anche stavolta è risultato particolarmente significativo ed emozionante correre con la maglietta dedicata a Simone  e sentire il suo nome gridato come incitamento per il sottoscritto. Ogni volta era un brivido che s'irradiava in tutto il corpo....
Transito sotto l'arco d'arrivo braccia al cielo, pensando a lui lassù e dopo aver ricevuto la medaglia al collo, raggiungo lentamente e piuttosto provato i tendoni dove poter ritirare la borsa depositata prima della partenza.
A questo punto accade qualcosa d'inaspettato allorchè mi chino per abbassare le calze a compressione e per la prima volta in vita mia scopro quanto doloroso sia il crampo. Urlo dal dolore, soccorso da due podisti in veste di samaritani mentre giunge un signore dell'organizzazione il quale tenta con un leggero massaggio d'allontanare la tensione muscolare. Rien a faire! Chiedo cortesemente l'intervento di un fisioterapista o un medico perchè altrimenti rimango inchiodato a terra :)  Arriva Fabio prova anch'egli a massaggiare i polpacci  ma capisce l'inutilità della cosa quindi vengono avvisati i volontari del pronto soccorso giunti velocemente sul posto.
Scena decisamente comica vedermi coricato sulla brandina e trasportato attraverso le vie del centro di Brescia sino a raggiungee la zona d'arrivo. Ho i brividi, bevo inegratori salini e vengo posizionato su un lettino, massaggiato per parrecchio tempo da una giovane e quasi laureata fisioterapista di cui non conosco il nome ma ringrazio sentitamente. Lo sport, come del resto la vita , spesso presentano situazioni a cui non sei abituato e devi affrontare magari con l'aiuto del prossimo perchè senza di esso non potresti risolverle.
Riacquistata le capacità motorie compare un certo appetito che soddisfiamo gustandoci un bel piatto di penne cotte al punto giusto, del formaggio e per concludere in dolcezza  un paio di fette di colomba.
Dal centro città sfruttiamo la moderna e nuova metropolitana, della quale sono rimasto positivamente colpito, per recuperare l'auto e ritornare all'ovile lodigiano. Cena dalla Catu Family con una gustosa pizza d'asporto ben condita e dolcetti sardi squisiti. Braci ed abbracci e rientro a casa al termine di un fine settimana da....urlo considerati gli accadimenti anzi gli accanimenti lattacidi nei confronti dei polpacci del sottoscritto :)

God bless you !!!



lunedì 25 febbraio 2013

Avrà sicuramente apprezzato......


.... il mio semplice gesto, una forma di tributo nei confronti di chi ha fatto della corsa uno stile di vita, una sfida verso i propri limiti sfruttando l'innate doti naturali, ma non lasciando nulla al caso, pianificando ogni minimo dettaglio della competizione d'affrontare.
Vorrei parlare al presente, raccontare di qualche sua gara e complimentarmi per l'ottima prestazione dandogli amabilmente del pirla ed immaginando il suo sorriso da gentleman nato nella genuina terra di Romagna. Quell'aria da intellettuale celava dietro di sè una semplicità d'animo e l'immensa qualità di far sentire a proprio agio l'interlocutore.
C'eravamo spesso sentiti per discutere del suo grande sogno sportivo, divenire un Ironman Finisher e con la sua caparbietà l'avrebbe coronato degnamente in quanto avvezzo alla sofferenza e dotato di un motore di grossa cilindrata. Alla fine s'era iscritto all' Ironman di Regensburg ma la dea bendata crudelmente non ha voluto assecondare la sua volontà, voltandogli le spalle e demolendo i suoi progetti.
Il guerriero che s'annidava nel dna di questo lottatore nato si è ribellato all'idea, e non di rado m'aveva confidato fosse solo questione di tempo, avrebbe ritentato l'impresa magari in compagnia del sottoscritto.
Nel frattempo cercavo di convincerlo a condividere la mia trasferta hawaiana a Kona, dove avrebbe potuto esplorare il "gotha" del pianeta Ironman, prospettandogli un finale indimenticabile. Quale? Transitare insieme sotto la finish line universalmente riconosciuta come la più prestigiosa della triplice disciplina.
Ero e sono convinto dell'idea che portare a conoscenza della Word Triathlon Corporation la sua storia, la tenacia dimostrata nel cercare di sconfiggere il male, successivamente narrata nel suo libro, avrebbe smosso nel profondo i loro animi condedendogli l'ospitalità al Mondiale Ironman.
Invece nulla di tutto ciò sarà possibile per motivi che sfuggono alla logica e ti mostrano quanto a volte sia ingiusta la vita accanendosi contro persone meritevoli solo di ricavarne il meglio dalla stessa.
Lo scambio di messaggi avuti venerdì scorso con l'amica Monica è stato quasi surreale perchè, seppur preparati al peggio, non lo si è mai abbastanza....
Senza ombra di dubbio chiunque abbia avuto il piacere di conoscerlo mai potrà accostarlo a qualcosa di negativo, perchè è inverosimile immaginarselo diversamente dal suo essere un bonaccione capace d'avvicinare le persone non ad allontanarle.
Mi è venuto spontaneo ricordare la sua figura correndo ieri mattina la Maratona delle Terre Verdiane, in un ambiente, dai contorni imprecisati, del quale s'è impadronita la neve col suo bianco candore ammantando i campi. Un quadro naturalistico dove, osservandolo, si perdeva l'orizzonte....
Sinceramente il clima esterno rappresentava un particolare di per sè insignificante, avevo in testa un solo pensiero e, pur sapendo di non essere al meglio a livello fisico, dovevo portare a termine la missione prestabilita. Nulla e nessuno avrebbero potuto impedirmi d'onorare la memoria dell'amico indossando per l'occasione una maglietta commemorativa.
Inizialmente ero indispettito, allorchè sentivo l'incoraggiamento degli spettatori presenti sul percorso gridare il suo nome scritto sul mio petto pensando fossi io, poi però dentro me ho esclamato " Ame, state correndo insieme perchè ti lamenti ? Sorridi! ".  
Purtroppo negli ultimi 5 km ,svuotato d'energie, mi son visto costretto ad un brusco rallentamento evitando in tal modo una deflagrazione fisica totale. Arrivare in piazza Giuseppe Verdi a Busseto e tagliare il traguardo è sempre emozionante ma in questa occasione lo è stato in misura maggiore perchè alzando gli occhi al cielo ho dedicato questa gara a te caro Simone.
Fiero ed onorato d'esserti stato amico ed il ricordo di te m'accompagnerà per sempre nel mio cuore....

God bless you Simone !!!




venerdì 22 febbraio 2013

Mezza del Castello


 
I tre moschettieri 
Finita !

Come era logico prevedere dopo la Maratonina di Lecco il fisico necessitava di un doveroso stacco dalle competizioni per cercare di risolvare l'annoso problema tendineo oramai stranoto a chi ha letto le precedenti puntate.
Due settimane di manipolazioni, laser, dolorosa fibrolisi con in mezzo un paio d'uscite brevi di 30-40 minuti ma la situazione non si è risolta e domenica scorsa ero di nuovo ai nastri di partenza di una mezza con la spada di Damocle sulla testa :-(
E te pareva! Telegiornali , siti meteo on line ed ecco l'immancabile arrivo della corrente fredda dal nord Europa e le previsioni parlano di temperature mattutine ben al di sotto dello zero soprattutto per quanto concerne la percezione delle stesse.
"For the first time" sarò al via della Mezza del Castello a Vittuone contento di rivedere i compagni di merende coi quali ho condiviso le mezze di Novara e Lecco , vale a dire l'allievo Roberto "Baby face" ed il corridore senza soluzione di continuità Giuseppe :-)
Al risveglio mattutino domenicale, aprendo la finestra della camera da letto, credevo di trovare i tetti imbiancati dall'ondata di gelo prevista, invece consultando in rete le stazioni meteo del Centro meteorologico lombardo noto temperature attorno ai 2 gradi e sorrido ironicamente...
Viaggio rilassante , praticamente in assenza di traffico stradale, tant'è che giungo in abbondante anticipo sulla tabella di marcia guarda caso contemporaneamente a Roberto.
Approfittiamo della mancanza di ressa per il consueto ritiro della busta contenente pettorale e chip, e nel frattempo arriva Giuseppe. Ci racconta delle sue innumerevoli uscite di corsa, il locale si riempie quindi decidiamo d'uscire e recarci negli spogliatoi . Quest'ultimi come si suol dire "sono esauriti in ogni ordine di posti" perciò l'unica soluzione è cambiarsi d'abiti sotto il tendone predisposto come deposito borse.
Corsetta riscaldante per avvicinarci alla zona di partenza e poi sostiamo in griglia attendendo il colpo di pistola. Lo speaker annuncia la presenza di ben 1.000 iscritti e pur essendo nelle prime file, sin dalle prime battute, sono costretto a zigzagare per via del solito malcostume italico. Ribadisco il concetto espresso già in passato sforzandomi d'utilizzare un gergo cordiale, rivolgendomi a te "caro amico podista  posizionato in prima fila col solo interesse di farsi immortalare dai fotografi. Mettiti una mano sulla coscienza e la prossima volta rifuggi le luci della ribalta e parti da dove la logica vorrebbe..." ;-)
Il percorso sin da subito si mostra scorrevole con la mente concentrata ad auscultare le sensazioni inviate dalla parte sofferente, la quale non si mostra tale. L'evidente pessima forma fisica consiglia d'impostare un'andatura non troppo audace ed i chili in eccesso s'avvertono eccome !
Occorrerà attendere l'arrivo della bella stagione per risalire sulla bici da crono e bruciare qualche caloria in più, ma quel che conta è l'assenza di dolore. Non sono caduto nella trappola suicida del volere ricercare il limite massimo ma, pur faticando, ho lasciato un leggero margine.
Molto scenografico il finale con un breve strappetto affrontato in scioltezza seguito da una breve discesa sino al traguardo. Sono felice d'aver potuto correre scevro da condizionamenti mentali, se non sino a metà della prova e spero di poter concludere degnamente l'impegno gravoso di domenica prossima , vale a dire la Maratona delle Terre Verdiane. 
Ringrazio come sempre Roberto e Giuseppe,  amabili partner sportivi coi quali mi trovo molto in sintonia perchè doatati della giusta verve ironica.
L'allievo sarà della partita anche a Fidenza da dove partiremo per raggiungere Busseto sulle note del Maestro, correndo nell'anno in cui cade il bicentenario della sua nascita.
Dedica speciale per l'amico Simone Grassi venuto a mancare oggi, lasciando, in chi ha avuto l'onore ed il piacere di conoscerlo, un profondo senso di tristezza. Lo ricorderò sempre come un guerriero, una persona esemplare sia sotto il profilo sportivo che umano.

R.I.P. and God bless you Simone!


 

venerdì 8 febbraio 2013

Battesimo.....



                                            con Paolo nella prima parte della gara...
                               L'arrivo con tanto di aeroplanino in compagnia di Walter
                                In maratona nell'Ironman Lanzarote con Paolo

Ho raccontato ormai in varie occasioni la genesi del mio passaggio, dall’amato odiato mondo calcistico,agli sport di resistenza passando attraverso alcune esperienze formative, esplorando mondi sino ad allora sconosciuti o conosciuti in modo molto superficiale….
Palestra, Sci di fondo, Pattinaggio a rotelle e la domenica mattina le impegnative corse podistiche non competitive sugli ostici saliscendi brianzoli capaci di lasciare il segno nei quadricipiti poco avvezzi a sforzi di lunga durata. L’innata curiosità e passione per ogni genere di sport ,m’aveva portato a conoscere il triathlon tramite le memorabili imprese di Mark Allen ed il tarlo di provarlo s’annidava nella mia mente.
Telefonai alla Federazione Italiana di Triathlon, la quale m’accennò della nascita di una nuova società denominata   “Triathlon Lecco” contattata l’indomani per fissare un appuntamento. Riuscii ad avere l’opportunità di tentare l’avventura nella triplice disciplina, conscio delle mie limitate capacità natatorie ed alle prime armi con l’utilizzo della bicicletta da corsa, oggetto semi sconosciuto sino ai 31 anni. La corsa era l’unica frazione delle tre dove potevo annoverare un po’ di gavetta accumulata nelle suddette non competitive domenicali.
Tra i vari atleti conosciuti durante il mio primo anno all’interno del sodalizio lecchese uno di loro, tale Paolo Chiarino, è risultato essere il  testimone oculare del mio battesimo nelle gare simbolo dei due sport a me più cari: il triathlon e la corsa.  
Maratona e Ironman i sogni realizzati, impensabili sino ad un paio d’anni prima,  traguardi che col senno di poi sono fiero d’aver raggiunto. Rimanendo ghettizzato nel calcio avrei potuto girare il bel paese ,nulla più, mentre tramite la multidisciplina son venuto a contatto con realtà molto diverse fra loro e dalle quali ho tratto un arricchimento culturale e sportivo.
Ricordo come se fosse ieri la corsa con Paolo ed il suo abituale compagno d’allenamenti Walter, anch’egli  tesserato per il Triathlon Lecco, durante la quale parlavano del loro prossimo obiettivo sportivo dopo aver felicemente concluso il loro primo Ironman a Zurigo. Li ammiravo per aver portato a termine la gara regina del triathlon ma nel contempo ero affascinato dalla maratona, consapevole di non essere adeguatamente preparato per partecipare con loro a quella di Carpi. Come ultimo lungo avevano optato per la Milano-Pavia e ,nonostante fossi spaventato dai 33 km del percorso ,accettai l’invito ad accompagnarli.
Ero al settimo cielo quando senza alcun problema riuscii a correre l’intera distanza e galvanizzato decisi di seguire il duo d’amici anche alla Maratona d’Italia. Timoroso del famoso muro del maratoneta , lasciai partire Walter al suo passo  posizionandomi  al fianco di Paolo ma quest’ultimo , col passare dei chilometri,notò che rappresentava  un freno per me e più volte mi sollecitò ad accelerare. Cosa che feci dopo la mezza, raggiungendo Walter ed una volta giunti sul vialone d’arrivo inscenammo , sino al traguardo , l’aeroplanino alla Montella :-)
Provai una gioia indescrivibile !
IO avevo corso una maratona, ma no dai non è possibile sarò su scherzi a parte! Purtroppo un paio di mesi più tardi ,saranno state le scarpe usurate, l’assenza d’allenamento , riscontrai problemi al ginocchio sinistro e svanì il desiderio di ripetere la felice esperienza. A fine gennaio andai sotto i ferri e dovetti attendere più di un anno per poter riprovare la soddisfazione di concludere i canonici 42.195 metri della maratona.
Discorso diverso per  l’altro “sogno spauracchio” rappresentato dall’Ironman , dove le paure venivano ingigantite dalle distanze e dai racconti epici di chi l’aveva provato sulla sua pelle….  L’idea originaria era quella di schierarsi al via dell’ Ironman Europe a Roth , la Mecca europea della distanza però non venne accettata la mia richiesta d’iscrizione e ritenevo assurdo l’inserimento del sottoscritto in una waiting list.
Presi la decisione di consultare il calendario gare e scovare la prima disponibile in territorio europeo ed il dito scorrendo si fermò lì, Ironman Canarias a Lanzarote. M’iscrissi in tempo zero non consultando i percorsi e quando comunicai la scelta ad alcuni compagni di squadra, mi colpì il loro sguardo esterrefatto. “Ame ma hai guardato i percorsi della gara? Lo sai che è ritenuta la più dura del circuito per il forte vento?”
Di primo acchito pensai d’aver commesso un grave errore ed effettivamente avevano ragione a definirmi sprovveduto ma, dopo due stagioni d’apprendistato ed aver sperimentato tutte le distanze,era forte il desiderio di mettermi alla prova in un Ironman.
E chi mi ritrovai ai nastri di partenza ? Il buon Paolo, da sempre votato al nuoto, e ritrovato poi durante la maratona finale correndo, per un tratto, fianco a fianco così com’era accaduto due anni prima al mio esordio in maratona. Patii notevolmente l’emozione e la temperatura fresca delle acque oceaniche però seppi gestirmi bene ed ancora oggi a distanza di 14 anni mentre guardo la foto del mio arrivo un brivido pervade tutto il corpo.
Oh my God sono un Ironman finisher! e chi l‘avrebbe mai detto che la storia avrebbe avuto un seguito così duraturo nel tempo con l’insperata ciliegina della partecipazione al Campionato mondiale Ironman a Kona?  Ed a chi mi ha chiesto se dopo tale esperienza le mie motivazioni fossero finite ho risposto che per me Kona non è il punto d’arrivo, ma una tappa come le altre di un cammino iniziato scanzonatamente 14 anni fa . Proseguirò con lo stesso spirito ironico e senza prendermi troppo sul serio , sapendo di non essere eterno e che un giorno quando smetterò potrò ritenermi appagato delle esperienze maturate e delle tante persone conosciute.
E l’amico Paolo? E’ una celebrità nel nuoto di fondo, con traversate in ogni parte del mondo e prove al limite del disumano ma quando ci rivediamo lui scherzosamente mi dice “ecco posso dire d’avere l’onore d’essere stato presente nei tuoi esordi in maratona e nell’Ironman”.  E qui scoppia una fragorosa risata perché un’altra cosa c’accomuna, la sana ironia ;-)
God bless you !!!

mercoledì 6 febbraio 2013

Controvento.....


                                     Con Giuseppe prima di consegnare le borse
                                            Si sperava in qualcosa di meglio.......
                                L'arrivo con Filippo

Questo pazzo inverno presenta giornate con nevicate lampo per poi ritrovarci nei giorni della merla, notoriamente i più freddi dell'anno, con temperature al di sopra della media e, nello scorso fine settimana, a combattere con un forte vento.
E' quel che è accaduto domenica in quel di Lecco dove in mattinata era in programma una maratonina alla quale ero iscritto per rimettere sotto stress, su consiglio del fisio,  l'annosa zona dolorante compagna inseparabile da più di un mese....
Compare sportivo di giornata l'amico lodigiano Giuseppe, che abitualmente ritrovo nelle varie gare podistiche, persona gradevole con una smisurata passione per la corsa. Ritrovo "chez moi" alle ore 8 e via di volata verso la città del Manzoni percorrendo una strada molto trafficata durante i giorni feriali, fortunatamente sgombra la domenica mattina di buon'ora.
Mentre viaggiamo sento l'auto instabile e dando un'occhiata alle bandiere esposte all'esterno di una concessionaria d'auto, le noto visibilmente "sventolanti" indice della massiccia presenza del preventivato fohn.
Dopo aver percorso il Ponte Vecchio un altro segnale di brezza consistente è la transenna in mezzo alla strada abbattuta dalle forti raffiche ed ovviamente i commenti con Giuseppe risultano piuttosto negativi. Lasciata l'auto nel parcheggio gratuito messo a disposizione dall'organizzazione, percorriamo il chilometro che ci separa dalla zona logistica della manifestazione, maledicendo il buon Eolo :-)
Saggio arrivare in largo anticipo perchè la fila per il ritiro del pettorale diventa man mano più massiccia e l'attesa lunga ed irritante.....
Troviamo rifugio nei piccoli locali adibiti a spogliatoi e, una volta indossato l'abbigliamento gara, scendiamo verso il lago sostando un attimo per farci immortalare in una foto ricordo e depositare le borse. La temperatura nelle zone protette dal vento risulta essere assai gradevole, quasi primaverile, tuttavia non appena giungiamo a ridosso del lungo lago il clima muta sensibilmente. Nel breve riscaldamento ci s'accorge quanto sarà impegnativo correre nei tratti controvento e sfortuna vuole saranno quelli di ritorno dal giro di boa alla zona del traguardo. Lo speaker invita gli atleti a posizionarsi in griglia e trovo una collocazione strategica dalla quale non avrò problemi d'intralcio quando sarà dato il via. E difatti al colpo di pistola procedo senza nessun intoppo in direzione Rivabella ma prima veniamo dirottati verso il Ponte Nuovo per un "andata-ritorno" . Il vento è a favore ed avverto caldo, fortunatamente nessun dolore, solo un leggerissimo fastidio ma al giro di boa è contrario,  la strada sale e si soffre parecchio. Penso a quando dovrò rifarlo nella seconda tornata e non oso immaginare cosa succederà ai miei poveri quadricipiti !
Si ripercorre il lungo e l'interminabile Corso Martiri per poi ridiscendere sul lungolago, giungere in prossimità del traguardo e da lì ripetere lo stesso giro. Rimango a far coppia con un altro podista, però quest'ultimo in affanno cala l'andatura e si stacca nel volgere di pochi chilometri. A questo punto, l'idea di rimanere solo ad affrontare il muro di vento contrario mi procura un significativo calo del morale....
Detto, fatto e con le gambe legnose corro affannosamente, in solitaria e controvento, gli ultimi 5 km notando in lontananza, come in un miraggio, il cartello segnaletico da dove svoltando a sinistra si scende verso il traguardo.Mi raggiunge l'amico Filippo, il quale gentilmente rallenta quel filino per poter arrivare in mia compagnia e la cosa gli rende onore. Complimenti a lui per aver realizzato il suo personal best ! :-)
Mi disseto al ristoro, attendo Giuseppe e ritiriamo la borsa al deposito per poi dirigerci negli spogliatoi speranzosi di trovare una bella doccia calda . It's only a dream ! L'acqua fredda permette solo il lavaggio frazionato del corpo e riattiva la circolazione sanguigna :-D
L'appetito vien...correndo quindi ci fiondiamo nel locale attiguo, adibito a mensa, per un discreto pranzo a base di pasta al pomodoro e panino al prosciutto cotto. Facciamo ritorno nei pressi del lungolago per una foto ricordo con sfondo montagnoso senonché il fotografo si rivela una frana e piazza il suo dito vicino all'obiettivo !
Vorremmo gustarci un gelato degno del suo nome ma ahimé non sarà così, quindi non rimane che riprendere la via del parcheggio e salutare Lecco baciata da un sole splendido con la mente carica di ricordi.
Grazie a Giuseppe ,una dinamo instancabile con le scarpe ai piedi, per aver condiviso una bella domenica sportiva.

God bless you!!!

lunedì 28 gennaio 2013

Joy and pain....

                                      E' fatta !                                                           foto Antonini
                                          con l'allievo Roberto prima della gara

 Anzi per meglio dire pain and joy e la memoria musicale mi rimanda ad un vecchio successo dei Maze...
Sembrerebbe destino, oppure più ragionevolmente una logica conseguenza del sovraccarico nel competere col fisico perennemente non allenato, ma quando riprendo a correre dopo la stagione dedicata alla multidisciplina fuoriescono problemi tendinei.
Convivo da un mese e mezzo con un dannato acciacco e chi ha letto i precedenti post sa di cosa parlo e probabilmente m'avrà già mandato giustamente a quel paese....
Pensavo d'aver imboccato la strada della guarigione dopo la Maratona della Pace corsa su sterrato, invece il fisico ha presentato il conto costringendomi ai box per una settimana intera. A metà della scorsa, rimesse le scarpe per un test, dopo quasi 7 km ho dovuto riprendere la via di casa, dolorante e piuttosto adirato.
Sempre terrorizzato dallo spauracchio "pubalgia" sono tornato a far visita all'amico fisioterapista Flavio, il quale dopo un'attenta manipolazione ha decretato che l'annoso disturbo era da catalogare alla voce affaticamento. Alla  domanda "sei pronto per sentire un po' di male?" la risposta è stata "se è per il mio bene ancora un po' di male non guasta...".
Ora non restava che mettere alla prova la zona trattata, nell'appuntamento di fine gennaio in quel di Novara per la tradizionale Mezza di San Gaudenzio, la quale ha raggiunto numeri significativi con più di 1000 partenti al via.
E te pareva che, al termine di una settimana contraddistinta da temperature decenti, non arrivasse un fronte freddo a far scendere in picchiata il termometro!!!!
Infatti giunto nei pressi del Palazzetto dello Sport le strade, dopo la gelata notturna, si presentano completamente imbiancate con un tasso d'umidità elevato ed una temperatura percepita ben al di sotto dello zero. Il tepore all'interno della struttura inviterebbe a rimanervici per ore evitando l'ostile clima esterno e dello stesso parere è l'amico Roberto Cornaglia quello che scherzosamente definisco il mio allievo :-)
 Il traffico e la ressa nel palazzetto s'intensificano quindi, dopo il cambio d'abiti, decidiamo di consegnare le borse al deposito ed uscire per acclimatarci e riscaldarci corricchiando. L'impatto è traumatico e Roberto se ne esce con un "Ame a me pare più freddo di Reggio ! " ed effettivamente non si può rimanere fermi, occorre mantenersi costantemente in movimento, pena il "surgelamento" corporeo.
Ultima sosta al calduccio nella bocciofila dove distribuiscono i pettorali della "non competitiva" e poi c'addentriamo in griglia pronti al colpo di pistola. Via si parte ! Lungo rettifilo dove, come di norma, vengo sverniciato dai podisti seri e sin dalle prima battute la mente è concentrata sulla zona infortunata. Non sono mai stato schiavo del cronometro, figuriamoci ora con quasi tre chili in più rispetto al peso ottimale, però desidererei correre con la mente libera evitando la compagnia dell'annoso fastidio.....
A fasi alterne rimango attaccato o vengo staccato da qualche gruppetto e non oso fare il passo più lungo della gamba in quanto la deflagrazione è dietro l'angolo, subendo i due piccoli strappetti situati all' 11° ed al 17° km ma ritrovando morale e gambe per il finale. Il fastidio è rimasto confinato lì , nessun dolore e come si suol dire "abbiam portato a casa anche questa !"
Felicità e soddisfazione ripagano lo sforzo compiuto, rispunta il sorriso.
La mezza è sempre una competizione che mette alla frusta la scarsa propensione del sottoscritto per la distanza, dove occorre lavorare sulla velocità cosa mai presa in considerazione. Di contro è un ottimo allenamento veloce in vista di una maratona perchè consente di tenere ritmi impensabili se corsi in allenamenti solitari. Il pettorale è, per l'atleta, uno stimolo a dare il meglio di sè stesso. Ineguagliabile, perchè l'adrenalina durante la competizione contribuisce ad aumentare la soglia del dolore.
Sinceri complimenti a Roberto per la prestazione, un buon auspicio per il prossimo traguardo podistico dove ci ritroveremo nuovamente a condividere la nostra passione sportiva.

God bless you !!!


martedì 15 gennaio 2013

Ritorno al Lamone

                               Il fatidico ponte prima dell'arrivo.... (foto di Mario Pierguidi)
                                Prima portata del pranzo
                               Un mix di dolcezza ;-)

Al termine della Maratona di San Silvestro, corsa decorosamente, nonostante il dolore tendineo avvertito nella zona dell'ileo psoas della "zampa" destra, la principale preoccupazione era la susseguente reazione del fisico sollecitato da un simile sforzo. Il dolore percepito sin dal giorno successivo è stato un evidente segnale trasmesso dal corpo, col quale m'intimava a dargli tregua saltando l'abituale uscita di corsa a metà settimana. Quindi la speranza era quella di rimanere una settimana in stand by dalla corsa e scaricare con sedute blande di nuoto e rulli . L'idea che gironzolava in testa contemplava il ritorno alla Maratona della Pace, gara organizzata dall'amico Enrico Vedilei sulle sponde del fiume Lamone quindi su terreno prevalentemente erboso. La sollecitazione derivante dagli impatti con tratti alquanto sconnessi poteva essere l'unico motivo di preoccupazione, ma trascorsi 10 giorni e riprovando a correre il fastidio era sensibilmente diminuito.
Contattato Enrico a quattro giorni dalla prova ho confermato la mia presenza e l'unico problema era il modo in cui raggiungere la località romagnola. E qui debbo levare tanto di cappello al generoso Federico "Gira" Girasole, il quale come sempre si è reso disponibile ad offrirmi vitto ed alloggio nella sua dimora bolognese . D aprire una parentesi polemica riguardo i costi delle nostre care amate Ferrovie dello Stato che cercano in ogni modo di costringerti a viaggiare utilizzando i celeberrimi e costosissimi Freccia Rossa . Occorre farsi furbi e studiare percorsi alternativi sicuramente ingarbugliati, ma economici preservando qualche euro da destinare a fini sportivi :-)
Partito in auto alle 14 di sabato, raggiungo la stazione di Carnate-Usmate, e da lì cambiando per ben tre volte il convoglio arrivo a quella di  Bologna Centrale la bellezza di 4 ore dopo. Pochi minuti d'attesa ed arriva la chiamata del Gira, seduto sull'auto situata dall'altro lato della strada rispetto a dove sono posizionato e nasce fra noi un comico scambio di frasi del tipo "mi vedi? " "son qui davanti a te" " ah eccoti ! " :-)
Si riparte in direzione Track and Field , il negozio a Zola Predosa specializzato in running e triathlon dove il Gira è socio ed esperto del settore. Giunti affamati a casa, ordiniamo una pizza e durante la lunga attesa deliziamo il palato gustandoci taralli e formaggio, un binomio azzeccatissimo . La casa senza le gemelline sembra così stranamente tranquilla, poco movimentata e finalmente dopo più di un'ora ecco suonare il campanello e comparire il ragazzo con le nostre agoniate pizze .Non trascorre molto tempo da quando apriamo il cartone alla loro sparizione, inghiottite dalle nostre voraci fauci  :-)
Ancora un po' di chiacchiere e poi si va diritti sotto le coperte poichè la sveglia sarà piuttosto mattutina...
Ore 6 e la suoneria impostata mi fa sobbalzare dal letto con lo stomaco ancora pieno dalla cena della sera precedente e la colazione diviene una forzatura, non un piacere. Due barrette, tre biscotti danesi, una tazza di tè ed il buon samaritano Gira porta il sottoscritto al ritrovo fissato in località San Donato col Mazzo e tale Scarpanti, un altro podista tesserato col Granarolo.
Viaggio caratterizzato da un triste grigiore panoramico in cui tutti gli elementi sono simili, nulla risalta se non alcune insegne illuminate e l'unica nota positiva è l'assenza di nebbia e gelo. Arrivati a Traversara l'umidità ci dà il benvenuto e successivamente al ritiro del pettorale cerco tepore e rifugio nel bar adibito a spogliatoio.
Trovo con piacere l'amico ed atleta di spicco Ale Bossini, il quale dice d'essere presente nelle vesti di massaggiatore e per allenarsi correndo una parte dei 47 km previsti . Sfrutto la sua abile manualità per un massaggio di riscaldamento, esco per una breve sgambatina e dopo nemmeno un centinaio di metri sento il richiamo di qualcuno. E' Andrea Bernabei , nazionale della 100km , intento a cambiarsi e mentre scherziamo s'avvicina una altro carissimo amico comune, Fabrizio Morini detto Il Moro. Un vero peccato non aver potuto immortalare l'improvvisato incontro con uno scatto fotografico.
Rientro al calduccio per una manciata di minuti, in quanto è giunta l'ora della partenza e rimane solo il tempo per alcune foto "pirlesche" con Andrea, Alina e Gessica, quest'ultima passata per un saluto veloce. La genuinità del pianeta Ultra la si evince da particolari come il modo in cui viene dato il via alla prova, senza colpi di pistola, bensì a voce e me ne sono reso conto solamente notando gli atleti in movimento :-)
Lasciata la strada asfaltata e raggiunto l'argine, appare al mio fianco la folta chioma di Napo Gigi, compagno di merende due settimane or sono a Calderara presente per correre un" lungo" di tre giri facendo da spalla al compare Sandro Tosi.
Il percorso è notoriamente monotono ed il fondo sterrato, quindi occorre gestire con oculatezza l'energie e sperare di non dover soffrire le sconnessioni e tornare a soffrire come a Calderara.
I primi due giri corro in compagnia, però noto che la spinta della gamba destra non è ottimale e difatti all'inizio del terzo, appena avverto il fastidio, rimango condizionato e rallento rimanendo a far corsa in solitaria.
Le gambe, seppur l'andatura non sia elevata, s'appesantiscono e vorrebbero correre su una superficie più regolare ma non posso esaudire la loro richiesta. In siffatte condizioni s'allena la mente a gestire le crisi e non di rado si rimaterializzano nella maratona di un Ironman.
Inutile intestardirsi a cercare di mantenere un ritmo ormai insostenibile, quindi occorre proseguire ad andature ridotte e sconfiggere il desiderio di fermarsi a camminare. Al termine di ogni passaggio si deve affrontare una breve scalinata per risalire sull'argine e non l'accolgo con entusiasmo la cosa, considerato l'indolenzimento nel caricare la gamba destra allorchè affronto ogni gradino....
Ultima tornata , già lo so, sarà interminabile, una sofferenza nella sofferenza, ed il lato dell'argine, da dove si parte per far ritorno verso l'arrivo, risulta essere alquanto sconnesso aggiungendo quel surplus di fatica indesiderato. Lo vedo all'orizzonte, ma non s'arriva mai a sto benedetto ponte? !!!
Finisce il tratto erboso, si passa allo sterrato e qui rilasso la mente, ormai è finita, non resta che percorrere il ponte, svoltare a destra e giungere in discesa verso il traguardo. Scherzosamente mi dicono di continuare io ci casco e proseguo fra l'ilarità dei presenti :-)
Doccia calda , massaggio praticato nuovamente dalle vigorose mani di Ale ed a seguire un ricco pranzo a base di tagliatelle al ragù , piadina , insalata e un piatto di dolci divorato quasi interamente dallo scrivente col beneplacido del Mazzo :-D
Ennesima odissea per quanto concerne il viaggio di ritorno e ringrazio sentitamente Sandro, estremamente gentile nell' accompagnarmi in Stazione Centrale a Bologna da dove è iniziato il contorto giro di treni per raggiungere la stazione di Carnate e poi con l'auto la tanto desiderata casa.
Un cordiale abbraccio a tutti gli amici incontrati ed in misura maggiore al Gira, sempre pronto ad aprire la  porta di casa ed a trattarmi come un ospite di riguardo.

God bless you !!!

sabato 5 gennaio 2013

Degna ed inaspettata chiusura ....

                                Stravolto ma felice !!!!
                                Ecco la famosa torta di Cinzia ed accanto a lei Simonetta
....di un anno sportivo ancora intriso di momenti speciali e florido d'emozioni.
Dove concluderlo? in qualche spiaggia caraibica ? oppure festeggiandolo in città addobbate con le classiche luminarie delle festività ?
No! a Calderara di Reno Beach ridente località poco distante dalla periferia bolognese dove patron Gozzi da più di un decennio organizza la Maratona di S.Silvestro ormai divenuta un must per gli amanti della regina delle corse. Sembrerà una maledizione ma anche in questo fine 2012, come nel precedente, si è accanita la "sfiga" dell'ultima ora allorchè rimesse le scarpe per una corsetta post natalizia ho accusato un dolore nei pressi della zona compresa tra l'adduttore e l'ileo psoas della gamba destra.
Corso ai ripari con un'onda d'urto a tre giorni dalla prova, da buon sognatore, speravo in un pronto e miracoloso recupero. Come da tradizione la vigilia della gara sono ospite della famiglia Girasole col papà Federico ex campione di triathlon, la mamma Silvia stella del nuoto master e le loro due vispe gemelline Agnese ed Alice.  La coppia di monelle festeggerà il quarto compleanno e per l'occasione, lo zio Ame, consegna loro il regalino, accolto con entusiasmo dalle bimbe :-)
Viene a trovarci Emanuele Ciotti, triatleta dalle comprovate qualità atletiche e molto motivato in quanto avvicinatosi da pochi anni alla triplice , il quale dice di dover frenare l'entusiasmo altrimenti non smetterebbe mai d'allenarsi. Ci penserà coach "Gira" a gestire la sua frenesia e portarlo a traguardi ambiziosi...
Una gradita pizza, alcuni cioccolatini e poi tante chiacchiere prima d'infilarmi sotto le coperte con la tranquillità di chi è consapevole di dover affrontare una gara magari correndo solo per una manciata km. e di conseguenza doversi mestamente ritirare.
Sportivamente sono come San Tommaso e non credo all'abbandono sino a quando è il corpo a comunicarmelo senza mezze misure, con la fermezza di chi non accetta repliche....
Da casa del Gira è piuttosto agevole raggiungere il Centro Sportivo Pederzini di Calderara, fulcro di tutta la kermesse dov'è possibile, oltre a ritirare la busta contenente il pettorale, rimanere al calduccio in attesa del via. E' un film che scorre come se fosse un amarcord con persone conosciute molti anni addietro podisticamente e nel triathlon , salutate ed abbracciate come il bolognese Enrico Vanelli in veste di frazionista di una delle tante staffette. Rivedo Cinzia la quale,mantenendo fede alla sua promessa, porterà nel pranzo post gara la torta al cioccolato gustata in quel di Reggio dove lei è parte dell'organizzazione. Baci ed abbracci calorosi coi compagni di squadra veronesi ed il rosso di Monteforte è presente con un discreto numero d'atleti ai nastri di partenza.
Non ho mai nascosto la personale avversione nei confronti delle temperature invernali ma è giunto il momento d'abbandonare il palazzetto dopo aver massaggiato con crema riscaldante la parte infiammata .
Sgambatina di breve durata in compagnia di Enrico Vanelli, rivedo il Gira che m'esorta a raggiungere la partenza situata a più di 500 mt dalla zona del traguardo. Ritorno all'antico quest'anno e dopo un giro di lancio della lunghezza di 3,8 km il menu ne prevede 7 di 5,5 km circa, praticamente lo stesso d'alcune edizioni passate. La presenza di tratti in leggera salita da ripetersi più volte risulterà assai indigesto ai parecipanti....
Pochi minuti dopo le staffette viene dato il via ai singoli ed all'altezza del primo km vengo affiancato dall'altra promessa del Granarolo Triathlon oltre al sopracitato Ciotti , vale a dire Gigi Manfrini da me soprannominato Napo Orso Capo per via della folta e riccioluta capigliatura :-)
Quest'ultimo imprime un ritmo direi piuttosto velleitario per il sottoscritto e non di rado devo frenare il suo impeto per evitare di rimanere solo col maledetto disturbo fisico. Pensavo di poter correre almeno un paio di giri senza avvertire la sua presenza ma è stata solo una pia illusione e spesso ho confidato a Napo il desiderio di ritirarmi nel palazzetto e porre fine allo stillicidio tendineo.....
Per non farci mancare nulla un dannato vento contrario faceva la sua comparsa nei tratti dove la strada saliva impercettibilmente causando notevole disagio per i quadricipiti, contrariati dalla presenza di un sottopasso prima della fine del giro. Nelle curve e nei cambi di direzione il fastidio si riacutizzava, pertanto dovevo forzatamente rallentare e di seguito accellerare per evitare di perdere contatto col mio giovane pace maker.
Che calvario tenere botta per più di 25 km ! E difatti scalata la marcia alla terz'ultima tornata, ho sintonizzato le gambe su frequenze più consone allo stato di forma del momento,sollevato dal sentire il dolore stabilizzatosi.
Ora caro Ame sei solo, senza punti di riferimento,  fiducioso in un buona riuscita della prova quindi gestisci le ultime molecole di glicogeno e poi sarà quel che sarà...
All'ultimo giro ritrovo le gambe particolarmente spossate ed appesantite, lasciate al loro destino dalla mente, la quale ha alzato bandiera bianca e non gliela fa più, ragion per cui trascino le stanche membra per gli ultimi 5 km. Nel lungo rettifilo a scendere verso il traguardo seppur visibilmente esausto, godo di quell'ebbrezza tipica dello sportivo galvanizzato dall'aver portato a termine la sua fatica e la gioia è quella di sempre : immensa !.
Pochi metri dopo la linea d'arrivo ecco materializzarsi Cinzia per una foto ricordo ripetuta perchè la signora preposta alla consegna della medaglie si era indispettita dal vedermi immortalato senza ed è corsa verso di me mettendomela al collo :-)
Doccia calda, un sollievo per il corpo e poi a tavola con Cinzia, Simonetta,Emiliano ed altri simpatici amici con dulcis in fundo la famosa torta al cioccolato di cui sopra ! E non mi son fermato al tris... :-D
Purtroppo correndo il fastidioso acciacco permane e spero non sia d'intralcio per gli appuntamenti podistici futuri.

God bless you !!!