mercoledì 29 settembre 2010

La sesta ma non di certo una .....siesta !

Ecco la foto portafortuna con Matteo

foto De Giorgi
veleggiando in maratona :-)

L'antipasto ed il caffè anzi "l'ammazza caffè" del mio consueto menu sportivo multidisciplinare sono purtroppo i più severi sotto l'aspetto fisico in quanto, oltre ad essere particolarmente impegnativi già di per sè, arrivo all'appuntamento prefissato o troppo poco preparato o scarico e usurato.
A inizio stagione l' IM Lanzarote, dove la frettolosa preparazione sui pedali  e quindi la mancanza di km. accumulati rendono la seconda frazione una guerra psicologica nei confronti dell'immancabile crisi .
Alla fine l' Elbaman col suo snervante percorso ciclistico che ti cucina per bene al terzo passaggio e quando raggiungi l'agoniata quota dei 375 mt di Marciana t'appare la Madonna come in una visione celestiale....
Dopo il Powerman e l'incidente di percorso nel trail del Mottarone, dove ahimè causa lo sfregamento di un calzino m'ero prodotto una fastidiosa piaga al mignolo del piede sinistro, avevo staccato la spina ed ero particolarmente demotivato.
Due i principali motivi : l'aver nuotato dopo Klagenfurt per non più di 2 km consecutivamente ossia la metà della frazione natatoria prevista in un IM e l'altimetria dei 180 km sulle due ruote conscio che nella terza tornata avrei pagato pegno per l'inevitabile stanchezza e la scarsa dimestichezza nei confronti della salita.
A mio favore giusto annoverare l'esperienza e conoscenza della prova, fattori rilevanti se si è consapevoli di non essere attori protagonisti ma semplici comparse con l'intento di concludere una gara da rispettare a prescindere.
Osare troppo e con le pile scariche sarebbe un comportamento alla Tafazzi con la risultante di trovarsi a soffrire molto prima del dovuto.
Chi è il mio fido alleato in questo breve e succulento fine settimana? Il  tenebroso e posato Luca al suo vero esordio sulla distanza ma ottimamente preparato e galvanizzato dal poter pedalare all'interno di un tracciato a lui molto congeniale considerando il suo dichiarato amore per la strada quando sale.... Sua fida alleata la nuova bicicletta, un pezzo d'alta gamma che, ne sono certo, gli darà tante soddisfazioni in futuro.
Partenza il sabato mattina ed ovviamente mi è spiaciuto non essere presente al tradizionale pasta party svoltosi il venerdì sera,durante il quale posso incontrare amici che ritrovo solo in questa occasione perchè di norma gareggio oltre confine. Come può testimoniare il buon Luca la giornata di sabato è stata un continuo fermarsi ad abbracciare e salutare persone conosciute e mi son scusato con lui per il disturbo e la pazienza avuta nei miei riguardi :-)
La pioggia battente della partenza si è trasformata cammin facendo in un sole splendido associato ad una temperatura mite ed al nostro arrivo a Piombino incontriamo diversi partecipanti alla gara pronti a salpare per Portoferraio. Particolarmente sofferto, per quanto mi riguarda, il viaggio in traghetto e ringrazio sentitamente il mare tutt'altro che calmo :-(
Finalmente nel primo pomeriggio arriviamo a destinazione e considerando il poco tempo a nostra disposizione ci preoccupiamo innanzittutto di ritirare il pacco gara, fare un piccolo spuntino ed un giro in spiaggia dove rivedo ed abbraccio Mauro e la sua adorata Orny, la Monica che m'informa dell'arrivo del Mazzo. Come faccio a resistere alla tentazione di un bel cono alla "Zero Gradi" ?
E mentre c'incamminiamo in direzione gelateria ecco spuntare quel patacca del Mazzo che decide di sbaffarsi un gelatino pure lui mentre inutili sono risultati i tentativi di convincere il "talebano" Luca che cadrà in tentazione sul finire della cena dopo il mio picconamento psicologico ;-)
Ritornati in camera urge un breve pisolino ristoratore, il quale ha su di me un effetto devastante perchè appena mi alzo dal letto sono intontito e mi sveglio solo al bike check-in allorchè, come nella passata edizione, scatto una foto scaramantica con l'amico Matteo Annovazzi molto determinato a rimanere sul trono di Campione Italiano conquistato l'anno scorso.
E' tempo di far ritorno in camera per dare un'occhiata alle sacche da posizionare nelle transizioni e verificare ci sia tutto il necessario al loro intorno poi mi sdraio nuovamente sul letto e la stanchezza mi fa ripiombare in trance. Scendiamo per cena e come prediligo la sera della vigilia di un IM desidererei cenare presto ma il servizio è lento e le porzioni dei primi piatti ridotte,nonostante Luca abbia sottolineato abbondanti al cameriere :-(
Dopo un risotto ai profumi di mare direi appena appena decente ed una spigola decorosa ecco che l'occhio casca sul buffet dove in bella mostra appare in tutta la sua bellezza una crostata ripiena di frutta e crema. Qui scatta l'attacco psicologico a Luca , il quale dopo pasta al pomodoro e spigola cede alla tentazione e mi segue nel bis di torta. Dice d'esser pieno,quindi accetta di buon grado una passeggiata per un caffè in centro paese e mentre percorriamo la via principale di Marina di Campo vediamo sullo sfondo l'arco d'arrivo, e la mente corre al giorno seguente, al coronamento del sogno d'ognuno di noi partecipanti, ossia quello di transitarlo possibilmente senza aver sofferto oltre il dovuto ;-)
Facciamo rientro in hotel e in un batter d'occhio la stanchezza prende il sopravvento spedendomi tra le braccia di Morfeo, ma la sveglia è inflessibile ed alle 4,05 ci rammenta che i sogni devono lasciar spazio alla dura realtà e si cerca di non meditare troppo su cosa c'attende fra poche ore.
Tre barrette veicolate nello stomaco con l'ausilio di un'acqua naturale d'annata e la colazione come direbbero gli elbani "lè bell'è fatta" :-)
Mi distendo sul letto, noto Luca particolarmente agitato che cerca di stemperare la tensione leggendo un libro e facendo stretching e vorrei tanto riaddormentarmi e risvegliarmi il giorno dopo....Caro Ame devi levare le chiappe dal materasso perchè è giunta l'ora di recarsi in zona cambio! Solito tran tran pre gara coi saluti ,i rituali in bocca al lupo, i volti degli atleti tesi, la vestizione con la tanto adorata muta che oltre a riscaldarci dall'umidità dell'aria mi permetterà di galleggiare più marcatamente durante la mia lunga agonia natatoria....
Tempo scaduto ore 7 si parte, camminiamo sino a quando l'acqua lo permette ,quindi ci s'immerge nello splendido mare elbano e sin dalle prime battute un'onda trasversale mi reca un'enorme fastidio nel primo segmento mentre nel secondo lato è a nostro favore. Il primo giro come da programma non mi crea grossi grattacapi poi l'assenza d'allenamento sulla distanza mi costringe a rallentare e l'uscita dall'acqua è come sempre traumatica in quanto barcollante e spossato. La seconda portata del menu è la più pesante da digerire ma "consumata" all'interno di uno scenario naturalistico da far invidia a qualunque altra competizione sportiva. Qui comanda madre natura, l'orografia di quest'isola è studiata per far ammattire le fibre muscolari delle gambe di noi poveri avventurieri della triplice disciplina :-)
Il cambio della mia bicicletta non ne vuol sapere di far giudizio e quando raggiungo gli amici è divertente fare qualche risata sintanto che le forze me lo permettono perchè giunto al terzo ed ultimo giro i quadricipiti entrano in sciopero e chiedono una diminuzione della fatica. Li accontento e per tenermeli buoni durante la maratona finale inserisco il 25 in salita e nei tratti in falsopiano, pochi per la verità , pedalo in agilità.
Alleluia ,l'ultimo ostacolo rappresentato dallo strappetto appena usciti dall'abitato di Procchio è stato domato affiancato dalla simpatica Silvia ed ora non mi rimane che mettermi tranquillo e scendere in direzione Marina di Campo dove ad attendermi vi sarà una deliziosa maratona per concludere degnamente un'estenuante ma al tempo stesso gratificante giornata sportiva. Parto coi soliti dubbi ,concernenti lo stato di salute e la tenuta delle gambe devastate dopo una frazione in bici molto dispendiosa a livello muscolare, quindi prudenzialmente non commetto l'errore d'assecondare le gambe le quali vorrebbero spingere di più portandomi alla perdizione fisica. Sono impaurito ed aspetto il calo fisico della seconda parte di gara ma il morale è alto in virtù del caloroso sostegno da parte degli amici presenti nel doppio passaggio sul lungomare.M'infastidisce il vento contrario nel lungo rettifilo prima del 5°km ma è comunque piacevole incrociare il duo composto da Fabio e Roberto i quali mi prendono amichevolmente per i fondelli :-)
Ma quanto son lunghi questi cinque giri sembrano non finire mai ! ma soprattutto a darmi noia è una fastidiosa vescica formatasi sotto la pianta del piede e non vorrei essere costretto a rallentare o addirittura camminare per quest'ultima, considerando il discreto ritmo che riesco a tenere.
La meta è dietro l'angolo desidero godermi l'ultimo km , che si sviluppa parallelamente alla spiaggia, vedo e sento gli amici congratularsi con me, e come accade in codesti frangenti ti sembra tutto surreale tanto è appagante la sensazione provata. Eccoci arrivati alla doppia svolta a destra che mi conduce sul tappeto azzurro fedele compagno sino all'arrivo dove posso scaricare tutta la mia gioia. La graziosa Deborah mi mette la medaglia al collo ed insieme all'altra amica Lorenza, finisher nel 70.3, mi fanno una gran festa cosa alquanto gradita. Grazie di cuore per il sincero affetto dimostrato nei miei confronti mia care donzelle :-) Luca, arrivato poco più di dieci minuti prima del sottoscritto, mi racconta d'esser stato vittima d'una puntura da parte di un calabrone durante la frazione ciclistica e dovrà recarsi dai medici per le cure del caso. Dopo cena ritorniamo nei pressi del traguardo dove assisto all'arrivo dell'amico Cabbi poi Luca lancia l'idea di un megagelato con panna montata sopra e lo divoro in men che non si dica :-D
Come in tutte le favole dopo il lieto fine si volta pagina e si ritorna coi piedi per terra pronti a ripiombare nella quotidianità. Grazie a Luca per aver condiviso con me quest'ennesima iron-esperienza  ed un caloroso abbraccio a tutti coloro i quali mi han dimostrato sincera amicizia.
Complimenti vivissimi a Matteo Annovazzi ed a Maria Alfonsa Sella riconfermatisi Campioni italiani sulla distanza Ironman, titolo che non verrà più assegnato in futuro per scelte federali.

God bless you !!!

martedì 7 settembre 2010

La nona è stata una sinfonia, la dedica assai speciale....

 
  
Antonio, Andrea , Ame , Michele
Ame assonnato col vispo Andrea :-) 
è fatta !!!

... e non me ne voglia il celebre Beethoven ma tutto è filato per il verso giusto..
L'approccio col classico appuntamento d'inizio settembre in quel di Zofingen per il rinomato Powerman non è stato dei migliori in quanto dopo l'IM Austria non avevo disputato altre gare e privilegiando l'allenamento in gara ero molto timoroso riguardo la mia tenuta in una competizione così impegnativa.
Fedele alla mia filosofia d'accettare il verdetto del campo mi son armato di tanto coraggio e dell'esperienza maturata nelle precedenti partecipazioni a questo duathlon, per qualcuno demodè ma che riveste per il sottoscritto un fascino inalterato.
Il Powerman Zofingen incarna la massima espressione della duplice disciplina e ne rimane la più prestigiosa kermesse esistente sul pianeta. Purtroppo la mancanza di un elevato budget a disposizione degli organizzatori svizzeri comporta l'impossibilità d'assistere alle elettrizzanti sfide del passato tra duatleti e triatleti di grido ma per noi age group rimane un mito.
Il programma del sottoscritto prevede, così come per gli anni passati,la partenza il sabato mattina ed il ritorno "at home" subito dopo la gara. Il meteo, nemico giurato del Powerman per diverse edizioni, quest'anno sarà dalla nostra parte ed infatti l'abbigliamento da indossare durante la prova non prevederà k-way di nessun tipo :-)
Il viaggio d'andata mi riserva una doppia coda prima dell'ingresso nel noioso tunnel del San Gottardo e tanta pazienza per rispettare i limiti di velocità presenti sull'autostrade svizzere.Non sono il tipo che corre in auto ma in certi casi si cade nel ridicolo :-O
Poco dopo le 12.30 eccomi suonare alla porta del Gasthof  Linde a Muhletal frazione di Zofingen situata in posizione più elevata rispetto al centro cittadino. Mi ritrovo nella solita camera che utilizzerò esclusivamente per dormire poi il resto della giornata la trascorrerò ritirando il pacco gara e cercando di trovare qualche volto amico per vincere la noia della vigilia.
Per fortuna terminato il briefing in inglese esco dalla sala ed incrocio l'amico Andrea Puerini con la moglie Claudia una coppia simpaticissima con la quale è un piacere scherzare e passeggiare per il nucleo storico di Zofingen dominato dalla piazza dove è possibile ammirare la celebre fontana e l'antico municipio. Classica sosta in un panificio-pasticceria dove non posso esimermi dal soddisfare la mia voglia di dolci e consumare due deliziose paste ;-)
Purtroppo Andrea e consorte non saranno presenti al pasta party della sera quindi ci salutiamo dandoci appuntamento per il giorno dopo. Nella piccola salita che conduce dalla Staadtsal , l'edificio dove hanno luogo le principali attività inerenti la competizione, alla zona cambio faccio amicizia con due atleti livornesi Michele ed Antonio accompagnati dalle relative mogli.
Mi chiedono se ho già partecipato alla gara e poi giustamente vengo subissato di domande riguardanti le difficoltà delle singole frazioni.
Spiego loro i punti situati all'interno del circuito ciclistico ove è necesario prestare particolare attenzione per la presenza di curve a 90° posizionate al termine delle due discese più lunghe.
Particolarmente spassosa l'involontaria "gag" originatasi allorché Michele mi confida d'aver trovato in internet un resoconto ben scritto riguardante il Powerman Zofingen, sale sul camper prende i fogli stampati me li porge e m'accorgo che l'autore sono io :-D
Son quasi le 18 e sebbene stia ancora digerendo il pranzo e la merenda mi dirigo alla volta del pasta party durante il quale stringo amicizia col quartetto dell' Atletica Lambro capitanato dall'esperto Vittorio,Michele , Fabio col quale ho già condiviso gare podistiche e Gerardo. Sono tutti accompagnati dalle loro consorti desiderose di sostenerli a gran voce nei momenti in cui potranno osservarli da vicino :-)
Il carbo load pre gara è un rito irrinunciabile quindi, anche se la pasta non è proprio al dente, si cerca di stipare una buona dose di glicogeno nei nostri muscoli per prevenire cali ipoglicemi il giorno seguente :-)
Dopo un balletto ed una dimostrazione di bravura di due bikers la truppa lombarda alza i glutei dalle cadreghe (sedie in idioma lombardo..), lascia la sala e si dirige nella Old Zofingen per favorire la digestione dell'abbondante cena con una piacevole passeggiata.
Foto di gruppo alla fontana di cui sopra e poi tutti a nanna perchè la giornata è stata movimentata e la  stanchezza affiora.
Notte tranquilla e quando alle 6.15 la sveglia suona, il desiderio di non ascoltarla vorrebbe aver la meglio sull'impegno sportivo da onorare ma anche stavolta ci si fa forza e si parte verso l'Arena di Zofingen.
Qui c'aspetta, come sono solito definirla, un'altra lunga e faticosa giornata di sport accompagnato da tanti amici accumunati dalla stessa passione. In compagnia d'Andrea,dei 4 moschettieri milanesi ed i due livornesi ci rifugiamo negli spogliatoi adiacenti alla zona cambio perchè l'aria è particolarmente umida, ma ci conforta la comparsa del gradito sole grazie al quale potremo usufruire di una  temperatura ideale per gareggiare.
Si cerca d'allentare la tensione pre gara con ironiche battute, ma in tutti noi c'è il desiderio di poter transitare sotto lo striscione d'arrivo che ammiriamo al di là della vetrata mentre osserviamo le donne impegnate nella prima frazione podistica.
"Ragazzi è giunta l'ora di fare una corsetta di riscaldamento" dico agli amici e tutto il gruppo sgranchisce le gambe prima di recarsi nei pressi della partenza ed aspettare il colpo di pistola. Un minuto prima dello sparo un amichevole abbraccio con l'amico catalano David poi... "booooom" ed i baldi duatleti affrontano la prima erta di giornata consapevoli che questo è solo l'antipasto del ricco e succulento menu che li attende.
Cerco come sempre di non forzare il ritmo ma la strada sale vertiginosamente sin dal primo km. e mi risulta impossibile non faticare !!
Conosco bene il percorso quindi al solo pensiero che devo rifare codesta salita mi vien la nausea ed infatti al secondo passaggio la maledico.
Sfrutto la seconda parte del circuito per recuperare e presentarmi al primo cambio con le gambe non troppo imballate.
Ora viene il bello ed il mio intento è quello di passare indenne il secondo dei tre giri per non arrancare sulle salite dell'ultimo cosa che avverrà puntualmente causa assenza d'allenamento sulle due ruote.
Sapevo di non poter sfruttare il 25 presente sul mio pacco pignoni e confidavo bastasse il 23 ma col senno di poi rimpiango la sua assenza :-(
Raggiungere per la terza volta il Bodenberg si è rivelato difficoltoso ma ero psicologicamente preparato ed il mio unico pensiero a questo punto è stato quello di non dilaniare i quadricipiti oltre misura.
"Su Ame è l'ultimo giro fai girare le gambe non stancarti perchè altrimenti dovrai camminare più del previsto nell'ultima frazione !"
Finalmente raggiungo il vialetto che mi condurrà all'ingresso della zona cambio per la seconda transizione ed il morale sale, nonostante sia a conoscenza della durezza dei 30 km di corsa che m'attendono. Così come nelle precedenti apparizioni ripartire di corsa e non aver il tempo di sciogliere le gambe, costretto ad affrontare subito tratti in salita, mi ha procurato parecchio disagio. Mi sembrava d'essere un podista impacciato che mette le scarpe ai piedi ed affronta la sua prima uscita di corsa :-O
Vorrei poter correre seppur a ritmi da bradipo la prima ascesa nel bosco ma poco dopo metà della stessa decido sia più utile camminare, perchè la velocità di percorrenza non varia di molto ed i quadricipiti urgono un po' di relax....
Correre nell'altipiano sopra Zofingen mi ha sempre trasmesso una sensazione positiva per il contesto naturale lontano dalle classiche e noiose frazioni corse sull'asfalto. Il primo giro scorre abbastanza rapidamente, incrocio gli amici, scambiamo rapide battute ma son contento di vederli tutti in ottimo stato. Emozionante passare all'interno dell'Arena accolti dal sostegno e dal tifo del pubblico ma ahimè siamo solo a metà e mentre rivedo la salita nel bosco metto il cuore in pace e la cammino quasi totalmente. Le passeggiate sui malefici strappetti disseminati qua e là diventano sempre più frequenti ma eran già incluse nel menu quindi poco male, in alto i cuori Ame la fine è dietro l'angolo ;-)
Lunga camminata a poco meno di 5 km dal Paradiso ed una breve ai meno 3 dove vengo raggiunto da un amico spagnolo, forte podista,il quale m'incita a seguirlo cosa improbabile considerando l'andatura a cui viaggia di gran lunga superiore alla mia. Sorrido dandogli una pacca sulla spalla e proseguo col mio ritmo leggermente aumentato perchè ormai la strada scende e da qui sino al traguardo godo come non mai perchè assaporo d'avercela fatta. Termina la discesa che mi proietta fuori dal bosco da dove inizia il tratto asfaltato e già da questo istante inizio a sorridere ma la gioia raggiunge il top mentre percorro il perimetro dell'Arena applaudito dagli astanti. Alzo le braccia al cielo perchè come cita lo slogan del Powerman Zofingen.....sono sopravvissuto.
Desidero mandare un caloroso abbraccio e complimentarmi con tutti gli amici coi quali ho condiviso questo breve fine settimana.
Come qualche anno or sono in occasione della prematura scomparsa dell'amico Celestino Beretta, al quale dedicai l'IM corso al Bodensee, non potendo partecipare all'happening a lui dedicato nel mio piccolo desidero dedicargli questa mia prova.

God bless you Cele !!!

lunedì 26 luglio 2010

Extreme....mamente dura !

 foto Denise Quintieri
Applicando la famosa legge del contrappasso e fedele al mio motto "le salite si fanno in gara perchè se le faccio anche in allenamento mi tocca farle due volte" mi sono autopunito iscrivendomi la scorsa settimana, tramite l'incaricato dei Runners Bergamo, all'impegnativa 100 km Rimini Extreme :-)
Entrando nel sito del Golden Club Rimini, società organizzatrice dell'evento, sono rimasto particolarmente impressionato nell'osservare l'altimetria del percorso simile ad un elettrocardiogramma sotto sforzo, ma ormai l'iscrizione era fatta quindi forza e coraggio mio caro Ame......
La cosa che mi ha incuriosito e spinto a provare questa nuova esperienza sportiva è l'orario di partenza della suddetta prova, ossia le 22. Mai prima d'ora avevo corso in notturna e mi stuzzicava assai l'idea di conoscere le reazioni del corpo sollecitato ad orari a lui poco congeniali per correre.
Considerato il periodo estivo e la migrazione degli amanti della tintarella verso le località adriatiche, me la son presa comoda sabato mattina ed alle 11.30 son partito alla volta di Rimini ad andatura tranquilla pianificando un paio di soste utili a rendere meno stancante il viaggio. Il clima non era afoso come nei giorni precedenti ed infatti raggiunto il borgo di San Giuliano Mare e poi la relativa nuova darsena, ritrovo della gara , avvertivo il caldo estivo ma mitigato da una leggera brezza.
In ogni caso considerato lo sforzo da compiere poche ore dopo, mi son concesso solo una visita al borgo antico dove si possono ammirare abitazioni impreziosite da murales ed il Ponte di Tiberio datato primo secolo dopo Cristo. Da dimenticare la sosta in un bar per bere un disgustoso caffè solo assaggiato e poi lasciato nella tazzina per evitare il più che probabile lamento dello stomaco :-)
Per ammirare il mare e le spiaggie suddivise nei famosi bagni prendo l'auto e mi reco nella vicina Viserbella dove ceno con un bel cassone ripieno di pollo e verdure, poi mi sdraio su una panchina all'ombra coccolato da una leggera brezza.
Se non ci fosse stata la sgambatina prevista penso mi sarei addormentato, però il dovere chiama per cui alzo le chiappe e faccio ritorno alla darsena dove provvedo a cambiarmi d'abito. La partenza avverrà alle 22 dall'Arco d'Augusto ma alle 21.15 ,sia i partecipanti della 100km che quelli della maratona riuniti in un lungo corteo con tanto di fiaccole , dovranno passeggiare circa tre km per raggiungerlo.
Al via la temperatura sembrerebbe ideale poi una volta usciti dalla città avverto una fastidiosa umidità, sudo parecchio ma la cosa non mi preoccupa più di tanto in quanto la strada comincerà ben presto a salire per raggiungere le colline romagnole ed il clima si rinfrescherà.
A soffrire a quel punto saranno solo i quadricipiti i quali, notando la difficoltà d'avanzamento, percepiranno le pendenze per arrivare a Montescudo o al Monte Cerignone. Riesco a trovare un gruppo d'atleti composto per la maggior parte da partecipanti alla maratona , contraddistinti dal numero di pettorale color rosso a differenza del mio color nero, e m'aggrego. Tra questi anche un paio di "centisti " ed uno di loro, Andrea ,s'avvicina e scambiamo due chiacchiere accordandoci per filare di pari passo. Causa impellenti ed improrogabili necessità fisiologiche del mio compare perdiamo contatto col resto della comitiva e d'ora in avanti solo la luna piena c'accompagnerà.
A mio modesto parere ritengo salutare per la mente non poter vedere la durezza delle salite d'affrontare, perchè corro senza troppo arrovellarmi il cervello, concentrandomi sul mio passo e cercando di non andare troppo in affanno perchè conscio che il cammino sarà lungo e faticoso. In salita detto il passo mentre in discesa Andrea, più alto e pesante del sottoscritto mi stacca con facilità ed accompagnamo nelle fasi finali l'amica Lorena Di Vito vincitrice a mani basse della maratona femminile.
Qui prosegue la salita e sino al punto più alto della corsa,l'ipotetico gran premio della montagna, posso ancora usufruire della compagnia d'Andrea il quale, com'era logico prevedere, m'abbandona appena iniziamo la lunga ed a tratti ripida discesa verso San Leo.
La desuetudine nell'affrontare discese mi crea dolori alle rotule in particolar modo quella sinistra e non posso godermi come si deve lo splendido scenario offerto dalla Rocca di San Leo illuminata cosi come la Repubblica di San Marino .
Pittoresco ma al contempo disarmante osservare l'inadeguatezza e la disorganizzazione della maggior parte dei ristori dove trovo l'inutile mortadella e bicchieri vuoti che mi riempio velocemente con le bevande :-O
Meglio stendere un velo pietoso riguardo l'approssimazione nell'indicare il percorso da seguire e non di rado ho corso il rischio di sbagliar strada cosa successa a qualche sfortunato atleta :-(
Sembrerà paradossale ma il continuo scendere mi fa preferire, in questa fase della gara, qualche piccola ascesa perchè non avverto il dolore alla rotula sinistra sempre presente e fastidioso.
Ultima faticosa erta per risalire a Ponte Verucchio ma è la successiva discesa ad infastidirmi notevolmente poi, dopo un breve tratto in pianura, s'abbandona l'asfalto e si percorre quasi sino al traguardo un lungo sentiero sterrato dove rischio di perdermi vedendo all'ultimo momento una freccia che m'indicava di svoltare a sinistra.
Non oso immaginare la rabbia se avessi imboccato l'errata via !!!!
L'energie mentali al pari della forza per combattere il desiderio di camminare sono al lumicino, mi pongo l'obiettivo di raggiungere il ristoro e camminare per dar sollievo alle mie ginocchia. Ogni metro percorso mi sembra lungo il doppio, ma finalmente da una strada secondaria raggiungo la via principale dove un motociclista dell'organizzazione m'indica la retta via da seguire per raggiungere il traguardo.
Ultima rotonda e poi il lungo vialone che conduce alla nuova darsena, stringo i pugni dalla contentezza, una liberazione ma al tempo stesso una gioia infinita ,la certezza d'avercela fatta anche stavolta. Il solito sorriso poco prima di tagliare il traguardo non può mancare sul mio viso :-)
Faccio fatica a camminare, le mie rotule vorrebbero lapidarmi ed una volta ritirata la borsa in auto mi godo una doccia ristoratrice che ha l'effetto di risvegliarmi e di ridarmi un po' di vivacità.
Bravo Ame l'hai sognato durante la tua fatica ora goditi un bel bombolone alla crema accompagnato da un cappuccino sempre a Viserbella beach ;-)
Segue riposino in spiaggia con annessa scottatura ed un salto alla darsena per le premiazioni, ma giunto sul posto m'accorgo che hanno già premiato gli uomini e stanno immortalando con foto ricordo le prime dieci donne. Lo speaker chiede alle donzelle se posso inserirmi anch'io nella foto in quanto assente alla premiazione degli ometti e loro acconsentono facendomi sentire beato tra le donne :-)
A parte l'organizzazione deficitaria, della prova mi rimarrà per sempre un indelebile ricordo soprattutto il correre per lunghi tratti solo con me stesso ed i miei pensieri , accompagnato dalla luna piena, dal rumore dei miei passi ed ahimè dal dolore fisico.
Ma si sa tutto quanto fa parte del gioco.....

God bless you !!!

giovedì 8 luglio 2010

Non dire quattro se non ce l'hai nel....

                                                                   bel mosaico in centro città
 il biscotto che ti mettono al collo a fine gara oltre alla medaglia ma preferisco il primo :-)

 come si dissacra una Campionessa come la Edith e Filippo finge d'esser serio :-)

                                 un bel terzetto di pirla sorridenti Ame , Monto e Luca GT

....sacco :-)
Non saprei da dove cominciare a raccontare la girandola di sensazioni vissute nel lungo ed afoso fine settimana appena trascorso e ,come sono solito fare, direi di presentare la truppa con la quale ho condiviso l'evento sportivo al quale facevo riferimento nel mio ultimo post ,ovverosia l' IM Austria.
Alla guida della sua Audi, con a fianco il sottoscritto, l'Avvocato Filippo Ciaccia alla sua seconda esperienza sulla distanza ,personaggio pittoresco che ritroveremo spesso durante il resoconto.
Gli altri due equipaggi erano formati dal mio ex Beg Andrea "Monto" Montonati che ritornava in quel di Klagenfurt per migliorare la prestazione della passata edizione, Luca "GT" Gallitognotta, Gianpiero e Paolo. Quest'ultimo dopo una sostanziosa gavetta nei cosiddetti 70.3 o half IM si presentava determinato a fare il grande salto.
Classico ritrovo ad uno degli innumerevoli Autogrill presenti in autostrada, colazione e poi tutti quanti in auto per raggiungere la verde e soleggiata Carinzia la quale c'accoglie con un clima tipicamente tropicale condito da un elevato tasso d'umidità.
La prima sorpresona di giornata è constatare come un hotel a 4 stelle non abbia vergognosamente l'aria condizionata in camera e tale mancanza "condizionerà" il nostro sonno ,in quanto dormire in siffatte condizioni climatiche ,seppur con la finestra aperta, è stato proibitivo...
Per evitare la ressa del sabato mattina passiamo all' Expo, allestito come ogni anno vicino al Lago Worthersee , per il ritiro del pacco gara e curiosare negli stand, vivamente sconsigliati ai cattivi utlizzatori della carta di credito pena il salasso economico :-))))
La stanchezza ,per la sveglia all'alba ed il lungo trasferimento, comincia ad affiorare quindi di comune accordo decidiamo sia giunta l'ora di tornare in hotel per rilassare le stanche membra e ritrovarci per la cena.
Fortunatamente la "Trattoria Siciliana" dove abitualmente mi reco ogni anno è situata a circa 200 metri dall'hotel quindi il battaglione affamato si siede e non si fa pregare per consumare velocemente un bel prino ed una mezza pizza. Ma non posso esimermi ,ottenendo l'approvazione degli amici , di passare a gustare l'ottimo gelato confezionato dalla Gelateria Arcobaleno gestita da italiani.
Da buon intenditore di stress pre IM noto, dai comportamenti e dalle continue considerazioni riguardanti gli accorgimenti d'adottare in gara, come il fido Filippo seguito a ruota dall'esordiente Paolo , dal Monto e per finire col GT siano "leggermente" tesi .
Finalmente il meritato riposo dopo una giornata movimentata e tale sarà la nottata per il gran caldo avvertito tanto che al risveglio la mattina seguente non potrò sentirmi fresco come una rosa.....
La vigilia di un IM ,dedicata principalmente al tradizionale bike check-in del pomeriggio, è noia allo stato puro in quanto si cerca di non disperdere inutili energie fisiche e nervose indi per cui mi prendo sottobraccio Filippo portandolo a fare una passeggiata nel centro storico di Klagenfurt.
L'abbondante colazione del mattino ci consiglia di consumare un frugale pasto con un banale panino e poi di dirigerci verso la zona cambio per depositare, all'interno della stessa, la bici e le sacche per le due transizioni.
Espletate le formalità pre gara come previsto ho l'onore ed il piacere di riabbracciare la mitica Edith Niderfriniger fresca vincitrice dell'oro a squadre all'europeo sulla lunga distanza e Campionessa non solo sportiva ma soprattutto di semplicità!
Incontro all'Expo anche l'amico Marco "Mavergat" Gatti e la sua amabile ragazza Emanuela i quali si uniranno a noi per la cena della vigilia assai importante per completare il carbo load e rifornire di glicogeno i nostri amati muscoli ;-) Folcloristico incontrare in albergo atleti provenienti da paesi stranieri situati piuttosto lontani dalla Carinzia e scambiare qualche divertente battuta con loro. Breve camminata in Neuer Platz dominata dal Drago simbolo della città e dalla statua di Maria Teresa d'Austria movimentata da un megaschermo dove vengono proiettate le partite del mondiale di calcio "innaffiate" da parecchi litri di birra che aiutano a surriscaldare l'ambiente.
Adoro questa città, ordinata, a misura d'uomo ,dove non vi è caos e si respira un'atmosfera tale da rilassarti e farti sentire a tuo agio ma la sera prima di una prova estenuante come può esserlo un IM la mente è concentrata solo ed unicamente su di esso.
A nanna ragazzi , la sveglia dell'orologio il giorno dopo suonerà fastidiosamente alle 3,45 ed il desiderio di rimanere in branda assai elevato ma anche stavolta ci si fa coraggio e si scende a far colazione. Ore 5.05 si parte per lasciare al parcheggio del Minimundus l'auto e poi, sacca in mano, si percorre la strada che conduce in zona cambio dove rivedo Carlo Pupeschi ed insieme gonfiamo le ruote delle biciclette, operazione che a rigor di logica dovrebbe eseguire anche Filippo. Quest'ultimo è agitato, indeciso sul da farsi perchè timoroso di bucare quindi lo tranquillizzo e gli dico di lasciar tutto come è.
Contrariamente all'anno scorso non abbiamo la possibilità di cambiarci ed indossare la muta allo Strandbad ,ossia i bagni che danno sul lago da dove avverrà la partenza, ma si dovrà depositare in un tendone la sacca contenente l'abbigliamento indossato da ritirare al termine della prova. Certo che a volte si rendono complicate anche le cose più semplici......
Manca un quarto d'ora al via, ci si trasforma in tanti "pinguini" indossando la muta in neoprene ed avverto un indesiderato senso di calore perchè la temperatura dell'aria malgrado sia mattina presto è già elevata. Si scherza per stemperare la tensione m'abbraccio col gemello Mirco molto concentrato poi lo speaker c'avvisa che non c'è più tempo per parlare quindi al colpo di pistola la miriade di pinguini ,anzi di bisonti imbazzarriti ,aggredisce il lago Worthersee e lo increspa mulinando vorticosamente le braccia. Avessi in questi frangenti una doppietta credo farei una strage innervosito dalla brutalità d'alcuni atleti che si fan largo senza un minimo di correttezza. Difficile per un pessimo nuotatore come il sottoscritto districarsi senza andare nel panico, ma mi sforzo di rimanere tranquillo cercando un buco dove infilarmi quando sono nel mucchio. Il tempo sembra non passare mai in acqua ed interminabile è il canale dove si percorreranno gli ultimi 800 metri per poi risalire sulla terra ferma che io considero alla stregua di una terra promessa. "Anche stavolta è fatta Ame, ora inizia la tua gara! " quindi, intontito dalla fastidiosa sguazzata, mi reco a prendere la sacca con gli indumenti per la frazione ciclistica e mi cambio tranquillamente. Già lo so cosa m'aspetta , vale a dire una serie infinita di sorpassi e l'unico concorrente che mi segue passo passo per tutto il primo giro è un certo Wolfang.
Raggiungo Filippo e lo vedo sereno cosi come gli altri amici . Preoccupato per l'eventuale calo fisico preventivato ,considerando le gare concluse nell'ultimo periodo, tengo un'andatura impegnativa ma con un buon margine ed al secondo passaggio sull'erta che porta a Rupertiberg affianco il Monto ed entrambi siamo contrariati perchè inizia a piovere ed il cielo minaccia un temporale di quelli tosti :-(
Et voilà! appena inizia la discesa si scatena il finimondo con un acquazzone misto a grandine e vento con un repentino abbassamento della temperatura cosa che mi procura brividi ovunque.
Azzardo una simulazione di frenata ma come temo le ruote in carbonio non rispondono positivamente alla mia azione ed il terrore di cadere sale a livello esponenziale costringendomi a ridurre drasticamente la velocità. Ma questi impavidi tedesconi che mi sorpassano a velocità doppia non hanno un briciolo di paura ? sono solo io il cagasotto?
Non mi lascio condizionare dall'incoscienza altrui, tiro il freno a mano ed appena raggiungo un tratto in pianura pedalo per riscaldarmi e giunto ad una decina di km dal secondo cambio smette di piovere, percepisco un benefico tepore e giungo alla seconda transizione coi piedi fradici.
Li asciugo, cambio i calzini, mi vesto di tutto punto col mio classico papillon giallo ed un gilet disegnato su una t-shirt ritagliata grossolanamente.
Appena m'immetto sul percorso ,noto l'ilarità suscitata dal mio travestimento e sorrido correndo sin dal principio ad un ritmo piuttosto allegro per coprire velocemente la prima mezza maratona poi il caldo asfissiante, il desiderio di non distruggersi fisicamente oltre il dovuto mi consigliano di scalare una marcia e gestire sapientemente l'energie rimaste.
Incrocio gli amici ,vedo Monto e Gianpiero correre affiancati e sorridenti, Paolo tranquillo e lo stesso dicasi di Filippo quindi tutto sembra procedere per il verso giusto ma nello sport d'endurance non di rado le crisi od i problemi fisici arrivano quando meno te l'aspetti.......
Sul mal di gambe potrei fare un trattato ed a volte preferisco camminare per un breve tratto per rigenerarmi e riprendere a correre. Questo metodo l'utilizzo in occasione dei ristori e sinora si è rivelato efficace per chi come me non ha particolari aspettative a livello cronometrico.
Ultimo passaggio accanto al Drago, un salto per suonare la campana posta prima d'uscire dalla Neuer Platz e non restano che 6 km o poco più all'arrivo quindi mio caro Ame la strada è virtualmente in discesa ;-)
I continui spugnaggi hanno scolorito i miei finti bottoni rossi disegnati sulla t-shirt, m'avvicino all'arrivo aumentando l'andatura incitato dal folto pubblico e sento il profumo della finish line :-)
Dalla stretta strada asfaltata immersa tra due ali di folla svolto a sinistra, sento una persona gridare "bravo Ame" percorro un piccolo tratto sterrato poi giunto all'altezza del primo ristoro tengo la sinistra e sempre supportato a gran voce percorro in progressione il vialone transennato che costeggia il lago. La passerella finale in un clima festoso è un qualcosa d'adrenalico ed ogni partecipante vorrebbe non finisse mai.
Aspetto l'arrivo dei miei compari e la prima persona che incontro è Gianpiero il quale mi comunica della crisi del Monto e di GT cosa che mi rammarica perchè conosco la lunga e meticolosa preparazione alla quale si sono sottoposti quest'ultimi due e meritavano d'ottenere il risultato sperato. Complimenti ad entrambi per la caparbietà dimostrata nel giungere al traguardo nonostante i problemi di natura fisica.
Al ristoro finale mi soffermo un attimo con Mavergat , poi con un raggiante Paolo che ha coronato il suo "IM Dream" e dopo un lungo girovagare riecco il crazy Avv. Filippo che beato e tranquillo aveva già ritirato sacche e bici dalla zona cambio. Ovviamente lo riprendo per comportamento irrispettoso nei confronti del suo guru :-)
Sono rimasto impressionato positivamente dalla mia prestazione in quanto stanco mentalmente dall'aver corso prove impegnative così ravvicinate.
Ringrazio calorosamente in primo luogo il mio compagno di viaggio Filippo spassoso ed ironico al punto giusto e tutti quanti hanno allietato il lungo fine settimana trascorso in Carinzia ossia Monto,GT, Gianpiero,Paolo, Mavergat ed Emanuela la splendida donna che lo "sopporta" e mi ha "supportato" durante la maratona con un gran tifo :-)
God bless you !!!

mercoledì 7 luglio 2010

Son già passati 10 anni...

.....ma il ricordo dell'amico Matteo Rigamonti ,tragicamente scomparso nel luglio del 2000, è ancora vivo ed impresso nella mia mente così come il saluto che ci facemmo mentre ero a bordo vasca in piscina e lui al bar della stessa. Ci divideva una parete di vetro, gli feci un cenno con la mano lui ricambiò sorridendo e poi quando tornai da Roth seppi della triste notizia e stentavo a crederci.
Chissà cosa starai facendo lassù.....

God bless you Matteo !

mercoledì 30 giugno 2010

Ultima tappa.....

......dell' Endurance Tour 4x4 sarà il classico appuntamento d'inizio luglio in occasione dell' IM Austria manifestazione che ho visto nascere e crescere a dismisura direi sin troppo per i miei gusti......
Rimarrò eternamente affascinato dalla bellezza degli scorci panoramici della Carinzia e personalmente molto legato alla città di Klagenfurt ed al Lago Worthersee, ma questo evento ha ormai assunto un'importanza sia di popolarità che a livello di business tali da non attirarmi più come una volta.
Il mio spirito sportivo, scevro da ogni forma di competitività, si ritrova suo agio negli IM da me definiti "caserecci" dove si può respirare un'aria diversa più familiare e meno contaminata dalla mania del risultato.
Sarà comunque un fine settimana divertente, allietato dagli amici che mi accompagneranno nella trasferta austriaca e come di norma seguirà uno spassoso racconto al mio ritorno settimana prossima :-)
Avverto ultimamente una certa stanchezza ,soprattutto a livello mentale, ma confido nell'enorme esperienza accumulata in simili competizioni per cercare d'arrivare sorridente al traguardo. Meglio una marcia in meno ed un sorriso in più ! ;-)

God bless you !!!

lunedì 21 giugno 2010

Emozioni eterne !

                       Premiazione con Sindaco e l'organizzatore Enzo Caporaso
                          Ame & Osso pronti per la partenza quindi ancora sorridenti :-)

Come si possono narrare concentrandoli tutti in un post i sentimenti , gli stati d'animo, l'emozioni vissute in una lunga ed estenuante corsa di 100 km?
Proverò a far del mio meglio e vorrei partire dalla richiesta pervenutami dall'amico Roberto "Osso" Fabbri ,il quale era nuovamente intenzionato a sfidare le ultradistanze podistiche, dopo un periodo condizionato da problemi fisici, correndo la seconda riedizione della 100 Km delle Alpi da Torino a Saint Vincent.
Affascinato dal percorso in linea partecipai lo scorso ottobre alla prima edizione ed ero combattuto, nonchè timoroso, sul da farsi in quanto reduce dall'aver concluso due IM in 15 giorni di distanza l'uno dall'altro e l'inserimento della 100 km avrebbe causato un "tour de force" non indifferente se consideriamo la mia presenza ai nastri di partenza il prossimo 4 luglio a Klagenfurt per l' IM Austria.
Spesso seguo il mio istinto e senza arrovellarmi troppo il cervello mi son deciso ad accettare l'invito dell'amico Osso curioso di verificare il mio recupero dopo i due sforzi precedenti piuttosto ravvicinati.
Il ritrovo è fissato per le ore 6.30 di sabato mattina presso l'abitazione di Osso ed una volta caricate sull'auto del suo vicino di casa Andrea borse e rifornimenti personali ,si parte per Torino dove arriviamo dopo un viaggio tranquillo con assenza di traffico. Il disbrigo delle formalità inerenti al ritiro del pacco gara avviene in un attimo considerati i pochi partenti e quindi si cerca d'ingannare l'attesa chiacchierando con gli amici conosciuti. Con immenso piacere riabbraccio il valdostano Stefano Puiati grande amante degli ultratrail col quale ho condiviso un IM Lanzarote e mi racconta della pazzia che dovrà affrontare a settembre, vale a dire i 330 km di sentieri alpini girovagando per la Val d'Aosta.
Siamo ormai all'ora X il prete impartisce la benedizione e poco dopo le 10 un centinaio di cosiddetti ultramaratoneti parte con tanta pazienza alla volta di Saint Vincent attraversando nel primo tratto la periferia torinese per poi dirigersi verso Leinì ,Rivarolo Canavese , Agliè e salire verso Alice Superiore completando in tal modo i primi 50 km del percorso. Pronti via e mi ritrovo a sgambettare fianco a fianco al nazionale della 24h e compagno di squadra Montagner e subito notiamo come il caldo umido sia particolarmente fastidioso e la traspirazione cutanea difficoltosa. Noto l'allenatore personale di Montagner piuttosto deciso nel consigliare al suo allievo di calare il ritmo perchè poi la seconda parte di gara sarà particolarmente ostica.
A pochi km. dal centro abitato di Rivarolo incontriamo la prima staffetta di podisti, la quale accompagnerà il duo di testa sino al prossimo paese attraversato dove, a dare il cambio, troveremo altri volontari pronti a sostenerci e così sin quasi al traguardo. Devo complimentarmi con l'organizzazione per questa lodevole iniziativa determinante per distrarre la mente e non pensare all'inevitabile fatica.
Pur non aumentando il ritmo, mentre dialogo con due staffettisti m'accorgo del momento di defaillance del mio compare distaccatosi leggermente mentre sopraggiunge a velocità sostenuta tale Gennaro col quale percorrerò la fasi più salienti della gara.
Quest'ultimo, valente maratoneta dal fisico esile tipico del corridore di lunga lena, mi confida d'esser alla prima partecipazione ad una 100km e quindi indeciso sulla velocità da tenere. Conoscendo il percorso lo porto a conoscenza del fatto che oltre alla salita per giungere ad Alice Superiore e la successiva ripida discesa vi saranno una serie di tratti in falsopiano prima di attaccare l'erta finale posta a 5 km dal traguardo.
Pittoresco salire nell'abitato di Agliè ed ammirare lo splendido Castello ma purtroppo, com'era logico prevedere osservando i nuvoloni neri presenti sopra le nostre teste, ecco far la sua comparsa un bell'acquazzone. Il cambio repentino di clima mi procura qualche brivido di freddo salendo verso Alice e devo ringraziare Paolo, amico di Gennaro, arrivato in bicicletta da Saint Vincent per la premurosa assistenza.
Dopo lo scollinamento del 50° km la lunga discesa sino a Lessolo si è rivelata tutt'altro che agevole per via dei quadricipiti induriti e particolarmente solllecitati durante la fase eccentrica della corsa. Finalmente ecco il ristoro tanto agoniato e qui voglio toccare un tasto dolente perchè da regolamento erano previsti rifornimenti ogni 5 km mentre purtroppo così non è stato e questa pecca organizzativa ha irritato parecchio i partecipanti.
Gennaro avverte problemi muscolari, si massaggia le cosce, lo attendo e se involontariamente mi avvantaggio calo il ritmo perchè mi spiace staccarmi da lui anche se entrambi siamo in ottima compagnia scortati dai volontari sempre gentili nell'incoraggiarci.
Son sorpreso del mio rendimento seppur abbia dovuto sensibilmente calare la velocità per evidente stanchezza e dolori ai quadricipiti ma timoroso riguardo la mia tenuta. Mi trovo un po' spaesato ed a disagio in quanto non potevo immaginare di trovarmi al 65° km nelle posizioni di testa della gara :-O
Nell'affrontare un lungo ed impegnativo falsopiano in prossimità del 70° km resto solo in compagnia di tre volontari , Franco, Ivonne e Gianni . Sono ammirevoli e sarò loro riconoscente in eterno per l'assistenza ricevuta in gara ed il continuo sostegno morale importante per vincere le numerose crisi di testa causate dall'ormai martellante e logorante mal di gambe. Sogno i ristori, divenuti a questo punto della prova oasi per poter rilassare la mente e camminare ma poi non vorresti più riprendere a correre.
"Amedeo ricomincia pian piano a corricchiare" mi sollecita Franco ed Ivonne , australiana trapiantata in Italia, ci parla dei suoi travagli fisici e m'invita a non mollare perchè una mia eventuale vittoria la riempirebbe di gioia ed esalterebbe il contributo di tutti loro. Pur di non lasciarmi solo percorrono altri 5 km in aggiunta a quelli previsti e mi "consegnano" all'ultima staffetta. Mancano 15 km al termine della gara e con immenso piacere verrò scortato da un considerevole numero di volontari composto da deliziose ragazze. Quando s'avvicina l'operatore di Sky per rallegrare il gruppo me ne esco con una battuta che sottolinea la mia felicità nel poter correre in mezzo a cotanta "gnocca" :-)
Le ragazze scoppiano a ridere ed al mio fianco mi ritrovo Dominique , famosa da queste parti per la pratica del mio sport preferito, il biathlon , e chiacchierando con lei scopro che è stata plasmata dall'amico Paolo Riva. Altro momento d'ilarità quando ,passando da Montjovet, Dominique m'indica la figlioletta a bordo strada e poi più avanti saluta la madre alla quale grido " complimenti per la figlia !"
S'instaura un bel feeling con tutti quanti ed arrivati ai piedi della salita che conduce a Saint Vincent mi fermo ,passeggio per un centinaio di metri ed a trascinarmi al traguardo rimangono un ragazzo, il quale a corto di fiato rimarrà ben presto solo, e Dominique il mio angelo custode che mi spronerà a tener duro nei momenti critici .
In stile Hitchcok ecco che il finale di gara si tinge di giallo allorché un auto mi sorpassa e c'informa che il secondo concorrente si trova a circa 500 metri dietri di me. La cosa mi manda in tilt perchè credevo d'aver un largo vantaggio ma reagisco e pesco dal serbatoio energetico le ultime molecole di glicogeno rimaste per dare un'accelerazione finale da sprinter. La paura della beffa m'attanaglia e continuo a chiedere a Dominique di dare un'occhiata alle mie spalle per sapere se sopraggiunge qualcuno. Lei mi continua a ripetere " dai Amedeo che è fatta non ti prende più !" e giunto all'imbocco della via principale della cittadina valdostana vedo sullo sfondo l'arco con la scritta Arrivo e l'adrenalina sale alle stelle.
Ma dai siamo su scherzi a parte non è possibile che io vinca una 100km di corsa e sarà dura accettare la realtà al mio risveglio quando il sogno finirà ma giunto a pochi metri dal traguardo Gregorio Zucchinali, Presidente IUTA si congratula con me ed allora percepisco d'aver vinto :-O
Passare sotto lo striscione d'arrivo accolto dagli applausi della gente lì presente è un'emozione che non scorderò per il resto della mia vita e subito vengo intervistato da Sky, blaterando qualcosa ancora confuso e provato. Il mio desiderio è di ringraziare Dominique ed appena la vedo l'abbraccio vigorosamente ed i nostri sguardi commossi valgono più di qualsiasi frase di circostanza. Anche un'altra staffettista, d'origini russe, giunta in auto per vedermi arrivare mi abbraccia e vuole scattare una foto ricordo col vincitore . Questi momenti di sincera amicizia nata su campi di gara condividendo attimi d'intensa passione, dove la gioia dell'uno corrisponde alla felicità dell'altro, son quelli che mi fan sentire fiero d'appartenere a questo mondo.
Potrei parafrasare un motivetto di C. Cremonini che dice :"ho visto un posto che mi piace si chiama mondo (sportivo), ci cammino (ci corro) , lo respiro la mia vita è sempre intorno..."
Attendo l'arrivo di Osso, mi complimento con lui, ci raggiunge il fido Andrea ed entrambi fanno ritorno all'ovile mentre il sottoscritto non avendo prenotato nessun albergo si rifugia su un lettino offerto dall'organizzazione all'interno del palazzetto dello sport.
L'indomani piuttosto imbarazzato, considerata la mia ritrosia a salire sul palco delle premiazioni ,ho indossato felpa RB gentilmente prestata da Don Gregorio e poi via alle foto di rito coi simpatici compagni di squadra.
Prima d'essere premiato ho stretto la mano uno ad uno ai componenti di una staffetta riconoscendo il loro importantissimo contributo cosi come quello offerto da tutti i volontari presenti ai ristori.
Doveroso inoltre ringraziare l'amico Osso che mi ha coinvolto in questa fortunata ultra-esperienza ed Andrea per l'assistenza effettuata durante la prova.

God bless you !!!

domenica 13 giugno 2010

Avanti con le critiche.....

Mi son fatto prendere la mano quando è apparsa la scritta Design vicino ad Impostazioni ed una volta cliccato non sapevo più che pesci pigliare, immerso in una selva di nuovi modelli. Originariamente avevo optato per uno stile vivace col verde, mio colore preferito, a farla da padrone poi però mi son convinto di questa nuova impostazione soft dai colori scuri , in stile Montecarlo Nights :-)
Se qualcuno vuol dir la sua è sempre ben accetto....

God bless you !!!

mercoledì 9 giugno 2010

Ciapa l'autostrada va là.....

la vecchia casa dei pastori


                                                   Ultime falcate prima del traguardo :-)

......questa la ricorrente frase che la voce del navigatore satellitare in dialetto varesotto ripeteva ai tre avventurieri partiti alla volta di Hannover per vivere un'esperienza sportiva che alla fine ha gratificato tutti quanti sia per il contesto che per il contatto con una realtà tedesca a tratti buffa ma genuina nei contenuti.
Venerdì mattina ore 8.30 ed ecco arrivare i due miei compagni d'avventura provenienti dal lodigiano, Chicco e Alberto con il Mitsubishi Outlander di quest'ultimo che, dopo aver inserito bici , borsa e zainetto del sottoscritto, era stipato all'inverosimile :-)
Destinazione Limmer, periferia di Hannover , per partecipare al Wasserstadt Triathlon manifestazione che offriva in calendario gare sulle brevi distanze il sabato, mentre il giorno seguente era dedicato all' IM ed al 70.3.
Il viaggio d'andata prevedeva sosta a Budingen, cittadina rurale poco distante da Francoforte dove ad attenderci alla casa I.P.A. (associazione che raggruppa le diverse forze di polizia) vi era il simpatico Fritz, classico tedesco amante della birra con un ventre di dimensioni planetarie molto gentile e premuroso.
Ci mostra con orgoglio la nostra dimora denominata "vecchia casa dei pastori", dove si ritrova ogni mese in compagnia di poliziotti locali, poi scendiamo in cantina ed i nostri occhi rimangono sbalorditi nel vedere l'arsenale alcolico presente ! Gran parte di questa collezione di birre di ogni tipo verrà annientata allorchè l'indomani vi sarà una delle riunioni di cui sopra ;-)
Ai lati della strada che conduceva alla casa mi ha colpito l'estesa coltivazione di asparagi e fragole venduti entrambi ad in chiosco dove non ci siam fatti mancare un bel cestino di fragole direi gustose e dissetanti considerata la temperatura piuttosto estiva.
La mente ed i miei pensieri erano già sintonizzati sulla temperatura del canale dove ,due giorni dopo, si sarebbe disputata la prima delle tre prove. La settimana antecedente la gara sul sito della stessa compariva in bella vista un 16 gradi riguardante una misurazione fatta artigianalmente a 30 cm di profondità e con siffatte condizioni era per me impossibile poter concludere i 3,8 km di nuoto. La sola speranza era riposta nel clima estivo dei giorni di venerdi e sabato scorsi e quindi del possibile innalzamento di qualche grado dello stato termico dell'acqua.
This is the question : venerdì sera in un paesino sperduto nella campagna tedesca, dove si può cenare in modo decente? Semplice , ci pensa l'amico Fritz il quale è un cliente fisso del ristorante "da Michele" e cortesemente prenota un tavolo per cinque persone facendoci conoscere l'adorata mogliettina. La fortuna vuole che il buon Alberto conosca perfettamente l'idioma locale altrimenti sarebbe stata una serata in stile pagina 777 del televideo :-)
Si presenta al tavolo per salutarci il titolare del locale Michele al quale chiedo se i frutti di mare sono freschi , lui colto di sorpresa esclama che posso star tranquillo ed allora mi concedo la mia pizza preferita mentre i due miei compagni di viaggio si lasciano convincere per un piatto di spaghetti con vongole veraci.
Diamo merito allo chef Michele perchè le porzioni dei primi piatti da lui confezionati non rispecchiano le misere porzioni servite nei ristoranti italiani ed in questo caso,dopo aver assaggiato una forchettata di spaghetti ,anche la qualità è da considerarsi ottima.
Riguardo la mia pizza non posso andare oltre la sufficienza ma per chi mi conosce sa che è il mio piatto preferito e quindi il solo pensiero di rinunciarvi a favore di un primo piatto risulta essere un'utopia.....
Piacevole scoprire il borgo antico di Budingen col castello mediovale degno di nota. La prima giornata volge al termine , la stanchezza comincia ad affiorare quindi la truppa si mette sotto le coperte per una salutare dormita. La mattina seguente attendiamo l'arrivo di Fritz e consorte pronti per berci il caffè da loro promesso la sera prima ma ci vogliono stupire con effetti speciali e si presentano poco dopo le 8.30 armati di pane, formaggio, salumi e caffè :-O
Prima di partire firma con dedica sul libro degli ospiti e foto di rito poi di nuovo in auto direzione Peinerstrasse ad Hannover e questa è la destinazione alla quale ci conduce il "varesotto".
Ahimè Alberto ha digitato la località errata sul navigatore e dopo una serie di giri a vuoto chiediamo lumi ad un poliziotto locale il quale sogghigna e poi ci indica la retta via per arrivare a Sehnde, la località dove si trova realmente il tanto agoniato aparthotel.
Depositati i bagagli , il tempo di fare una spesa veloce, pranzare con due panini e siamo di nuovo in viaggio perchè il luogo dove si svolgerà la gara è distante ben 25 km dall'hotel. Al nostro arrivo sul posto notiamo un certo fermento in quanto stanno per partire le batterie del triathon sprint ed una volta sbrigata la formalità del ritiro della busta contenente l'occorrente per la gara, mi precipito a sentire con mano la temperatura dell'acqua. Ovviamente non è calda ma nemmeno fredda come me l'ero immaginata quindi le possibilità di un possibile ritiro per ipotermia scongiurate.
Ritornati alla base proviamo le biciclette poi mi metto ai fornelli e cucino della pasta integrale gentilmente offerta da Alberto condita con un sugo in scatola di tonno e pomodoro ed "imbiancata" con dell'abbondante grana padano e debbo dire che non era malaccio ....
Per digerire decidiamo di farci una passeggiata ed in giro non troviamo un'anima viva quando finalmente giunti in una piazzetta notiamo una gelateria e ci sediamo con l'intento di bere qualcosa. Alla fine si opterà per un gelato e la panna montata sopra non me la son fatta mancare ;-)
Una cosa indigesta al sottoscritto è doversi alzare prima delle 4 del mattino ed essere costretto a far colazione ingerendo svogliatamente qualcosa, perchè presentarsi poi alla partenza della gara a digiuno è severamente sconsigliato se si desidera terminarla. Due barrette ,una fetta di pane all'uvetta scaldato al microonde per restituirgli una certa fragranza e mezz'ora dopo eccoci in viaggio per Limmer. Ad attenderci il solito menù sportivo che contempla l'ennesima sfida ai nostri personali limiti fisici e mentali dove, per giungere alla meta, occorre tanta pazienza ed umiltà perchè ogni sgarro sarà punito a dovere.
Con nostra grande sorpresa e disappunto apprendiamo che l'inizio della gara non sarà come previsto alle 6,15 ma posticipato alle 6,50 !!!!
Ho i piedi inumiditi perchè la zona cambio si trova in un campo di calcio e l'erba bagnata è penetrata nei miei sandali aperti causando un repentino ed indesiderato raffreddamento degli stessi.
Bene bene, non sono ancora partito e l'umore è già pessimo ci manca solo di trovar l'acqua gelida e poi ,come si è soliti dire da noi in Brianza ,"sem a post".
Lasciamo la zona cambio dopo aver indossato la nostra seconda pelle, la muta in neoprene, metto anche la cuffia sempre dell'identico materiale indispensabile per coprire il capo e mantenerlo al caldo quindi tramite scaletta ci s'immerge nelle fresche acque del canale dove si effettuerà la frazione natatoria. Attendiamo qualche minuto e la cosa m'infastidisce a tal punto che vorrei gridare "starter non ci troviamo ai tropici vedi di darti una mossa che sto congelando !!!!"
Vengo accontentato ed il colpo di pistola mi catapulta nell'ennesima lotta con il fluido a me sportivamente parlando più ostico e son convinto che la distanza nuotata sia stata superiore ai canonici 3,8 km previsti. Malgrado una leggera sensazione di freddo la soddisfazione d'esser sopravvissuto alla prima frazione mi rinfranca e dopo il lungo tragitto per raggiungere la zona cambio effettuo come di norma tranquillamente la prima transizione.
Sin dalle prima pedalate m'accorgo d'aver azzeccato l'abbigliamento ed il sole mi regala quel tepore necessario per riprendere quella vitalità svanita mentre nuotavo e la pedalata dapprima contratta è diventata col passare del tempo sempre più fluida.
Ero particolarmente curioso di conoscere il percorso ciclistico, un anello di 30 km. da percorrere per sei volte e sin dalla prima tornata ho potuto constatare la presenza di qualche insidia, sotto forma di piccole salitelle e falsipiani in leggera salita ,che negli ultimi giri han contributo ad accrescere la stanchezza fisica generale. Conscio di dover poi correre una maratona con un caldo estivo ho ben pensato d'amministrare le forze negli ultimi 60 km e giunto in zona cambio me la son presa comoda desideroso di rilassare la mente oltre al corpo già di per sè provato.
Come a Lanzarote mi son imposto in maratona di fermarmi a tutti i ristori e camminare mentre mi dissetavo o bagnavo sperando in tal modo di correrla tutta senza soste intermedie tra un rifornimento e l'altro.
Sin dalla vigilia discutendo con gli altri due amici si era notato come l'anello di 10,5 km fosse molto articolato riuscendo in tal senso a scongiurare la monotonia di percorsi come ad esempio quello dell'IM a Nizza. Splendido il poter correre su varie superfici e non solo su asfalto.
All'inizio mi son trovato da solo poi con l'avvento dei partecipanti al mezzo IM la corsa si è animata ed ho potuto usufruire della loro compagnia, fattore importante per distrarsi e non pensare alla fatica.
Corro per diversi tratti fianco a fianco con una donna minuta ,molto leggera che ad un certo punto debbo lasciar andare poichè quest'ultima riduce al minimo le soste ai ristori ed io come da programma ho necessità di tirar il fiato.
La paura di dover camminare, per la comparsa di dolori muscolari ai quadricipiti, è sempre stata una spada di Damocle negli IM ma cerco di non pensarci e di rallentare il ritmo se avverto stanchezza ponendomi come traguardo il punto di ristoro successivo.
Siamo all'ultimo giro dei quattro previsti ,il fisico seppur debilitato dopo svariate ore di competizione riceve il sostegno dalla mente ormai conscia che siamo alla fine e quindi sgombra da cattivi pensieri. Ultimo passaggio sotto il ponte e dopo aver costeggiato il canale si sale sulla rampa dove si trova l'addetto che distribuisce i braccialetti al termine di ogni giro e mi consegna l'ultimo.....
Leggo sull'asfalto che debbo svoltare a destra per giungere all'arrivo ,la strada scende e noto in lontananza il tappeto azzurro che m'immette nei 100 metri finali, lo raggiungo a ritmo sostenuto mi par di veleggiare e dentro il cuore avverto un senso d'appagamento indescrivibile quando transito sotto lo striscione d'arrivo. Il sorriso sulle labbra anche stavolta ha fatto bella mostra di sè ! :-)
Attendo all'arrivo Alberto molto sfortunato durante la prova ciclistica e costretto a soste forzate per tre forature. Deve ringraziare Chicco che è vento in suo soccorso donandogli una sua camera d'aria altrimenti per lui la gara si sarebbe conclusa anzitempo.
Arrivato al traguardo anche Chicco ritiriamo bici e borse ,carichiamo tutto quanto in auto e dopo una rigenerante doccia si brinda con una birra dal sapore speciale perchè sancisce la felicità di tutti e tre. Il mattino seguente colazione di buon ora e poi eccoci protagonisti di un secondo IM vale a dire il lungo ed interminabile viaggio verso casa.
Ringrazio Alberto e Chicco per la spassosa compagnia ed aver potuto trascorrere un lungo fine settimana goliardico in un ambiente assai diverso da quello della celeberrima M col pallino molto più soft, senza paillettes e più consono al mio modo d'intendere lo sport .
Vorrei dedicare questa mio ultimo IM all'amico d'infanzia Sandro, fotografo del giornale locale scomparso qualche giorno fa e che ho immaginato da lassù imbracciare la sua Nikon ed immortalare con grande professionalità e bravura il mio arrivo....


God bless you Sandro !!!

mercoledì 26 maggio 2010

Entonce.....

                                                               l'arrivoooooooooo :-)
                                                         lo stupendo Lago Verde
                                                        Chupito con l'amico Paolo
......quindi come direbbe Totò punto , punto e virgola ed a capo perchè un'altra magnifica pagina di sport è stata scritta dai più di mille atleti giunti al traguardo lo scorso sabato sulla Avenida de las Playas di Puerto del Carmen, cittadina situata nella magica isola di Lanzarote .
La competizione di cui sopra, ovverosia l' Ironman Lanzarote, rappresenta per le genti canarie un evento che travalica il significato sportivo perchè ha contribuito nel corso degli anni a far sì che l'isola divenisse famosa e conosciuta in tutto il mondo. Durante la serata di domenica dedicata alla cerimonia di premiazione, avvenuta come di solito al ristorante "El Campesino" le autorità locali hanno tenuto a sottolineare il ruolo fondamentale di codesta prova e dell' effetto positivo avuto a livello turistico e d'immagine.
Ebbene sì anche il sottoscritto, come preannunciato nel precedente post, era presente sulla Playa Los Pocillos alle ore 7 di sabato 22 maggio quando il colpo di pistola ha sancito il via della 19esima edizione dell' Ironman Lanzarote.
A farmi compagnia in questi sei giorni trascorsi sull'isola canaria la "scattante" Emanuela alias Manu, appassionata fotografa e desiderosa di veder dal vivo una perla della natura protetta dall'UNESCO qual è Lanzarote.
Giunti all'aereoporto di Arrecife dopo un tranquillo viaggio ed il seguente noleggio dell'auto invece che raggiungere l'appartamento affittato tramite la circonvallazione decido di passare dal centro abitato di Puerto del Carmen e mi ritrovo quasi all'istante un divieto d'accesso.
Dopo vari tentativi nel dedalo di sensi unici presenti nella Rimini di Lanzarote trovo il jolly "et voilà" eccoci a destinazione. Il tempo d'ambientarsi e mando un sms per prendere accordi su dove incontrarmi con l'amico italiano Paolo imprenditore elbano al quale levo tanto di cappello per la sua tenacia nel creare un profumo canario denominato Alma de Canarias(http://www.almadecanarias.com/ ) ora molto apprezzato ma solo lui conosce l'iter ricco d'insidie burocratiche affrontate per arrivare a dimostrare la serietà del suo progetto. Chapeau Paolo !!!
Quest'ultimo poi ci ha dato appuntamento per cena in un ristorantino tipico a El Golfo e malgrado il cielo ed una temperatura frizzantina abbiamo gustato ,all'aperto con vista sull'oceano, degli ottimi antipastini di pesce ed un'orata che ,come ha giustamente sottolineato Manu , sapeva di mare :-)
Purtroppo il giorno seguente, forse per aver tenuto la lente a contatto troppe ore, l'occhio sinistro risultava essere infiammato quindi ho sentito la necessità di comperare un collirio ed infatti tempo due giorni ed il problema era risolto. La sera stessa altra rimpatriata con Paolo ed i suoi collaboratori a Femes per assaggiare la rinomata paella nella "Casa di Emiliano" .
Divertente rimanere in compagnia d' Alberto ragazzo a prima vista serioso ma al contrario dotato di molta ironia ,nonchè il chimico che tramite varie sperimentazioni ha concepito il profumo canario. Stessa identica e contagiosa simpatia l'ho riscontrata nella coppia genovese formata dalla sorridente Sabrina e dal marito Andrea cantante nei locali e strutture alberghiere della zona.
Tutti e tre girano per i mercatini dell'isola ed in qualche hotel per propagandare e vendere il sopraccitato profumo ed una crema per la pelle. La serata scorre tra grasse risate, la curiosità dei commensali riguardo l' Ironman ed i suoi vari aspetti e debbo dire che la paella è stata ottimamente cucinata.
Si conclude con un abbondante chupito al caramello (il corrispondente del nostro italico ammazza caffè) capace di farmi barcollare ma la notte porta consiglio e allontana i festeggiamenti dei giorni precedenti perchè il giorno seguente caro il mio AME si entra definitivamente in clima IM con il bike check-in.
La Manu armata della sua amata macchina fotografica mi segue nella torrida zona cambio ed il vento protagonista delle precedenti giornate si è preso un permesso ed ha lasciato i poveri triatleti a combattere con una fastidiosa canicola. Vorrei lasciare velocemente le sacche per le due transizioni e la bici ma il cambio della stessa fa le bizze quindi mi fermo dall'amico meccanico che me lo registra. Sembrerebbe a posto ma poi in gara mi creerà qualche problemino per fortuna d'entità trascurabile. Meglio non stare troppo al sole quindi prendo la via dell'appartamento e per cena mi metto ai fornelli cucinando un'abbondante porzione di fusilli col tonno arricchiti da una sottiletta di formaggio ;-)
Cerco di coricarmi presto ma il sonno tarda a venire e quando sentiresti il bisogno di riposare è già ora d'alzarsi per iniziare un'impegnativa giornata dedicata allo sport, ma come io l'adoro ,vissuta in mezzo ad altri appassionati ognuno alla ricerca dei propri obiettivi.
Ultimi preparativi prima della partenza trascorsi con gli amici bolzanini Franco, Luca ed i fratelli Menapace poi s'arriva sulla spiaggia ed alle 7 precise... boooom il colpo di pistola e non c'è più tempo per pensare ed avere dubbi , si segue la massa dei bisonti pronti a colpirti per rubarti un metro in acqua. E di botte ne ho prese assai con gli occhialini sradicati dalle orbite e quasi scaraventati nell'oceano !!!!
Primo giro nuotato senza affanni e sopportando, senza patemi d'animo, la temperatura non certo gradevole per un elemento freddoloso come lo scrivente ma una volta uscito dall'acqua ci si dimentica della fatica fatta e si pensa alla prossima quella sì piuttosto gravosa.....
Fortunatamente il vento canario ,indiscusso primattore in numerose edizioni della corsa per la sua ostilità, decide di non importunarci e lasciarci pedalare intorno all' isola accompagnati solo dal caldo. Forse risulterò pedante ed al contempo ripetitivo ma non posso esimermi dal raccontare, sebbene a volte la fatica obnubili la vista, le bellezze che madre natura ci ha gentilmente regalato e nella frazione sulle due ruote ci è concesso d'ammirare.
Quando salgo verso il Mirador del Rio mi viene spontaneo, come accade da diversi anni, gridare ai quattro venti quanto spettacolare sia poter osservare l'oceano e le sue acque cristalline dall'alto. Piacevole lasciarsi trasportare nella successiva discesa ma poi un lungo e noioso rettilineo in stile autostrada ci conduce a Tahiche poi svolta a destra in direzione Teguise per un cambiamento di percorso rispetto alle passate edizioni. In questo tratto avverto la frettolosa preparazione in bicicletta quindi decido di soffrire ma preservare quelle poche energie rimaste per arrivare al secondo cambio e provare a correre fermandomi possibilmente solo ai ristori.....
Le sensazioni ad inizio maratona sono pessime ma confido col passare dei km. di riuscire a trovare un ritmo che mi permetta di limitare le soste solo per gli spugnaggi e relativi rifornimenti con liquidi e gel. Ci riuscirò per la quasi totalità della corsa e la variante del percorso con un giro in meno credo sia stata ben accolta da tutti quanti gli atleti.
Ultimo strappetto con leggera curva a sinistra la strada spiana poi ridiscende "destinazione paradiso" verso la meta, dove ad aspettarmi e tributarmi una calorosa ovazione vi è il pubblico ai lati della strada e sulle tribune e negli ultimi metri che mi separano dalla gloria le gambe volano libere da qualsiasi freno e la mente raggiunge il nirvana pervasa dall'infinito senso d'appagamento.
Ritrovare dopo il traguardo gli amici coi quali si è condivisa questa dura avventura sportiva è un altro aspetto che adoro di tali competizioni e ringrazio gli amici del Pro Patria Triathlon per la goliardia ed il sano spirito sportivo che li contraddistingue.
Il viaggio di ritorno con loro è stato assai piacevole tranne che per il solito disguido del mancato arrivo all'aeroporto di Linate dei bagagli :-(
Spendere ben 150 euro per il trasporto della bici e dover subire un pessimo servizio da parte dell' Iberia lascia l'amaro in bocca......
Grazie a tutti quanti gli amici incontrati in particolar modo alla mia compagna di viaggio Manu ed al gruppo "profumato" formato da Paolo, Alberto, Andrea e Sabrina davvero persone squisite con le quali ho avuto il piacere di trascorre momenti di grande ilarità.
Lanzarote sempre nel mio cuore......

God bless you !!!

martedì 18 maggio 2010

E domani si parte......


Destinazione Paradiso? Direi che per me l'isola canaria di Lanzarote lo è da più di un decennio......
Proverò anche quest'anno a concludere la competizione sportiva alla quale sono più emotivamente affezzionato ossia L' Ironman Lanzarote.
God bless you AME !!!

domenica 9 maggio 2010

Su e giù .......

 l'indigesto profilo altimetrico del "Giro podistico del Lario"

Graziato dal meteo, in questa strana primavera dove il sole e le miti temperature lasciano a desiderare , ho potuto architettare un fine settimana piuttosto intenso sportivamente parlando.
Sabato di prima mattina una debole pioggerellina poteva vanificare il mio "progetto sportivo", ma ho dato credito alle previsioni meteo, le quali davano un netto miglioramento nel corso della mattinata, e son partito per la mia classica pedalata all'interno del Lago di Como.
Non ci sono più le mezze stagioni ...... e dovermi coprire come se fossimo in autunno, per un amante del caldo come il sottoscritto , è qualcosa d'irritante !!!
Giro sulle due ruote andato a buon fine , doccia e pranzo veloci ed eccomi un'ora dopo in viaggio per raggiungere il centro sportivo di Zeloforamagno (MI) e dare una mano agli amici dell' Ortica Team per la "24 x 1 ora" classico appuntamento podistico d'inizio maggio . Dovrò correre dalle 17 alle 18 "pirlando" noiosamente sul tartan della pista d'atletica conscio della stanchezza muscolare che presenterà il conto nel corso della mia performance.
Detto , fatto e dopo un brillante ed insperato avvio la spinta dei quadricipiti s'affievolisce lasciando spazio ad un passo greve che condizionerà negativamente la seconda mezz'ora di corsa. Cerco di non dar retta ai miei pensieri e concludo decorosamente la mia frazione sempre incitato dagli amici ortichini ai quali m'aggrego per la cena divorando in men che non si dica due piatti di pasta fredda riccamente farcita.
La stanchezza comincia ad affiorare indi per cui ,salutata la numerosa ed amabile compagnia, rientro a casa per il meritato riposo :-O
Per concludere il "trittico della fatica" non rimaneva che accompagnare ,la domenica mattina , alcuni amici ortichini in una non competitiva, il "Giro podistico del Lario ", che conoscevo ma non avevo mai corso perchè in questo periodo dell'anno la bicicletta assume un ruolo predominante nella mia preparazione. Mi ero documentato riguardo la durezza del percorso e sebbene l'abbia corso sottoritmo le gambe ovviamente han risentito del duplice sforzo compiuto il giorno precedente.
Bello poter osservare scorci mozzafiato, cartoline della natura , col Lago di Como a far da primattore correndo, per gran parte dei 33 km, in assoluta tranquillità immersi nel verde.
Dopo tanti anni d'assenza mi son ritrovato per ben due volte alla Madonna del Ghisallo la prima al 10° km. per poi da lì salire ai Piani di Rancio (1000 slm) al termine di un'erta infinita, ridiscendere a Civenna e risalirci di nuovo attorno al 25° km dov'era posizionato l'agoniato ristoro.
Ci fermiamo e domando alla signora, che gentilmente m'aveva versato un bicchiere di tè, se il percorso fosse ancora ricco di saliscendi e lei risponde che vi sarà solo un piccola salita e poi la strada scenderà sino ad Asso località dalla quale era partita la corsa.
Nemmeno Giuda Iscariota si sarebbe sognato di dire una simile menzogna perchè dopo qualche "mangia e bevi" all'interno di una boscaglia una volta fuoriusciti dalla stessa si è presentato ai nostri occhi un muro d'asfalto ! :-O
Mentre camminiamo veniamo raggiunti da un altro partecipante, aficionado di codesto giro lariano, il quale fuga le nostre perplessità e ci conferma che le difficoltà altimetriche non sono terminate. In effetti così sarà ed in alcune ripide discese ho temuto di non riuscire più a fermarmi :-))
All'arrivo, dopo un'insperata e rigenerante doccia calda ed aver atteso alcuni amici , il ritorno a casa, felice d'aver trascorso una bella domenica correndo in ottima compagnia e godendo della bellezza di luoghi a me sconosciuti pur essendo ubicati non molto distanti dalla mia dimora....
God bless you !!!

lunedì 3 maggio 2010

10 Miglia di Franciacorta

                                                          leggermente provato....:-)

Anche lo scorso fine settimana sono riuscito a programmare un allenamento da me denominato "double" ossia una specie di combinato ad azione ritardata comprendente un'uscita sulle due ruote di oltre le 4 h il sabato mattina seguita dalla partecipazione il giorno dopo alla gara competitiva svoltasi a Cazzago San Martino (BS).
Questa 10 Miglia di Franciacorta l'avevo casualmente notata all'interno di un calendario corse e malgrado le previsioni meteo domenicali non invogliassero a parteciparvi era comunque un modo per conoscere una nuova competizione sicuramente non monotona a livello paesaggistico in quanto ubicata in un contesto degno di nota.
A farmi compagnia in questa trasferta bresciana due amiche podiste, la Vatussa Silvia e Duracell Alfia, desiderose come il sottoscritto di cimentarsi in territori podisticamente sconosciuti.
Arrivati a destinazione dopo aver ritirati pettorale e pacco gara, per la modica cifra di euro 5, attendiamo la partenza leggermente preoccupati di dover percorrere i 16 km in compagnia di una probabile fastidiosa pioggia.
Dopo aver attaccato il pettorale sulla canotta ,mediante le famigerate spille da balia, m'accorgo d'averlo posizionato nella parte posteriore e vengo giustamente deriso dalle due amiche. Lungi da me l'idea di risistemarlo come logica prevederebbe :-)
Con un po' di ritardo ecco il colpo di pistola sancire il via della prova e come previsto le gambe non se la sentono d'andar veloci cosa che però non mi fa desistere dal provare a forzare dopo il secondo km. considerando la presenza di tratti pianeggianti ed in leggera discesa.
Lo speaker nel pre gara aveva descritto il percorso ed accennato alla prima ascesa in prossimità del 6° km e difatti ecco presentarsi davanti ai nostri occhi un'erta bella secca e debbo dire d'averla patita in maniera considerevole.
Da lì in poi ,sino al Gpm del 12° km ,un continuo di saliscendi e m'impongo di tenere in canna le ultime cartucce e di spararle per il finale dove si corre per circa 4 km col cuore in gola sino a giungere al traguardo situato all'interno del Parco Arcobaleno da dove era partita la competizione.
Sono molto sodisfatto della mia prestazione perchè ,malgrado la stanchezza accumulata il giorno prima sui pedali, son riuscito a tenere un ritmo discreto. Una volta rifocillatomi al ristoro ed effettuato il cambio indumenti son ritornato in zona arrivo dove ad attendermi c'erano le due "girls" felici sia del loro risultato che del percorso gara a detta di tutti noi molto vario e leggermente impegnativo.
Finite le premiazioni ecco l'Ame lanciare l'idea di un bel gelato in quel di Sarnico sul Lago d'Iseo approvata ad unanimità dalle girls ed il bis per il sottoscritto è stato d'obbligo ;-) Occorre dar merito all' Avis Sport Cazzago per la perfetta organizzazione e bellezza del tracciato.

God bless you !!!