venerdì 3 novembre 2006

Iron bilancio 2006 1ª parte ( IM Canarias,Tri Sapin,IM Switzerland,IM Germany)

Come promesso nel post relativo ai km. percorsi in questa stagione 2006 legata alla multidisciplina , approfitto di questo periodo di pausa agonistica per stilare un bilancio relativamente alle gioie e i dolori che l'hanno caratterizzata.
La stagione poteva considerarsi finita prima d'incominciare se da Lassù non intervenivano in mio soccorso allorchè ad inizio maggio la sbadata (il bon ton del blog non mi permette altri termini...) vecchietta alla guida di un'auto mi spedì dritto dritto al pronto soccorso pieno d'ematomi e con la coscia destra gonfia come un anguria.........

IM CANARIAS
Primo appuntamento di stagione con l'immancabile IM Canarias nella magica isola canaria di Lanzarote con il serio dubbio di non farcela in quanto ero in precarie condizioni di forma fisica e sportiva con solo 1400 km . percorsi in bici e meno di 400 di corsa dall'inizio dell'anno.
Il vento quest'anno si è fatto sentire parecchio per rinfrescarci la memoria e stabilire le gerarchie esistenti sull'isola che lo vedono unico ed incontrastato sovrano.
Nuoto: solita immane sofferenza ma tutto è filato liscio con le medicazioni sotto la muta che hanno fatto il loro dovere proteggendo la abrasioni.
Bici: Ero seriamente timoroso di non riuscire a concludere l'affascinante nonché impegnativo circuito ciclistico ma il serio problema l'ho avuto con le protesi in carbonio le quali, nei tratti stradali dove l'asfalto che li ricopriva risultava malconcio ,s'allentavano costringendomi a soste per serrarle con le brugole...
Un surplus di fatica inaspettato e tanta rabbia in corpo la quale mi ha procurato un dispendio d'energie nervose non preventivato.
Corsa:Dopo aver corso quasi interamente la maratona ero incredulo della mia prestazione perchè non ritenevo possibile riuscire a compiere un movimento che sino al giorno antecedente la gara mi risultava difficoltoso e nel contempo doloroso.
Ringraziamenti:Al mio inseparabile compagno di viaggio in ogni trasferta canaria ossia l'instacabile fratello Sergio, agli amici Filippo e Paolo anche loro finisher della prova
.

TRI SAPIN
Seconda tappa dell'Iron tour il Tri Sapin una prova svoltasi all'interno delle collinari e boschive lande francesi del Beaujolais e quindi la curiosità era stata la molla che mi avevo spinto a sorbirsi in perfetta solitudine più di 500 km. con partenza il sabato mattino e arrivo stravolto a Cublize nel pomeriggio. Incontro con la gentile organizzazione del luogo capitanata dal bianco crinito Alain che mi trovava all'interno della locale palestra la possibilità di un ricovero per la notte pre gara.
Incredibilmente trovo lo stand pubblicitario dell'Elbaman e il tuttofare Mr. Scotti Massimo.In poco tempo distribuisco i depliants relativi alla gara elbana e apprezzo lo spirito molto familiare di questa competizione tanto che decido di farmi tatuare sulla guancia il Sapin il quale riuscirà a resistere agli attacchi portati da acqua e sudore e concluderà anch'esso la prova....
Nuoto: Partenza alle 6 del mattino e ahimè devo mulinare le braccia per più di 4 km. per un errore di tracciatura del percorso. Non finiva mai!!!!
Bici: Per chi ha familiarità con le prove francesi conosce la loro sadica mentalità sportiva che prevede durezza dei tracciati e ristori ridotti all'osso. Per sicurezza mi ero portato da casa tre borracce per riempirle con l'integratore salino ma l'elevata temperatura mi ha procurato una intensa sudorazione non compensata da un giusto reintegro di sali minerali.
Corsa : Dopo la prima mezza ecco la comparsa dei primi segni di disidratazione con giramenti di testa che m'impedivano di correre ed un'anormale stanchezza. I fuseau utilizzati in bici erano completamente bianchi invece del loro naturale color nero e lo spettro del ritiro sempre più presente. Ricordo l'arrivo in condizioni pietose e la sosta prolungata seduto su una sedia con lo sguardo perso nel vuoto e l'incapacità di fare qualsiasi cosa. Il buon samaritano alias Scotti Massimo con grande compassione mi portò un bicchiere d'acqua meritandosi un posto in Paradiso !
Ringraziamenti: alla simpatia e gentilezza del sopraccitato Massimo Scotti e all’organizzazione del Tri Sapin molto disponibile nei miei confronti
.

IM SWITZERLAND
Come d’abitudine eccomi di scena a Zurigo in compagnia dell’amico Franco Viganò alla sua prima esperienza in terra elvetica ed al rientro in una competizione su distanza IM dopo un anno sabbatico.
La generosissima coppia formata da Francesca e Frank ci mettono a nostra disposizione la loro spettacolare abitazione ubicata a Zumikon zona residenziale sulle colline zurighesi.
Nuoto :Il percorso swim di questa competizione non può essere annoverato tra i miei preferiti in quanto non sopporto il caotico passaggio sotto il ponticello al termine del primo dei due giri previsti. Comunque le acque dello splendido lago di Zurigo erano un brodo e molta la voglia d’uscire dalle stesse al più presto.
Bici: Ormai il percorso della prova svizzera lo conosco a menadito per cui cerco sempre di non forzare sul noioso tratto parallelo al lago per non arrivare all’attacco della prima nervosa ascesa con le gambe imballate perché come ogni anno al terzo passaggio mi risulta piuttosto faticoso arrivare in cima senza avere le gambe “ghisate” tanto per usare un termine caro al Salitomane Scotti.
Degno di nota risulta essere l’elettrizzante passaggio tra due ali di folla chiassosa sulle rampe dell’Heartbreak Hill dove assisto incredulo allo scontro in salita tra due atleti che finiscono per terra tra l’ilarità degli spettatori.
Corsa:Rientro al secondo cambio e con papillon giallo ed occhiali con annessi baffi parto per i 42 km. finali in compagnia dell'amico Ale Melloni giovane promessa delle lunghe distanze e destinato a lasciare un segno nella specialità. Mi gestisco con intelligenza e poi aspetto con ansia il Franchino con il quale dopo l'arrivo scatto una foto memorabile che sancisce ancor di più la nostra fraterna amicizia.
Ringraziamenti: Mi sento in dovere d'attribuirli in toto alla coppia Francesca & Frank per avermi dato l'opportunità di soggiornare in una casa da favola senza la loro presenza....
Non ho parole per ringraziarli.

IM GERMANY
Ritorno a Francoforte dopo aver gareggiato in occasione della prima edizione dell'IM Germany e come di norma avviene in codeste manifestazioni di un certo rilievo la gestione dei numerosi partecipanti innesca una serie di problematiche quali la consegna delle bici il sabato, vero e proprio calvario in quanto la partenza della gara avviene alla periferia della metropoli tedesca.
Nuoto : un'ondata anomala di caldo induce l'organizzazione a vietare per la prima volta in un IM europeo l'uso della muta e malgrado il temporale del sabato notte mi ritrovo terrorizzato allo start senza la mia ancòra di salvezza e attendo a non cozzare contro nessun concorrente. Questa traumatica nuotata me la ricorderò sin che vivrò.
Bici : Una serie di temporali ci fa compagnia durante la prima parte della pedalata ma poi il meteo si stabilizza e la temperatura sale parecchio. Che bello passare sull'ultima salita prima d'arrivare in città l'adrenalina per un attimo cancella ogni sofferenza fisica...
Corsa: Il caldo regna sovrano e la stanchezza comincia ad affiorare. L'arrivo è di quelli che ognuno di noi amanti dello sport si sogna cioè da pelle d'oca così come la festa che il pubblico riserva a tutti i partecipanti cosa inconcepibile per noi italici ignoranti in quanto a cultura sportiva.
Ringraziamenti: Ai miei compagni di viaggio del Pro Patria, alla simpatica coppia Christian e Deborah e a tutto il pubblico presente che ci ha osannato facendoci sentire per un giorno protagonisti.



lunedì 23 ottobre 2006

A Ornavasso in buona compagnia a far un bel......

Deborah, l'obeso pensionato e Claudia

Niente.....
La rima poteva essere scurrile ma il blog deve sempre rispettare il bon ton anche se ieri vedere gli altri gareggiare mentre il sottoscritto era costretto ad osservarli perchè ancora impossibilitato a correre, non era piacevole.
Si è soliti dire che: "l'uomo con tre dame fa la figura del salame..." e con due ?
Per fortuna che le due immortalate dal Pres "Two Times" Gualla , Deborah e Claudia sono oltre che di bell'aspetto anche tremendamente simpatiche e devo ringraziarle per la spassosa compagnia. Come da pronostito il buon Alessandri si è aggiudicato il titolo di campione italiano di duathlon e un sentito applauso anche al coetaneo Lambruschini il quale uscito dal secondo cambio, complice la spiacevole comparsa di crampi, vedeva svanire le possibilità di lottare per il successo. Ho avuto modo di parlarci e l'ho trovato molto cordiale.
Bello come sempre rivedere i numerosi amici come Andrea Gabba,Christian,Guido Cassina ed Esposito,Max Malano, Ale, la Bet e il suo Max ormai anche lui stakanovista della multidisciplina.
Complimenti anche ai miei compagni di viaggio Cristina,il Dino,l'Ornello autori di ottime prove ed un ringraziamento al Pres Renzo che con il pulmino della società ci ha accompagnato nella gita domenicale fuori porta. Anche il Salitomane Scotti con il mio mito vivente Amanda Wu hanno ben figurato dimostrandosi ancora una volta la coppia regina della multidisciplina lecchese.

venerdì 20 ottobre 2006

1554,97

Ovvero i km. percorsi in questa annata 2006 nella multidisciplina e così suddivisi:
  • 22,8 Sguazzando,perchè usare il verbo nuotare nei confronti del sottoscritto sarebbe blasfemo, nei vari specchi d'acqua
  • 1239 Pedalando ed ammirando nei pochi attimi di lucidità mentale gli ameni paesaggi attraversati
  • 293,17 Correndo o camminando verso il tanto agoniato traguardo per riassaporare l'indescrivibile gioia che solo codesto sport ha saputo regalarmi.

A breve un post dedicato all'emozioni e alle sofferenze patite nelle varie prove.

mercoledì 18 ottobre 2006

Un campione anche di simpatia

l'IRONMAN & Ame
Sicuramente chi mastica un po' di triathlon conoscerà l'eroiche gesta del grandioso campione bolognese Federico Girasole per tutti il "GIRA" ma il post non vuole essere un riconoscimento delle sue indubbie qualità atletiche, riguardo le quali parlano chiaramente i suoi numerosi risultati di prestigio , bensì sottolineare quelle qualità umane, umiltà e simpatia ,tanto apprezzate dallo scrivente che lo relegano di diritto nell'olimpo dei campioni dentro e fuori la gara. Sono orgoglioso d'annoverare tra i miei amici il grande Gira.

lunedì 9 ottobre 2006

Qual'è il sesso debole ?

Eccola la nostra eroica atleta in compagnia dei suoi compagni di società del Cus Ferrara

Provate a competere con la pluridecorata Bet e se siete degli incalliti maschilisti cambierete ben presto la vostra opinione. Il post celebra l'ultima impresa sportiva in ordine di tempo per l'inesauribile atleta ferrarese capace nell'arco di otto giorni di piazzarsi al secondo posto dell'Elbaman e poi di salire sul gradino basso del podio ai campionati europei di duathlon in quel di Rimini lo scorso fine settimana. Questo grande personaggio rappresenta per lo scrivente il prototipo dell'atleta perfetto perchè racchiude in sè talento,simpatia,umiltà e dev'essere preso come esempio da chiunque pratichi attività sportiva. Proporrei un Bet Fan Club al quale sarei il primo ad aderire anche se sono un Ironmerd....
Complimenti vivissimi e resta sempre così come sei perchè abbiamo bisogno di figure come la tua nel nostro sport.
Ame

domenica 8 ottobre 2006

Dalla montagna all'oceano.......


Ricordate la M con il bollino costruita artigianalmente sui monti con piccole pietre pubblicata qualche post fa?
Ebbene sì la famosa Ironcoppia ha colpito ancora e mi ha inviato sempre la medesima icona del mondo Ironman realizzata su una famosa spiaggia d'oltre oceano. Questa patologia difficile da debellare e che s'impossessa dell' IM finisher si chiama "sindrome da M col bollino".
Sino ad ora non è stato trovato nessun vaccino per combatterla.....

sabato 7 ottobre 2006

Chi va piano va sano e va lontano....


......però così conciato può fare solo la figura del pagliaccio !
ringrazio l'amico Ale e il suo babbo autore di questa bella foto che mi ritrae durante la lunga camminata di 42.195 metri in quel dell'Elbaman.

giovedì 5 ottobre 2006

Forever young.....


In occasione del mio 41° compleanno rispolvero una canzone del 1984 di un gruppo cosiddetto meteora gli Alphaville perchè rispecchia il mio eterno desiderio di mantenere quello spirito giovanile indispensabile per affrontare soprattutto a livello sportivo le avversità e a condividere gioiosamente con gli altri atleti i momenti di felicità che lo sport ci dona.
Forever young per poter godere quando percorri per l'ultima volta la discesa di Puerto del Carmen a Lanzarote e senti il corpo pervaso dai brividi mentre ti accingi a transitare sotto lo striscione d'arrivo della competizione a cui sono sentimentalmente più legato e dove ha avuto inizio la mia avventura nel pianeta Ironman.
Auguri Ame !

mercoledì 4 ottobre 2006

Foto Elbaman 2ª Parte

Podio maschile
Gentleman Giò in training autogeno mentre studia la tattica di gara
Podio staffetta maschile
Podio femminile con il raggiante sorriso di Bet

Foto Elbaman 1ª Parte

Da sx a dx : Mazzotti,Gira,Ame,Guerri,Gentleman Giò Da dx a sx : Giona, la grande Bet, Ame, Michele e il guerriero Max
Bet con il Presidente Renzo Straniero

Step by step

Il mese d’ottobre rappresentava qualche anno addietro per il sottoscritto un periodo di transizione tra la stagione dedicata alla triplice disciplina e quella puramente podistica ricca di maratone e piacevoli incontri con i simpatici amici che fanno della corsa la loro principale passione. A scombussolare questo mio ecosistema sportivo è arrivato il Salitomane Marco Scotti organizzando in compagnia di Renzo Straniero l’unico Ironman presente in calendario nelle nostre italiche lande: l'Elbaman.
Il luogo prescelto per dissestare l’apparato motorio di noi poveri atleti era la magnifica isola d’Elba la quale dopo il battesimo della prima edizione ci ha nuovamente accolti per regalarci un altro fine settimana denso d’emozioni e ricordi che custodiremo nella nostra memoria per sempre.
Sinceramente dopo l’accoppiata Powerman-Bodensee ero snervato sia fisicamente che mentalmente e malgrado le sollecitazioni del sopraccitato Marco non vi erano i presupposti affinché partecipassi all’Elbaman competizione alquanto impegnativa se consideriamo la nervosa altimetria del nuovo percorso ciclistico all’interno del quale i tratti in piano sono pressoché inesistenti.
Anche la cortese famiglia di Marco composta dalla gentile signora Luigia e dall’instancabile papà Massimo avevano espresso il loro desiderio di vedermi all’opera nella gara nostrana ed io alla fine, considerando la mia fragilità mentale quando si parla di Ironman, ho accettato la sfida.
Sennonché la settimana prima della trasferta elbana mentre correvo ecco la mannaia che arriva tra capo e collo nelle vesti di una dolorosa fitta al gluteo destro infortunio presentatosi al sottoscritto senza preannunciare il suo arrivo. Il giorno successivo via di fretta dall’amata
osteopata Francesca sperando in un miracolo dell’ultima ora che però non arriva costringendomi a partire per una simile gara senza l’opportunità di compiere il gesto più amato dal sottoscritto ovverosia la corsa a piedi.Il morale è a questo punto prossimo allo a zero ma l’impegno preso con la famiglia Scotti deve essere rispettato e se riuscirò ad uscire dalle acque del golfo di Marina di Campo e pedalare senza avvertire dolore la maratona la camminerò tutta dal primo all’ultimo metro.
Compagno d’avventura del mio ultimo appuntamento stagionale è Giovanni “Gentleman Giò” Fumagalli brianzolo doc ma con le stigmate del vero lord inglese in virtù della sua innata flemma, al suo esordio sulla distanza e giustamente curioso di conoscere tramite lo scrivente alcuni aspetti relativi alla competizione a lui sconosciuta. Si è preparato meticolosamente per la prova e il suo palmares ricco di sky race lo renderà protagonista di una rimarchevole maratona corsa sempre in bella spinta. Il guardaroba di Gentleman Giò è praticamente una filiale di un negozio d’articoli sportivi perché potrebbe con l’abbigliamento portato da casa vestire tutti i partecipanti dell’Elbaman….
Arrivati il venerdì pomeriggio e ritirato il pacco gara in attesa del briefing facciamo una pedalata in direzione S. Ilario per scoprire la prima ascesa prevista nel nuovo percorso sulle due ruote che il buon Salitomane aveva definito pedalabile.La presenza sul percorso delle auto impegnate in un rally d’auto storiche non ci permette di visionare per intero la salita per cui decidiamo di fare ritorno in albergo e di recarci in piazza del Municipio di Marina di Campo per il briefing ed il successivo pasta party dove gli straordinari volontari servono dell’ottima pasta e crostate decisamente appetitose.Doveroso il bis per cominciare il carbo load che per lo scrivente durerà sino alla colazione pre gara senza soluzione di continuità….
In piazza incontriamo il numeroso gruppo del Granarolo capitanato dal mitico Gira con Mr.Telecom Fornasari,la Simona, Mazzotti, Guerri ecc.ecc. venuti armati di coltello tra i denti per vincere la classifica a squadre dell’Elbaman. Da buon PR stringo amicizie con nuovi atleti tra i quali degno di nota è lo svizzero Nicolas giovane atleta dalle formidabili qualità atletiche reduce dall’Ironman UK e preparatissimo per ben figurare all’Elbaman.
Quando ascolto con stupore la sua professionale preparazione gli profetizzo un sicuro arrivo nella top ten e col senno di poi il suo ottimo terzo posto conferma le mie previsioni della vigilia. Piacevole anche rivedere l’amico Eric Villena alias Mr. Bond conosciuto in occasione del Tri Sapin ed autore com’era nelle previsioni di una gara perfetta che gli è valsa il quarto posto finale.
Il sabato faccio un’eccezione alla regola la quale non prevede la ricognizione dei percorsi gara e in compagnia di Gentleman Giò visioniamo il giro previsto per la frazione in bici avvalorando la mia tesi e cioè che transitare per ben tre volte all’interno di codesto circuito sarà un vero e proprio massacro per i concorrenti. Ritornati al residence mi reco dal Salitomane e con molto calore gli rivolgo la seguente frase bilingue:“paesaggisticamente il tracciato è molto bello ma vadavialc….” . La fragorosa risata della truppa del Cus Ferrara mi permette di scambiare quattro chiacchiere con loro destinati a passare un fine settimana ricco di soddisfazioni personali. I tre maschietti Max,Giona e Michele faranno la staffetta mentre la punta di diamante della spedizione la peperina Bet tenterà di rendere vita dura alla vincitrice dello scorso anno Natallia Barkun.Altro incontro del sabato degno di nota è quello con il grande amico e compagno di molte tri-avventure Giacomo Maritati. Sul finire del secolo scorso siamo stati forse i primi in Italia ad inserire annualmente una cinquina di Ironman e già allora ci consideravano ,sportivamente parlando, dei folli….
Il bike check-in stranamente avviene in serata e subito dopo vado a nanna preoccupato perché il dolore al gluteo si era riacutizzato e la paura di non arrivare alla fine aumentava sempre più. Domenica ore 3.55 colazione a base di barrette energetiche accompagnate da un succo di frutta con Gentleman Giò ancora assonnato e molto agitato per quanto concerne l'abbigliamento da utilizzare in gara.
Notiamo con piacere il clima mite e al buio ci dirigiamo in zona cambio dove ritrovo dopo qualche annetto l’amico Marco Rocca dal quale acquistai la mia prima muta seria anche se ovviamente la mia scarsità come nuotatore non rende merito alla qualità del prodotto.
La spiegazione dell’iperattivo Marco Scotti relativamente al triangolo natatorio risulta impresa ardua in quanto le boe non si scorgono ma la presenza di canoe munite di luci rende tutti tranquilli e allo start per la prima volta quest’anno posso evitare l’assalto dei bisonti che di solito mi asfaltano dopo due bracciate riuscendo nell’ardua impresa di nuotare in santa pace.
Se il mondo è piccolo il mare lo è in misura maggiore e quasi sul finire del primo giro ecco affiorare dalle acque il Mostro dell’Elba alias Marco Aiolfi compagno di nuotate nelle medesime acque elbane in occasione della prima edizione dell’Elbaman. Al termine della prima tornata richiama la mia attenzione e mi sottolinea l’errata misura del percorso swim cosa che ci galvanizza assai in quanto il secondo giro sarà meno traumatico del solito.
Mi sono detto :“dai Ame la prima è andata ora pedala tranquillo e cerca di non farti prendere dalla foga di finire in fretta la bici perché la strada è ricca di mangia e bevi”.
La prima salita è pedalabile ma l’affronto con molta cautela così come la successiva discesa la quale c’immette sulla panoramica strada che costeggia l’isola dove è impossibile non rimanere stregati dall’amenità dei panorami e durante il terzo giro ,ormai con le riserve energetiche al lumicino, cerco di godermi il paesaggio noncurante dei dolori provenienti dai miei quadricipiti.
Raggiungo diversi concorrenti e scambio qualche battuta con loro soprattutto per quanto concerne le pessime condizioni del manto stradale ma seppur sofferente sono molto fiducioso di poter finire i quasi 180 km. sulle due ruote perché avverto solo un lieve fastidio al gluteo e il secondo cambio è ormai prossimo.
Quando vedo il centro di Marina di Campo mi commuovo e tiro un pugno sul manubrio per scaricare la tensione accumulata ma ripiombo nello sconforto quando calzate le mie Puma Prevail e indossato l’usuale papillon giallo mi accorgo che correre sarà una pia illusione e malgrado l’incitamento del presidente Renzo e i suoi complimenti per il recupero durante la frazione ciclistica i piani della vigilia verrano rispettati alla lettera. Per abitudine gareggio senza computer in bicicletta e l’orologio lo porto solo per guardare l’ora ma questa volta uscito dal T2 sul quadrante leggo 14:27 ossia l’inizio del calvario. Il primo dei cinque giri previsti per la maratona finale li faccio senza ascoltare musica dal lettore MP3 e oltre ad incitare i concorrenti mi diverto a scherzare con il trio delle meraviglie del medio di Mergozzo ovverosia Gianpiero ,Daniele e Renato molto simpatici nello sfottermi……
La mitica Bet dimostra come la grandezza sportiva non si misura in centimetri e sfruttando le sue immense doti podistiche passa a velocità doppia i concorrenti pagando alla distanza il suo sforzo ma ottenendo alla fine una strepitosa seconda posizione. Grande Bet sono proprio felice per la tua maiuscola prova !
Mentre proseguo nel mio lento cammino trovo nei pressi dell’arrivo la Simona che per problemi fisici ha dovuto alzare bandiera bianca e la cosa mi lascia l’amaro in bocca perché anche durante la prima edizione era stata costretta al ritiro. Il prossimo anno Simo devi tornare e sfatare il tabù…
Sia l’amico Ale Melloni che Gentlemen Giò viaggiano spediti e recuperano diverse posizioni mentre lo scrivente è seriamente preoccupato perché le pile dell’MP3 si stanno scaricando e la preoccupazione è quella di camminare al buio senza l’adorabile compagnia musicale. Ma l’angelo venuto dal cielo con le sembianze dell’amico Vincenzo Catalano mi porge la pila di ricambio e la momentanea depressione lascia spazio ad un attimo di felicità. Cerco di convincere Mazzotti del Granarolo a non abbandonare la competizione ma cammina e dice di non sentirsi bene per cui decide di fermarsi ed io quando vedo atleti costretti al ritiro mi rammarico non poco.
Ricordo due momenti significativi durante la mia marcia a ritmo lento. Il primo riguarda la stupita espressione facciale della Piera moglie dell’ Armando Scolari la quale mi domanda quanto mi manca a finire ed io rispondo che dovrò sudare ancora per più di tre ore.
Il secondo con un ragazzo italiano che mi riconosce e mi dice di non fermarmi perché per lui sono stato sempre un esempio di tenacia e un esempio da imitare per cui desistere sarebbe come distruggere un mito. Gli rispondo di non meritarmi tanta considerazione ma lo rassicuro dicendogli che solo sparandomi m’impediranno di raggiungere la meta. Sono stanco le gambe sono talmente dure che la foresta pietrificata al confronto è di burro e passo per la penultima volta di fianco al traguardo dove incontro il compagno di squadra Francesco in questa occasione nelle vesti di volontario il quale probabilmente vedendomi in crisi decide d’accompagnarmi in bicicletta per gli ultimi 4 km. rendendomi felice d’evitare il senso di sconforto che mi assaliva durante la percorrenza degli interminabili rettilinei verso il campo sportivo dove stonavo ,e chiedo venia agli originali autori, le canzoni presenti nell’MP3.
Rettilineo d’arrivo ringrazio di cuore Francesco e come previsto prima della piccola rampa che conduce al traguardo m’attende il grande Giacomo Maritati per mettere in opera il piano architettato durante i nostri incontri nel corso della maratona. Arriviamo insieme e Giacomo mostra in bella evidenza il suo numero di pettorale ovverosia il 44 che praticamente risultano essere gli Ironman conclusi da entrambi.
Subito dopo la linea d’arrivo trovo ad aspettarmi il gruppo del Cus Ferrara, Ale Melloni con il simpaticissimo papà, Scotti padre e figlio, Gentleman Giò e questa speciale accoglienza mi ripaga del sacrificio compiuto per concludere questo inusuale Elbaman.
Ora dovrò cercare di guarire da questo fastidioso acciacco e tirare un po’ il fiato perché il 5 sono 41 candeline e malgrado la vitalità di un ventenne il fisico comincia a scricchiolare……..

Spazio riservato ai ringraziamenti e saluti

-Agli staffettisti del Cus Ferrara un plauso per il secondo posto,per il supporto morale e per avermi aspettato al mio arrivo.
-A Bet per la grandiosa prestazione
-All’amico Giacomo Maritati per il bel quadretto finale
-Al gruppo del Granarolo sempre composto da gioviali atleti e al Gira per il puntuale piazzamento di rilievo
-A Mr. Telecom Fornasari che in maratona molto spesso mi ha fatto compagnia
-Ad Ale e Papà ed a Nicolas per l’amabile compagnia
-Al trio formato da Marco e Massimo Scotti e dal presidente Renzo Straniero per l’incommensurabile sforzo organizzativo compiuto. Un doveroso GRAZIE DI CUORE da parte di tutti gli atleti .
-A tutti i volontari per il loro prezioso lavoro
-All’ inventore del lettore MP3 nonché a tutti gli artisti presenti in esso perché per l’Ironmerd è stato di vitale importanza aiutandolo nei momenti di depressione.
-Al mio compagno di viaggio Gentleman Giò autore di una prova da incorniciare e che sicuramente rivedremo anche alla prossima edizione nei quartieri alti della classifica.
-A Vincenzo Catalano per la provvidenziale pila
-A tutti quanti hanno allietato il mio piacevole soggiorno elbano.

giovedì 28 settembre 2006

Dicasi atleta con la A maiuscola.......

Colui che possiede le seguenti caratteristiche:

UMILTA’: virtù per cui l'uomo non si esalta dei propri meriti e riconosce i suoi limiti naturali

RISPETTO: sentimento che ci induce a riconoscere i diritti, la dignità di qualcuno o di qualcosa

VOLONTA’
: la capacità di volere, ossia il potere di determinarsi consapevolmente a compiere un atto per ottenere un fine

SPIRITO: disposizione dell'animo che è alla base delle azioni dell'uomo

martedì 19 settembre 2006

Foto Mergozzo (3ª Parte)





E per finire ...il Bracco con Max Mr. Telecom Fornasari , Luca Bergamini con Ale Sartori, Guido Esposito, l'accoppiata Gira e Pierluca mentre chiude la galleria fotografica con la t-shirt societaria il Vecchio Lupo Maurizio Farina.

Foto Mergozzo (2ª Parte)





Altra serie di foto con il Lucianone, Two Times Pres Gualla in versione giudice, Gruppo Granarolo,il Bracco, Il Gigante Buono Luca e Cristina con un loro amico

Foto Mergozzo (1ª Parte)



foto n°1 : Paolo,Ale B.,Ale M.
foto n°2 : Francesco, Max , ancora....Ale M.
foto n° 3: Gira e Claudio finalmente due atleti seri....
Nell'ultima foto l'Ironwoman Simona

lunedì 18 settembre 2006

Medio Mergozzo

Domenica sabatica quella appena trascorsa accompagnando l' amico nonchè compagno di club Maurizio "vecchio lupo" Farina al suo immancabile appuntamento di fine stagione ovverosia il medio di Mergozzo organizzato dagli amici Gianpiero,Daniele e Renato.
Partenza ore 6.30 con condizioni climatiche che facevano passare la voglia di gareggiare in virtù di una pioggia battente che guarda caso non era contemplata dalle previsioni meteo di canale 5.
Il Maurizio era piuttosto irritato non solo per il tempo impietoso ma per un problema inguinale che non gli permetteva di rendere al meglio nella frazione di corsa.
Arrivo nella desolata Mergozzo alle 7.55 e la pioggia non demorde tanto che diversi concorrenti decidono di non prendere parte alla gara e fanno ritorno al paesello come gli amici Max Rovelli e l'adorabile coppia formata dal mitico Mauro Ciarrocchi e dall' inseraparabile moglie Ornella .
L'organizzazione si trova con una bella gatta da pelare e decide di eliminare dal percorso ciclistico la salita di Fomarco con la relativa pericolosa discesa. Con qualche minuto di ritardo la gara parte e malgrado qualche polemica riguardante l'annoso problema della scia incorona degno vincitore della prova Massimo Cigana. Da segnalare anche le ottime frazioni sui pedali e di corsa di Alessandro Alessandri e anche l'ottimo piazzamento finale per i carissimi amici Girasole e Balboni. Questa trasferta è per lo scrivente un vero happening con i numerosi amici che hanno allietato la mia decennale presenza nel mondo del triathlon. La truppa del Granarolo capitanata dal Gira conta numerose presenze con il simpatico Bracco,Gamberini ,Pierluca ,Max Fornasari e l'Ironwoman Simona che non gareggiando rimane in mia compagnia scattando foto a tutto spiano ai valorosi compagni di squadra.
Anche lo Steel Triathlon è presente in modo massiccio capitanato dal presidente valoroso atleta Orrieri , dal mitico infermiere Giampietro, il roccioso Luca Bonomi cattivo al punto giusto accompagnato dalla futura santa moglie, Bergamini e come spettatori gli Indiana Jones della squadra Luca Lamperti e Cristina che ringrazio pubblicamente per avermi riaccompagnato a casa deviando dal loro itinerario prefissato. Cosa non si fa per quel disperato dell'Ironmerd.......
Purtroppo come accennavo prima, causa drafting illecito molteplici sono risultati gli atleti squalificati dai giudici e tra gli amici incappati in questa disgrazia ritrovo putroppo Max Malano,il Bracco,Pierluca,Gamberini e la cosa mi dispiace parecchio. Dai ragazzi ! la prossima gara cancellerà questo brutto ricordo e ritroverete le gioie già assaporate nelle precedenti occasioni.
Molti atleti approfittano della linearità di questo tracciato che non presenta sostanziali difficoltà altimetriche per esordire nella media distanza. Mi sembra doveroso complimentarmi con Francesco provato ma felicissimo, con Daniele un altro componente della famiglia Brustia qui presente anche con la punta di diamante Alessandro ,con Paolo Borrini appartenente alla mia società e con tutti coloro che hanno rotto il ghiaccio e le barriere psicologiche compiendo un altro passo verso il sogno che per la quasi totalità di loro significa Ironman lo zenit per un trialeta, vero Mauro ?. Ottima anche la frazione podistica di Ale Melloni con il quale quest'anno ho condiviso una parte della maratona a Zurigo e un tributo particolare alla coppia inossidabile formata dall'istrionico Mario Mazzotti e dall'Armando Scolari. Anche il mio compagno di viaggio Maurizio malgrado qualche problema di natura fisica ha stretto i denti da vero guerriero ed ha concluso onorevolmente la gara. Grande Vecchio Lupo !
Mi devo complimentare con tutti i finisher di codesta prova partita all'insegna di un clima prettamente autunnale e poi conclusasi con condizioni di tempo perfette, perchè sinceramente partire con la pioggia non è molto entusiasmante e lo dice uno che ama le calde temperature...
Mamma mia mi stavo dimenticando di citare l'incontro con Il Pres "Two times" Gualla GP in veste di spettatore e di seguito segugio a caccia dei maledetti succhiaruote e del suo scudiero Lucio Bazzoni che mi ha garantito di aver raggiunto un'autonomia di corsa pari a km.8 .Dopo aver consumato un frugale spuntino a base di focacce e schiacciatine l'Ironman Guardone ha ben pensato di abbandonare la scena e ritornare a correre se non erro in palestra al calduccio. Oh Lucio guarda che il Pres mi tiene informato sugli steps d'avvicinamento al grande evento per cui mantieni fede agli oneri che ti sei sobbarcato per coronare il sogno del trio delle meraviglie.
Adesso "la cumpagnìa lè bela ma gò ul rost chel brüsa" per cui cerco di postare qualche foto dell'evento cosa che richiede un bel po' di tempo.
Alla prossima



martedì 12 settembre 2006

foto Bodensee Tri -Challenge



Nella foto in alto sono in compagnia del vincitore Olaf Sabatschus e dell'amico Talin, mentre di fianco sono con l'amico Caspar membro dell'organizzazione

lunedì 11 settembre 2006

Merito la cittadinanza svizzera

Dopo la sfortunata parentesi due settimane or sono a Zofingen con clima autunnale ,lo scorso week-end sono ritornato nuovamente in territorio elvetico per la seconda edizione del Bodensee Tri-Challenge un'Ironman spettacolare caratterizzato dalla bellezza degli agresti paesaggi visionati durante i 183 km. del percorso ciclistico. La peculiarità di codesta prova ,unica nel suo genere, riguarda il passaggio nel corso della stessa all'interno delle tre nazioni che s'affacciano sull'ameno lago di Costanza,ovverosia Svizzera,Austria e Germania.
E' forse l'unica volta che mi posso permettere d'entrare ed uscire dalla Svizzera senza dover renderne conto al doganiere di turno....
Ormai è risaputa la mia insofferenza per le basse temperature per cui tutta la settimana ho visionato Meteo Suisse che dapprima prevedeva per la domenica rovesci sparsi mettendomi in agitazione mentre il venerdì il buon Dio ha accolto le mie preghiere e tutto d'un tratto una positiva evoluzione meteorologica garantiva tempo soleggiato per il giorno della gara.
La botta alla coscia destra triste ricordo del Powerman nell'ultima settimana mi aveva permesso di ricominciare a fare qualche blando allenamento ma la preoccupazione maggiore era la condizione psicologica ormai al lumicino. In siffatte competizioni la determinazione unita alla capacità di soffrire nei momenti di crisi rivestono una notevole importanza e lo scrivente alla vigilia della gara le aveva piuttosto ridotte.
Queste lacune mi spaventavano non poco tenuto conto della durezza del percorso ciclistico con i suoi 1777 metri di dislivello ricco di saliscendi e strappi che impensieriscono i poco avvezzi alla salita come l'Ironmerd. La sede della gara ,vale a dire la turistica cittadina svizzera di Rorschach, mi accoglie il sabato mattina con uno splendido sole e dopo aver portato i bagagli in albergo, situato in località Steinach, mentre attendo la distribuzione dei pacchi gara incontro l'amico spagnolo Talin residente a Zug. Costui mi ha ospitato in un paio d'occasioni e con me ha condiviso le gioie e i dolori (fisici....) di parecchi Ironman. E' sempre un piacere rivederlo perchè dopo Lanzarote quest'anno aveva optato per Roth tradendo l'abituale appuntamento di Zurigo cosicchè le nostre strade non si erano più incrociate. La stranezza per il sottoscritto è il ritrovarsi in un IM e non conoscere nessuno per cui la compagnia di Talin è doppiamente ben accetta anche se riesco a far la conoscenza di un triatleta francese . Il dubbio che ci assale concerne il vestiario da indossare per la gara in quanto la mattina sarà particolarmente frizzante ma poi il sole previsto riscalderà l'ambiente e di conseguenza il termometro salirà di molto. La mia scelta cade su un maglia senza maniche fornita di wind tex ,sotto di essa una canottiera che poi utilizzerò nella maratona, il tutto accompagnato da una coppia di manicotti.Incontro per la terza volta quest'anno anche Olivier Bernhard testimonial della manifestazione sempre molto gentile e che durante la prima parte di maratona mi ha incitato con calore. Scatto anche una foto con Olaf Sabatschus in quanto lo ritengo il possibile vincitore cosa che troverà positivo riscontro sul campo. Quest'anno bisogna anche pensare alla parte fotografica del blog perchè i lettori oltre a leggere e criticare le mie ironiche fantasie gradiscono vedere qualche protagonista della triplice. La presenza di Talin si rivela altresì efficace nel corso del briefing in lingua tedesca al termine del quale avviene il famigerato pasta party. Al calar del sole la temperatura cala molto bruscamente e al ritorno in albergo provo una sensazione di freddo tanto che la mia mente associa il tutto ad un detto dialettale in voga dalle mie parti che recita testualmente:
"ad agost giò ul su l'è fosc".Traduzione :ad agosto al calar del sole è subito fosco.
In effetti la domenica mattina l'aria è piuttosto frizzante e l'umidità del prato adibito a zona cambio notevole. Sono in compagnia del ragazzo francese quando vedo un fuggi fuggi dalla zona cambio attorno alle 6.10 e incuriosito chiedo spiegazioni ad un giudice di gara il quale vedendomi ancora in tenuta relax m'invita a mettere la muta perchè tempo 5 minuti la zona cambio dovrà essere vuota. Incredibilmente anche Talin rimane colto di sorpresa e deve farsi il tratto dalla zona cambio a quello di partenza a piedi nudi sul prato piuttosto gelido....
Questo fatto lascia un po' tutti esterefatti e fortuna vuole che mi sono portato una borsa con la muta e posso finire d'indossarla con la dovuta calma prima della partenza. In virtù dei 18-19 gradi dello specchio d'acqua questa è l'occasione buona per sfoggiare la cuffia in neoprene gentiltilmente confezionata e donatami da Maxent (grazie Max!) in previsione di Lanzarote ma che poi per disguidi postali non era arrivata in tempo per la trasferta canaria. Siamo solo in due a portarla ma qualcun'altro col senno di poi avrebbe voluto averla con sè, vero Talin?
Il percorso in andata non presenta difficoltà mentre il ritorno col sorgere del sole diventa problematico e perdo un sacco di tempo fermandomi per cercare la retta via col risultato che oltre ad uscire ,come sempre ,stanco e stralunato sono piuttosto innervosito . La vestizione in zona cambio avviene in tutta tranquillità permettendomi di ritornare tra i mortali e una volta salito sulla bici intraprendo l'ostico percorso all'interno del quale in territorio germanico vi è un circuito di 20 km. molto impegnativo da ripetersi tre volte che a detta di Caspar, amico facente parte dell'organizzazione ,è meno impegnativo rispetto a quello dell'anno precedente.
Dopo qualche saliscendi e passata la città di Bregenz la strada comincia a salire raggiungendo quota 850 metri slm dove s'intravedono i caratteristici prati incontaminati e le annesse fattorie che poi ricontrerò durante il circuito sopraccitato.
Al termine della salita aggancio Talin che mi rivela le difficoltà affrontate in acqua e malgrado la ricerca di una pedalata agile le gambe cominciano a dare segni di stanchezza. Sono curioso e ansioso di conoscere la durezza del circuito in Allgau e ahimè dopo la prima tornata la realtà supera la fantasia. Il pensiero che terminati i tre giri mi aspettano ancora 60 km. da percorrere mi getta nello sconforto e mi sforzo d'utilizzare rapporti molto agili per risparmiare la muscolatura tranne in un strappo maledetto con pendenze forse superiori al 15% dove rischio il ribaltamento perchè pur cercando di pedalare rimango fermo sul posto. Non utilizzando il computerino in bici durante gli IM non saprei stabilire la velocità ma ad occhio e croce sarò salito a 7-8 km/h !!!
La tortura dura sino al 150 km . poi durante la discesa verso Bregenz cerco di recuperare un briciolo di forze e gli ultimi 30 km. non utilizzo più le appendici perchè sarei ridicolo tanto vado piano. La visione del cartello Rorschach mi ridà entusiasmo ma poi realizzo che devo correre ancora 42 km. e con le gambe così malridotte sicuramente non sarà una passeggiata.
Guardo l'ora e ,mettetevi pure a ridere, mentre corro agghindato con il mio bel papillon giallo a pois verdi e rossi (x Ale: gli occhiali e il naso di Zurigo li ho abbandonati perchè non mi fanno respirare granchè...) con la mente comincio ad organizzare il viaggio di ritorno calcolando la tempistica del dopo gara. In questi frangenti fuoriesce la mia natura da Ironmerd DOC menefreghista di quanto possa correre la maratona e di conseguenza del crono finale.
Con mio grande stupore la prima parte di maratona mi sento leggero e reattivo ma nella seconda mezza ho diverse crisi che cerco di assecondare con soste ai ristori e consumando qualche gel.
Il mio travestimento accoglie come nelle altre occasioni il favore del pubblico e il travaglio di Zofingen è solo un brutto ricordo. La sofferenza nel percorrere una maratona di un IM è un qualcosa da mettere in preventivo mentre nel Powerman in aggiunta a tutto ciò avvertivo anche un dolore fisico dovuto al trauma subito e l'agonia era doppia.
Questa volta arrivo spossato ma con il sorriso sulle labbra perchè questo è il comandamento principe della mia filosofia d'intendere lo sport. Ricevo medaglia e maglietta di finisher nei confronti delle quali sinceramente non nutro particolare simpatia perchè andranno a prendere polvere all'interno di qualche scatolone in soffitta in dolce compagnia delle precedenti e poi ricarico il glicogeno muscolare perso con pasta e cibi vari. All'uscita del tendone un atleta mi invita a provare l'idromassaggio e avendo qualche brivido di freddo entrare nell'acqua calda mi ha rigenerato lo spirito. Quando racconto al mio interlucutore che di lì a poco devo far ritorno a casa in Italia costui mi guarda allucinato e mi chiede se non sono troppo stanco per guidare.
Lo rassicuro che non è la prima volta che affronto un'esperienza simile e che mi sarà d'aiuto il viaggiare con la musica a "manetta". Prima di partire incontro Caspar e lo maledico perchè mi aveva mentito riguardo l'effettiva asprezza dei tre giri in Allgau e lui sorridendo mi risponde che non voleva crearmi ulteriori apprensioni. Comunque dopo avergli tributato le giuste lodi per l'ottima organizzazione della prova lo ringrazio per l'invito ricevuto e cercherò nel mio piccolo di divulgare questo Ironman che non ha nulla da invidiare a quelli più acclamati con il bollino nemmeno la quota d'iscrizione che risulta inferiore di un bel 40%. Bisogna considerare lo sforzo organizzativo nel coinvolgere tre differenti nazioni , la gestione del traffico e a manifestazione conclusa il bilancio risulta ampiamente positivo. Degni di nota i ristori forniti di tutto il necessario per affrontare un Ironman.
Nella sezione ringraziamenti inserisco Talin per la gradevole compagnia e tutti gli amici triatleti italiani che mi mandano i vari in bocca al lupo alla vigilia di ogni gara. Saprò sdebitarmi incitandovi a squarciagola quando assisterò in veste d'atleta o di spettatore ad una vostra gara.
Ah dimenticavo.... il perchè del titolo. Avendo concluso per il secondo anno consecutivo il trittico composto da IM Switzerland,Powerman Zofingen, Bodensee Tri-Challenge posso aspirare a questo riconoscimento o non me lo merito?
Per qualsiasi commento ricordo a tutti che nel mio profilo potrete usufruire del mio indirizzo di posta elettronica . Sottolineo che il mio è un blog democratico dove ognuno può esprimere anche il suo disappunto circa i miei scritti o le mie ideologie sportive.
Alla prossima

domenica 3 settembre 2006

Podio Sprint Bergamo


Ringrazio l'amico Max per avermi inviato la foto.

Spettatore : c'est plus facile....

Questa domenica mi sono recato presso la piscina Italcementi di Bergamo per assistere allo sprint con MTB organizzato dall'amico nonchè presidentissimo della società Triathlon Bergamo Walter Bonazzi e ovviamente per incontrare il solito numeroso gruppo d'amici che prendevano parte a questa meravigliosa competizione. Il tracciato ciclistico e podistico faceva apprezzare ai concorrenti la stupenda città alta del capoluogo orobico sottoponendoli nel contempo ad uno sforzo fisico degno di nota per vincere le numorose ascese affrontate durante il percorso di gara.
Appena giunto in prossimità della piscina incontro l'amico Max Malano il quale si è sorbito un bel viaggetto dalla provincia di Torino ma che grazie ad un'ottima prova riuscirà ad ottenere un significativo 5° posto. La presenza del forte Luca Bonazzi non dava scampo agli altri partecipanti già consapevoli prima della partenza di lottare per i gradini più bassi del podio. Quindi come da pronostico la vittoria era ad appannaggio del sopraccitato Luca mentre i mitici Annovazzi e Bruletti ,compagni del sottoscritto in diversi Ironman, si sono piazzati rispettivamente secondo e terzo. Un grosso complimenti ! a loro atleti completi capaci di promeggiare in tutte le distanze della triplice. E' stato come al solito un enorme piacere rivedere tanti atleti come il grande di nome e di fatto Luca Lamperti accompagnatore della bella e simpaticissima vincitrice Cristina una peperina che farà sicuramente strada in questa disciplina. Devo sempre ringraziare gli amici che incontro in queste occasioni perchè dimostrano grande stima e cordialità nei miei confronti e spero che questa sana amicizia possa rimanere inalterata nel tempo.
Lo speaker della manifestazione ed amico di "pizzate" Giambattista Rota si è disimpegnato alla grande in questo suo nuovo compito per cui non mi sono sentito in dovere di coadiuvarlo per non rovinare il suo prezioso lavoro. Rivedere anche il Giorgio Mandelli Iroman finisher d'antan combattere ancora con il suo spirito da vero amante della specialità penso sia il positivo insegnamento trasmesso da questi personaggi a coloro che s'apprestano a condividere l'emozioni donateci dal nostro sport.
Ringrazio inoltre per il piacevole pomeriggio trascorso insieme anche Raffaele e la vulcanica fidanzata accompagnata da Susanna futura triatleta venuta a visionare di persona una prova di triathlon.
Alla prossima