lunedì 27 febbraio 2012

Il ritorno dell'ippopotamo...

Arrivo leggermente sconvolto dell'ippopotamo :-)

Non preoccupatevi non sono diventato un esperto di mammiferi ma in questo periodo sarà per il peso forma ancora lontano da quello sperato, causa attività fisica ridotta , e la pesantezza avvertita ieri mentre correvo  una mezza , che l'accostamento con l'ippopotamo mi calza a pennello :-)
Galvanizato dall'aver concluso la Mezza maratona di San Gaudenzio a seguito di un mese d'inattività per lesione al polpaccio eccomi di nuovo alle prese con l'avvento di un'infiammazione al tendine del bicipite femorale della gamba destra e la via crucis riprende...
Dopo altre tre settimane di stop e la cinquina di laser per disinfiammarlo speravo d'aver risolto l'annoso problema, invece mentre mi stavo scaldando ieri mattina ho subito avvertito il solito dolorino.
E pensare che avevo usufruito del servizio massaggi prima della gara gentilmente messo a disposizione dagli organizzatori della Maratonina Città di Treviglio e quindi desideroso di poter correre almeno per una buona parte della prova senza avvertire fastidio. Fortuna vuole che anche il fisio Renzo fosse presente e dopo averlo consultato ho preso la decisione di partire seppur con una spada di Damocle sul....tendine.
Inverno pazzerello e difatti la temperatura durante il corso della gara ha subito un'impennata verso l'alto tale da costringermi a togliere la bandana e sollevare le maniche della maglia messa sotto la canotta.
Si parte, lascio scorrere i velocisti, scelgo un gruppo e sorrido mentre ascolto l'esternazioni in dialetto bergamasco del celebre Flavio Mangili cercando in tal modo di non pensare al disagio provocato dall'acciacco fisico. L'azione di corsa coi passare del tempo risulta sempre più greve, l'intento è quello di non rimanere isolato e vi riesco aggrappandomi ad un terzetto col quale percorrerò una decina di km.
All'altezza del 20°km gli altri due accennano un allungo ma non ritengo opportuno massacrarmi per giungere al traguardo con 10 secondi in meno indi per cui mantengo un ritmo costante.
Poco prima del cartello del 21° km svolto a sinistra e posso finalmente essere sicuro, come si suol dire in gergo sportivo, d'aver portato a casa anche questa ennesima prova. Un coctail di fatica e leggero dolore il quale per mia fortuna non si è reso insopportabile ma è stato compagno seppur non silenzioso :-)
Doccia calda stavolta indesiderata , massaggio, un veloce saluto agli amici presenti e ritorno a casa conscio di dover ancora combattere con questo tendine decisamente "irritato" ma mai quanto il sottoscritto il quale non può far programmi se non a scadenza settimanale. Non sapere ,per chi come me s'allena gareggiando, se la cosa sarà possibile il w.e. successivo è deleterio per il morale.
Complimenti allo staff della manifestazione per la perfetta organizzazione dell'evento sportivo.

God bless you !!!

giovedì 2 febbraio 2012

Un freddoloso ritorno......

foto A.Barbieri

Il malcapitato acciacco muscolare al polpaccio sinistro comparso durante la maratona di Crevalcore mi ha fatto penare e preoccupare ma sia l'ecografia che l'ecolordoppler hanno scongiurato eventuali interventi chirurgici sicchè dopo due settimane ho potuto rimettere le scarpe da running ai piedi.
Due test da 8 km e nessun dolore, sebbene l'aumento ponderale abbia inciso sulla velocità di marcia, ma questo è un particolare di poco conto in quanto fondamentale era ricominciare a sgambettare.
Chi segue il blog da qualche annetto conosce la mia propensione a sfruttare la gara come allenamento motivo per cui mi son iscritto alla Mezza Maratona di San Gaudenzio corsa lo scorso fine settimana.
Ritorno al passato con partenza della maratonina alla periferia di Novara e non più a Casalbeltrame, come si era soliti fare negli ultimi anni, ed a rendere più suggestiva la manifestazione eccoci servita una leggera nevicata trasformatasi in pioggia il giorno dell'evento.
Compagni di viaggio due amici podisti, Luigi e Alessandro, dalle caratteristiche fisiche tali da renderli adatti alla corsa cioè con muscolatura poco voluminosa e, contrariamente al sottoscritto, un peso contenuto :-)
Man mano che c'avviciniamo a Novara il paesaggio cambia progressivamente aspetto col manto nevoso a coprire i campi ed il parcheggio adiacente al palazzetto dello sport dov'è concentrata tutta la logistica della manifestazione podistica. Aria frizzante e pioggia sono stati gli ingredienti principali che hanno caratterizzato i 21 km del percorso extraurbano con tratti dove la presenza di un odioso vento, freddo e contrario al senso di marcia, mi ha costretto a scalare una marcia perchè la fatica cominciava ad essere troppa....
Il polpaccio ha tenuto botta concedendomi di riassaporare il gusto della fatica sulla distanza della mezzamaratona a me poco consona ma assai efficace per mettere sotto pressione l'apparato cardiaco e porre le basi per allungare le distanze creando in tal modo "l'endurance" utile per la stagione dedicata agli IM.
E' stato fondamentale, quando ero in evidente difficoltà, usare la testa e non incaponirmi a voler mantenere un ritmo che m'avrebbe condotto al "suicidio" mentre sono estremamente soddisfatto dell'allenamento concluso brillantemente.
Speriamo nell'immediato futuro di gareggiare senza ulteriori "intoppi" a livello fisico per allenarsi e nel contempo condividere spensierati momenti con gli amici incontrati sul posto.

God bless you !

martedì 10 gennaio 2012

Tanto va la gatta al lardo....

                                              il gentile omaggio del Gira....       

....che ci lascia lo zampino ma riferita al sottoscritto direi lo zampone considerando i kg "acquistati" durante le feste dove risulta impossibile non farsi attrarre dalle sirene dolciarie :-)
Prosegue il periodo nero ed anche in campo sportivo dopo i vari acciacchi fisici che hanno condizionato le ultime maratone autunnali, l'inverno ha voluto non esser da meno...
Ergo, ho dovuto rinunciare alla tradizionale maratona di S.Silvestro per la fuoriuscita d'una contrattura muscolare localizzata poco sotto al polpaccio sinistro. Avviso telefonicamente il patron Gozzi scusandomi per la forzata assenza e chiedo gentilmente di "traslocare" l'iscrizione alla neonata Maratona di Crevalcore che si disputerà il 6 gennaio.
Niente corsa quindi per evitare ulteriori complicazioni e presentarsi al via, nel giorno dedicato al gentil sesso, in condizioni fisiche accettabili ma i miglioramenti sperati non si materializzano. Lo scopo principale del viaggio in terra d'Emilia è quello di rivedere l'amico Federico "Gira" Girasole, la sua compagna Silvia e le loro splendide gemelline Alice ed Agnese.
E' stato esilarante passare la serata con queste due scatenatissime bimbe e calarsi con ottimi risultati nei panni dello Zio adottivo, considerato il successo di simpatia tributatomi dalle "Twins". Mi son ritrovato a leggere libretti con fiabe, vederle saltare e ricadere a volte bruscamente su un tappeto elastico in miniatura. Uno spasso ! :-D
Per cena una pizza d'asporto , un semifreddo, una manciata d'arachidi e solo l'indomani, al mio risveglio, ricordo d'avere un impegno podistico. Ad esser sincero la mente non è sintonizzata sull'evento forse conscia della forma fisica imperfetta e della possibilità, per niente remota, di dover abbandonare anzitempo la gara.
Giunto a Crevalcore vengo accolto dal previsto vento gelido e trovo rifugio nel bar dove vengono distribuiti i pettorali . Risate , foto ricordo coi vari amici di sempre, cambio abiti nella palestra delle scuole locali e ritorno in zona partenza attendendo il fatidico start. Veniamo colti di sorpresa dal colpo di pistola e subito m'accodo ad un gruppetto speranzoso che il fastidio, avvertito durante il breve riscaldamento, rimanga tale.....
Sin dalle prime battute corriamo controvento ed in alcuni tratti si pattina sul manto stradale leggermente ghiacciato e scivoloso . Percorso che si snoda in aperta campagna con un tratto "off road" ed ogni tanto avverto qualche fitta al polpaccio ma nulla di preoccupante. Decido coscienziosamente di tenere un ritmo adeguato alle mie attuali possibilità, viaggio con regolarità ed in procinto di terminare il primo dei due giri,  il polpaccio trasmette l'invito a desistere.
"Dai Ame provaci ! " ripeto a me stesso poco convinto, costretto a rallentare e consapevole che volente o nolente mi toccherà stringere i denti col passare dei km. Solo coi miei pensieri nei pressi del 25°km, quel che era un fastidio sopportabile aumenta sino a compromettere sensibilmente l'azione di corsa ed a tratti mi tocca camminare combattendo altresì col maledetto vento contrario. Temo di procurarmi uno stiramento ma per fortuna riesco a giungere seppur zoppicando sotto lo striscione d'arrivo senza l'abituale sorriso sulle labbra.....
L'unica nota positiva del dopo gara è l'ottima pizza consumata appena fuori da una delle due porte che racchiudono il centro storico.
Ora avanti con le cure del caso e chissà quandi finirà lo stop forzato dalla corsa :-(

God bless you !!!

martedì 20 dicembre 2011

Everything must change.....





"Everything must change, nothing stays the same,
Everyone must change,No one stays the same..."

Prendo spunto da questa splendida canzone di Oleta Adams per ufficializzare il mio passaggio,nella prossima stagione agonistica legata alla multidisciplina , all' Aethalia Triathlon capitanata dall'inesauribile amico ed abile organizzatore dell' Elbaman , Marco Scotti.
Direi esagerata la presentazione del mio arrivo nel sodalizio elbano scritta da Marco sul blog della società http://aethaliatriathlon.blogspot.com/ e son arrossito mentre la leggevo :-O
Grazie a Marco per la regale accoglienza ed un abbraccio ai nuovi compagni elbani recentemente colpiti dalla tragica alluvione ma capaci di risollevarsi col loro spirito battagliero .

God bless you !!!

mercoledì 14 dicembre 2011

Fisicamente decima....to

foto modenacorre.it
Sguardo assente sul vialone finale :-O

foto Morselli
l'indisciplinato Ciro :-)

Ragionando a mente fredda ,come lo era tutto il mio corpo negli ultimi sofferenti 12 km della maratona corsa tre giorni or sono , mi debbo ritenere soddisfatto se ripenso che la settimana prima avevo la cavità poplitea del ginocchio sinistro gonfia. Malgrado il versamento l'ecografia fatta scongiurava la presenza di una lesione muscolare ma l'edema era esteso e con l'aiuto della tecar son riuscito ad eliminarlo. Quando Renzo, forte maratoneta collega del fedele fisio Cris, ha "tecarizzato" per l'ultima volta la zona dolorante era dell'idea che sarebbe stato opportuno evitare di correrci sopra 42 km.
Purtroppo mi conosce sin troppo bene ed in accordo coi gentili organizzatori della Maratona di Reggio Emilia ho potuto prender tempo, per decidere se schierarmi al via, sino a 48 ore dalla gara. Ero motivato dall'opportunità di giungere a 10 partecipazioni di quella che io ritengo sia la miglior maratona in Italia per logistica ed organizzazione.
Sebbene preoccupato per il dolore fuoriuscito in Sardegna, un'inizio di fascite plantare, a metà pomeriggio di sabato salutavo, sotto uno dei ponti di Calatrava, il folletto napoletano Ciro, il quale s'era detto contento d'ospitarmi per la notte di sabato. Prima tappa di giornata il ritiro del pettorale.
Fortunosamente siamo riusciti a scovare un parcheggio nei pressi del palazzetto dello sport, fulcro  per l'intero week-end della kermesse reggiana. Al suo interno oltre al ritiro del pettorale e del gadget previsto (una bella maglia tecnica a maniche corte) si potevano visitare i pochi stand presenti mentre la domenica si sarebbe trasformato in spogliatoio e deposito borse per i maratoneti.
Sabato sera ritrovo con alcuni amici romani di Ciro, una coppia di reggiani e due ragazze modenesi ma la scelta della pizzeria si rivelerà una bufala colossale con un rapporto qualità- prezzo scadente....
L'indomani alle 6.20 mi risveglio piuttosto demotivato, speranzoso di non ripercorrere il supplizio sportivo fiorentino e seppur armato di pomata riscaldante d'applicare sulla pianta del piede non avverto il calore sperato. M'innervosisco ulteriormente perchè l'effetto riscaldante avrebbe dovuto teoricamente alleviare il fastidio. Con Ciro raggiungiamo il palazzetto, ci cambiamo, poi ritrovo gli amici del gruppo podistico dove sono tesserato capitanati dal Presidente Giovanni  ed è un piacere riabbracciarlo dopo tanto tempo. Esco a corricchiare verificando come risponde alle sollecitazioni della corsa la presunta fascite e le sensazioni sono pessime, ma il tempo è ormai scaduto perchè si entra in griglia ad attendere il via.
Per farla breve, bastano un paio di km e non avverto più alcun fastidio fisico, l'umore torna a buoni livelli perchè son conscio, dopo le vicissitudini fisiche dell'ultimo periodo, che sarà un successo finirla...
Al passaggio della mezzamaratona noto con piacere, sul display posizionato accanto al tappeto del rilevamento chip, il buon ritmo tenuto sino a quel momento illudendomi di poter concludere degnamente la prova. Non ho fatto i conti con l'oste, in quest'occasione rappresentato dal freddo, il quale s'impossessa della muscolatura in toto anche quella facciale ed a nulla valgono i tentativi di rianimarla con spugnaggi d'acqua calda. Ho anche desiderio di bere come se fosse estate ed invece paradossalmente sto soffrendo il freddo!!!
Sprofondo moralmente per l'inaspettato calo termico ed ovviamente prestazionale , sfruttando i ristori del 30°e 35° km per saziare il desiderio di sete, bevendo complessivamente 9 bicchieri tra acqua, sali e coca :-O
Trascino al traguardo quel poco d'atletico rimasto dentro me, camminando qualche tratto e negli ultimi 50 metri scarico la rabbia accumulata accelerando per poi afflosciarmi privo di forze al di là del traguardo. Al ristoro continuo a bere intensamente e mai capirò quale è stata la causa di questo tracollo fisico. Credo sia riconducibile all'aver sottoposto il fisico a competizioni ravvicinate e, nel caso specifico di Firenze, corso sopportando per molti km un fastidio fortunatamente non trasformatosi in lesione muscolare. E non dimentichiamoci gli anni che passano ed il logorìo corporeo causato da 15 anni di gare.;-)
Nella filosofia sportiva del sottoscritto, come ben sapete molto amatoriale, si deve sempre accettare il verdetto del campo...
Nota positiva il pranzo al self service nel dopo gara, con un'appetito degno di un leone ed il vassoio svuotato in un battibaleno :-O
Faccio in tempo ad incrociare Ciro ringraziandolo per l'ospitalità e rinnovo qui la gratitudine ed aggiungo un abbraccio fraterno all'interista più incallito che conosca :-)

God bless you !!!

lunedì 12 dicembre 2011

Non stop d'emozioni in terra sarda.....

Corbezzoli : una leccornìa !!!
in lingua sarda .....
Crema Catalana :-)

Gradito ritorno nell'amata Sardegna per la presentazione del libro scritto dall'amico Luigi Mundula "Io e la maratona., una passione infinita" dove compaiono alcune perle di saggezza di codesto blog....
Atterro ad Alghero mercoledì scorso e non appena poggio i piedi al suolo sardo noto il tradizionale vento sardo ed il brusco cambiamento climatico. L'escursione termica è di ben 15 gradi in quanto alla partenza da Orio al Serio il termometro segnava 0 gradi :-O
Baci ed abbracci con Luigi, il quale mi conduce ad Ozieri cittadina in provincia di Sassari dove vien il mal di mare solo a percorrere una parte dei numerosi saliscendi che la caratterizzano. A dominare il panorama è arroccata la bella abitazione di Luì ( così lo chiamano gli amici ....) ed al nostro arrivo trovo la simpatica famigliola di quest'ultimo pronta ad accogliermi con la tradizionale ospitalità sarda ;-)
La moglie Antonella è indaffarata a preparare il pranzo e nel frattempo le illustro quel che si domostrerà solo un vano tentativo di "trattenermi" a livello culinario per non riguadagnare l'uscio di casa in Brianza con le sembianze di un elefante marino :-O Ma come posso resistere alle lasagne al forno cucinate sapientemente dalla mamma di Antonella?
Luigi si dice ansioso per la presentazione del libro, inserita dal Comune di Ozieri in una rassegna denominata "Incontri con l'autore", e speranzoso in una buona affluenza. Prima di passare presso la Sala Conferenze del Centro Culturale San Francesco facciamo sosta in pasticceria per ritirare qualche vassoio di pasticcini. Sono onorato di poter sedere al fianco dell'autore nonchè del suo mentore per quanto concerne la corsa di lunga lena, ossia Fausto. A fare da speaker ed orchestrare la serata un altro amico di Luigi tale Michele dotato di una buona parlantina mentre Tore cura la proiezione delle immagini. Apre le danze il Sindaco della cittadina poi Michele legge alcuni capitoli del libro e quando Luigi prende in mano il microfono per presentarmi al pubblico sono visibilmente imbarazzato. Tutto fila liscio ed al termine della presentazione Luigi riesce a vendere una discreta quantità di copie del libro e lo vedo raggiante mentre scrive dediche a raffica . Eia ! ;-)
Il buffet, composto da tramezzini, i sopraccitati pasticcini e da deliziosi amaretti stuzzica la mia innata golosità e non chiedetemi quanto ho mangiato perchè la memoria in questi casi fa cilecca :-)
Comincio a percepire poco distante dal tallone destro un leggero fastidio e quando la mattina seguente, appena sveglio, premo la zona tra il calcagno e la pianta del piede avverto dolore . Calzo le scarpe, simulo una corsa nel salotto di casa e seppur con sensazioni non ottimali decido di non rinunciare alla sgambatina con Luigi e Tore rivelatasi assai piacevole nonostante un vento a tratti fastidioso. Spettacolare il pranzo a casa della suocera di Luigi con una nota di merito per i sublimi ravioli ripieni di ricotta e spinaci. Doveroso ed opportuno il bis cosa che ha reso felice la padrona di casa rimasta positivamente sorpresa dall' appetito del sottoscritto.
Avrà ripensato alla frase con la quale m'aveva accolto, vale a dire "ma sei magro non hai bisogno di correre !" ed a posteriori  si sarà ricreduta :-D 
Con grande stupore vengo a conoscenza che i genitori di Antonella e lei stessa hanno vissuto per diversi anni a Zofingen , quindi ci si ritrova a parlare di Powerman con loro, incuriositi da questa competizione. Luigi si propone di riaccompagnarli il prossimo anno per assistere alla gara e spero tanto si possa concretizzare questo simpatico ritorno al passato.
Pomeriggio trascorso al campo comunale per assistere all'esordio vittorioso con tanto di gol, di Oscar, figlio di Luigi contento ed orgoglioso del suo erede così come la madre Antonella e la sorella Gaia presenti sugli spalti accanto a me. Prima di cena giretto nel centro di Sassari dove posso ammirare Piazza Italia, che definire magica è limitativo, movimentata da un mercatino sotto un tendone e dai negozi aperti per i consueti regali natalizi. Antonella m'istiga fermandosi in una gelateria e, seppur ancora in fase digestiva dopo il sostanzioso pranzo , una coppetta ci scappa .
A completare l'abnorme introito calorico della giornata si va a cena con Gaia ed una sua un'amica  in un ristorante- pizzeria situato alla periferia di Ozieri , ristrutturato recentemente e dall'aspetto piacevole. Posso attribuire un giudizio positivo alla pizza ed alla crema catalana consumate. Sazi, ma soddisfatti per l'intensa giornata trascorsa, rientriamo a casa e non mi ci vuole molto a prendere sonno....
Ahimè l'indomani mattina, dopo aver ringraziato la squisita padrona di casa Antonella e la figlia Gaia, debbo abbandonare Ozieri e rientrare nel freddo continente.
Un immenso abbraccio a Luigi ed a tutta la sua famiglia, suoceri compresi, per la grandiosa accoglienza riservata ad un affamato signore del continente :-)

God bless you !!!

martedì 29 novembre 2011

Ancora stento a crederci.....

Ribollita
                                       trancio di salmone con patate al forno
torta di mele con crema al mascarpone
foto Franca Tosi
sorridente prima.......
foto Morselli
un po' meno sul finire ....:-)

......se ghe pensu come cantava Bruno Lauzi......
What's happened? 'se l'è success? :-)
Domenica scorsa mentre correvo la Firenze Marathon in prossimità del 10° km ha fatto la sua comparsa un'indesiderata, nonchè alquanto dolorosa, fitta dietro il ginocchio sinistro ed impossibilitato a proseguire la mia sorte era segnata :-( 
Sicchè giunto al ristoro, situato solo un centinaio di metri più in là, chiedo info per trovare una navetta e far rientro in centro città. Gentilmente rispondono che "all'interno delle hascine non è possibile". Facendo un breve ragionamento dovevo percorrere ancora ben 5 km all'interno del Parco fiorentino prima di raggiungere il Lungarno.L'innata testardaggine mi porta a vani tentativi di ripresa ed il morale sprofonda sempre più giù in quanto il dolore non dà tregua !
Alterno corsa e cammino ed incontro gli amici Simone, Francesca, Franca, i quali vedendomi passeggiare sconsolato cercano amichevolmente di risollevarmi l'umore.....
Fuori dalle Cascine giunge un folto gruppo di concorrenti, al quale m'accodo, e questo sarà l'ultimo tentativo perchè, se non posso proseguire senza soluzione di continuità, meglio staccare il numero e farla finita con questa pagliacciata.
Complice il ritmo non elevato riesco a corricchiare dovendo sopportare un leggero fastidio e non più le sgradevoli fitte di prima. Continuo con questo passo, sperando nella buona sorte e se sarà magnanima la prossima sosta la farò oltre la linea d'arrivo. Non è piacevole rimanere vitualmente in bilico con la mente sintonizzata sulla zona infortunata e condizionata dalla paura di una nuova stilettata.
Dopo la mezza il percorso ci porta in periferia nei pressi dello Stadio Comunale e si gironzola sino al 33° km quando si fa ritorno nel centro cittadino ed in quello storico, sicuramente mozzafiato, ma non godo delle bellezze architettoniche perchè per la testa ho ben altro a cui pensare...
A rendermi ulteriormente nervoso ci pensa l'irregolare manto stradale ed il terrore che lo stesso possa influire negativamente sul problema fisico.
Sei lì, cerca di restarci ! non ti venga in mente di rovinarmi la festa ora che siamo agli sgoccioli e devo, oltre a sopportare te, combattere la stanchezza  delle gambe ormai in evidente riserva d'energie. La mente è stata messa sin troppo sotto stress con alti e bassi dell'umore ed anch'essa non gliela fa più. Perchè gli ultimi km non passano mai ?
Sollevare i quadricipiti è divenuto un compito gravoso, avanzo per inerzia e nella discesa che conduce al rettilineo finale sento l'incitamento dell'amico Renzo, grazie al quale trovo la forza e la brillantezza per volare durante dli ultimi metri.
E' gioia immensa, un degno riconoscimento alla mia caparbietà a non aver gettato la spugna se non prima d'averle provate tutte !!!!
Non sono un folle e tanto meno un eroe perchè se il fisico avesse decretato lo stop nulla avrebbe potuto permettermi di tagliare il traguardo. Ora lecco le ferite e domani l'ecografia dirà se dovrò appendere le scarpe al chiodo per un po' di tempo....
Non posso esimermi dal criticare l'esiguo ristoro concesso ai partecipaniti e come lo scorso anno ritengo sia triste ricevere un sacchetto contenente al suo interno SOLO una bottiglietta d'acqua naturale da 50 ml ed una d'integratore salino accompagnate da una crostatina ed un arancia. C'erano tavoli con un po' di frutta, tè e sali ma chi spende determinate cifre per iscriversi esige anche qualcosina di cui nutrirsi no? :-O
Ho condiviso la trasferta in quel di Firenze col pragmatico Crazy Ing Paolo Marini reduce due settimane or sono dalla Maratona di Torino, entrambi ospiti a casa di sua zia. Partito allegramente nella prima parte di gara ha dovuto far i conti con la stanchezza, la quale saggiamente gli ha consigliato di ridurre la velocità di crociera :-)
Da segnalare la cena della vigilia consumata nel "Ristorante- Trattoria  Zà-Zà", noto locale fiorentino ormai inflazionato e troppo turistico, composta da: ribollita per entrambi, una braciola con patate per l'Ing ed un trancio di salmone con capperi e patate per il sottoscritto. Dolce conclusione .....con una torta di mele accompagnata da una delicata salsa al mascarpone :-))))))
Non da meno è stato poter condividere con la famiglia Marini al gran completo la cena post maratona con la gentile consorte Marina, abile spalla nel deridere amabilmente il padrone di casa :-D
Ringrazio tutti gli amici incontrati e conosciuti come le simpaticissime Monica e Franca che ringrazio per la splendida foto scattata prima della partenza ;-)

lunedì 28 novembre 2011

In ricordo di Emilio.....

Son passati due anni dalla tragica scomparsa dell'amico Emilio,Presidente Fitri ma in primis un amico che sapeva ascoltare gli atleti e si presentava sui campi gara senza la "spocchia" di qualche suo predecessore perchè Lui era uno di noi .
Non ti abbiamo dimenticato sei sempre e sarai nei nostri pensieri....

Gd bless You Emilio !!!

giovedì 17 novembre 2011

Un'esperienza insolita....

io c'ero ! :-)

......quella vissuta ieri mattina quando ho accettato di buon grado l'invito dell'amico Ivan per presenziare alla puntata televisiva della sua tramissione Triathlon Time su Bike TV .
E' stato un onore potersi raccontare sentendomi completamente a mio agio, per nulla emozionato se non quando vedevo scorrere l'immagini delle mie gare ovviamente legate ad indelebili ricordi.
Per coloro i quali volessero vedere la trasmissione possono farlo stasera alle 21 sul Canale 817 di Sky http://www.bikeshowtv.com/
Ringrazio l'amico Ivan e l'altra simpatica conduttrice Luciana per la simpatia e cordialità mostrata nei miei confronti:-)

God bless you !!!

mercoledì 16 novembre 2011

Milano Fit Marathon

Edizione 0 o 1 che dir si voglia , domenica scorsa è venuta alla luce una manifestazione podistica corsa all'interno del Parco Idroscalo di Milano denominata Milano Fit Marathon.
In calendario una prova a carattere agonistico sulla distanza della mezzamaratona ed una non competitiva di 8km entrambe a scopo benefico.
In effetti sul sito della gara si leggeva "Fitness e Solidarietà, un aiuto al nostro cuore e a quello dei meno fortunati. L’utile della manifestazione verrà devoluto all’associazione ONLUS “The Heart of Children”.
Insolito l'orario di partenza ,fissata per le 10,30, è motivo di gioia da parte del sottoscritto poco incline alle levatacce mattutine per partecipare a competizioni sportive :-O
Clima rigido di primo mattino, ma poco prima dello start la temperatura ha un'impennata verso l'alto ed il tepore del sole s'avverte marcatamente. La testa, ma soprattutto le gambe, non sono favorevoli a spremersi dopo il tris di gare conclusosi a Ravenna con gli ultimi km percorsi a ritmo di lumaca stanca :-)
Cammin facendo cercherò di metterle d'accordo, anche se caratterialmente durante una prova sportiva cerco sempre, assecondando la forma del momento, di dare il meglio di me stesso.
Partiti si compie un andirivieni per poi ripassare sotto il traguardo e percorrere tre giri del bacino lacustre milanese, dove qua e là compare qualche breve salitella maledetta dai quadricipiti. Non riesco a tener il ritmo di un gruppetto, mi stacco e rimango solo con un giovane ragazzo, il quale è palesemente al limite. Veniamo raggiunti da un terzetto, tento di rimaner attaccato a loro e vi riesco seppur faticosamente. E' sempre lo stesso atleta a scandire il ritmo e quasi geloso del suo compito d'apripista scatta perentoriamente nel momento in cui si cerca d'affiancarlo. Indispettito da questo comportamento, quando la strada sale leggermente innesto una marcia in più e lo scattista s'affloscia per poi  recuperare terreno con l'ennesima accelerazione non appena si ritorna sul piano. Questa sua scellerata tattica di gara lo porta a diminuire l'andatura allorchè all'altezza dei meno 2 all'arrivo aumento lievemente la velocità e costui si defila. Ultimo interminabile rettifilo e qui scalo la marcia perchè ormai le gambe sono intossicate e reclamano una tregua più che meritata.....
Il ristoro post gara è alquanto scarso con te caldo e bottigliette d'integratore salino mentre nei pressi del traguardo vengono distribuiti sacchetti con all'interno pezzetti di mela. Mi cambio senza poter usufruire dell'amata doccia e poi parto in direzione Lodi dove la Catu family m'attende per l'immancabile pranzo abilmente cucinato da donna Eliana . Insalata mista , risotto con chiodini, costata di manzo e dulcis in fundo una crostata con ripieno di cioccolato e pere da leccarsi il......pizzetto !!!! ;-)

God bless you !!!

mercoledì 9 novembre 2011

E' tutto Grassi che cola...



Ame , Sabrina, Simone , Francesca, Andrea

.....e non mi riferisco ad una grigliata di costine, cibo che detesto .....
Vorrei essere stringato e non prolisso come al solito perchè in molte occasioni conviene far parlare immagini, come quella qui sopra, dietro alle quali si celano emozioni e significati molto profondi.
Spedizione in terra di Romagna accompagnato dall'amico Andrea con l'obiettivo di riabbracciare il "Guerriero di Cesena" Simone in grande ripresa e deciso, col suo immenso carattere, a sconfiggere chi ha osato sfidarlo. Impossibile per chiunque poterlo fare ;-)
A corollario di tutto ciò la Maratona di Ravenna ed il programma prevedeva che Andrea attendesse l'arrivo di Simone per percorrere insieme gli ultimi 5-6 km e tagliare il traguardo posto nella magnifica Piazza del Popolo. Purtroppo il buon Simone è giunto in ritardo a Ravenna perdendo il "treno Andrea", ma il destino magnanimo gli ha fatto trovare l'amica Sabrina con la quale ha percorso il doppio della distanza prevista.
La spedizione composta dal sottoscritto,Andrea, Stefano e la sua estroversa e simpatica fidanzata Francesca si è mossa in direzione di marcia opposta alla gara e poco dopo il 40° km ricongiunta al duo Simone -Sabrina.
A colorire gli ultimi 2 km anche un pittoresco e stagionato concorrente dall'eloquio a tratti discutibile perchè scadeva nella volgarità. Costui prima di varcare la linea del traguardo si è messo una spugna sotto la testa esibendosi in una verticale.....:-O
Bello l'arrivo tutti insieme mano nella mano con Simone al centro :-)
Ringrazio in primis Simone e la "sua" Rosi per l'ospitalità e simpatia, riscontrata peraltro anche in Stefano e Francesca, quest'ultima brava a concludere per la prima volta i 30 km della Forlì - Ravenna. Un buon viatico per il suo battesimo nella Regina delle corse ;-)
Un sentito ringraziamento a Sabrina ed ai suoi allegri genitori per avermi gentilmente ospitato nel viaggio di ritorno.

God bless you Simone !!!

mercoledì 2 novembre 2011

Castellazzo Half Marathon


                               Il mitico Pierino ed il suo "dolce" regalo

                                           ormai è solo un bel ricordo :-D

il quartetto al gran completo !

Daria, Bartolomeo, Trip, Cinzia, Ame e Sandra

Dolcetto o scherzetto? e non sto parlando di un'altra inutile festa legata al consumismo abilmente importata da oltreoceano per coinvolgere i consumatori a spendere un po' di euro, ma dell'inaspettata e meravigliosa sorpresa ricevuta dall'amico Pierino.
Quest'ultimo sapeva che avrei partecipato alla mezza di Castellazzo Bormida ed è giunto poco prima della partenza per un caloroso abbraccio portando con sè una torta. La mia innata golosità è ormai di dominio pubblico :-)
"Ame dove ce l'hai la macchina?" domanda alla quale rispondo sorridendo "Pierino non è vicina e poi fra poco parte la gara ! La torta la prendo dopo dai .... ":-)
Mancano meno di quindici minuti allo start raggiungo la zona partenza e non lo vedo più sino a quando ricompare in sella ad una specie di city bike appena al di fuori dell'abitato di Castellazzo :-O Si era caricato la bici in macchina per potermi seguire durante la mezza e sentirlo dire "Ame, la torta l'ho qui in una sacca della bici poi quando finisci te la dò" è stato a dir poco esilarante :-)
Spassoso il terzetto col quale ho trascorso questa bella domenica di fine ottobre. Dalla collinare Brianza mi son spinto di prima mattina nella nebbiosa Vignate per prendere l'amica Cinzia, donna con una grande passione sportiva e dotata di una buona dose d'ironia, bersaglio preferito del sottoscritto. Raggiunta Milano 2 saliamo in auto con Roberto e Gloria ed il viaggio trascorre rapidamente seppur attorniati da una nebbia che scompare per lasciar spazio ad un cielo grigio.Col ritorno all'ora solare le giornate s'accorceranno sempre di più, le temperature caleranno e s'avvicinerà la stagione da me odiata, ossia l'inverno :-(
Detesto e non sopporto il freddo, lo trovo deprimente e mi costringerà, sportivamente parlando, ad abbandonare l'uscite in bicicletta all'aria aperta .....
Piacevole rivedere diversi amici come il "cuore granata" sempre pù pirla "Trip" :-), la gentilissima Sandra , scattare prima del via qualche foto ricordo con loro dandoci appuntamento per il dopo gara. Come da copione l'organizzazione della manifestazione, comprendente la StraCastellazzo di 12km e la Half Marathon, è perfetta ed i concorrenti hanno a disposizione tutto ciò di cui necessitano. Nessuna coda al ritiro del pettorale, deposito borse, spogliatoi e docce, un ricco ristoro e pasta a volontà.
Ma torniamo alla mia prova caratterizzata da un avvio troppo veloce, le gambe ancora imballate dalle gobbe della domenica precedente e poco dopo l' 8° km dico a Pierino di voler calare il ritmo altrimenti non arriverò alla fine. Rimango solo, e così sarà per 2-3 km, poi all'improvviso ritrovo brillantezza di gambe come se si fossero sbloccate e questa impressione l'avverte anche Pierino, il quale sottolinea il mio cambio di ritmo.
Vengo raggiunto da un quintetto con a capo un giovane ragazzo,non iscritto alla prova, alto e magro caratterizzato da una splendida azione di corsa che sprona il gruppo a non mollare incitandoci continuamente.
Rimaniamo in tre e sto soffrendo parecchio quindi decido di calare leggermente l'andatura perchè ritengo opportuno non sporcare le strade con l'acido lattico ormai ai livelli massimi :-)
Vedo in fondo l'arco gonfiabile rosso e, come spesso capita in dirittura d'arrivo, gente che sprinta. "Ghe sem Ame!" una manciata di secondi e la sofferenza finirà.
Spremuto d'energie rimango piegato sulle ginocchia per qualche secondo in attesa di riprendere conoscenza :-O   Successivamente, con Pierino, entro all'interno dello stadio comunale dove bevo un paio di bicchieri di tè al ristoro ma il desiderio di "docciarmi" è forte.
Ripresa la borsa al deposito, rapida doccia nello spogliatoio ormai ridotto a sauna con umidità al 100% e "come back" al ristoro per una lunga serie d'assaggi alle crostate presenti e due fumanti piatti di pasta al pomodoro ! ;-)
La torta di nocciole del Pierino è ben custodita all'interno della borsa e prima del suo commiato esprimo tutta la mia gratitudine per il suo sincero gesto d'amicizia :-) Grazie Kaizen !!! :-D
Nel frattempo altra gradita sorpresa rivedere Roberto Cornaglia anch'egli alessandrino doc. Cinzia e Gloria sono visibilmente raggianti e soddisfatte della prestazione mentre Roberto un po' meno, ma sino alla sera della vigilia era influenzato quindi non poteva pretendere di più dal suo fisico debilitato.
Saluti, baci,abbracci, foto ricordo e .....felici e contenti si torna "à la maison".
Un ringraziamento a Cinzia, Roberto e Gloria perchè è risultato assai gradevole trascorrere questa esperienza podistica con loro.

God bless you !!!

domenica 30 ottobre 2011

Io e la maratona....


.....ma non sto parlando di me stesso bensì dell'esordio come scrittore dell'amico sardo Luigi Mundula appassionato maratoneta.....
Non mi dilungo oltremodo e pubblico di seguito la prefazione del famoso Dott. Arcelli, un vero Guru della maratona colui che mi ha entusiasmato e colpito per la semplicità nel divulgare il corretto approccio alla Regina delle corse. Un vero fiore all'occhiello ed un onore per Luigi, il quale si merita un ritorno di consensi pari alla sua enorme passione messa per tradurre in parole l'emozioni "gustate" durante le numerose maratone percorse.

"Ho conosciuto Luigi Mundula ad Ozieri in occasione del primo convegno “Sport e Salute” organizzato dal “G.S. Monte Acuto Marathon” il 27 aprile del 2002. Con mia moglie fummo anche ospiti a casa sua per un pranzo, uno di quei pranzi in cui i sardi dimostrano quanto sanno essere ospitali. Da quella volta siamo diventati amici, anche se ci siamo visti poche volte, pur rimanendo sempre in contatto telefonico e via e-mail.

Già allora Luigi era un corridore, un maratoneta. Io avevo già smesso di correre le maratone; in totale ero arrivato a farne nove ed avevo raggiunto l’obiettivo di scendere sotto le tre ore. Continuavo a correre e continuo tuttora a farlo; ma vado sempre più piano e senza mai superare certe distanze. Da anni mi sono reso conto che, data l’età e gli acciacchi inevitabili, non avrei più potuto completare una preparazione seria per arrivare ai quarantadue chilometri e centonovantacinque metri senza troppa sofferenza. Dunque ho continuato a correre, ma l’ho fatto prima di tutto perché mi piace e poi perché giova alla salute; cerco di compiere ogni settimana tre ore e mezza di corsa, una dose che già mi aiuta a sentirmi bene (senza peraltro procurarmi dolori alle ginocchia o ai tendini) e che fornisce grossissimi vantaggi per la salute: riduce infatti il rischio di malattie del cuore e della circolazione, in particolare dell’infarto cardiaco, quello che ha portato alla morte mio padre quando non aveva ancora compiuto quarantaquattro anni.
Dall’ultima volta che ci siamo visti, ad ogni modo, Luigi ne ha fatte molte altre di maratone in giro per il mondo e ha migliorato varie volte il suo primato con il solo rammarico di non essere riuscito ad abbattere il muro delle tre ore anche se ci è andato molto vicino. Ma per lui questo ha poca importanza. Non è questo che ha voluto raccontare scrivendo questo libro che riassume tutte le sue esperienze. È un libro che mi è piaciuto molto. Intanto è molto ben scritto e si legge d’un fiato. Poi è stato fatto con la mente e con il cuore; fa davvero capire che cosa vuole dire correre per tanto tempo: qual'è il piacere fisico e mentale che ne deriva, e quali sono i problemi che possono nascere dal fatto di correre le lunghe distanze avendo in testa l’obiettivo ben preciso di completare la maratona nel tempo migliore possibile e tenendo conto del fatto, ovviamente, che al tempo stesso c’è tutto il resto della vita da portare avanti, nel caso di Luigi anche la professione molto impegnativa di veterinario, professione che viene raccontata spesso, in questo libro, con passione e dovizia di particolari.
Ritengo, insomma, che questo romanzo debba essere letto da tutti coloro che sono già maratoneti o lo sono stati: in ogni pagina del libro di Luigi troveranno una parte di se stessi. Ma, a maggior ragione, sono convinto che possa essere utile che lo leggano coloro che, senza essere né Gelindo Bordin, né Stefano Baldini, aspirano a portare a termine la gara dei quarantadue chilometri e centonovantacinque metri e a provare tutto il piacere di farlo, riducendo al minimo i problemi."

Enrico Arcelli

Potrete acquistare il libro qui :
http://www.ilfiloonline.it/index.php?page=shop.product_details&flypage=flypage.tpl&product_id=274456073&category_id=30&option=com_virtuemart&Itemid=175&vmcchk=1

God bless you Luigi !!!

mercoledì 26 ottobre 2011

La Mezza con la Gobba

Lo stop forzato per infortunio , susseguente alla disputa della Maratona d'Italia ,  mi ha permesso di recuperare l'energie spese durante il trittico di gare composto da Elbaman , Maratonina d'Autunno a Novi Ligure e la suddetta maratona corsa e "zoppicata" in terra emiliana :-)
Trascorsi una decina di giorni e rimesse le scarpe da running ai piedi, al termine di una seduta durata una mezz'oretta, il responso sulle mie condizioni fisiche è stato positivo. Galvanizzato dal non aver avvertito alcun dolore mi son riproposto di rimettere il pettorale la domenica successiva senza sapere però dove farlo.
Dando una scorsa al calendario gare, l'occhio è caduto sulla "Mezza con la Gobba" organizzata dall'istrionico Lonardo già ideatore della Marengo Marathon.
Contattato tramite email richiedendo informazioni relative alla tipologia di percorso la sua laconica risposta è stata "mosso ma con panorami mozzafiato" e la cosa mi è parsa alquanto pittoresca considerato che nei dintorni d'Alessandria immaginavo ci fosse solo il classico piattone.
E vabbè caro Ame quale migliore banco di prova ci può essere di una mezza "addittivata" di saliscendi con lo scopo di testare l'attuale stato di forma? Ultimamente, a voler ben guardare, gli stravizi dolciari hanno condizionato l'ago della bilancia ed il peso è leggermente lievitato  :-O
Sarà quindi assai dispendioso a livello muscolare correre in salita, terreno poco amato dal sottoscritto, il quale, una tantum, prova a confrontarsi con situazioni nelle quali non si trova a proprio agio.
Domenica ore 7,15, s'accendono i motori ed il navigatore satellitare utile nell'ultimo tratto di strada che dall'uscita dell'autostrada a Castelnuovo Scrivia conduce al piccolo paese di Pietra Marazzi. Durante il tragitto noto strade piuttosto strette, il percorso ondulato ed ai lati un bel panorama collinare e mi tornano alla mente le parole scritte dal buon Lonardo.
Giunto nel cuore del paese composto da un dedalo di sensi unici parcheggio e vado verso il piazzale della chiesa alle spalle della quale vengono distrubuiti i pettorali ed i pacchi gara. Fa freddo, non c'è un posto coperto dove potersi cambiare ed a quanto pare nemmeno le docce quindi al termine della gara dovrò far ricorso ai fazzoletti imbevuti di sapone...
Meglio cambiarsi in auto e nel tragitto mi fermo a far due chiacchere con uno strano tipo genovese, il quale sostiene saremo in pochi al via considerata la difficoltà del tracciato. Correrà al risparmio preservando le gambe perchè "se tiri qui poi domenica prossima a Castellazzo non potrai sfruttare il percorso piatto e veloce causa gambe imballate...". Sarà, ma gli rispondo che personalmente desidero solamente poter concludere la prova senza dolori conscio del tracciato impegnativo.
Brrrr la temperatura esterna consiglierebbe di rimanere al calduccio dentro l'auto però non ho alternative e cerco d'acclimatarmi procedendo di corsa verso la partenza. Difficile rimanere fermi, l'umidità penetra ovunque all'interno del corpo e mi pento di non aver indossato sotto la canotta una maglia a maniche lunghe.
Sto dialogando con due podisti, e colto di sorpresa m'accorgo che lo starter ha dato il via quindi affronto la prima ripida discesa intruppato tra i concorrenti delle due prove, la 10 km e la mezza. Al termine di un breve circuito tra le strette vie del paese si ridiscende sulla strada principale diretti verso Rivarone con qualche leggero strappetto. Percorriamo un breve tratto sterrato ma il bello arriva dopo il 4° km con un'indigesta salita, lunga un km, ed il quartetto d'atleti di cui faccio parte si sfalda ricompattandosi quando l'altrimetria diventa amica ;-)
Sino al 10° km si può correre in pianura e sfrutto il momento dialogando col compagno d'avventura mentre m'accorgo dal loro ansimare che gli altri due sono in evidente difficoltà rimanendo attaccati al treno a fatica. Basta una sgasata dell'amico e sono in "fuorisoglia", ma non ci penso minimamente a mollare e questa caparbietà viene premiata poichè ad affrontare la vera e propria "Gobba" ci ritroviamo solo in due......
Dal 14°km la strada risale ed a parte qualche tratto, in cui poter rifiatare, soffro per un paio di km sino a quando giunti nel punto più alto della gara inizia la discesa accolta come una sorta di liberazione dai quadricipiti ! :-)
Sciolgo le gambe mentre scendo , il socio mi confida d'esser alla frutta e lo noto allorchè affrontando una breve salita si stacca, ma gli comunico il desiderio di voler transitare insieme sotto l'arco d'arrivo. Ultimi mille metri si rientra a Pietra Marazzi e per battezzare degnamente le gambe prima del 21° km attacchiamo la breve nonchè impegnativa erta finale. Malgrado l'invito del compagno di giornata a giungere solo al traguardo l'aspetto volentieri e mano nella mano varchiamo la linea d'arrivo. Nella mia filosofia sportiva non esistono avversari ed è stato piacevole poter condividere questa insolita mezza con una persona leale. Rimango basito quando sento frasi come quella udita al pranzo, offerto dall'organizzazione, al termine della gara. Due concorrenti, fianco a fianco per tutta la durata della gara ed uno di loro chiede all'altro di tagliare il traguardo insieme ma il secondo sprinta negli ultimi metri per sopravanzarlo adducendo come scusante il fatto che la sua società podistica non condivide arrivi in compagnia. Io gli avrei tolto il saluto a vita !!!!!!
A rovinare la bella domenica sportiva ci pensa involontariamente una ragazza, seduta di fronte a me durante il pranzo con un viso rattristato per la caduta di Simoncelli durante la gara di Sepang. Le domando se si è fatto male e lei mi risponde "è morto !".
Shockato dalla notizia resto impietrito con lo sguardo immobile ed il vassoio in mano incredulo di fronte alla tragica scomparsa di un ragazzo così giovane :-(
Mestamente abbandono la tavolata per rientrare a casa....

God bless you Sic !!!

sabato 15 ottobre 2011

S...Carpi...nando e zoppicando....


il primo gelato del sabato :-)

la meritata ricompensa della domenica ;-)

Ed ahimè ora ne pago le conseguenze, ma avrò modo di parlarne strada facendo.....
Ringalluzzito dalla dignitosa prestazione nella mezza corsa in quel di Novi Ligure e seppur conscio di non aver nelle gambe un buon ritmo per i canonici 42,195 km  ho deciso in extremis di partecipare alla Maratona d'Italia, una prova insidiosa nella seconda parte con difficoltà altimetriche a me già note dopo averle testate nella passata edizione. Quest'anno niente più sveglie prima dell'alba e come raramente capita in siffatte occasioni, sfrutto l'opportunità della gentile ospitalità offerta dall'amico Angelo,gloria sportiva carpigiana :-)
Ergo parto il sabato di primo pomeriggio e giunto al casello di Carpi incontro Angelo, il quale mi guida verso la sua dimora e da lì ,depositati i bagagli, nei pressi del centro cittadino dove fortunosamente riusciamo a scovare un parcheggio gratuito ;-)
Raggiungiamo la meravigliosa Piazza Martiri , teatro nel lontano 1996 del mio primo arrivo in una maratona ufficiale e credo di poter dire d'aver ricevuto il battesimo in una cornice degna di nota. Già sogno ad occhi aperti gli ultimi 200 metri del giorno seguente accolgo dall'applauso della gente mentre corro verso il traguardo. Brividi !
Ritiro il pettorale poi col buono situato all'interno della busta vado a prendere la t-shirt col logo della gara e quando alla domanda "Taglia preferita?" rispondo "M grazie "mi vien gentilmente consigliata la S. Sorrido credendo stiano scherzando però quando la provo sottoscrivo per la S chiedendomi se la L sia destinata all'incredibile Hulk :-)))))
Visita alle bancarelle degli espositori ma le gambe reclamano riposo e si torna a casa in attesa dell'arrivo di Katia fidanzata di Angelo . Il terzetto affamato trasloca in una pizzeria dove l'attesa per poter mettere qualcosa sotto i denti diventa estenuante a tal punto da farci spazientire ! Nel momento in cui decidiamo di chiedere spiegazioni al cameriere ,compaiono le tre pizze ed il nostro spirito battagliero si placa...
Il tempo di divorarle e si decide, con immensa  gioia del sottoscritto, di concludere la cena con un gelato in centro a Carpi che diventeranno due allorchè fuori dalla gelateria odo il richiamo della coppia d'amici Filippo ed Anna. E come posso non far compagnia a Filippo con un piccolo cono?  L'alibi tirato in ballo è l'opportunità di smaltire il surplus calorico il giorno seguente ;-)
Breve passeggiatina con un'arietta sempre più fresca, un anticipo di quel che c'aspetterà l'indomani mattina, e tempo un'ora sono sotto le coperte alla ricerca del sonno ristoratore, difficile da trovare.Ore 6.15 l'impietosa suoneria del cellulare mi riporta alla realtà ed appena metto i piedi a terra scarto le famigerate due barrette diventate la colazione standard il giorno in cui gareggio. A farci da traghettatore, da Carpi al luogo di partenza della maratona situato nei pressi della Galleria Ferrari a Maranello, si è reso disponibile il papà di Angelo il quale riporterà poi l'auto a Carpi. In tal modo abbiamo evitato il noioso trasbordo coi bus navetta predisposti dall'organizzazione e dai vari commenti ascoltati alcuni si son lamentati d'essersi ritrovati a ritirare il pettorale e cambiarsi molto rapidamente per poter partire in orario :-O
Aria alquanto frizzante al nostro sbarco nel tempio dei motori ferraristi con immediato rifugio nella struttura preposta al cambio d'abiti dove si discute circa l'orario di partenza . Alla fine per esigenze televisive si ritarderà lo start di 20 minuti, ed essere in griglia mezz'ora ad aspettare l'inizio della competizione è snervante.Difatti 5 minuti prima del colpo di pistola passo sotto la staccionata che delimita le griglie e scarico la tensione nei pressi di un cassonetto :-D
Il sole appare con tutto il suo...calore condizionando positivamente la temperatua,tolgo i manicotti, l'infilo nella tasca posteriore della maglia e finalmente odo lo sparo col quale si dà inizio alle tre prove di corsa presenti nel programma di giornata, vale a dire mezza maratona , 33 km e maratona.
Superato il toboga del primo km, dove occorre prestare attenzione evitando pericolose collisioni con chi vuol farsi largo a tutti i costi , ci s'immette su un lungo e monotono stradone in leggera discesa. Ed ecco il colpo di sorpresa inaspettato, una stilettata al morale...
Cos'è successo? un fastidioso dolore sotto il polpaccio sinistro all'altezza del 3° km si fa notare ad ogni spinta e la paura di doversi fermare anzitempo diventa un incubo acuito dall'aver a fianco un atleta veneto particolarmente fastidioso. Costui fa calcoli di medie al km , si lamenta spesso e gli rispondo di non aver cronometro nè gps, bensì  problemi d'altra natura ahimè :-(
Mi sbarazzo della noiosa compagnia aumentando considerevolmente l'andatura raggiungendo un terzetto e con loro rimango solo un paio di km in quanto abbiamo velocità diverse.Preferisco proseguire in solitudine sino a metà gara correndo purtroppo in maniera contratta nel vano tentativo d'isolare il dolore. Dalle retrovie giunge un nuovo compagno di fatica il quale ad un certo punto rallenta vistosamente ed in maniera poco ortodossa vuole il cambio. Prontamente gli rispondo d'essere al massimo delle mie possibilità e lui ,infastidito, s'accoda ad un altro concorrente con un passo decisamente più elevato in quanto iscritto alla 33km. Oltre al fastidioso dolore si è fatto vivo un maledetto vento contrario e nei tre cavalcavia affrontati dal 21° al 30° km, sia a salire che a scendere la maggiore sollecitazione a cui son sottoposti i polpacci durante la spinta determina alcune fitte. Lo spettro del ritiro torna a farsi minaccioso, cerco di non pensarci pur sapendo quanto sia arduo distrarre la mente già parecchio stanca.
Se dovessimo fare un sondaggio fra i podisti sulla frase più fastidosa ed irritante sentita sul finire di una gara la quasi totalità sarebbe concorde nel sostenere sia la seguente " dai che è finita ! ":-O
In effetti non è stato piacevole ritrovarsi al 35°km dolorante e seriamente affaticato udire , una gentile signora, gridare la frase di cui sopra :-)
Cosa vedono i miei occhi ! Questo non me lo ricordavo! e per completare l'opera ecco un bel sottopasso a 2 km dal termine e le gambe sentitamente ....s'incazzano per non parlare della zona già di per sè sofferente...
Km 41, si entra nell'abitato di Carpi, non vedo l'ora di porre fine alla via crucis e proseguo a correre quasi in trance sino a quando scorgo il fatidico cartello con la scritta 42 , preludio del reffilo d'arrivo. Pubblico applaudente ai due lati l'affascinante Piazza Martiri, la gioia nel cuore, una forte emozione mi conduce sino alla linea del traguardo. Il tempo d'oltrepassarla e son piegato sulle ginocchia a riprendere fiato prima di ricevere la medaglia al collo e passare al ritiro della borsa. Al rallenty, zoppicando, raggiungo gli spogliatoi, scarni di sedie,con qualche doccia fredda ma il destino me ne riserva una con acqua calda e riprendo vigore. Consumo con appetito un bel piatto di pasta ,scambiando qualche impressione sulla corsa con l'amico Giuseppe, terminato il quale cerco di contattare Angelo con esito negativo. Lo incrocio visibilmente provato mentre stavo percorrendo, in direzione opposta, la strada dove vengono incanalati gli atleti al termine della prova.Mentre si cambia chiacchero col padre, poi lasciamo il centro della città molto movimentato dai continui arrivi e facciamo ritorno a casa. Ad attenderci in tenuta ciclistica riabbraccio Katia, impavida nonostante il freddo mattutino a seguire l'amato Angelo, ed in simbiosi col sottoscritto ci divertiamo a prendere in giro l'esausto ironman del Galileo Triathlon :-D
Angelo da persona ironica sta al gioco e ritorna in sè dopo aver pranzato,insieme a padre e Katia,con un piattone di spaghetti e qualche fetta di salame irpino portato direttamente dal padre. Osservo i commensali prima di scatenare tutta la mia golosità nei confronti della meravigliosa torta meringata offerta nell'occasione dal generoso Angelo ed in coppia diamo spettacolo lasciando agli altri due poco più delle briciole :-)))))
C'est l'heure d'aller à la maison, recitava il titolo di un vecchio post e dopo aver abbracciato e ringraziato Angelo , il padre di quest'ultimo e Katia per la loro cortesia e gentilezza lascio l'amata Emilia dopo 24h trascorse in un tourbillon ricco d'emozioni di varia natura . Divertimento, sofferenza, stanchezza, allegria si sono fuse lasciando nella mente un altro indelebile ricordo....
E per finire....Grazieeeeeeeeeee Angelooooooooooo :-D

God bless you !!!

domenica 2 ottobre 2011

Degna chiusura....


dopo una corsetta col Crazy Ing. Paolo :-) 

foto di rito con Gianluca all'ingresso del suo regno

a touch of class col cacao sopra la panna ;-)

.....di un'altra estenuante stagione, dedicata alla multidisciplina, prodiga d'emozioni e piacevoli ricordi .
Dove si è consumato l'ultimo atto ? All' Isola d'Elba  nell'unica gara presente sul nostro italico stivale ottimamente organizzata dall'amico Marco Scotti letteralmente elettrizzato durante tutto l'arco del fine settimana. E ne ha ben donde se consideriamo la complessità nel gestire un evento plurimo capace di  coinvolgere centinaia d'atleti e più di 250 volontari. Trattandosi di un'isola il compito diventa ulteriormente gravoso, vista l'impossibilità di chiudere le strade al traffico e nel contempo consentire il passaggio degli atleti senza soluzione di continuità. L'enorme successo registrato nella passata edizione dell' Elbaman, con a corollario della distanza IM anche il mezzo e le staffette, ha indotto lo staff organizzativo a proseguire e consolidare questa triade di gare. Purtroppo non verrà assegnato il titolo di Campione italiano in quanto non più contemplato dalla Federazione italiana e mi trovo in disaccordo con tale scelta perchè ha contribuito ad abbassare il livello della competizione. Gli atleti  italiani di spicco han programmato diversamente la loro stagione finalizzando altri obiettivi a scapito della gara elbana.
Raggiunto l'obiettivo stagionale prefissato, ossia l'entrata nel Jubilee Club a Zofingen, ero stranamente privo di stimoli a livello mentale, poco attratto dal dover faticare seppur in uno scenario naturalistico da cartolina. Ritrovare una "vagonata" d'amici, alcuni dei quali posso rivedere solo in quest'occasione, ha contribuito a darmi le motivazioni necessarie ad affrontare l' irontrasferta elbana.
Ritorno all'antico e graditissimo compagno di merende è stato il "Crazy Ing" Paolo Marini, spassosissimo ed ipertecnologico, con cellulari , tablet , macchina fotografica, garmin al seguito. Deformazione professionale ? Può essere, però quando inizia a chiaccherare vaga per le autostrade senza rendersi conto della direzione presa ed allora urge riportarlo all'ordine, anzi sulla retta via :-)))))
Partiti da Milano leggo erroneamente indicazioni con la scritta Genova mentre dovevamo dirigerci sull'autostrada della Cisa ma tutte le strade portano a ....La Spezia ed a nostro favore abbiamo un consistente margine di tempo per raggiungere l'imbarco a Piombino. Arrivati nei pressi del porto pranziamo in una piadineria e la scelta si è rivelata azzeccata perchè in tal modo abbiamo evitato di consumare il solito panino ;-)
Trasbordo in traghetto a costo tutt'altro che modico e sbarco a Portoferraio in un'assolata e calda giornata estiva per giungere una mezz'oretta più tardi a Marina di Campo nell'Agriturismo Orione gestito dall'eclettico amico Gianluca da me soprannominato il Barone Rosso elbano per la sua abilità d'istruttore aereo :-)
L'agriturismo è una vera e propria oasi in mezzo alla natura ad una decina di minuti dal centro, silenzioso e ben curato un posto dove potersi rilassare in tutta tranquillità. Depositati i bagagli in camera,ritirato il pettorale decidiamo di fare una passeggiata ed ammirare il cristallino mare elbano. Caotica durante i mesi caldi dell'estate a fine settembre l'isola è più vivibile e la si può gustare a 360°. Il venerdì sera è dedicato al tradizionale pasta party quest'anno svoltosi sotto un tendone allestito in un piazzale poco distante dal centro cittadino e lo sapete quanto sia deleterio per il sottoscritto non aver un menu predefinito bensì un pericoloso "all you can eat" :-)  Il buffet ha la meglio sulla mia coscienza e faccio sfracelli culinari anzi in questo caso dolciari perchè dopo due piatti d'orecchiette al sugo di pomodoro mi catapulto sui vassoi contenenti crostate d'ogni genere . Da segnalare la presenza di una variopinta macedonia col la quale concludo l'ipercalorica cena causa manifesta golosità :-O
Piacevole rivedere l'amico Massimo Contardo col quale ebbi modo in passato di condividere gare e diverse uscite d'allenamento in bicicletta
L'appuntamento col gelato, in accordo col Paolo, si è preferito rimandarlo alla mattina seguente al termine di un'originale colazione a base di caffè al gingseng e due paste. La bontà del gelato confezionato nella gelateria Zero Gradi è "hors categorie" ed attira tutti i golosi presenti sul posto.
Curioso notare come viene concepito, dai partecipanti, il giorno prima di una gara impegnativa come un IM e spesso la tensione associata alla paura di considerare il riposo deleterio giocano a sfavore dell'atleta. E' consigliabile una blanda attività fisica, con scarso impegno fisico come del resto abbiam fatto io e Paolo correndo e chiaccherando 5 km durante i quali abbiamo incrociato Samuele,un compagno di squadra del Crazy Ing, iscritto al 73.
Mentre nel primo pomeriggio consegniamo la nostra due ruote al bike check-in notiamo nubi minacciose all'orizzonte ma il saggio papà di Gianluca, elbano doc, al nostro ritorno in agriturismo si dice scettico sull'opinione del figliolo e delle previsioni meteo, le quali indicano la presenza, seppur sporadica, di debole pioggia il giorno seguente. Col senno di poi avrà ragione Eletti Senior e non avevo dubbi a riguardo, il figlio ha la testa sempre in .....aria :-))))))
Il buon Ame si trasforma in cuoco e cucina la cena della vigilia composta da una pasta col tonno,insalata mista a pomodori e, dulcis in fundo, mangiamo dell'uva. Pare che Paolo e Samuele abbiano apprezzato il menù...
Passeggiatina in centro con degustazione d'un piccolo cono gelato e poi rientro all'Orione infilandosi sotto le coperte ed attendere, alternando sonno e risvegli vari, il mattino seguente quando alle 4,15 la suoneria del cellulare sancirà l'inizio d'una giornata particolarmente movimentata :-)
Scarto e consumo apaticamente le due barrette collocate sul comodino rese più appetitose dalla copertura di cioccolato al latte. La colazione è fatta, ci si riposa ancora un attimo, ultimi controlli di routine alle borse da lasciare in zona cambio e si parte destinazione paradiso o inferno ? Lo scopriremo solo....nuotando, pedalando, correndo :-D
Buio in zona cambio, si stempera la tensione scambiando qualche battuta con gli amici ed è piacevole percepire la temperatura dell'aria molto mite perchè di freddo e pioggia ne ho già "mangiati" a sufficienza nelle ultime gare ;-)
Muta indossata, la truppa di pinguini fa rotta verso la spiaggia per la spunta e si cerca di scorgere all'orizzonte le boe arancioni, le quali  hanno il compito di delimitare il percorso natatorio. Per un simbolo dell'antinuoto come il povero Ame si preannuncia l'usuale e consistente dispendio d'energie confortato da un mare liscio come l'olio. Colpo di pistola , si cammina il primo tratto poi tuffo in acqua e che Dio ce la mandi buona.....
Seppur stravolto ce l'ho fatta anche stavolta ad uscire indenne dalle acque elbane e giunto al primo cambio ritrovo sotto il tendone Paolo uscito poco prima di me, lo saluto e parto per il calvario sui pedali. E' un film dal copione già scritto, coi primi due giri dove baldanzoso faccio il gigione con gli altri,poi all'inizio del terzo compare lo spettro della fatica, le gambe non riescono a spingere determinati rapporti quindi saggiamente decido di scalare un paio di marce e proseguire gestendo l'energie rimaste. Tra l'altro senza alcun logico motivo avverto un formicolìo al piede destro e m'innorvosisco...
Salgo dopo Chiessi utilizzando "San 25" e l'arrivare a Marciana è un lento stillicidio, idem con patate la tecnica discesa verso Marciana Marina costellata da un'infinita serie di buche nell'asfalto. E' mai possibile, trascorsi  6 anni, non degnarsi di riasfaltarla ? All' amministrazione comunale del luogo dedico tutte le imprecazioni mie e della mia bici al completo, ruote in primis !!!!!
Oh non finisce più questa pedalata ? Comincio ad averne abbastanza ! ....ma non appenna affronto l'ultimo breve strappo di giornata dopo Procchio e lo supero, ritrovo morale perchè gli ultimi 5 km saranno quasi totalmente in leggera discesa e condurranno, lo scrivente, dritto dritto alla seconda transizione. Non vedevo l'ora di poter scendere dalla bici , togliere le scarpe,indossare quelle a me più consone ed affrontare i 42 km di corsa finali. Sin dalle prime falcate le sensazioni sono buone e l'aver calato notevolmente il ritmo negli ultimi 60 km ha prodotto effetti benefici sull'elasticità muscolare dei quadricipiti. Devo ringraziare i tanti amici incontrati sul percorso per il tifo da stadio a me riservato e quando li sentivo gridare i brividi s'impossessavano del mio corpo e la fatica scompariva. Fortunatamente il cielo si è coperto e la temperatura non è così elevata da creare ulteriore disagio oltre alla stanchezza, ormai fedele compagna di corsa. Calo il ritmo cercando di camminare solo ai ristori, ma durante gli ultimi 4 km inserisco dei  tratti nei quali cammino. Sono sul lungomare poco distante dalle porte del Paradiso, rilasso la mente, godo guardando sul lato sinistro il mare e ripenso alla fatica compiuta in acqua, alla crisi avuta in bici, saluto l'ultima volta gli amici gentili nel complimentarsi. Svolta a destra, percorro un breve tratto poi di nuovo a destra ed ecco il traguardo, lo vedo, vorrei gridare tutta la gioia che ho in corpo, mi limito ad alzare le braccia al cielo. Subito dopo l'arrivo, con immenso piacere,ricevo dall'amica Deborah  la medaglia e bradipamente raggiungo una sedia dove riprendo contatto con la realtà. S'avvicina l'amica Alina , sono molto sudato quindi ritengo opportuno salutarla, dirigermi in zona cambio a ritirare bici e sacche gara e poi raggiungere l'agriturismo. Dopo una salutare doccia attendo vanamente più di un'ora un sms di Paolo ma non giungono notizie da parte sua.  Preoccupato gliene scrivo uno e tempo pochi minuti lo sento al cellulare mentre sta mangiando con Massimo e si scusa perchè impossibilitato a chiamare in quanto sprovisto del mio numero :-O  Ma vadaviaiciap ! :-D
Li raggiungo,mangio un piatto di pasta con loro e quando  Paolo ritorna in camera approfitto del servizio massaggi, seguito da un megacono gelato offerto dal mitico Giacomo Maritati.
Stanco ma felice abbraccio l'amico leccese e ritorno alla base con l'intento di riposare pur sapendo sia praticamente una chimera riuscire a farlo dopo una prova estenuante e con ancora adrenalina in corpo.
L'indomani ritorno a salutare l'elbano Paolo, produttore a Lanzarote del famoso profumo Alma de Canarias e di fronte alla sua rosticceria facciamo colazione con cappuccio e due paste. Prima di lasciar l'isola ultimo passaggio da Zero Gradi e col sapore del loro inimitabile gelato lasciamo Marina di Campo con malcelato dispiacere :-(
Da Portoferraio si salpa per Piombino ed ahimè la fiesta è finita. Cala il sipario e compaiono i titoli di coda dove i ringraziamenti di rito comporterebbero un altro post :-)
Doveroso ringraziamento a Gianluca ed alla sua simpatica famiglia per l'ospitalità e la cordiale accoglienza.

God bless you !!!